VAL DARENGO & VAL VERTOVA – VICINE & LONTANE. WEEKEND 8 e 9 OTTOBRE 2011.

La prima neve e di nuovo il solito splendido sole! Questo weekend è stato finalmente un po’ il primo a mostrare un cedimento meteorologico nella “lunga estate calda”! abbiamo lumato e usmato il cambiamento e quindi ci siamo lanciati alla ricerca dei primi fiocchi, caduti nella “quasi Mesolcina” e più precisamente in Val Darengo, presso la Capanna Como. Dopo tanti anni abbiamo desiderato visitare questa valle selvaggia, lunga e “in kulo ai lupi”.

Andrea voleva andarci da tempo, mentre il sottoscritto per una questione puramente etimologica non poteva sottrarsi, anche perché mai stato prima. Quindi quale occasione migliore; oltretutto Silvano ci aveva avvertito della presenza potenziale di neve mista a ….vento il sabato, (cm 3 come da previsioni).
Comunque niente paura: il caldo arriva ancora e questo è sicuramente un problema.
In effetti la ventazza è arrivata solo quando abbiamo aperto l’unico pertugio possibile del rifugio-capanna (le chiavi non le abbiamo chieste); poi con il vento è arrivato anche il freddo becco e la neve! Solo la cresta di confine ha mostrato queste condizioni, mentre in lontananza il cielo era nuovamente azzurro, soprattutto verso il Manduino e il Legnone. Non abbiamo visto se e per quanto ha nevicato, ma le foto e le condizioni delle montagne dei giorni seguenti parlano chiaro.

L’auto è rimasta a Livo, magari scontenta perché pensava di farsi il sonnellino al Crotto Dangri, ma i cartelli stradali e le ordinanze dei sindaci (ormai tutti usano lo stesso stile e l’Italia rischia veramente di essere un paese di serie-B) me lo hanno sconsigliato; quindi il tempo e la tratta da percorrere diventano ancora più pesanti, ma il fatto di essere soli ed allenati hanno reso la salita gradevole e veloce. L’unico neo è stato il primo freddo nei pressi del laghetto e del rifugio: il primo freddo dell’anno fa male e ce ne siamo accorti, tanto che scendendo abbiamo incontrato almeno quattro persone che ci hanno visti coperti e pensato a chissà che cosa, ma noi…….via tranquilli!
Il saluto è d’obbligo, ma le caramelle dagli estranei meglio di no!
Ormai sul lago di Como e nei suoi anfratti non vivono più gli italiani: le persone incontrate parlavano inglese o tedesco e le auto sono targate quasi tutte in “crucco”! nei pressi del parcheggio c’era un profumo di malva, misto camomilla……chissà cosa fanno in quelle zone: secondo me lì tagliano il prato “col naso”!?!
Anche il ritorno si svolge rapido e ci permette di essere a casa velocemente. Bella gita e sicuramente torneremo anche al “Bivacco del Ledù” (come indicato sui cartelli), posto altrettanto distante e da non far vedere ai….mmaroni! l’errore può costare caro e bestiale se non avete l’alternativa.
I solitari Andrea e Patajean in una giornata davvero piacevole: foto, chiacchierate e molti paesaggi ripresi.
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A casa c’è ancora un bel po’ del pomeriggio del sabato da godere e……….la mattina dopo c’è la gita di Montevecchia (Andrea mi ha detto che avrebbe portato anche la morosa, vero ehhh!!), sezione del cai che quest’anno sta battendo fortemente la Bergamasca! Di scena questa volta la Val Vertova, bella, molto simile alla Grignetta in alto, nei pressi delle pendici del Monte Alben ed infine ricca di acqua, di gole e di orridi. Posto da visitare indipendentemente dall’escursionismo, visto che le terga sarebbero contente anche solo di percorrere il ciotolato basso del fondo walle, magari accompagnate da una macchina fotografica per immortalare vegetazione e torrente.

Scegliamo località Rosét come punto di partenza a piedi e percorriamo la salita al Bivacco Testa, posizionato in maniera idilliaca a 1.489 metri circa, dove mangeremo partecipando alla festa in atto proprio questa domenica. Il sentiero 529 diventa subito ripido e lungo, il più lungo della zona, ma ci permetterà di percorrere totalmente la zona, in maniera circolare.
Passiamo anche da baite e da un Roccolo posizionato su un colle con vista eccezionale: dall’Adamello alla Presolana, per arrivare persino al Pizzo Camino.
Qui ci sono casette sugli alberi, dove all’improvviso escono soggetti bergamaschi dalle caratteristiche più impensabili, casette probabilmente utilizzate in passato per catturare uccelli…….noi di uccelli ne abbiamo già abbastanza, ci teniamo i nostri e via nuovamente verso l’alto. Estasiati dal paesaggio, riprendiamo il cammino e ci dirigiamo su per sentieri che assomigliano molto a Grignetta e Resegone, sia per guglie sia per paesaggio complessivo. Nei pressi della Cima Segredont (1.555 metri), decidiamo di salirla: un caminetto e qualche passo di 2° grado ci depositano sulla cima con la croce.

Ripreso il sentiero principale, scendiamo gli ultimi tornanti e finalmente arriviamo di fronte al Bivacco, veramente bello e pieno di gente: la festa di oggi prevede Santa Messa e polenta, formaggi e spiedini per tutti. Il “Solarium” su cui prendiamo posto è di una bellezza straordinaria e permette una visuale notevole. Per fare conoscenza siamo imbattibili ormai e anche il GAV sembra notare questa decina di “bigoli”. Dopo le prime avvisaglie ed i primi contatti, diventiamo “parte della Festa”, con formaggio, polenta e caffè finale.
Nel Bivacco c’è anche Denis Urubko, che in Himalaya non ha fatto poco! La montagna qui viene vissuta mangiando polenta, costine e quadricipiti…….

Mangiamo la torta e la condividiamo con i “wcni”, per finire ci rilassiamo spetasciati per terra sull’erba e aspettiamo il momento buono per capire quando i piedi vorranno ripercorrere il ritorno; in realtà decidiamo di scendere da un sentiero diverso che si piomba nella valle dove gli orridi la fanno da padrone. Il primo pezzo è massacrante, mentre poi diventa gradevole ed il “click della macchina” diventa il rumore più sentito.
Nel greto della valle il torrente è inizialmente “normale”, poi scompare chissà dove ed infine ricompare nella zona più caratteristica, dove piccole cascate e pozze d’acqua rendono tutto quanto molto suggestivo; comincia anche a vedersi la “civiltà”, con famigliole disseminate in ogni dove.

Il sole scende in fretta ormai ed il freddo comincia a pungere, soprattutto quando perdi tempo alla macchina nello sparare le solite raffiche di minkiate! Riprendiamo il viaggio e siamo presto a casa. Questa zona la batteremo ancora: vicina, bella e con gente simpatica.
Il matrimonio del “Nicchio” dovrebbe essere ormai, dopo l’enorme magnada ma anche dopo aver macinato km e km, dietro di noi……!

Monica (speriamo venga ancora dopo che le abbiamo endo-venato tutta la Valle Vertova!!!), Angeletta, Ongiul, Gegio, Luciano, Fausto, Ambrogio, Erik, Daniele Marinelli (Mister Click) e Patajean.
Fuori le cazzzuole e dentro in bergamasca! Dài, dài….Andrea non c’era, vorrà dire che la sua morosa la conoscerò più avanti!
PJ

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