PEŰGEOT DI COSI’…, PIOVE!

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Oggi volevamo cambiare. Via temporaneamente le assi non rimangono che gli assi, quelli da giocare bene visto che oramai i giorni di bel tempo cadono tutti fuori dalle vacanze istituzionali e lontano dal weekend.

Quando capisci che una giornata è bella? Quando esci come durante lo scorso venerdì, magari per delle commissioni, e senti quella frescura unica che solo Maggio sa regalare; quando torni da una giornata non bellissima e, verso sera, si squarcia il cielo e la luce filtra dagli alberi, con quei colori speciali che solo Maggio sa dare; quando non fa caldo ma c’è la temperatura ideale con il risalto dei colori vivaci che ci sono solo in primavera e dopo che il vento ha spazzato il cielo. Oggi ci siamo accorti che la giornata è bella perché ci divertiamo, nonostante il vento possa rompere un po’ il packaging, ma soprattutto perché tornando a casa il cielo ha cambiato colore: da grigio qual era è diventato progressivamente azzurro vivace, regalando una serata eccezionale.

Cercando di fare onore al sole, abbiamo deciso di andare ad Albard e di cambiare nome alla via: Mi-raggio di sole! Senza molti diritti (quasi fossimo dei Massoni…J!) lo abbiamo deciso proprio in funzione del meteo, titubante e con un venticello che sugli spigoli della via tirava sino a dare noia.

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Diciamo che per trovare la via abbiamo fatto anche un po’ di dislivello tra i sali e scendi necessari, ma alla fine era lì tutta per noi. Oggi sembrava di arrampicare in un presepe: l’ordine di questo angolo di Valle, i vigneti disegnati alla perfezione e certi angoli bucolici in cui hanno ficcato le baite, lasciano incantati, per non parlare della discesa, breve ma artistica quanto basta.

Siamo i primi ad arrivare ed anche a partire: la libretta dice di girare in prossimità di un bivio con “segni di rosso sbiadito”……probabilmente cercavamo i bicchieri ed il fiasco di rosso, fatto sta che ci sono due punti in cui il rosso sbiadito confonde anche chi non è ancora imbenzato e dove, a sinistra, il sentiero scende…..alla seconda azzecchiamo e meno male, già pensavamo a tutti i commenti sulle vesciche, anzi mi son venute le vesciche solo a scrivere queste due righe.

Partiamo decisi e ci infiliamo in questo dedalo di placconate, una dopo l’altra, sistemate in maniera quasi premeditata; il tutto è nascosto nella vegetazione, ma si lascia scoprire strada facendo. Gradi tranquilli e ideali per riprendere confidenza o volendo fare ingordigia di plasir. A metà via crediamo di prendere acqua viste le goccioline di riporto dalle cime coperte sopra i craponi. Dalle nuvole grigie in lontananza non trapela nulla di buono, ma restiamo fiduciosi per quanto letto sui bollettini.

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La via si mantiene godereccia sino al suo termine, dopo dieci tiri;

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da qui, dopo stretta di mano, si entra in un bosco che, quasi come in una caccia al tesoro, ti conduce alla base non prima di aver incontrato “il canyon”, “il buco”, “la corda fissa”, “le doppie” ed una vegetazione molto speciale, commentata e analizzata dal Mago con precisione millimetrica…..sembrava di essere partecipi di una puntata di Geo & Geo. Uno dopo l’altro troviamo i riferimenti come in una caccia al tesoro e quasi divertiti arriviamo nuovamente alla base dove abbiam lasciato l’auto.

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Ci rimane un unico dilemma: all’uscita della via c’era un solo fix su cui sostare, fix che non abbiamo trovato nonostante la ricerca segugiosa (Idefix non si è fatto trovare). L’altezzitudine (come l’ha definita qualcuno) non è molta, ma qui ci si diverte sempre.

Scendiamo nei meandri del bosco con un paio di doppie e facciamo anche un po’ di pomeriggio culturale con visita dall’alto della Fortezza di Bard.

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Non ci rimane che mettere la lingua sul plaisir supremo, che oggi porta il nome di panino con lardo e miele; anche la cameriera si è fatta scappare un sorriso truffaldino nel vederci così bambini di fronte al cibo e ci ha beccato con le mani nella marmellata.

La Barma è tratta e adesso torniamo alla vita quotidiana in attesa di poter trascorrere altro tempo insieme nel futuro prossimo. Oggi rientro tranquillo e confortevole col kulo nell’auto nuova fiammante di Andrea!

Partecipanti: Anna, Andrea, Mago, Giovanni e Patajean

By Patajean®

 

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