
A modo loro, ma l’scrizione del 2026 per il Corso SA1 l’hanno fatta anche i Monaci del Sempione! Solo che ci hanno offerto vitto e alloggio per questo weekend del 17-18 gennaio, in una cornice tra il mistico, l’antico ed il perturbato.
Il mistico legato all’enorme costruzione che ti ospita, con le sue mega stanze dove potresti organizzare anche un torneo di calcetto; ci sono anfratti dove mettere materiale per una vita, stanze dove riscaldare un campo da tennis, salette dove poterti rilassare per ore (tipo quella al terzo piano per la lettura, dove affondi le terga tra le tre e le quattro tipologie di divani) e camerate ampie ed accoglienti con ricambio di lenzuola…cosa che non si vede spesso.


Ed infine una Cappellina dove poter ascoltare la celebrazione di una S. Messa in francese, la cui partecipazione è molto sentita, se paragonata alle nostre parti e nonostante la stanchezza dei partecipanti, vista l’ora ed il luogo. Ad un certo punto pensavamo di dover passare anche nella sala dove Re Artù avrebbe consegnato la spada a Lancillotto….
Antico perché qui passavano i pellegrini centinaia di anni fa, ma oggi non è molto diverso; pensi di non vedere nessuno, soprattutto se il tempo è brutto, ma in realtà è un porto di mare, passano turisti, pellegrini in cerca di relax, ragazzi in compagnia e famiglie con più figli che parenti. Poi ci sono gli scialpinisti, come noi.
C’è un po’ di rigidume che li caratterizza, ma in fondo basta che un Monaco tenti di dirti buon appetito e strizzi gli occhi quando gli dici che arrivi dalla Brianza che subito hai un nuovo amico e non su Facebook.
Ceniamo alla svizzera, ma il bis tramite l’occhiolino della cameriera, che ha compreso le attività svolte durante la giornata, ci permette di incamerare calorie adeguate al giorno successivo.
Perturbato, infine, perché questo weekend non è stato fortunatissimo da un punto di vista meteo; ci abbiamo creduto fino a quando è stato possibile e sabato siamo riusciti ad estrarre un bel jolly proprio grazie alla neve.
Insomma il perno di questa prima uscita pratica è stato il luogo in cui abbiamo vissuto, intorno a questo ci sono stati due giorni a loro modo magici e vissuti in bella compagnia: un sabato inizialmente incerto che si è trasformato in una sorpresa non indifferente, con cielo parzialmente azzurro e sciata memorabile su 18/19 di discesa dall’Hohture (mt. 2.409), messa lì per noi.


Domenica più idealizzata nelle info dell’App Meteo che nella realtà, visto che il Passo o il Confine italo-svizzero ha giocato il solito ruolo di giudice dei venti e della visibilità. La meta dello Spitzhorli è rimasta là dove risiede da millenni e noi ci siamo trastullati sino a dove abbiamo potuto. La speranza che il cielo si aprisse con il vento che spazzava definitivamente l’invisibilità a pochi metri non si è materializzata. Ci siamo esercitati quindi sulle difficoltà del seguire una traccia ad occhi quasi chiusi e abbiam preso un po’ di sano freddo durante le manovre di ricerca del sepolto.



Ovviamente per finire in bellezza e goderci il meritato rientro, abbiam pensato di garantire un po’ di successo economico ad uno dei Pub della zona, così ci siamo fiondati a Crevaldossola per incrementare il PIL locale, via birretta e paninazzo.
Partecipanti a questa prima uscita di SA1: i nostri allievi Eleonora, Paolo, Andrea, Marco, Riccardo e Davide (con Domenico la domenica…..); poi noi-altri, Giuseppe, Luca, Anna, Davide, Alfredo, Bob e Patajean; poi Gigi e Augusto e la domenica anche Barney, Paolo, Alessia, AleNuzzo.
by Patajean
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