Ricordi….la stessa via tanti anni dopo

11 e 12  Luglio  2009
PIZ ROSEG  Parete Nord Est – Via Kluker   m. 3936

A volte bastano pochi minuti… per tornare indietro di anni …..
Incontrare un amico, Paolo Colombini, che non vedevo da anni, ed ecco che a distanza di tanto tempo, sto per rivivere un’altra giornata indimenticabile !

Siamo al Rifugio Tschierva, in Engadina, io, Paolo, ed alcuni amici : Egidio, Alessandra, Marco ed Alessandro.

Quasi tutto è cambiato: il Rifugio, ora molto più grande; i gestori, che non sono più gli stessi, il ghiacciaio che, come tanti ghiacchiai, si è ritirato, solo le montagne che fanno da corona a questo anfiteatro sono le stesse : dalla Biancograt al Bernina, allo Scerscen, i Roseg, orientale ed occidentale, è uno spettacolo fantastico quello che abbiamo davanti agli occhi !!!

Guardando la parete Nord Est dei Roseg, cerco di immaginare come sarà la lunghezza dell’avvicinamento, la parete, che potrà presentare difficoltà diverse, sia per i pendii di neve che per le rocce ……poi il ritorno per la via normale, che non sarà banale e poi giù per la lunghissima Val Roseg …..

Domani sarà una giornata molto lunga, quindi a letto presto !
La sveglia è alla 1.30. Non appena pronti ci avviamo, dapprima su un sentiero, poi, attraversando verso destra ci portiamo alla base della Cresta Ovest del Piz Umur, costeggiandola si raggiunge il bacino superiore del ghiacciaio, da qui si arriva alla base della parete.

Inizia ad albeggiare, non c’è ancora il sole, ma almeno rischiara.
Paolo ed Alessandro individuano il pendio di neve migliore  poi, per roccette, con neve fresca e piccole slavine che formano cascatelle, per fortuna non pericolose !  Ancora pendii di neve poi la seconda fascia di rocce più lunga a circa metà parete, che porta al pendio finale.
Mentre salivo quest’ultimo tratto una forte emozione mi portava indietro nel tempo, quando nel 1982 feci questa salita con Luigi ….. Superata la tristezza, e nonostante la stanchezza, mi sento tranquilla e molto, molto felice.  Ringrazio Paolo di avermi fatto rivivere una tale emozione.

In cima la temperatura è molto bassa per via del forte vento. Qui troviamo una coppia  che Paolo conosce (come è piccolo il mondo !!), sono saliti partendo dal Rif. Coaz. Ci salutano e cominciano la loro discesa.
Dalla cima è possibile vedere il Rif. Marco e Rosa, e le cime attorno che, senza sole, appaiono più severe.

Iniziamo poi la discesa, dapprima su pendii di neve, fino alle rocce che, con alcune doppie, portano al ghiacciaio sottostante e che, passando proprio sotto la parete portano alla pista fatta al mattino, ancora neve, poi la morena e, finalmente, al Rif. Tschierva.
Un breve spuntino e poi giù fino a Pontresina… il percorso me lo ricordavo lungo ed interminabile… e la sensazione è ancora quella.

Oggi, a distanza di qualche giorno, penso a tutto questo e mi pare un bel sogno e quei momenti in cima ripagano pienamente di tanta fatica ….  Se penso a Paolo che ha anche tracciato tutta la pista… quanta stanchezza ……

Un caro saluto a Paolo ed anche agli altri compagni di quel giorno.

Annarosa Guzzetti

 

Relazione salita Annarosa e Luigi

Giugno 1982

PIZ ROSEG  Parete Nord – Via Diemberger m. 3936

E’ passato del tempo ma la mente, di tanto in tanto, fa rivivere momenti già vissuti e, per fortuna, non solo quelli spiacevoli…..

Pontresina, Hotel Roseg, Capanna Tschierva, Piz Roseg; cammino e penso a queste tappe, mentre le carrozze passano, le persone che vi sono sedute salutano cordialmente….. magra consolazione mi dico, e finalmente arriviamo all’ Hotel Roseg. Sono con Luigi.  Angelo ed Ercole ci raggiungeranno questa sera.

Da qui inizia il sentiero che porta al Rif. Tschierva, sentiero che, dopo un primo tratto in piano, sale abbastanza dolcemente, ed acco, dopo un’ultima svolta, questo bellissimo ambiente: di fronte il Pizzo Bianco, a destra il Monte Scerscen, il Bernina, di cui si vede solo la cima, ed infine il Piz Roseg con le sue due cime, occidentale ed orientale; è quest’ultima la nostra meta per l’indomani. Tuttavia mi sento un po’ stanca e questo non va, mi dico.

In Rifugio, mentre si cena, parliamo con gli amici, nel frattempo arrivati, contenti di esserci.
Le ultime previsioni meteorologiche : domani bello, lunedì ancora di più.
Le condizioni della parete : buone, cosa si vuole di più dalla vita ? ……… Io vorrei essere meno stanca !  Perciò ci si corica abbastanza presto;  ma che succede ?  un tuono mi sveglia, è possibile ? e le previsioni ?   Per ora possiamo aspettare, questo è solo un temporale, passerà presto.
E’ l’ora di alzarci, e con noi parecchie persone, vi è  anche un gruppo che salirà i Roseg per la via normale, sono accompagnati da una guida, la quale afferma che il tempo non è un problema e che, se peggiora, loro possono ritornare in qualsiasi momento, questo non vale per noi, tuttavia ci avviamo, occorrono quasi tre ore per arrivare sotto la parete, si deciderà poi.  Ma per me non sono le condizioni meteoroliche, ma le gambe che decidono, sono stanca e non mi sento di fare la salita. Tuttavia accompagno Angelo ed Ercole, anche loro indecisi per il cielo che rimane nuvoloso, ma si spera sempre.
Dopo averli salutati, Luigi ed io torniamo verso la Capanna, ed a un tratto un leggero vento spazza le nuvole ed il sole, a poco a poco, fa capolino da dietro il Piz Morteratsch e la parete si colora di rosa per pochi attimi, ma la giornata si preannuncia bellissima.

Con rammarico volto le spalle a questo spettacolo, ma è più forte di me, mi giro spesso e, arrivando alla Capanna, ecco già una cordata in parete.
Qualche ora più tardi ci avviamo verso Pontresina ma, dopo essermi girata per l’ennesima volta verso i Roseg, ecco l’idea : e se rimandassimo per l’indomani ?  Luigi dice che non aspettava altro, per cui ….. marcia indietro e, un’ora dopo, siamo di nuovo alla Capanna.
Seguiamo le cordata, salgono velocemente, rallentano solo in qualche punto, senz’altro vi è del ghiaccio ma in generale le condizioni sono buone; la giornata è splendida, chissà che spettacolo lassù …..

Nel pomeriggio la Capanna ospita di nuovo tutte le cordate al ritorno dalla salita, solo verso sera è tutto tranquillo, è domenica e per molti l’indomani si lavora, dovremmo anche noi, ma …..

E’ notte, il cielo è stellato, non fa freddo ma ci prepariamo fiduciosi e ci incamminiamo nuovamente su per il ghiacciaio.
E’ quasi per caso che guardo il cielo e mi accorgo che non si decide a rischiarare, ieri a quest’ora lo era giò, come mai ?   Chissà, forse farà come ieri, un po’ di vento e mette tutto a posto.  Purtroppo no, ma siamo già alti e proseguiamo, nel caso il tempo si mettesse al brutto, torneremmo indietro.
Arriviamo sotto la parete, è lì, a meno di mezzora, il tempo… beh quello ci preoccupa un po’, ma sprazzi di azzurro qua e là ci fanno sperare, del resto anche le previsioni meteorologiche davano queste condizioni.
Ci prepariamo quindi per la salita. Iniziamo la salita e, dopo un primo pendio di neve, ecco la fascia di rocce che è ricoperta di ghiaccio, bisogna essere delicati e decisi nello stesso tempo, qui facciamo tiri in sicurezza, appena sopra ricomincia il pendio di neve, si fa subito ripido 50-55° di pendenza, sarà così fino alla cima: neve buona si alterna a neve marcia, ci si sposta cercando di sfruttare la prima.
Ci alziamo rapidamente, ma il tempo peggiora, non temporale, ma scuro tutto attorno e tanta calma, non mi sento tranquilla; ora ecco del ghiaccio, ancora tiri in sicurezza, pare non finisca mai questa salita, ora nevischia un poco ma la neve che scivola sul pendio sembra una cascata di cristalli.

Ora siamo in mezzo ad una nuvola, ma si vede una luce sopra, che sia il sole ?  lo spero tanto; il pendio si addolcisce un po’, ma che fa Luigi, si ferma, perché non prosegue ?  C’è ancora qualche difficoltà, gli chiedo ?  Siamo arrivati !   No, non è possibile, stai scherzando, rispondo e, mentre mi avvicino, vedo che mi sta recuperando.
Questa atmosfera strana, essere immersi nelle nuvole, non vedere niente, solo luce verso l’alto, salire, fare attenzione a non sbagliare, pare sia passata una vita da quando abbiamo iniziato, ed ora è finita …..che gioia !!!
Le nuvole si aprono, ed ecco che finalmente anche il sole ci saluta.  Però questo non è un buon segno, anzi ci sprona a scendere al più presto. Mettiamo subito via il materiale che non serve ed iniziamo la discesa.
Poco dopo il tempo peggiora e questa volta si mette a nevicare con tutta calma, ma in abbondanza.
Giunti alle rocce, facciamo alcune doppie che ci porteranno al ghiacciaio sottostante la parete, che è ora  nascosta da una fitta nebbia.  Ci affrettiamo ma, mentre scendiamo, la neve diventa acqua,  e ci inzupperà per bene.

Arriviamo alla Capanna: il custode ci attende con un buon thè, ed una calorosa stretta di mano, dice di averci visti  per un attimo mentre eravamo in cima.
Anche lui dice qualcosa a proposito delle previsioni meteo…..
Dopo una breve sosta, scendiamo a Pontresina, ora ha smesso di piovere, diventa sereno, mi pare giusto !!!
Nessun rimpianto per la giornata di ieri, passata al Rifugio con un sole splendido, che oggi si è fatto desiderare, sono troppo felice ….

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