SARA’ STATA L’ULTIMA….??? Domenica 16 dicembre 2012.

Siamo partiti con -7 (gradi!) e siamo tornati sempre con -7 (…ma giorni!); in mezzo tanto freddo e tanti strémizi (famm-fumm-frech & fastidi) per la temuta fine del mondo.
“Ma perché lo facciamo?”
“Che senso ha un tale aggiornamento, adesso, si, adesso “che è finita“?”……
Nelle ultime settimane prima di partire per una gita guardiamo la meteo per capire le condizioni del tempo, ma subito dopo entriamo nel sito dei Maya per vedere se hanno cambiato idea e se magari ci lasciano un po’ di più a godere della neve, soprattutto adesso che è caduta!
Qui siamo veramente al limite e noi, maggiormente bigoli rispetto alla media umana, ci siamo imbarcati in un nuovo aggiornamento con Ivan, che ormai ci segue da un triennio in un percorso “educativo” di ampio raggio, che abbraccia i principali temi che uno ski-alper deve conoscere, ma anche trasmettere!!!
Oggi avevamo l’obiettivo (sano) di mettere sul piatto alcune manovre di neve (basiche) mai sufficientemente applicate e spesso soggette all’obsolescenza senile da oblio; è stato un po’ come mangiare il pesce in un buon ristorante: anche se le portate aumentano, mangi sempre volentieri e non ti senti quasi mai sazio: bello!
Partiamo dalle paludi di Verano alle 6,30…….abbiamo gli sci sul tetto delle auto, ma sembriamo molto più destinati ad un rally sahariano che non indirizzati verso la Valmalenco: le jeeeeeeeeeep sono tutte di un certo spessore ed anche il potente-mezzo di Barney fa il suo figurone (….sta sempre attendendo di portare in giro la sua Wilma e speriamo che si dia da fare…..!).
Con noi oggi anche Mirko….“l’aspirante”: è stato nuovamente tesserato, ma in confronto a Conte….il suo è un calvario!!! Adesso per rientrare nel giro deve allenare un anno i pulcini, poi deve salire il Melma in ginocchio, preparare il prox discorso di fine anno a Napolitano e, da ultimo, scrivere la parola CNSASA……su almeno 52 pagine. Gli hanno risparmiato l’aspetto filologico degli OCTO e la loro applicazione nel contesto della New Economy, quindi direi che alla fine gli è andata comunque bene.
Ci ha tuttavia informati che è abituato a cotal trattamento: già in sede di Professione di Fede, il Parroco gli aveva chiesto se aveva passato gli esami di “aspirante”, così come il suo insegnante di tennis quando trovava il campo “senza righe” dopo gli allenamenti!!!!!!
Dopo la sosta in “Sala Giochi” per una colazione dovuta nella frazione Bolgia di Delebio, ripartiamo alla volta di Chiesa dove arriviamo giusto in tempo per l’inizio delle ostilità; fa sempre freddo, ma la temperatura inizia a mostrare qualche crepa di calore.
Con Ivan decidiamo cosa fare e cosa vedere in un briefing nel centro decisionale di Lanzada e poi via verso San Giuseppe. Quando arriviamo alla partenza degli impianti si respira quell’aria frizzante misto luce del sole che ti fa venire l’acquolina in bocca solo a sentirla. Danno pericolo marcato per le valanghe e quindi c’è poco da scherzare, noi scegliamo un bell’angolino dove ci divertiremo per tutto il giorno. Compriamo un gettone e lo inseriamo nei baracchi che ci portano sino al punto più alto; le cime montuose circostanti lasciano sempre di stucco.
Entriamo ben presto in neve fresca e cominciamo a tracciare con la lingua: dobbiamo fare circa 15 minuti di salita per portarci in zona manovre, ma dopo 7 minuti di micro-traccia siamo secchi….soprattutto i tracciatori che devono chiedere il cambio per sfinimento dei garoni; ci sono dai 40 ai 50 cm di fresca (le gonfie non mancano ed anche qualche buco traditore) e 1 mt-kulo di neve oggi pesa tre volte lo standard.

Cominciamo a vedere le manovre coi corpi-morti, i recuperi su neve, le soste sugli sci e le fisse, passando dall’uso dei manuali a quello del cervello.
Ci impegniamo anche in un percorso formativo (”circuito”) costituito da doppia su “lapislazzuli di neve”, fissa su nocciolo-secco e risalita himalayana sino al punto di partenza.
Ogni tanto si staccava addirittura immaginando qualche giro alle Lofoten (nuova pronuncia “Loffen”……per chi scoreggia bene!) per uno scialpinismo europeo…..
I concetti della CNSASA sono ormai entrati nel testone di tutti e non ce n’è per nessuno: giurisprudenza e dottrina rimangono in secondo piano rispetto ad essa!
Quando il sole comincia ad indebolirsi capiamo che forse è meglio togliere il disturbo per una sciatina finale, magari condita da qualche stratagemma e trucco “di rinforzo”, necessario a riprendere le redini della stagione e a migliorare stile e recupero.
La neve è ottima e si riesce a fare tutto ciò che si desidera.
Con Ivan percorriamo alcune piste che ci riconducono verso l’alto, non dimenticando che il nostro gettone vale solo per un giro su determinati e specifici impianti. La discesa verso San Giuseppe è piacevole e sufficientemente lunga per compiere evoluzioni ritenute “bizzarre”, ma che aiutano l’utilizzatore dei legni a riprendere fiducia degli attrezzi ed in se stessi.

Da notare che oggi non abbiamo sceso né canali impossibili né pistoni da paura & panico, ma quando siamo ripartiti dalla “piattaforma delle manovre” ci siamo cimentati in un saltino sufficientemente “spericolato”: un bel 4 metri con tuffo in fresca……una figata pazzesca!

Finiamo verso le 17.00 quando ormai il calar delle braghe è prossimo, ci parcheggiamo in auto e scendiamo nuovamente a Lanzada per un riepilogo della situazione al Bar di Ivan.
Poi ripartiamo alla volta della Bassa, senza incontrare nessuno per strada; solo 7 giorni prima una purga incredibile a Morbegno con codone esagerato e perdita di tempo assurda; spesso nelle statistiche inseriscono che una buona fetta del nostro tempo è buttata via (per esempio nel sonno)….secondo me per molti devono inserire il numero delle ore perse in Lecco e Morbegno……perché sicuramente se vanno a vedere le ore perse in questi tratti, per alcuni è peggio dei valori alti del colesterolo!!
Partecipanti: Stefania, Silvan, Renzo, GigiEmme, il Folletto (Fausto), Mirko (che continua ad aspirare tuttora), Barney, Paolinux, Boris, Giuseppe, Patajean e Ivan.
Adesso l’aggiornamento continua e speriamo anche la newe; basta guardare il cielo di mercoledì mattina e le montagne verso il Rosa: parabrezza al plasma e panorama spettacolo a reti unificate, una roba da leccarsi le orecchie. Anche cambiando canale col telecomando, il risultato è identiko!!!!!!
PJ

PDF24    Invia l'articolo in formato PDF   

Tags: ,

Comments are closed.


  • Twitter
  • Facebook
  • Picasa
  • Flickr
  • YouTube