UN 8000 mt oppure UN’ARRIGONI!?!?!?

Tutte e due grazie! In questo weekend prendiamo tutte e due e non se ne parla più. E’ difficile pensare cosa possa accomunare due cose così diverse; è molto più facile se si frequentano certe persone e si conoscono gusti e pensieri.

Tutto nasce da una corsia dell’Esselunga, incredibile ma vero, (forse quella giusta o forse no, visto che l’Arrigoni desiderata non c’era!) e finisce per trasferirsi in quota, là dove gli himalajsti ormai la fanno da padrone.

Tutto nasce dal desiderio di fare qualche tiro di corda il sabato pomeriggio tardi e poi si sviluppa nel corso della domenica in un posto poco frequentato (a torto, come detto da qualcuno), ma di ampio respiro.

E la compagnia di briscola che organizza tutto questo ormai ha i calli alle cartine, ma riesce a trarre una tale linfa che ….. quasi quasi ha idea di preparare un distillato!

Siamo in una calda, ma non afosa domenica di giugno, quella che dovrebbe sancire l’inizio dell’estate, quella in cui tutti nuovamente si lamentano del clima e non sono mai contenti (dovrebbero fare un bel po’ di comizi in più sull’argomento, magari in qualche bel palazzetto poco utilizzato, così chi torna dalla valli non incontra troppo casino!!!).

Abbiamo ricevuto notizie che il nostro himalaysta ha bisogno di qualche personal trainer (trainer, dal greco trainuss, dal latino Resegorum larghumm ed, infine, dal dialetto “ciapà che te me portett in girrr”) che lo scarrozzi in giro per le
Alpi; se gli fregate la ricetta che gli ha prescritto il medico vi leggete: “caso clinico! Si consigliano passi lunghi e ben distesi, lontano dai pasti e…..lontano da casa!!!”

“Fategli prendere aria, magari accompagnato da amici o comunque gente che lui potrebbe riconoscere come tali!”

La cartella clinica ha un nome: quella di Paolinux! L’uomo che sta facendo più dislivello di tutti, talmente magro che è riuscito anche a perdere kilogrammi supplementari; il papà che quando porta Davide agli allenamenti…..li fa lui!!! Al suo posto! quello a cui oggi mancavano solo gli striscioni, ma al quale stiamo già organizzando blog, collegamenti al sito internet ed una logistica che ci permetterà (si spera!) di avere notizie in tempo reale!

Se avessi avuto in questo weekend una fotocopiatrice avrei cercato di immortalare una giornata come questa, coi fiocchi, e farne almeno un centinaio di copie; giornata durante la quale è emersa più la gioia di stare insieme che qualsiasi tipo di prestazione; anche le donne vanno, kacchio ….se vanno: parlano, parlano, salgono e vedono persino gli animali della zona! Incredibile sto potere femminile. Vuol dire che stanno bene ed hanno voglia; credo però, e lo intuisco da come si muovono, che sono ancora più contente di essere lì insieme, cercando di cogliere questi attimi importanti!

Scaldati i muscoli (in macchina per salire!) eccoci pronti all’alpeggio: tiriamo fuori tutto l’occorrente per partire e dirigerci verso un buon dislivello; la cima si trova proprio a ridosso dei Corni Bruciati e lascia intravedere un buon pezzo di spalla del Disgrazia, e del Cassandra, facendo immaginare dove si trova il Rif Desio e Preda Rossa; un posto che rilassa, che allena, che fa venir voglia di andarci con la tenda, stando via anche qualche giorno, come ha sottolineato qualcuno durante la maratona.

Fa freddo, dobbiamo coprire i muscoli, dobbiamo mettere al riparo le mani e le gambe (anche il Barbera però!).

Ma per fare un 8000 metri quante volte dobbiamo fare la cima? Ma se stiamo dietro a un bagaj che vuole fare un 8000 metri, ci alleniamo pure noi? Quanti sassi nello zaino corrispondono ad ogni cento metri in meno di dislivello rispetto alla “ricetta”?

Domande lecite, domande che vorremmo farci anche noi, ma che non abbiamo tempo di pensare perché il tempo stringe e ci sono di mezzo anche le ferie.

Oggi non abbiamo mai mollato, la gita era organizzata da Montevecchia; c’era gente che era stata invitata e pensava di andare a fare una scampagnata in mezzo alle fragole, mentre adesso può scegliere se fare il Kima, la maratona di New York oppure fare da sherpa ad una spedizione!!!!!

Abbiamo incontrato anche parte della nazionale femminile di sci di fondo! Ci hanno chiesto quanto vogliamo per un paio di weekend formativi! Capì sti industriai de l’osti????

Oggi c’erano 17 allenatori ed un atleta; volevamo fare anche il “rondò delle creste tra Berbenno ed il Caldenno”, ma poi abbiamo deciso di non esagerare.

Vinello sincero e salame in cima per festeggiare un bla-bla-bla che durante il cammino non è mai mancato; abbiamo dovuto cambiare anche tutta la segnaletica. Cartelli che riportavano orari balordi e non coincidenti con la realtà (la nostra!) sono stati tutti taroccati; speriamo che la comunità montana non scopra l’arcano……

Quindi? Quindi fatevi una bella confettura di ciliegie, portatevi lo scaffale del supermercato in giro, mettetelo lungo il sentiero; tappate la bocca alle donne mentre salgono, anche se riescono ad allenarsi ugualmente, magari per andare in Corsica il giorno dopo (ed in bicicletta per di più, vero??).

Faceva freddo per essere estate e la neve copriva molto più dei semplici colli, ma questo non ci ha impedito di galoppare per gli “n” km della gita. Bello!!!!!…..il Pizzo.

Cos’è però cha ha reso genuina la gita e che ne ha permesso la riuscita? La giornata, le persone, le emozioni? Oppure la prestazione, la tensione, i musi lunghi?

Chi lo sa, lo sa, amen!

Alla fine anche il cono gelato ha fatto di tutto per venire a trovarci; ci ha chiesto se potevamo fargli il favore di acquistarlo e di digerirlo bene. Una volta tanto ha voluto prendere una direzione diversa da quella cui tutti lo indirizzano!

Che gente!

Abbiamo avuto anche gli spettatori di eccellenza; uomini e donne che non esistono più da noi, donne che incontri solo agli alpeggi e che si sciolgono a vedere questa Grande Voglia!……”Mario, smettila di ciciarare, che dopo ti chiedono il numer del telefono!”

Alla fine un solo aggettivo per descrivere questa gita: …..Bello!…al maschile ed il suo perché è nascosto nel significato stesso della gita!, però usando un aggettivo che è al maschile.

Anche se stanno ancora camminando, un saluto dai Brutti Kuli di Berbenno: Fabiana, Antonella, Luciana, Angeletta, Alessandro, Fausto, Angelo, Simone, Kissme, Fabrizio, Massimo, Andrea, Claudio ed il suo amico (speriamo che venga ancora perché la bilancia tra il “contento” era più spostata sullo “sconvolto”), Gabriele, Paolinux, Mario Er Director e Patajean.

Adesso ci sposteremo per l’allenamento ancora più in quota.

….scegliete l’Esselunga giusta, e pagate alla cassa, mi raccomando!

PJ

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