UN MONDO DI ROCCIA…..SE SIETE CAPACI DI VEDERLO! GRIGNETTA – USCITA CORSO ALP 2011.

Nel dubbio fino all’ultimo per via del tempo e della meteo che, seppur puntuale, ci lascia sempre con il fiato sospeso, riusciamo alla fine a piazzare l’arrampicata nel mondo roccioso delle Grigne.
Il momento ormai è tipico della stagione dei Monsoni, manca solo di scendere qualche torrente della zona immaginando che sia il Gange ed il gioco è fatto.
Avevamo il dubbio che dal cielo si kagasse giù l’inferno, anche perché ormai la razione di acqua quotidiana è fissa ed è come prendere la macchina la mattina per andare a lavorare; poi tutto si è stabilizzato e, col pulsante su “stand by”, siamo riusciti a giocarci la partita a modo nostro, tanto più che le nuvole basse e la nebbia hanno monopolizzato le ore diurne, ma per fortuna le gocce hanno abdicato ed hanno lasciato il posto a quelle che sgorgano dagli occhi tristi degli allievi per non poter continuare il giro sulle guglie calcaree.

E’ così che l’uscita del Corso Alp 2011 ha preso piede ed ha lasciato l’orma….chissà forse no o forse si….il futuro prossimo lo dirà! Ci sarà gente a cui piacerà di più l’escursionismo quasi piatto, ma ugualmente stimolante, chi vorrà scoprire altre pareti e chi si rammaricherà di non “essersi fatto tutti i divani della zona”!
Di solito la Grignetta in questo periodo è come il banchetto in cui vendono i biglietti per un concerto degli U2: sono tutti lì! Se sbagli orario e zona ti conviene toglierti subito il mucchietto di sassi (misto ghiaia) dalle mutande, altrimenti rimani tutto il giorno a camminare a gambe larghe……
A dire il vero anche noi eravamo talmente tanti che già in partenza si è pensato bene di okkupare anche lo Zucco Campelli.
Partiamo carichi verso le 6,45 di questa domenica 12 giugno, umida e con poca visuale; arriviamo ai Resinelli in tempo per prendere le spalle giuste e via……ecco i primi problemi: la corda pesa, lo zaino è più grande della persona, la voglia improvvisamente scarseggia, il kagotto prende il sopravvento per qualche istante….tutti i sintomi di “questo male comune”.
A gruppi ci dirigiamo verso le mete agognate (Magnaghi e Torre Cecilia), mentre altre scuole (Seregno e Alta Brianza) stanno anch’esse sferrando attacchi.
Arriviamo alla base delle vie con quasi nessuno….anzi siamo noi i primi a partire sulle Normali di Magnaghi, mentre Paolinux e Armaduk prendono possesso del tetro canale freddoloso che adduce all’Albertini. In piena nebbia cominciamo a sgranarci sui tiri, sino a quello che tutti conosciamo come “Il Passaggino” (che sembra un po’ come la pozza del cesso: sicuro che bisogna passare di lì). La variante Polvara, percorsa spesso negli ultimi anni per evitare inutili ingorghi, è stata menomata da una piccola frana, ma alcuni l’hanno fatta e sembra comunque percorribile. Le rocce si stanno spappolando e ce ne accorgiamo anche nei pressi dell’attacco della Normale ai Magnaghi Settentrionali.
Nel frattempo la zona si popola di parecchia gente, che grida e fa casino, a tal punto che i comandi non si percepiscono più (è un pullulare di nomi e tu a cercare il compagno….meno male che c’è la corda, altrimenti sembra di essere ad un centro di pesca sportiva….alzi la canna e non sai chi c’è attaccato!).
Speri sia grosso e ben apprezzato sul mercato.
Verso mezzogiorno la cima dei Magnaghi sembra l’ultimo dei posti “in” dove piazzare un happy hour……un po’ ventilato e fresco, ma sempre impareggiabile. La nebbia continua a manifestarsi, ma ci sono sprazzi che fanno vedere quanto è bello l’ambiente e fanno riemergere lo stremizio di qualche attimo prima o quello legato a gente attaccata a spigolo arditi e aerei (Nicola, probabilmente pagato dalla Beal per i test in quota sulle corde….si esercita un paio di volte volteggiando sugli spigolo della Bartezaghi!).
E poi….non potevano mancare anche gli sci-alpinisti, che hanno portato il “Randonné” anche sul verticale (Barni & Fred…Gonzales decidono di unirsi in maniera “distaccata” al gruppo e arrivano anche loro sulla cima per la stretta di mano; alla prima sosta misurano la lunghezza della sonda, alla seconda utilizzano la wanga in puro stile alpino scavando la piazzola ideale, alla terza fanno prova Artva…..insomma un calvario, ma alla fine arrivano – meno male che gli sci li hanno lasciati in macchina! – e come al solito partono valanghe di minkiate!).
E’ tardi ormai e resta solo da decidere se scendere per la retta via oppure mettersi un paio di racchette nel retto e “bej drizzz” raggiungere la cima della Grignetta. Ci dividiamo. Il resto è solo fatica fine a se stessa e probabilmente voglia di ricominciare la prossima domenica, tempo e famiglia permettendo.
Sicuramente quanto detto per i Magnaghi può essere fotocopiato per gli altri gruppi, disseminati al Rosalba, piuttosto che allo Zuccone Campelli.
Non conosciamo attimi e parole, ma possiamo immaginare le stesse scene!
Speriamo che la gente si sia divertita, che il fascino del verticale sia preso nel giusto senso e mettiamoci anche un bel vada-via-ül-kù….che non guasta mai e che resta uno slang impareggiabile a livello mondiale, praticamente in testa in tutto il pianeta come espressione dispregiativo-colorita e capace di rendere ilari anche gli stranieri (svizzeri compresi).
Sü dé dosss……e alla prossima.
Chiara, Antonio, Alessandro, Antonio, Simona, Matteo, Gigi, Barbara, Armando, Carlo, Fabio, Paolinux, Nicola, Giuseppe, Patajean
Barni & Fred (Gonza) a parte, ma non in disparte.
PJ

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