TRAVERSATA DELLE 13 CIME

E’ Sabato 25 Luglio 2009, questo fine settimana inizia con una levataccia…….

Infatti dobbiamo essere alle 7.30 circa ai Forni di S. Caterina Valfurva (m. 2178) e così, dopo aver lasciato un’auto al Rif. Berni (m. 2541), Passo Gavia, ed un’altra auto ai Forni, partiamo da qui per il sentiero che porta al Rif. Pizzini (m. 2700).

Sono con Paolo Colombini e Vittorio Molteni.

Arrivati al Rifugio, un buon caffè e poi via verso il Rif. Casati (m. 3269). Là ci leghiamo per la lunga traversata. La prima mèta è la Cima Cevedale (m. 3779): un primo pendio con neve fresca e molle, per noi camminare diventa faticoso,  le tracce, vecchie non ci aiutano….. è come se non ci fossero. 

Arrivati alla Punta Rosole (m. 3529), a causa dell’impraticabilità della cresta, abbiamo disceso la parete  N. E.  perdendo quota per circa 250 m., dislivello che dovemmo poi risalire fino alla Punta Palon della Mare (m. 3703).

Il Monte Vioz ora sembra più vicino … sì sembra perché in realtà non è così……

Dalla Cima si riprende in discesa per una crestina di sfasciumi, fino a prendere il pendio che risale al Monte Vioz (m. 3645). Finalmente ci arriviamo, la neve molle e pesante ci ha rallentato un po’, ma ora il Rif. Mantova (m. 3535) è sotto di noi a circa 100 m. dalla cima !!! 

Uno sguardo alla traversata…. anzi  alla “galoppata” di circa 2000m. di dislivello che abbiamo fatto, ora il Rif. Mantova (m. 3535) non è lontano. E là, dietro a noi, libero da nuvole, ecco il Gran Zebrù, sembra proprio il Re della Valle !!!   Cime conquistate in un giorno….Quattro!!!

Domenica, 26 Luglio 2009, sveglia alle 5.00, partenza alle 5.30, fa molto freddo, c’è un vento insistente che, per fortuna, soffia da Nord, ci assicura così bel tempo. Su fino alla Cima Vioz  poi, abbassandoci, ci dirigiamo verso la Punta Taviela (m. 3612), fino alla base per prendere le rocce molto ben segnalate che portano alla nostra 6° cima : la Cima di Peio (m. 3549). La qualità di queste rocce è purtroppo pessima, a volte le roccette sono appoggiate a terreno instabile, solo qualche tratto è sicuro e vi sono ancoraggi.   Verso la fine troviamo neve dura e ghiaccio.

Una foto e giù per pendii di neve, alternati a roccette meno ripide, ma la qualità è la stessa, e sarà così per tutta la traversata.

Arriviamo poi sulla Rocca  S. Caterina (m. 3529), la più compatta come roccia da questo versante, in alcuni punti è attrezzata con corde fisse e gradini, giungiamo infine a  Punta Cadini (m. 3524), poi la discesa verso il Bivacco Meneghello (m. 3350).  …… Discesa che trovo pazzesca : sfasciumi di tutte le dimensioni appoggiati a terriccio instabile. “Sarà di certo per la mancanza di neve”. E siamo arrivati alla nostra Ottava cima!!!

Dopo questa discesa, che ho trovato più stressante di una salita, ci dirigiamo verso il Bivacco Meneghello (m. 3350), qui troviamo alcune persone, salite dalla Valle degli Orsi, e mentre mangiamo uno spuntino scambiamo impressioni, poco dopo queste persone tornano a valle.

Ed ora ci accingiamo a salire la nostra Nona e Decima Cima: Monte Giumella (m. 3596), e la Punta S. Matteo (m. 3668), salita battezzata, a ragione, da Paolo : il 1° calvario…..

Siamo a buon punto e, quando vi arriviamo, di nuovo uno sguardo alle vette salite fino ad ora (m. 3851). Ora quasi tutte “fanno da corona alla Valfurva , mi sembra un ferro di cavallo…!!!”

Dalla Cima del S. Matteo una discesa ripida, questa volta su neve !!!

Poi, tra pendii di neve e roccette, riprendiamo a salire ed arriviamo alla Cima Dosegù (m. 3560), e poi alla Punta Pedrazzini (m. 3599), fino ad arrivare al Pizzo Tresero (m. 3594) che chiude questa traversata. TREDICESIMA CIMA!    Con quest’ultima cima siamo alla fine dell’ immaginario “ferro di cavallo” che circonda la Valfurva !!!

Oggi il dislivello è stato di circa 900m.  

Sulla cima una croce molto particolare, in alluminio, con inserti di legno, posizionata ai tempi dal CAI di Figino Serenza. …. la croce, vista da lontano, sembra un totem indiano ….

Ora la discesa per roccette… (le ultime !!!!) e tracce di sentiero fino ad una corda fissa che porta  al nevaio.

Finalmente possiamo rilassarci e, anche se arrivare al Passo Gavia  sarà lunga, il più è veramente fatto !!  Niente più incognite per oggi, ne abbiamo incontrate abbastanza, ed hanno messo alla prova anche la nostra resistenza, chi più (io..) e chi meno (Vittorio) . Alla fine ci ritroviamo al Rif. Berni, al Passo Gavia  per un buon chinotto!

Paolo e Vittorio, che conosco da anni, e che sono stati i miei compagni in questa avventura, a volte hanno dovuto rallentare il loro passo, ma sono stati veramente gentili a non farmelo pesare… ed anche se negli ultimi anni abbiamo avuto poche occasioni di effettuare salite assieme, è come se le avessimo sempre fatte.  Anche questa avventura sarà un caro ricordo da aggiungere a quelli che non dimenticherò mai ….

Annarosa Guzzetti
Paolo Colombini
Vittorio Molteni

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