
Più mucche che auto! Questo il riscontro del censimento finale post gita Cai Montevecchia di questo settembre ’26. Il che appare ancora più evidente, viceversa, quando rientri a Melegnano dopo un viaggio per il quale devi prendere un pennarello e ri-disegnarti la riga del culo per il tempo trascorso nell’abitacolo e meno male che alcuni di noi si sono presi un giorno supplementare per passare anche qualche momento culturale.
Settembre è periodo di migrazione e come già accaduto lo scorso anno con il Selvaggio Blu, anche quest’anno abbiamo allungato la meta, posizionandola in Centro Italia, più precisamente dove l’Appennino raggiunge la sua massima elevazione, poco inferiore ai 3000 metri.
L’andata è stata fin troppo facile, tutta in discesa e quindi in scioltezza verso l’obiettivo. Meta il Corno Grande del Gran Sasso, con la salita alla cima (2.912 mt) ed un corredo di altre cose tra cui la Normale al Monte Cefalone (2.533 mt) ed una serie di visite eno-gastro-culturali che hanno toccato alcuni gioielli tra l’Abruzzese ed il Marchigiano: come dimenticare la Via del Bacio a S. Stefano di Sessanio o la Cripta del Duomo di Ascoli, piuttosto che Santa Maria della Rocca a Offida; posti che qualcuno potrebbe mettere in dubbio ma che risultano di una tale bellezza che nessuno in questi anni ha dimostrato di saper eguagliare, tipo: cosa lasceremo noi ai posteri? Una connessione, Instagram, qualche bel centro commerciale e poco altro, monumenti quasi zero….
Arriviamo a Campo Imperatore verso le 10.30 (la partenza di venerdì 11/09 è stata alle ore 3.00) e ci si apre un mondo; capisci prima, durante e soprattutto dopo che forse valorizzare una zona ha senso, ma non troppo. Lasciarla tal quale ti permette di comprendere quanto valga il silenzio e la poca antropizzazione. Viceversa il mettere tutto in super bella mostra comporta che la gente prima o poi se ne approfitta e rischi di fare le ferie dovendo lasciare a casa (in ostaggio o conto deposito) i tuoi reni.
Gli animali visti sono stati pochi, ma quei pochi hanno fatto scuola con la loro personalità: le mucche! Rispetto a quelle svizzere, già inquadrate di loro, qui vanno in fila indiana, per colore e senza campanaccio. Sembra che abbiano un sensore e ad una data ora loro partono e vanno in fila indiana o a farsi mungere oppure a scoprire nuove zone intatte, con una signorilità di tutto rispetto. A seguire i camosci! Sono sempre in posti tattici ed iconici, sembra che qualcuno alla mattina dica loro dove posizionarsi in funzione dei turisti. Il posto non è mai banale e permette al tuo telefono di provare immense soddisfazioni; forse un po’ esibizionisti, ma meglio che vederli all’interno o coperti di patatine!


Di pecore, invece, nessuna traccia…..ma lì abbiamo una mezza idea di dove siano andate.
Come detto il primo giorno è stato molto lungo, in realtà sono stati quasi due e in mezzo ci abbiamo ricavato di tutto: turismo, pianificazione delle gite, logistica dell’hotel, aperitivi e cene. Su queste ultime un paio di ulteriori appunti:
- Su tre giorni di trekking quattro li abbiamo passati a tavola!
- L’ultima portata della sera era la colazione della mattina…
- I contorni erano, in qualche caso, da condividere in molti forse troppi; un po’ come se a San Siro un pacchetto di patatine fosse da dividere tra Curva Nord e Curva Sud (in realtà con quest’ultima non condividerei nulla!). Quindi abbiamo dovuto far capire che poche foglie di insalata vanno bene per coprire il bianco della ceramica del vassoio, ma non garantiscono la copertura della fame di ventinove brianzoli stanchi morti.
Per il resto un triplete di giornate (per alcuni sono state quattro) splendide passate nelle salite di due cime tutt’altro che banali, con panorami mozzafiato e percorsi dove far ballare sempre l’occhio; il Corno Grande richiama in certe vedute le cime dolomitiche, il Monte Cefalone ha degli scorci e passaggi simili agli Scudi della Traversata Alta delle Grigne, mentre le traversate di tutte le creste percorse ci hanno permesso di conoscere questa zona bellissima.




Il meteo è stato super clemente, anche se durante la salita al Corno Grande le nubi ci hanno affiancato, sommerso e regalato attimi di totale stupore, con un susseguirsi di forme, masse e colori. Qualche attimo di stremizio, un misto fra Ansia & Angoscia, c’è stato quando due tuoni piuttosto fragorosi hanno rotto il silenzio della discesa; si sa che un temporale in assenza di acqua è molto peggio di uno con, ma la distanza dalle auto era ancora notevole. Abbiamo saputo che una parte di noi è stata invasa da uno scroscio, mentre quelli in coda sono stati graziati, il tutto in poche centinaia di metri. Ormai funziona così.

Il resto del tempo lo abbiamo trascorso fra centinaia di arrosticini, mangiati al Ristoro Mucciante sito nel nulla di Campo Imperatore, dove la caratteristica principale è comprarli e portarli fuori sulla brace, per cuocerli e gustarli con una birretta: vanno appoggiati senza distanza fra uno e l’altro, altrimenti si capovolgono e cuociono solo da un lato. Basta 1,5 min e il palato vi ringrazia. Altro motivo di attrazione è stato il Canyon della Valianara, dove gli spaghetti western hanno fatto scuola e dove Bud Spencer & Terence Hill hanno insegnato a mangiare i fagioli, il resto lo si fa da soli!



Prima di mandare i titoli di coda non possiamo non abbracciare “i due Maggioni” (Luciano e Elio), che purtroppo non hanno potuto partecipare a questo weekendone; abbiamo trovato comunque il modo di sentirli e di renderli partecipi delle nostre stupidate, attraverso foto e chiamate. Siamo sicuri di averli tra di noi alle prossime!
Come al solito qualche giorno di quasi assoluta ‘calma’ serve per vivere l’esperienza, farla propria e godere della compagnia; il contrasto fra chi è frenetico (e noi con 29 persone, 8 auto ed i tempi scanditi non avevamo molta scelta) e chi è abituato a lasciar andare (….chi produce e mangia fagioli tutti i giorni è facilitato) è molto evidente quando lo vedi coi tuoi occhi e lo senti con tutto te stesso. E’ inutile, serve andare adagio, ogni tanto per lo meno. Noi quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto.


Un grazie al Cai Montevecchia per tutta l’Organizzazione e per la riuscita di questi fantastici quattro giorni abruzzesi!




Partecipanti: Stefy, Sara, Annalisa, Fiore, Nicla, Terri, Gabri, Roberta, Ornella, Paola, Andrea S, Massimo, Pier, Carluccio, Alessandro, Carlo A, Mirko, Max T, Gianlu, Gian, I Lecchesi Vittorio, Massimo e Claudio, Reb, Lele, Andrea geometra, Roccia, Ernesto e Patajean.
by Patajean
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