POSTIESPOSTI……Befana 6 Gennaio 2017.

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Si narra che i Re Magi abbiano percorso molti km prima di raggiungere la mangiatoia e lo abbiano fatto seguendo una stella con calma, senza fretta da rientro e con giorni e giorni di cammino, ma loro avevano le lettere maiuscole; noi, invece, siamo re magi non-per-definizione e abbiamo le minuscole che incalzano. Di conseguenza ci prendiamo le ore che servono e cerchiamo di farcele bastare perché entro sera dobbiamo rientrare. La nostra Cometa oggi è il Sasso Cavallo, che evoca lisciume, stremjzi, esposizione e tanta storia.

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Il meteo conferma ormai che il bello appartiene a questo periodo; la “ronkolata artica” ha fatto sì che i germi fossero spostati altrove, ha sicuramente reso l’aria più tersa, ma ci ha anche delusi assai per il mancato deposito dei fiocchi a noi preferiti, che sembrano mancare all’appello; il termometro segna sempre basso e noi, ovviamente, scegliamo un angolo sufficientemente remoto e mai battuto dal sole in questo periodo se non nelle zone alte. Saliamo da Rongio (350 mt) verso il Rifugio Elisa sino al bivio in cui il sentiero nr 16 ci catapulta a goccia verso la Val Cassina. La parete del Sasso Cavallo a quel punto si erge di fronte a noi possente, liscia e si sente profumo di selvaggiume bestiale!

Indecisi fra Oppio e Cassin….alla fine decidiamo di salire il canale della Val Cassina! Troviamo anche due bei camosci che ci fanno vedere casa loro: si offrono inizialmente per farci sicura (dall’alto) e poi per distendersi su un piatto a fianco delle patatine e della majonese (!)….

Entriamo in Val Cassina come se entrassimo in un mondo tutto particolare: anfratto che sembra inaccessibile e recondito, diventa un budello incredibile quando vi si entra e lo si percorre verso l’alto. Da Rongio o poco sopra, il Sasso Cavallo sembra assolutamente una continuazione del Sasso dei Carbonari e mai si potrebbe pensare ad un passaggio, invece il passaggio c’è ed è un collegamento tra due mondi opposti.

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Il freddo è quasi “scrotale”, ma quando esci nel c.d. Paradiso-del-Mugo non lo percepisci più; vediamo in lontananza anche la neve caduta sul confine italo-svizzero solo per tenerci buoni, ma evidentemente insufficiente a rendere realistica l’accensione del motore scialpinistico.

Alla Bocchetta di Val Cassina (mt 1.823) siamo cullati dai mughi e viaggiamo con loro a mezza altezza, sino alla cima del Sasso Cavallo dove l’aria frizzante ci fa capire quanto il freddo possa pestar duro.

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Scendiamo poi verso il rifugio Bietti dove sgranocchiamo qualcosa sotto gli occhi di un cane che sembra non mangiare da quando è nato e qui per noi finisce la parte dei POSTI ESPOSTI!

Ma come al solito non ci facciamo mancare nulla e quando decidiamo di scendere per la Val Meira cominciamo a capire che la strada è lunga: ambiente sempre selvaggio, case che non ti aspetti e frazioni di centri abitati dove gli ultimi botti di capodanno fanno sentire un sottile puzzo di zolfo.

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Un sali e scendi continuo per raggiungere la civiltà, l’altimetro che non scende sotto gli 800 metri e la macchina che da Rongio fa segni per evitare che si scenda a Sonvico/Somana…..distante. Che fare? Con un continuo POSTI E SPOSTI alla fine ci mettiamo in contatto con sentieri d’altri tempi, di quelli che “ti kagano giù” in dieci minuti facendo scendere la quota di 500 mt al volo. Ci affianchiamo a quello che d’estate dev’essere una perla di bellezza (Sentiero del Fiume) e dopo altri passi e contropassi raggiungiamo di nuovo la nostra meta.

Che dire: oggi un bel giretto in compagnia della Befana in angoli remoti seppur fuori porta, a cavallo di una bella trottata e respirando il silenzio tranne che nelle zone note o in prossimità dei rifugi. Condizioni eccellenti su tutto il percorso anche se questa più che una notizia positiva è una nota dolente, che dimostra ancora una volta la fotocopia meteo dello scorso anno e un misto Ansia più Angoscia per come ormai la neve si tenga lontano da noi per troppo tempo.

I re-magi di oggi: Andrea, Teo e Patajean.

by Patajean

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