PROPRIO UNA BELLA SERATA ! – Montevecchia 15 nov 2014.

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Pareva di essere all’ultimo dell’anno……ed in effetti siamo andati via forse più tardi di quando lo si festeggia. L’evento, preparato da tempo e con una meticolosità maniacale paragonabile a quella di un Party in perfetto stile, si è svolto all’interno dello Chalet di Montevecchia; del resto non si poteva fare diversamente, primo per il Gegio e per l’importante traguardo raggiunto e poi per una comunità di Brutti Kuli, quasi al gran completo, che si è letteralmente ritrovata ed ha esaltato e endovenato tutti i suoi componenti. L’aria respirata ieri sera è stata proprio diversa dal solito e diversa anche da quella che si coglie in occasioni simili o standard, non rarefatta come ci capita spesso di respirare, ma fatta di quella frizzante voglia di stare accanto agli amici di sempre, quelli con i quali abbiamo vissuto più o meno giornate memorabili.

C’è stato uno scontro tra vintage e vision futura da paura: più o meno ad ogni tavolo è stato un susseguirsi di minkiate, ma anche di storie e ricordi (spesso gli stessi!) che si sono mischiati con la geografia dei posti nuovi in cui vogliamo presto metter mani & piedi e con la Kazzerja di ognuno di noi, terapeutica di bestia, forse il vero perno al quale antidoto non (r)esiste!

Ad uno ad uno tutti siamo entrati dalla porta ed in forma immaginaria non solo nella festa, ma in un gruppo pazzesco: una specie di Monument Valley – per esagerare una volta e per un po’ di sano orgoglio – guardando a tutto quello che è stato costruito in questi anni e per andar dietro alle parole di Gabriele.

Fra l’altro nel momento in cui Gabriele approccia la platea, c’è sempre qualcosa che possiamo raccogliere e ricordare come ‘cult time’, vedi per esempio:

  • “Le sezioni del cai non sono un territorio in ogni territorio……”
  • “Ci vogliono occhiali giusti per i giovani di oggi…..”
  • “ La Crisi del volontariato oggi pesa anche nel cai……”.

Ricordare quindi una serata o documentarla tramite lo stato d’animo di ieri sera è come dar vita ad un diario di bordo anche per queste cose che non hanno niente a che vedere con l’aspetto tecnico per una volta, ma che saturano la pelle d’oca e portano l’euforia ad uno stadio prossimo all’infinito.

Il Gegio che fa il suo primo discorso da INAL, nonché da Direttore della Scuola, è un po’ come una doppia eclissi solare; rivedere Luca in sede, risentire le kazzate del Villa ancora prima che portasse le membra dentro la Casetta e ne potrei tirar fuori ben altre, fa bene agli occhi e al cuore.

Dopo il buffet degli antipasti e la cena, ecco tutti gli “azionisti della Vds” davanti ai Presidenti dei Vari Livelli (Luciano, Maurizio e Gabriele) ad ascoltare elogi, spronate varie e antidoti a malattie più o meno trasmesse (si è citato il termine Virus, Monatto e Untore per la prima volta anche in alpinismo!). Poi il momento del Gegio, con i ringraziamenti e l’apertura del regalo.

Adesso giriamo nuovamente pagina e si riparte per il futuro prossimo: occorre star dietro al tempo, che metodico e non qualunque, svolazza inesorabile. Il gesto tecnico rimane, pur sempre appoggiato a dove lo abbiamo lasciato, ma l’amicizia delle persone o di certe persone è ancora più forte, forse indescrivibile in maniera precisa!

……La Moltitudine di ieri,

PJ

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