Posts Tagged ‘sci alpinismo’

NIVOLOGIA BEN APPLICATA: domenica 18/01/15.

martedì, gennaio 20th, 2015

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Analisi penetrometriche, colpi ben assestati, posizioni a 90°……..un aggiornamento che inizia così è più simile ad un programma vietato ai minori che a qualcosa che ti salva la vita! Eppure, eppur si muove dicevano.

Se poi aggiungiamo i cristalli a calice (o i calici a cristallo?) e la bottiglia di vino buono in vetro di Murano, facciamo sera e finiamo direttamente in fanteria. (altro…)

ARIA D’ENGADINA! DOMENICA 21 DICEMBRE

mercoledì, dicembre 24th, 2014

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  • CIME: Piz d’Emmat Dadaint mt. 2.927 e Piz Las Coluonnas mt. 2.960
  • ZONA: Julier Pass in Engadina;
  • DIFFICOLTA’: MSA
  • DISLIVELLI: 690 mt + 570 mt ….quindi ca 1.260 mt se la matematica non è un pignone! Lo sviluppo complessivo, tenuto conto di entrambe le salite, è stato intorno ai 16 km.
  • NEVE: sempre bella, ma non come il kulo della padella. Nel complesso soddisfacente in pieno versante nord; crosta cartonata dove il sole l’ha lavorata di striscio. Cmq abbiam visto & provato di peggio!

 traccia

E’ iniziato l’inverno. Di solito in Engadina i colori appaiono sempre più sgargianti, forse perché è vero, forse perché il suo fascino rende tutto più appariscente, forse e semplicemente perché è così!

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ZIO SANTISSIMOOOOOOO !!!

lunedì, dicembre 8th, 2014

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  • CIMA: MONTE FORCELLINA MT. 3.087
  • GRUPPO: Vallaccia Corta – zona Livigno Passo del Foscagno
  • CONDIZIONI: Ottimali su tutto il percorso
  • DIFFICOLTA’: Nessuna…..che diventa qualcuna nel percorso di cresta e tante nell’eventuale discesa diretta del Canale Nord sotto la cima (48°).

Schizzo salita-discesa IMG_2508

Una volta tanto bisogna partire dai titoli di coda o comunque dal fondo: dalle urla di piacere sibilate durante la discesa dei circa mille metri che separano la cima dal tornante al quale abbiamo lasciato i furgoni; dal godimento tra il mascellare e l’inguinale per una neve che è apparsa bella sin dall’inizio ma che mai pensavamo potesse regalarci una discesa così emozionante e su ogni centimetro del percorso. Un trenta-quaranta centimetri di fresca “00” che, omogenea su tutto il percorso, ci ha fatto andare di qua e di là a nostro sollazzo su tutto il pendio sul versante Nord su cui si svolgono la salita e la discesa!

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PRIMA GITA STAGIONE 2014/2015

mercoledì, novembre 26th, 2014

 

Sabato 22-11 giornata bellissima , domenica 23 , si replica e allora quasi quasi penso che sia il caso di sfoderare gli sci per la prima uscita per togliere un po di ruggine dalle lamine e anche dalle gambe e riprendere un pò il movimento.

Decido di andare a Rasdeglia per il fine settimana pensando che anche al Passo dello Spluga ci possano essere le condizioni per una gita d’apertura senza grandi pretese, un bivacco Cecchini , oppure un Tamborello o perchè nò un Tambò mah forse un pò troppo.

Carichiamo sci e gatti , non quelli delle nevi , ma sempre di montagna sono , Pina e Silvestro e partiamo.

Silvestro

Silvestro

Pina

Pina

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UNA CLASSICA : Pizzo Ferrè da Montespluga 3103 mt (disl circa 1300 mt)

lunedì, giugno 9th, 2014

Una classicona che ormai volge al termine visto il caldo che è uscito.

Dovendo già andare a Rasdeglia a verificare i danni dopo disgelo,  propongo , alla cena di fine corsi 2014 , chi vuole aggregarsi per la gita.  Rispondono ,  oltre a me e Ste , AleU , LuisaB, LauraG.

La sera ci raggiungono le due belle donzelle , mentre AleU perviene a Monatespluga il mattino.
Ritrovo alle 06.00 al Passo anche se, viste le temperature, sarebbe meglio un po’ prima.
Per evitare la levatacciona ad AleU, ma anche a noi stessi, teniamo duro per le 06.00.
Complice un po’ di divagazioni arriviamo a Montespluga alle 06.15 e AleU non c’è…occavolo stai avvedere che è rimasto a letto , e invece invece no ,   al Passo avevamo detto  e lui al passo è andato .
Inizialmente la destinazione era il Suretta ma considerando che c’è da spallare cambiamo itinerario e allora con i potenti mezzi telefonici lo raggiungiamo e lui si ricongiunge a noi.

Ci prepariamo e partiamo, portiamo gli sci per una decina di minuti e poi attraverso lingue di neve mettiamo gli sci ai piedi. Fin dall’inizio non tutti erano convinti di fare la cima e allora partiamo e subito il gruppo si sgrana. Giungiamo , io e Ale bivacco Cecchini , facciamo una sosta cibo e bagno anche per vedere dove sono le donzelle, e, considerando che sono un po’ in dietro, complice la caldazza incredibile ripartiamo. Facciamo il valloncello subito dopo il bivacco, risaliamo un pochettino, e poi iniziamo il traverso che via via si abbassa per evitare i roccioni per andare a riprendere la salita. Considerando il pendio e il caldo, col senno di poi forse è meglio abbassarsi decisamente , togliendo le pelli, forse si fa più in fretta e sicuramente si è più sicuri.

Riprendiamo a salire i bei pendii del ghiacciao per guadagnare il deposito.
Spelliamo , ci ramponiamo, ci imbrachiamo, mangiamo, beviamo e partiamo.
La cresta è sempre molto interessante e da stare in campana per via delle neve molle che rende gli appoggi instabili (meglio le roccette). Arriviamo in cima il panorama è stupendo, non ci sono nuvole e la vista spazia a 360 °. Foto di rito, do uno sguardo alla parete NE del Pizzi dei Piani e mi stupisco come il 12-04 sia riuscito a percorrerla con gli sci. Da qui è veramente spettacolare e sembra impossibile….. almeno per me.
Togliamo la corda che ci eravamo portati, perché in discesa non guasta mai, è una sicurezza imprescindibile….. Approfittiamo per ripassare manovre nodi pensieri parole operer e omissioni e poi scendiamo.

Giunti al deposito calziamo i nostri sci e percorriamo i bei pendii del ghiacciaio con neve remollata ma ben sciabile. Se avo retta al mio primo pensiero era meglio scendere tutto il ghiaccioa, ci saremmo ben divertiti, e poi ribellando saremmo risalita appena dopo il bivacco, mentre così devi comunque risalire 150 mt ma alle spalle del bivacco. Fa lo stesso. Un “piccolo” spavento , movimenta la giornata. Un bel bloccone di neve , posizionato sulle rocce di fronte a noi a mo di “seracco” decide di scendere facendo un bel salto con un bel tonfo e procurando una slavina che inizialmente sembra voler venire verso di noi poi si incanala e si allontana fermando la sua corsa ben sopra le ns. posizioni ma devo ammettere che un pò di paura mi è venuta!!!! E non oso pensare a situazioni ben più gravi. Gita che deve iniziare presto e finre ancor prima ….. in questa stagione è
f o n d a m e n t a l e k….

Risaliamo , raggiungiamo il bivacco , spelliamo e scendiamo per bei pendii con buona pendenza.

La neve tutto sommato tiene bene e, peccato che finisca da li a poco, per fare tutto un traverso che ci porterà fino alla stradina. Non so se è meglio scendere i pendii fino in fondo e poi a mo di fondo appunto trascinarsi a Montespluga. Sarà per un’altra occasione. Contenti divertiti e soddisfatti rientriamo in quel di Rasdeglia per mangiarci , ciò che è rimasto della Pizza della sera prima e con buona e fresca birra. Le Donzelle ci avevano già abbandonato….. beh c…i loro.

Alla prossima e ciao a tùch.

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La Montagna dal sinistro pugno chiuso con le 7 nocche ! IL RIMPFISCHHORN 4199 mt

venerdì, giugno 6th, 2014

Desideravo provare due salite sopra i 4000 e allora, su consiglio di Fabio, che poi purtroppo deciderà di non venire, decidiamo per il Rimpfishorn e, se si riesce , l’Alphubel.

 E allora via che si prenota !!!!! Contatto il rifugio : 2 notti , 3 giorni , sespost (6posti)!


E ora apriamo le danze dei numeri , chi vorrebbe venire ma non può , chi può venire ma preferisce fare altro, chi verrebbe a condizione che si torna la domenica alle 13,15, chi verrebbe se nevica azzurro….. e alla fine, ecco che dal pallottoliere escono i nominati:
io, Ste, AleU, Jo Pozzi, Laura, Riki.

Ci spalmiamo su due macchine perché in 3 tornavano la domenica e invece altri 3 sarebbero rimasti, per fare una seconda cima , se riuscivano , e quindi sarebbero tornati il lunedì.
Ci troviamo il 31 Maggio mattina destinazione Taschutte.

Arriviamo a Taschalp in macchina , bel posto, però non c’è neve e dobbiamo spallare gli sci per 500 mt circa, fino al rifugio che è a 2700 circa, poco male……

 

Ci prepariamo e ci avviamo … un bellissimo AleU con i suoi pantaloni da gatto con gli stivali si avvia davanti a noi , scarponi appesi e corda sullo zaino , sembra proprio uno portatore occidentale che deve scontare pene severe, forse forse forse, per via della sua professione.

 

 

 

Arriviamo al rifugio, che, come di norma svizzera, è carino funzionale e confortevole.

Peccato che facciano pagare l’acqua da 1,5 L – 8 euro!!!! e le pietanze, commestibili, sono tutte uguali e tutte con lo stesso sapore. Ma vaa a ca……….. vaaa.

Prendiamo posto nella nostra camera da 6 e poi , al riparo del fastidioso vento che soffia, ci dedichiamo alle manovre sotto gli occhi incuriositi di una, come al solito “loquace” , guida.

 

 

 

 

 

AleU fa le “prove stinchi” cercando un rimedio efficace e morbido.

Tiriamo le 18, e con una fame lupo, visto che non abbiamo nemmeno pranzato , ci nutriamo del cibo svizzero accompagnandolo con un rosso vinello che costa solo 28 euro.

Per inciso ci applicheranno un cambio del 1,17 che significa un guadagno per loro di altri 20 euro sul totale (Barboni di cognome) e poi passiamo ai programmi dell’indomani.

Decidiamo per il Rimpi….. miii , che decisione. Sveglia alle 3,45. (si rivelerà troppo tardi!!!!)

Il mattino tra sveglia, colazione, preparazione e prove artva, alla fine riusciamo a partire alle 4,45… , un po’ tardino. Questo ritardo, complice una progressione un po’ lenta, la pagheremo….. poi!

 

 

Ci incamminiamo con sci in spalla, per 15 minuti circa, lungo il sentiero che porta al pendio di accesso al Alphuble Glatscher attraverso il Chummibodmen.

Calzati gli sci, iniziamo la salita sotto un freddo venticello che congela le dita, arriviamo a quota 3400 sul pianoro che si affaccia sul Mellich Gletscher, Riki, forse complice un caffè latte un pò azzardato, ha mal di stomaco e quindi decide di scendere al rifugio, noi , facciamo le canoniche soste tecniche , spelliamo, e scendiamo quei “bei” 120 mt che, gioco forza, dobbiamo riprenderci in salita e poi dovremo fare al ritorno; quindi 120 + 120 , ecco che al percorso

“taghè già da tàcàghi là un bel dusentquarantameter/00, ciàpa su e porta a cà”.

Traduzione: “devi già da subito aggiungere dei bei 240 metri, prendi con te e porta a casa”

Ripelliamo e ripartiamo cercando di tenere un passo costante , arriviamo al deposito sci a 4050 alle 10 e in 4 decidiamo per la salita.
Ci prepariamo e via che partiamo, dopo il primo pendio nevoso a 45° circa 30 mt , – attenzione!- bisogna deviare a sinistra su traverso con roccette e non proseguire diritti.
Tutta la salita si svolge su roccette con verglass su pendii molto ripidi e passaggi un po’ aerei, anche se non impossibili, che rendono la salita tecnicamente interessante.
Vi sono alcuni punti di sosta con cordoni e cordini marciotti ecc. e quindi sarebbero utili nuts e fettucce e qualche chiodo da ghiaccio.
Purtroppo nelle manovre ci impieghiamo un po’ troppo e complice la difficoltà tecnica e il gran traffico di gente che scende , anch’essi molto lenti , ci costringono a rimanere fermi circa 1 oretta.
Continuiamo imperterriti, la giornata è bella, ci impieghiamo più del dovuto , ma alla fine guadagniamo la cima: sono le 13,45.
Iniziamo la discesa alle 14.00 e giungiamo al deposito alle 16 circa con le nuvole che minacciavano di toglierci la visibilità e con non poca apprensione di Laura che ci stava aspettando ormai da parecchio tempo !!!!!!!!
Mangiamo qualche cosa ci mettiamo a posto per la discesa e rientriamo alla base alle 19.
Complice la stanchezza e qualche problemino logistico scendiamo anche noi lasciando l’Alphubel per un’altra occasione.
Riki, intendendo che scendevamo tutti a valle , si è caricato come un mulo e ha portato via tutta la roba lasciata la rifugio, sacchi letto, scarpe, maglie di ricambio, cibarie varie , il portafoglio di Ste, lasciando però al rifugio le scarpe di Jo che si troverà costretto a guidare fino a casa con i calzettoni.
La salita, anche se stancante, è stata di grande soddisfazione anche in termini di esperienza per tutti noi e ci ha consentito di fare e rifare le manovre. La salita e discesa è sempre stata affrontata con la massima sicurezza possibile che il terreno ci consentiva . L’ascesa non è per niente da sottovalutare e sarebbe opportuno affrontarla con meno gente possibile in giro per godere appieno dell’ambiente spaziale in cui si è immersi assaporando anche l’emozionante salita.
La discesa su ghiacciao è semplicemente spettacolare mai pendii troppo sostenuti neve abbondante e farinosa con un bel firn, e remollo alla fine ma sciabile considerando l’ora : erano le 18.00 .
Ragazzi non mi era mai capitato di partire alle 5.00 e tornare alle 18.00 !!!!!
Grazie grazie a tutti per la giornatona e la salitona.

 

 

 

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Il Gruppo del Silvretta come non lo avete mai visto…

giovedì, aprile 24th, 2014


“Non ci sono più gli alpinisti di una volta? Ormai in montagna si va solo a pizzoccherare? In montagna si fanno solo vie estreme e i giri classici non li fa più nessuno?”

Tuona così la rivista nel CAI!

Ebbene no! La valle del Seveso, come al solito, va controcorrente e affronta uno dei soliti, banali, noiosi e classici giri nel gruppo del Silvretta. Tiè!

L’importante però è avere la compagnia giusta:

Silvano, il capo-gita, GPS e super-organizzatore del gruppo, ormai in una nuova giovinezza, nonostante la panza.

Stefania, beh, se non c’è la carto-woman non si va da nessuna parte.

Samuel, lo split-boarder del gruppo, che ci trainerà giù per i pendii più immacolati ad assaporare polvere.

Andrea e Matteo, i due grandi alpinsti, che ci traineranno su anche per le pareti più impervie.

E poi ci sono io: il mio ruolo è … ehm… beh, diciamo che nessun gruppo è perfetto …

 

1° giorno: Sabato 19 Aprile 2014

L’idea è di fare una tre giorni (da sabato a lunedì di Pasqua) con due notti alla Chamanna Tuoi con in primis tentare il Piz
Buin, cui rinunciammo due anni fa nella traversata del Silvretta austriaco, a causa del brutto tempo.

Le previsioni danno variabile (naturalmente dopo una settimana di bel tempo…), ma forse domenica si salva…

Partiamo dalle terre nord-milanesi e ci si ritrova a Lecco che naturalmente piove.

Ma, a mano a mano che si sale verso la Val Chiavenna, dove una sostona al Moreschi non ce la toglie nessuno, il tempo migliora e in Engadina sempre più ampi sprazzi di sole.

Il viaggio è meno lungo di quanto pensassi e i nostri eroi giungono a Guarda, ridente paesino di montagna (per gli standard svizzeri, quindi un mortorio!), ove le auto sostano a pagamento ad inizio paese…

Ah, ma dov’è la neve?

Te pareva! Silvano ha sbagliato stagione ed esposizione, infatti il versante Sud del gruppo del Silvretta è, per definizione, esposto a sud e il caldo delle scorse settimane s’è mangiato tutta la neve, quindi prima ci tocca risalire per prati e poi per la strada agro-Silvio-pastorale (dapprima asfaltata e poi sterrata) che si addentra nella Val da Tuoi.

Ci avviamo e passo dopo passo arriviamo a circa 2100 mt prima di calzare gli sci.

Tenete conto che la Tuoi è a 2250, alla fine circa 400 mt di spallaggio,  allimortacci….

In effetti complice il caldo e la poca neve che è arrivata da queste parti quest’anno , i pendii a sud sono belli pelati.

Lo zaino è bello pesante: forse ho esagerato con il cibo e i libri da leggere …

Il sottoscritto è ottimista e tiene gli sci in mano, sperando che presto si riescano a mettere ai piedi, ma ha sgarrato tutto e dopo quasi un’ora se li lega allo zaino.

La strada risale la val da Tuoi su idilliaci paesaggi e comincia ad apparire la neve.

Mi faccio una sosta su una bella panca e lascio andare il gruppo per godermi il paesaggio.

Quindi finalmente la neve c’è e si possono mettere gli sci.

Giungo quasi alle 16 al rifugio, 8 km per 770 mt di disl,  gestito da un gruppo di giovani ragazze che ci riempiono di regole regolette raccomandazioni, nozioni informazioni che sembra di essere in un rifugio italiano ….

 

Sistemiamo le ns. cose in camera e ci facciamo due belle birre  con quelle cavolo di patatine in confezione topogigio alla paprika e approfittiamo pre ammirare il Piz Buin Grond con alla sinistra il Piz Buin Pitschen ed immaginare la gita di domani… in modo da tirare ora di cena che ci dicono essere alle 18,15.

Ci sono vari di gruppi di sci alpinisti: tra questi alcuni sono forse guide con clienti, che stanno facendo le prove dell’indomani e se li legano ben stretti al guinzaglio.

Il rifugio è molto funzionale, carino, efficiente…

E con fantastici gadgets!

Scambio qualche parola con un gruppo tedesco, fuggito dal Bernina alla ricerca del bel tempo, che domani proverà Jamspitze e Dreilaenderspitz.

Si magna la tipica cena schwizzera in cui non si capisce che cosa c’è, ma quando si ha fame si mangia tutto. Comunque in generale sembra che oggi ci sia brodino e pasta… il dolcino è un po’ pochino, ma vabbè!

Al Borelli, così Andrea e Matteo dicono, si mangia ancora meglio! Dovrò provare ad andarci un giorno…


2° giorno: Domenica 20 Aprile 2014 (Pasqua)

Dopo una notte un po’ turbolenta, dovuta alle due birre di ieri sera e ai ronfatori professionisti, è giunta l’ora del momento più bello della giornata: la colazione.

Però il becchime da gallina soddisferebbe il mio galletto (che è rimasto a casa… sigh!), ma non completamente il sottoscritto che comunque si riempie per bene la panza (anche se, penserete voi, non si direbbe…).

Oggi la giornata è splendida: non c’è una nuvola in cielo, quindi puntiamo in primis al Piz Buin Grond e se mai dopo al
Silvrettahorn.

Partiamo alle 7:15 e risaliamo a zig-zag il ripidino pendio che punta diritto al Buin Pitschen, aggiriamo le pendici del Plan Mezdì che ci immetto nel ghiaccio La Cudera per raggiungere con pendio ripidino la  Fourcla dal Cunfin

La schiena di Andrea fa Giacomo Giacomo come ieri, ma lui vuole tenere duro…

La pancia e il fisico in generale di Stefania fa ancora più giacomo giacomo…

 

Dopo il ripidume si gira verso sinistra e si affronta un falsopiano aggirando le pendici del Plan Mezdì che ci immetto nel ghiaccio La Cudera  per contornare da sud ovest il Buin Pitschen, proprio davanti al versante nord del Piz Fliana.

Giunti alla sella lo sguardo spazia verso il maestoso Piz Linard, la cima più alta del gruppo del Silvretta!

Traversiamo in falsopiano verso un’evidente sella, ma vengono su dubbi su dubbi e dopo un’occhiata al GPS realizziamo che la Fuorcla dal Cunfin è sulla destra, quindi verso di qui traversiamo con un ultimo ripido pendio in salita e giungiamo alla sella, dove un mondo fantastico con vista Buin ci attende…

Qui Stefania, dato che non sta bene, ci lascerà e tornerà indietro.
Un’ultima occhiata al Piz Linard …    … e poi giù!

Il ripido pendio sotto di noi ci crea qualche piccolo turbamento chi a piedi e poi con un bel scivolone in un mare di polvere scende giù chi , togliendo le pelli fa 4 curvette,  arriviamo nell’immenso Ochsentaler Glacier  sottostante.

Siamo sul versante austriaco e lo sguardo spazia dal Silvrettahorn al Buin!

Ma siamo anche su ghiacciaio, quindi ocio…

Giungiamo quindi alla sella tra Buin Grond e Pitschen: diamo un occhio al ripido pendio verso sud che potremmo affrontare al ritorno…

E così abbandoniamo sci e zaini e affrontiamo il primo pendio ripido a piedi neve e roccette che con 250 mt di disl. ci faranno raggiungere la cima.

Nulla di che, ma quando si gira a destra per fare il primo caminetto lo sguardo verso sotto è un po’ impressionante e i panorami si aprono…

Ci sono 3 anelli per le soste utili sia per assicurarsi in salita, ma anche per la discesa in corda doppia.

Fuori dal primo camino Andrea è concentrato…

 

qui si aprono bei panorami…

 

Ancora pochi passi…

 

… e siamo in cima! 3312 m, la seconda cima del Silvretta dopo il Piz Linard.

Il paesaggio è fantastico,

 

Ma la discesa ci attende: due doppie facciamo per scendere i due caminetti…

 

E poi ritorniamo alla sella…

Non è tardi e abbandoniamo l’idea di fare il canale sud tra Buin Pitschen e Grond, quindi proseguiamo in direzione
Silvrettahorn!

Ma Andrea soddisfatto della gita e provato dal mal di schiena decide di ritornare: per tornare sul versante schwizzero del Silvretta affronterà una forcellina vicina a quella dell’andata.

 

Noi invece raggiungiamo la forcella tra Egghorn e Silvrettahorn.

 

da dove si hanno bei panorami su Buin Grond, Pitschen e lo stesso Egghorn….

 

Silvano dice: “è un po’ tardi, invece del Silvrettahorn potremmo fare l’Egghorn”, ma Samuel e Matteo vogliono provare.
C’è un supertraversone e con neve tendente al marciotta, Matteo non si fida della discesa, io non mi fido della salita e propongo: “voi due proseguite pure, Matteo ed io facciamo l’Egghorn!”.

E così facciamo… siamo qui per divertirci!

Riscendiamo per il breve pendio percorso prima e risaliamo per l’Egghorn.

 

La tanta neve fresca e la traccia ultra ripida su pendio molto ripido, ci inducono a fare una nuova traccia (facendo però una bella fatica…).

Arriviamo alla sella e ritroviamo il Linard!

Un po’ di pausa, mangiamo un attimo e indossiamo i ramponi. La cima dell’uovo ci aspetta:  un bel passaggio spettacolare sulle rocce…… e poi cresta nevosa finale!

Il giorno di Pasqua non si può non fare la Cima dell’Uovo! E Matteo e Boris sono i primi della Valle del Seveso ad affrontare questa angusta cima!

 

 

Silvano e Samu ci racconteranno .

L’adrenalina aumentava, e , sia l’orario che le nuvole,  ci mettevano un po’ di apprensione ma con calma affrontavamo il traverso che con un passaggio delicato per via di un salto di roccia ci portava al pendio finale che percorrevamo abbastanza agevolmente fin sotto le roccette finali.

Ci scambiavamo uno sguardo come per dirci : cominciamo a salire e poi per la discesa vedremo!!!!

Eravamo gli ultimi e realizzavamo che avremmo chiuso poi noi la porta del maestoso SilvrettaHorn.

Alla base si scorgevano piccolissime sagome che sciavano nel Silvreattagletscher che ci facevano ancora di più capire che una scivolata ci avrebbe costretti ad arrivare fino in basso e, vista l’ora e la fatica, la cosa non ci faceva molto piacere.

Guadagnavamo velocemente la cima facevamo le nostre foto di rito e poi giù, al deposito sci.

Calzati, gli sci io, la tavola lui , lo guardo e gli dico: pronti ?

Mi faceva un cenno di “si” e allora partiamo, le prime curve sono sempre le più adrenaliniche dopo la confidenza e il godimento arriva.

In breve raggiungevamo il traverso , lo percorrevamo con attenzione ma in men che non si dica giungevamo alla sella.

Scendevamo in basso dove avremmo ripellato e affrontati gli ultimi 100 mt che ci separavano dal passo dove da  lì avremmo preso la strada del ritorno.

 

Riusciamo a salire abbastanza agevolmente grazie anche alla traccia fatta da Boris e Teo.

 

Tolgo le pelli e , già che son lì mi dico perché non fare anche l’Egghorn? Chiedo a Teo e mi dice che sono  circa 10 minuti, allora via vado,   guadagno la cima pensiero rivolto all’alto che di lassù mi guarda e assaporo la grande soddisfazione :  non mi era mai capitato di fare 3 cime in un giorno e che cime ragazzi !!!

Poi anche Samuel raggiungerà la forcella e scendiamo tutti insieme, non prima di aver fatto un breve saliscendi al passo di Mezdì. (e io gliela menerò a Samuel per non averla fatta per i prossimi 10 anni…)

Ridiscendiamo quindi per il percorso di salita e raggiungiamo il rifugio alle 17.00.

Da GPS avremo 1700 mt circa di disl per 17 km.

Che giornatona…

Si festeggia con una mangiatona con superbrodone rosso, simil-pizzoccheri, carnina e verdure rosse e due birrozze!

 

3° giorno: Lunedì 21 Aprile 2014

Dopo un’altra notte turbolenta i nostri eroi si alzano e vedono che il tempo non è un granché, anzi…

stanotte ha fatto qualche cm di neve fresca, ma poche centinaia di metri sopra il rifugio c’è un bel nebbione, quindi facciamo colazione con calma e aspettiamo che si apra un po’, ma niente.

 

Abbandoniamo i sogni di gloria: niente Fliana (la proposta per tempo bellissimo) e niente Jamspitze (la proposta per tempo decente): non vale la pena fare 300 m e poi immergersi nella nebbia, quindi scendiamo giù.

 

Scendiamo è una parola grossa…

Un po’ di traversi, una decina di curve e poi bisogna mettere gli sci sullo zaino, perché la neve non c’è…

L’idea per oggi è scambiare la pellata con la pizzoccherata (così la rivista del CAI è contenta…).

 

Quindi dopo un bel giretto nel ridente paesino di Guarda, i nostri eroi si proiettano verso la Val Chiavenna alla ricerca di un pizzoccherificio che ci voglia accogliere …

 

 

 

 

 

finalmente nella cittadina di Colico sul Lario riusciamo a trovare un posto dove sfamarci.

Ripartiti, giunti a Lecco (dove ovviamente piove…) ci salutiamo dandoci appuntamento per la trasferta del 2,3,4 Maggio.

Grazie a tutti per la bella compagnia. E alla prossima!

Boris , Andrea, Teo, Samu, Stefy e Silvano.

Edit By Boris

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FINE SETTIMANA DI DISLIVELLO PIZ PIANI (3158) 12-04-2014 e BOSHORN (3268), corso SA2 13-04-2014

martedì, aprile 22nd, 2014

Pata pam un fine settimana di dislivello.
Erano due anni che avevo in mente di fare la parte NE del Piz Piani ed ecco che sabato 12 aprile si avvera il sogno.
Complice Fabio “Karamazov” che aderisce, entusiasta come è suo solito, all’idea e sabato mattina alle 05.00 ci troviamo a Lecco.
Col senno di poi forse potevamo partire prima vista la caldazza della giornata.
Arriviamo a Mottaletta parcheggiamo e mentre partiamo arrivano altri 4 scialpinisti che immagino facciano anche loro lo stesso ns,. tragitto. E’ proprio vero che se va su ON-ICE stai tranquillo che qualcuno arriva, vabbè …
Ci muoviamo cominciamo a salire e dopo un po’ dobbiamo togliere gli sci e salirwe dai prati per 10 minuti ad incontrare la strada che porta a Vamalera tagliamo i tornanti passando dal bosco dove la neve è continua per immetterci poi nel vallone che ci porterà alla base del parete.

Risaliamo con buon passo i pendii che si fanno sempre più ripidi intanto 3 dei 4 soci che erano dietro a noi con passo ben più svelto del nostro ci superano e ci faranno la traccia di salita.
Arriviamo all’imbocco del canale , che dal basso proprio non si vede, cerchiamo di progredire, con gli sci ai piedi, fino a dove la pendenza si fa importante e poi al riparo di un masso decidiamo di calzare i ramponi e partiamo per la ripida parete verso la cima.

La salita mi risulterà faticosa e bella lunga complice anche il caldo che si fa sentire.
Raggiungo finalmente il collettino scarico gli sci , prendo un po’ di fiato, mangio a fatica una di quelle barrette che alla fine diventano nauseabonde e mi scolo un bel mezzo di bottiglia d’acqua conservandone un po’ per la discesa.

Salgo le quattro roccette che formano l’aerea crestina verso il cippo di cima da dove si scorge un bellissimo panorama a 360° e di fronte il Pizzo Ferrè. Non c’è una croce , peccato, ho rivolto un pensiero verso l’alto a salutare il mio Babbo che proprio 11 aprile del 2011 pensava “bene” di lasciarci. Perdonatemi se scrivo di questa cosa personale !

Mi preparo per la discesa e nel frattempo il tempo si è chiuso e le nuvole vanno e vengono sono da solo in cima e il primo pezzo di discesa è bello ripido e penso : bah se non vedo molto poco male evito di prendere paura.
Mi spiace che Fabio abbia deciso di fermarsi un po’ sotto, in discesa insieme ci saremmo proprio divertiti. Vabbè è una belle scusa per tornarci.
Il pendio ha una buona neve e anche se un pò stanco mi diverto un sacco ci ricongiungiamo prima della fine della parete e poi scendiamo insieme per bei pendii con neve un po’ troppo remollata , facciamo ancora un po’ di belle curve nel bosco e poi con un piccolo balzo , per la stradina giungiamo alla macchina.

Grande gita di soddisfazione 1800 mt di dislivello per uno sviluppo di 12 km circa.
Ci cambiamo e ci fermiamo a Campodolcino per una meritata birra e panino.
E ora ci prepariamo psicologicamente per la Domenica al Boshorn
Grazie ancora a Fabio

 

 

 

 

BOSHORN 3268 mt

 

13 Aprile , ritrovo al solito posto a Varedo alle 05.15 poi complice qualche ritardatario ci attardiamo e partiamo circa alle 05.45,

Tappa in autogrill per la rituale colazione per poi giungere nei pressi del parcheggio dove lasceremo i nostri mezzi. Il parcheggio è affollatissimo, sotto i raggi del sole….,si fa per dire… il tempo non promette niente di buono, in realtà la giornata si aprirà e diventerà stupefacente.

Cominciamo a salire i ripidi pendii iniziali e giustamente qualcuno si ferma a calzare i rampanti , e nemmeno a farlo a posta il ns. Ermann Maier perde un guanto , che non ritroverà più !!!
Dopo un po’ di inversioni Giorgio, rompe un bastoncino, e l’esclamazione piena di ottimismo è ….ecco gita finita … così non posso continuare … , ma impavido il nostro Direttore in quattro e quattrotto ripara il bastoncino e via che si riparte.

Il percorso è bello articolato e ripido e con neve bella dura. L’ultimo pendio prima di giungere al deposito sci mette a dura prova un pò tutti.

Arriviamo alla spicciolata e mentre i primi iniziano ad affrontare i 100 mt di cresta con passaggi di II e III ma che ottimi appigli e rocce pulite consentono di giungere in cima abbastanza agevolmente, il resto del gruppo , previa messa in sicurezza, affrontano quasi tutti la breve e divertente arrampicata per raggiungere la cima.

Raggiungiamo tutti il deposito sci e ci prepariamo per la lunga discesa.

I pendii ripidi e la neve bella tersa, se remollava un pelino di più non sarebbe stato male, ci consentono belle curve.
Un gruppetto sceglie di scendere direttamente i pendii N che riservano sicuramente pendii con pendenze da non sottovalutare.

Giungiamo tutti contenti e un po’ stanchi alle vetture pronti per riportare le nostre stanche membra a casa.

Alla fine saranno circa 12,5 km per un dislivello di 1550 circa.

Un complimento per il Direttore e la sua scelta e anche per la determinazione nel voler far raggiungere la cima ai corsisti: AleU, Ermann, Giorgio, Dario,Simone, Riccardo, Giovanni

 

 

 

 

 

 

Stefy, AleB, Renzo, Samu, Anna, Antonio,Pier, Paolo, Gigi, Boris, Carlo e Silvano,

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SA2 – 29/03/2014 – Campelli – 30/03/2014 – Piz Beverin

martedì, aprile 1st, 2014

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Campelli

Piz Beverin

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PIZ DA LA MARGNA (3158 mt) ma che bel dì!

martedì, aprile 1st, 2014

Era dal giorno che avevamo fatto l’escursione a piedi sul Piz de la Margna ed avevamo visto l’impressionante canale nord che sembrava finire quasi nel lago che avevamo il desiderio di provarci con gli sci ai piedi.


Ecco che il momento è propizio , la neve abbondante e ben assestata anche per vie delle temperature miti della settimana creano le condizioni favorevoli. Chiediamo dispensa papale al Direttore del Corso SA2 -2014 della Valle de Seveso diretto al Beverin che con benedizione ci comunica :
andate e vedete …… poi riferirete al prete che sempre ha sete di mete.

L’unica cosa sfavorevole è che qualcuno pensa di intraprendere la gita il 27 marzo e di scriverlo su ON ICE a quel punto il gregge si fionda sul pascolo e il mondo bergamasco si riversa in Engadina …. vabbè pazienza .

Riprendo un concetto espresso da P.Vitali sul suo sito con il quale concordo pienamente e che riporto integralmente :

“Ripensando a quanto rapidamente sono cambiate le condizioni da ieri sera a questa mattina, mi sovvengono un paio di considerazioni.

Recentemente ho letto sui piu’ famosi portali alcuni scialpinisti che si meravigliavano, o addirittura lamentaveno, di non aver trovato le condizioni riportate da altri sciatori
su report precedenti; poi pero’ verificando le date capisco che si riferivano a gite fatte una o addirittura due settimane prima!
Senza fare di tutta l’erba un fascio, mi pare che sempre piu’ scialpinisti si basino sui report di questi portali piu’ (se non esclusivamente) che su previsioni e condizioni nivo/meteo! Se cosi’ fosse si tratta sicuramente di una tendenza diseducativa e pericolosa!

 

Diseducativa perche’ si disimpara a valutare le condizioni e scegliere con la propria testa, pericolosa perche’ si rischia di trovare gite sovraffolate con conseguenti rischi di slavine.
Quest’anno stavo pensando di chiudere questa pagina per non alimentare questa tendenza, sto prendendo tempo per pensarci meglio.
Ai lettori di questo sito chiedo pero’ un piccolo esame di coscienza, se vi riconoscete un poco in questa tendenza, riprendete l’abitudine di leggere bolletini e cartine topografice, e solo in ultimo verificare sul web se altri hanno avuto la vostra stessa idea! PV”

 

La gita è molto remunerativa e se si trova poca gente sul percorso ha tutto un altro sapore…., beati coloro che possono andare in settimana ….. Non mi dilungo sulla parte tecnica perché si trova di tutto di più . Noi abbiamo scelto di salire e scendere dal canale Nord . Purtroppo la nostra salita è stata intrapresa quando già i primi iniziavano a scendere e quindi ci arrivava intesta di tutto di più. Con il senno di poi e l’affollamento che c’era forse valeva più la pena salire dalla cresta e scendere dal canale nord. Poco male è stato ugualmente molto bello.

Il canale , con tutte le soste per ciò che ci arriva dall’alto, lo percorriamo circa in 1.30 e arriviamo con un gruppo che invece aveva deciso di fare la cresta , quindi ….., è uguale !!!!



Sosta in cima foto di rito la gente se ne va è un po’ di pace riusciamo ad assaporarla e a goderci il panorama. Ci sistemiamo e ci prepariamo ad affrontare la ripida discesa con qualche patema ma poi mano mano che ci si addentra nel canale tutto si fa più chiaro, si fa per dire …. , e poi con derapate e curve arriviamo alla base dove il pendio si apre.
La discesa è di grande soddisfazione resa un po’ meno simpatica per via dei numerosi passaggi avvenuti.


La neve è ottimale fino alla fine salvo il fatto che è triturata dagli innumerevoli passaggi .

 

 

Ritorniamo alla macchina dove ci aspetta un piccolo terrazzino solivo che ci rende i preparativi per il ritorno molto piacevoli. Fermata all’agriturismo dell’Acqua Fraggia per un buon piatto di gnocchetti della Val Chiavenna ben auguranti per il ritorno a casa.

In conclusione comunque gita di grande soddisfazione e giornata splendida che ti fa assaporare la bellezza di questa disciplina che ripaga di tutta la fatica.
Silv, Ste e Gigi (puc ma bon !!!)

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