UNA COLTELLATA AL TIMOGNO – 11 MARZO 2017

marzo 15th, 2017

IMG_7638

  • CIMA: Timogno mt.2.099;
  • ZONA: Orobie da Spiazzi di Gromo a ca 1.200 mt;
  • DSL: 950 mt con presa di spigolo…..;
  • NOTE: il rigelo del venerdì, dopo il kaldone dei due giorni precedenti, ha generato una jiazzata micidiale con necessità di applicare una “Coltellata Unica su quasi tutto il pendio”; per la serie lo skialper si trasforma in Jack lo squartatore.

IMG_7631

Alla faccia della salita di allenamento! Gita che nasce dal nulla e sulla base di qualche idea semplice legata anche alla notturna del sabato sera al Resegone, dalla parte bergamasca. Alla fine prevale l’idea di andare agli Skazzi del Globo per salire sul Timogno, che per lungo tempo è sembrata più una via di mezzo tra una verdura ed il soprannome di Lucifero. La prima parte nel bosco rilassa l’animo gelato……quando solo il giorno prima i 20° avevano quasi fatto sparire l’ultimo entusiasmo di stagione; poi la seconda parte ha fatto venir fuori la voglia, ma soprattutto l’attenzione necessaria sul pendio/pala completamente giazzata.

Necessari i coltelli e necessario buttare l’occhio ed il baricentro sulle lamine (chi le aveva!) per evitare di finire 400 mt più in basso nell’imbuto naturale che si trova alla base. Se ne è accorto l’ometto salito senza ramponi e sceso grazie (solo?) all’aiuto della piccozza da 450 € del Pier; neanche Jeeg Robot d’acciaio aveva i componenti così belli quando glieli lanciavano…..

IMG_7635

IMG_7634

IMG_7650

IMG_7643

Giornata splendida, con vista su tutto l’arco bergamasco e decisione di scendere dal versante NO, raggiungendo la sella che separa il Timogno dal Benfit. Pendio notevole, soprattutto se visto dal basso dopo le prime 30 curve, che tutto sommato si mostra idoneo alle nostre curve.

IMG_7658

Rientriamo nuovamente sul lato di salita attraversando in maniera netta tutta la dorsale che immette nuovamente sopra il rifugio Vodala. Da notare che, una volta rientrati sul versante di salita, la sciata era praticamente impossibile data la qualità della neve: il rigelo aveva reso l’aveva resa ‘detestabile’ e con quel suono che ricorda in maniera netta l’impossibilità di godersi la discesa (ndr: durante la salita abbiamo visto gente rinunciare per assenza di coltelli e gente intenta a cercare sci persi durante la discesa proprio a causa della qualità orrenda della neve). Il rifugio Vodala è il tipico rifugio al quale non puoi dire di no: panciolle e birretta di compagnia.

IMG_7644

IMG_7651

IMG_7657

IMG_7653

Ghiotta occasione per tergiversare sul nulla e fantasticare sul futuro. Ogni tanto ghevoeeurr.

Rientro pomeridiano rapido ed indolore:

Partecipanti: Anna, Stefy, Andrea, Massimo, Pier, Gigi, Inox, Giò, Enrico, Riccardo, Roberta, Massimo, Matteo, tre amici di Gigi e Patajean

by Patajean®

www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

ETNA, 24-25-26 febbraio 2017

marzo 8th, 2017

“Omnia praeclara, rara” –  Tutte le cose belle sono rare [Cicerone, De Amititia, 79]

A ottobre quando si pianificano le gite invernali si fa anche a gara a chi la spara più originale. Quest’anno Stefania lancia l’idea di andare sull’Etna e invita a pensarci su, ma non troppo; infatti bisogna prenotare subito prima che i prezzi dei biglietti aerei salgano. Si forma quindi un gruppetto: Stefania, Anna, Sara, Pier, Sibilla, Gigi, Guido, Enrico e il sottoscritto. A inizio novembre durante la serata con Hervè Barmasse a Cesano Maderno  si  vuole coinvolgere qualche ex allievo di razza e Roberto aderisce. Ma appena viene a saperlo Alessandro si aggrega pure lui che però, purtroppo, 15 giorni prima della partenza si infortuna al piede. Sarà idealmente con noi tutto il viaggio e lascerà il posto all’ amico Michi.

L’obiettivo del viaggio di tre giorni in terra di Sicilia era fare la traversata sud-nord dell’Etna facendo campo base al Rifugio Sapienza e appoggiandoci al CAI di Catania, senza capire bene come (anche se la sorpresa si è rivelata poi straordinaria). Ci siamo poi preparati a puntino sulla navigazione GPS sapendo che uno dei rischi era di perdersi a causa delle repentine nebbie. Inoltre abbiamo considerato quello che è l’aspetto di rischio più ovvio: cioè che l’Etna è un vulcano attivo. Cosa tanto ovvia che poi ho visto scialpinisti avventurarsi sul bordo del cratere di sud est a poca distanza dalla bocca che 3 giorni dopo sarebbe esplosa; cosa tanto ovvia che nelle varie relazioni in rete più o meno recenti dove si parla di una semplice gita BS.

Ci raduniamo dunque alle 4 di venerdì 24 da Stefania, dove facciamo conoscenza di Michi (la cui prorompente risata ha rischiato di oscurare quella ormai leggendaria di Gigi e quando i due ridevano assieme era da chiedersi se era l’Etna che aveva ripreso l’attività stromboliana). Decolliamo da Orio al Serio alle 6,30 e atterriamo a Catania alle 8,00. Mi chiedo se l’Italia l’ha unita Garibaldi oppure   Ryan Air considerato che andata e ritorno con gli sci appresso costa solo 130 euro.

20170224_061905

Scesi dall’aereo la prima battuta “brianzolona” è di Enrico: “Bergamo-Catania: un’ora e mezza; Balisio-Brioschi: tre ore, ma a caminà…..”.

Fuori dall’aeroporto ci attende Claudio del Cai Catania debitamente furgonato. Carichiamo su tutto e prendiamo anche una Panda a noleggio

IMG_5899

Da quel momento è come se fossimo stati catapultati in un sogno, tanto che faccio fatica ancora adesso a capire se quanto accaduto in quei tre giorni siciliani fosse realtà o immaginazione (e non è stata solo una mia sensazione). La disponibilità dei “colleghi siculi ” ci ha mandato tutti al tappeto: va bene la comune militanza nel CAI, va bene che contribuivamo alle spese del pulmino, va bene tutto, ma l’ospitalità siciliana ci ha praticamente ubriacato e abbiamo avuto momenti in cui è stato veramente difficile mantenere la lucidità per mettere insieme una semplice scaletta delle cose da fare nella giornata.

Si comincia con la prima tappa fuori dall’aeroporto dove ci fermiamo per un bel cannolo alla ricotta

IMG_5900

Proseguiamo quindi verso Nicolosi e  poi verso il rifugio Sapienza con paesaggio che man mano diventa sempre più lunare e dove Claudio ci descrive nell’esatta successione cronologica le varie colate. Ci sono pure abitazioni inghiottite.IMG_5916

IMG_5920

Sulla strada alcuni venditori di bob e moon boot e catene ci ricordano i primi assalti di massa alle montagne delle nostre parti negli anni ‘70.

IMG_5923

Al rifugio Sapienza la voglia di sci ci prende immediatamente e così si decide per la “Montagnola” con 700 m di dislivello.

170224montagnola

Aggiriamo i “crateri silvestri” e ci alziamo su neve via via sempre più  grigia per via delle ceneri del vulcano.

20170224_134048

IMG-20170224-WA0028

Tira un vento forte e il sole splende sia pure con una notevole foschia tipica dello scirocco.

IMG-20170224-WA0026

IMG-20170224-WA0023

Davanti a noi lo sbuffo dei crateri sommitali e a destra la desolata valle del bove, grande sfogo per le  colate laviche.

16997926_1261461247223783_33553967272133452_n

La discesa è appagante su neve trasformata, anche se non proprio uniforme, e si snoda tra piccoli crateri quasi come un toboga.

vlcsnap-2017-03-07-21h02m09s503

vlcsnap-2017-03-07-21h04m45s014

Le previsioni meteo per l’indomani non erano proprio rosee e quindi passiamo la serata da un sito all’altro attaccandoci a quello più benevolo. Enrico dice di lascar perdere e di confidare nel colonnello Bernacca che già una volta al Pizzo Arpiglia ci ha assistito.

Sabato ci incontriamo con Antonio che ci avrebbe accompagnato nella traversata del vulcano.

170225traversata etna

Tipo di poche parole, a inizio gita, inesauribile a fine gita, incommensurabile nel post gita. Ma andiamo per gradi. Risaliamo le piste e dopo un’ora e cinquecento metri di dislivello il vento da sud ovest si porta via ogni nuvola facendoci godere del desolato contrasto bianco-nero (neve-lava)

20170225_105538

IMG-20170226-WA0007

IMG-20170225-WA0044

IMG-20170225-WA0045

 

IMG-20170225-WA0026

interrotto periodicamente dal fragore di una bocca sul cratere di sud est che cominciava a lanciare lapilli anticipando la colata che sarebbe iniziata due giorni dopo.

IMG-20170225-WA0021

Fa specie considerare che la traversata sarebbe stata impossibile solo una settimana dopo per la presenza di un insormontabile ostacolo prodottosi solo in pochi giorni

IMG-20170303-WA0002

Proseguiamo aggirando a sinistra i i crateri sommitali evitando di salire sull’orlo.

IMG-20170225-WA0024

 

20170225_124945

Benchè molti lo facessero, la guida Antonio non sembrava tanto dell’idea, anche perché nel frattempo stava arrivando la nebbia. Oltrepassiamo zone dove è evidente l’azione del calore sotto il manto di neve e pensiamo quindi a evitare pericolosi ponti che potrebbero crollare.

Tolte le pelli ci lanciamo in discesa con neve dal ghiacciato a un gessoso inusuale dalle nostre parti.

170225traversata etna discesa

Abbassandoci il tempo si ristabilisce al bello. Antonio lascia il tracciato classico per imboccare un canale più a est  e lì inizia un discesone su firn riscaldato al punto giusto. I colori in controluce sono bianco e nero. Tra urli e

…marie, giungiamo raggianti Piano Provenzana.

IMG-20170226-WA0009

20170225_140457

IMG-20170225-WA0025

20170225_141212

IMG-20170225-WA0037

Miiiiiiiiiiiiiiiii, CHE SKIADA BAGAI, aaaaaaaaaaaah!!!!!!!!!!!!!!!!!!”

Claudio è venuto a recuperarci con il pulmino e noi già pensiamo ad un tranquillo rientro di un’oretta al Rifugio Sapienza.

20170225_145011

Nient’affatto. Dopo due chilometri di discesa Antonio scatena il dibattito sulla gita del giorno dopo: dal Rifugio Citelli ci sono dei canali bellissimi che si fanno con tre orette a disposizione. Quindi: un’ora e mezza per arrivarci, un’ora e mezza rientrare, cambiarci, trasferirsi a Catania, visitarla, mangiare al ristorante ed essere all’aeroporto alle 19. Si inizia a mettere insieme la scaletta: partenza dal Sapienza e ritrovo con Antonio al bivio per Zafferana e Milo. Già, ma a quel punto viene fuori che non abbiamo il pulmino perché Claudio è impegnato con la compagna in giorno di riposo e si libera solo alle 17 per portarci in aeroporto. Poi manca anche il pulmino che è impegnato in un’altra gita. Antonio per nulla scoraggiato urla: “Claudio, dicci a Stefania di parlare con Gigi (il boss del CAI Catania, ndr)” e Claudio che stava guidando: “Stefania (che era seduta di fianco) non è mica sorda!!!, adesso lo chiama! E Antonio: “ma perché Gigi non risponde?”;  poi chiama la moglie perché se non c’è il pulmino si possono mettere insieme delle macchine. Poi convince la moglie a guidare. Insomma arriviamo a Zafferana Etna in stato confusionale dove Antonio ci porta in un’elegante pasticceria in abbigliamento non proprio adeguato.

20170225_152241

Alcuni di noi si gustano l’ennesimo cannolo mentre Michi predilige la “cartocciata” di spinaci.

IMG-20170225-WA0005

Al momento di pagare Antonio chiede lo sconto dicendo alla cameriera di parlare con “Angelo”, suo amico. La cameriera dice che non c’è nessun “Angelo”. In ogni caso dopo esserci ampiamente rifocillati usciamo pagando 4 euro a testa. Si riprende a discutere della logistica del giorno dopo, mentre qualcuno sbircia sulle previsioni meteo non proprio incoraggianti. Nel frattempo Antonio ci chiede se vogliamo andare a vedere il castano centenario o la grotta di lava o tutt’e due (già, perché la giornata è stata molto noiosa finora). Si decide per la caverna e a un certo punto Antonio urla a Claudio, che ha un soprassalto, di fermarsi. Scendiamo e a lato della strada entriamo in un inquietante anfratto da dove si spalanca un tunnel naturale di lava lungo 200 metri. Ci avventuriamo con le frontali e le luci dei telefoni rimanendo incantati dalla formazione rocciosa. La lava incandescente aveva scavato un tunnel a sezione circolare. Poi, diminuendo il flusso aveva iniziato a scorrere a pelo libero e una volta fermatosi e solidificatosi, aveva formato il piano dove stavamo camminando

20170225_163553

Ripreso il viaggio rientriamo al rifugio Sapienza non avendo capito nulla di cosa si sarebbe fatto il giorno dopo. Radunatici, decidiamo per fare una gita breve verso la Valle del Bove; del resto le previsioni erano pessime e non valeva la pena fare tanti trasferimenti con il rischio di non fare la gita del rifugio Citelli.

Mentre già ci pregustavamo un cena tranquilla ecco che saltano fuori le maschere di carnevale e in particolare “Biancaneve” (o meglio ”Belle”) subito ritratta con il nostro orgoglioso Pier. “Jonny Depp” animava poi un esilarante sketch in pasta siculo-brianzola

IMG-20170225-WA0027

La mattina seguente arriva nei corridoi dell’albergo un urlante Antonio alla ricerca di “Pierooooooooooooooooooo!!!” cui doveva consegnare i limoni appena colti. E già: adesso Sara dovrà utilizzarli per fare il limoncello.

Sciamo per un paio d’ore con Antonio e l’amico Salvo

20170226_085459

 

dopodichè decidiamo di spostarci a Catania. Decliniamo l’invito di Antonio che ci aveva proposto di andare ad Acireale dove c’era un carnevale tipo Viareggio, ma purtroppo non si poteva far tutto. In ogni modo ringraziamo di cuore Antonio perché in due giorni ci ha regalato la Sicilia.

Ma se Antonio lancia, Claudio raddoppia.

Prende il pulmino, sale anzitempo alle 12,30 al Rifugio Sapienza e alle 14,30 siamo a Catania con le gambe sotto il tavolo da “Don Turiddu” dove con 25 euro ci facciamo un’abbuffata post gita scialpinistica a base di pesce.

IMG_6000

17016119_10212864468754360_8241691326114202317_o

16178668_10212864467834337_1117710741917406590_o

IMG_6007

Per digerire al posto di un delicato Zibibbo (o meglio, in aggiunta allo Zibibbo), Claudio propone un tour de force turistico per la città, a cui non si poteva dire di no. Sembrava che le bellezze della città appartenessero a Claudio e che lui ce le mostrasse con orgoglio.

“Andiamo a scendere la Via Etnea!!”

IMG_6025

“Fotografate!”

IMG_6033

il teatro romano, il duomo, il Bellini

IMG_6020 IMG_6038

finchè non concludiamo con la visita alla sede CAI di Catania dal cui balcone ci saluta il Presidente del CAI di Paderno (Gigi).

IMG_6056

E con questo saluto di unione e di ringraziamento rientriamo nel nostro bel Orio al Serio ancora increduli per questi tre giorni davvero così belli.

Grazie a tutti

Hanno partecipato: Stefania, Anna, Sara, Pier, Sibilla, Gigi, Guido, Enrico, Roberto, Michele, Alessandro (virtualmente), e i siciliani Claudio, Antonio e Salvo

Alberto

it.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

NIENTE GRILLI PER LA TESTA: WEEKEND 18/19 FEB’17

febbraio 21st, 2017

IMG_2225

  • CIME: Monte Forcellino mt. 2.842 il sabato + Monte Sobretta mt. 3.271 per la Cima scialpinistica la domenica;
  • GRUPPO: Ortles-Cevedale e Valfurva;
  • DIFFICOLTA’: MS / MS +
  • SVILUPPO & DISLIVELLO: circa 28 km per 2.000 mt D+ all inclusive;
  • NOTE: neve paura & panico il sabato con discesa “ciapa i gamb e portai a kà”; molto meglio la domenica, con un po’ di farina presente nelle angolazioni giuste.

IMG_7401 IMG_7402

Una delle ricette più famose dell’Alta Valtellina dice: alla sera un Sorbetto al Braulio e alla mattina un bel Sobretta in compagnia. Morale: per sentire la gioia, bisogna condividerla.

Ultimo weekend del Corso SA1 2017 con solleone servito su un letto di rucola: uno spettacolino da godere inguinalmente e in beatitudine. Peccato solo per la neve, sicuramente ingestibile il sabato nella discesa dal Forcellino, dove il motto è stato: “Salvaguardate le gambe e portiamole a casa, il resto non conta!”

Come conclusione mi sento di poter dire che meglio di così non potevamo finire; giornatoni spettacolo, con tempo perfetto ed un 3.000 come regalo agli allievi. Il nostro Campo Base ormai è stato fissato e, in tutta onestà, possiamo dire che a Cepina c’è un pezzo di VDS: il Camping Cima Piazzi è ormai punto fisso e base eccezionale per la nostra logistica, oltre ad essere strategicamente valido dal punto di vista kulinario. Pier ha sicuramente la ‘prelazio’ nel caso in cui cercassero un Sindaco in quella località (ndr: chissà se Galileo fosse ancora vivo e volesse studiare l’iper-cinetismo del pendolo…..Pier avrebbe la cattedra occupata!).

A proposito di cattedra: il Gruppo ormai è ben assortito; dopo i contabili, i tecnici, gli elettricisti, gli avvocati, gli ingegneri, i programmatori, gli architetti, (i pensionati?)……abbiamo anche due Professori e a sentir parlar di cattedre, mi sa che l’anno prossimo li vediamo sciare con assi diverse e tutta la mobilia al seguito. A cena non parlavano d’altro. I nomi non li sveliamo altrimenti per gli alunni è troppo facile.

Ma veniamo al dunque, partendo dal sabato: il Forcellino si presenta subito con un portage di 10 minuti circa; poi ambiente bucolico e boschivo (sino alle Baite Cavallaro dove ci rinfreschiamo il fiato) e ben innevato sino alla cima da cui godiamo come ricci sul circondario. Discesa da dimenticare come già detto sopra: manca il fondo e lo strato superficiale è simile al calcestruzzo a presa semi-rapida. Per la prima volta, giunte alle auto, tiriamo un sospiro di sollievo in questa stagione.

IMG_2191

IMG_2198

IMG_2200

IMG_7313

IMG_7314

IMG_7317

IMG_7322

IMG_7397

IMG_7407

Passaggio serale al Campo Base di Cepina dove i bungalow già apparecchiati ci ospitano per il doveroso riposo: ore 18.00 gran pausa per aperitivo. C’è di tutto, ma anche la sorpresa: il nostro buon Giuseppe, che in testa non può certamente nascondere nulla (!)…..tira fuori dal cilindro una bella bomba kambogiana: i grilli secchi!

IMG_7417

IMG_7340

Costano come un etto di filetto e diciamo che a prima vista non è che si sbava per farli propri. Però sembra che a livello di carboidrati siano imbattibili.

Wacca-Lügia è la più normale esclamazione che si può riportare qui; il resto è un mix tra libido mancata e vomitazio subitissimum. Diciamo che rimandiamo il tutto a momenti, si spera, che mai si realizzino. Passiamo dal bungalow alla sala pranzo con una bella tavolata tutta per noi; in giro è un via vai di gente che da Bormio e Oga si catapulta qui per la cena: è andi-rivieni in continuum.

IMG_7378

Andiamo a dormire come al solito: non russa nessuno, non dorme nessuno….insomma il solito incubo! Poi ti capita di svegliarti di notte e non c’è nessuno: tutti a far legna e alla mattina i commenti sono sempre i soliti: “Chiii io!?, ma sé dréèe burlaaa viiaa!” Dopo trent’anni le stesse cose! Viene presto mattina ed il sole preannuncia quel non so che di magico che si vede solo controluce su un pendio nevoso che si staglia sopra Santa Caterina, che mantiene il suo semplice fascino anche a distanza di parecchi anni.

La partenza per il Sobretta è tutta da godere e ben presto la conca che lo sostiene si manifesta nella sua verginità; solo un breve traverso ci consiglia di mantenere le distanze di alleggerimento, per il resto una leggera brezza ci evita di sudare, mentre in cima si trasforma in ‘ventazza fastidiosa’ che rischia di congelare le mascelle incantate dal panorama circostante.

IMG_2205

IMG_2206

IMG_2212

IMG_2224

IMG_2223

IMG_2222

IMG_2218

IMG_7311

IMG_7403

IMG_7395

IMG_7394

IMG_7384

Ci kaghiamo-giù quel tanto che basta ad evitare il vento e ci apparecchiamo per la discesa che, a dispetto dell’iniziale pessimismo, si dimostra molto meglio del previsto: scendere è un po’ come firmare l’assegno che ti conferisce il diritto a ritirare la Fiat 500 che hai appena strappato alla concorrenza semplicemente comprando l’ovetto kinder (per pietà) prima di uscire dall’esselunga! Una firmetta sul pendio per dire: gh’è sun anka mì e vada-via-ul-kù!

Giornate speciali tutti insieme appassionatamente; pronti al sacrificio ed a rimettersi in discussione. Le pause sono state usate anche per allenare le nostre menti alle discussioni, sempre presenti e sempre foriere di idee e motivazione a portare avanti i nostri progetti. Insieme stiamo bene.

Febbraio è da dedicare non solo allo ski-alp, ma anche ai compleanni: una triade di “atleti” è sul podio e quindi si festeggia.

IMG_7351

IMG_7379

In questo weekend si è spezzato un incantesimo, quello di coloro ai quali le vesciche vengono perché non vanno tanto in giro. Ciàpa lì!, du cime is megl che uan ed emozioni doppie con Massimo in cima per ben due volte consecutive.

Vi lasciamo con un indovinello: “Come fanno 18 persone a salire su una Fiat 500 ?”…..una volta erano 4 elefanti e la soluzione era quasi ovvia, ma adesso…..

Da ultimo, non possono mancare i ringraziamenti al ns Direttore Inox ed al suo Vice Pier: Corso perfettamente riuscito seppur senza il pienone; nella sua semplicità si è dipanato veloce e preciso in questo mesetto di trascorritudine. I concetti sono passati col metodo ‘pochi, ma precisi e chiari’! un Grazie auto-distribuito tra tutti noi ed anche un Bravo agli allievi, sempre presenti, pronti ed anche sufficientemente allenati.

Un augurio speciale per i nostri “Térun”: loro sanno il perché e poi lo riveleranno direttamente.

Adesso un po’ di tempo per noi.

IMG_7406

I partecipanti di questo bel weekend: Anna, Stefy, Inox, Pier, Luca T, Luca T, Enrico, Mattia, i Double-Beppe, Andrea, Massimo, Boris, Barney, Max, Ronnie, Giò e Patajean.

by Patajean

PDF24    Invia l'articolo in formato PDF   

IL CERCHIO MAGICO – Weekend 28/29 gen 2017.

gennaio 31st, 2017

IMG_7099

  • CIME: Monte Kazzola mt. 2.330 + Anticima del Corbernas a mt. 2.454 ca;
  • ZONA: Alpe Devero (Alto Piemonte – Alpi Lepontine)
  • DISLIVELLI & SVILUPPI: 800 mt il primo giorno e ca 900 mt il secondo; gli sviluppi vanno, tra dai e vai, sui 23 km;
  • NOTE: neve sbrisolona, da decifrare e ingannatrice; ca 15 cm di ‘fresca-farlokka’ con brina da rigelo. Ventata sui crinali. La zona è rinomata anche dal pdv enologico: va a ruba il Teroldégo.

Traccia Monte Cazzola 2

Traccia Monte Corbernas.1 jpg

IMG_7065

IMG_7064

IMG_2558

IMG_2557

IMG_7002

Andiamo all’Alpe Devero? “Si, no, non lo so…..decide Beppe!” quando si dice il dubbio. Del resto e per usare una terminologia propria del ns Direttore: “Non sono mica qui a indovinare le domande dopo le risposte!……per chi mi avete preso, per Google?”. Ma cominciamo dall’inizio…..che è il principio della fine….

Per la seconda uscita del Corso SA1 2017 abbiamo optato ancora una volta per il sicuro. Dopo i costi stellari del pernotto ipotizzato a Chamois, ridente cittadina dove le auto stanno agli abitanti come la neve a questi ultimi anni, decidiamo per il buon senso e miriamo direttamente al ‘cerchio magico’ del Devero, fulcro invernale dello scialpinismo e delle ciaspole (ndr: da notare che ieri c’era il pienone, complice il tempo complice l’articolo apparso sulla Rivista del Cai; fatto sta che San Siro durante il derby di Milano raccoglie meno gente).

L’Alpe Devero è un gioiello ambientale degli itinerari sia estivi che invernali: dalle salite con le pelli, alle escursioni con le ciaspole, dai laghi enormi a quelli piccoli e spettacolari.

Che cima facciamo, il Sangiatto? “Si, no, non lo so…..decide Beppe!”

Partiamo il sabato quasi sciolti da Varedo e la prima tappa è a Crodo, dove Pier s’incroda nel piccolo quartiere mandando in ansia tutti i negozianti; ormai quando lo vedono arrivare gli lasciano campo libero. E’ come se lui avesse un nulla osta e potesse entrare manovrando a libera scelta: se è un panettiere, che tipo di pane portar via per la VDS; se è un bar……decidere la dislocazione dei tavoli; se caffetteria…..mettersi direttamente dietro il bancone. E’ il ns idolo ormai!

IMG_6972

La seconda tappa è parcheggiare l’auto nel silos sotto l’Alpe e schivare i bisogni di un paio di cani che mangiano tanto e kagano di più, come leoni oserei dire: non esiste angolo della Piana del Devero che non sia battezzato. Capiamo che sono i padroni e rivendicano la proprietà, ma in questo modo risulta quasi oltraggioso; siamo in mezza pensione nuovamente all’Albergo Alpino come due anni fa, caratteristico per la sua intimità e per avere le camere in soggiorno: uno spettacolo da vedere e da ascoltare. Quando vai a letto entri praticamente nelle orecchie di coloro che discutono vicino alla stufa, anzi li vedi sotto le assi. Epopea del legno!

IMG_6971

IMG_7059

IMG_7073

La giornata di sabato non è delle migliori e non avendo un Kazzola da fare decidiamo per quello….

Si sale nel bosco rado per poi uscire sulla cupola avvolta dalle nubi ad oltre 2.300 metri. Siamo in vetta verso le 12.30 e ci facciamo fare una foto dai pochi altri frequentatori incontrati. Siamo nuovamente in valle per la manovra di ricerca Artva, la facciamo? “Si, no, non lo so….decide Beppe!”

IMG_6976

IMG_6979

IMG_6983

IMG_6980

Abbiniamo ricerca con sondaggio, non tanto nel chiedere come la pensano, ma maneggiando l’attrezzo per capirne sensibilità e imparare a gestirne il tocco. Adriano, a fronte di alcuni tentennamenti, ha deciso di devolvere agli allievi il nuovo volume “Esplorando il corpo umano” tratta da “Tasto-terapia: come toccare il ferito”. Sarà in edicola con in regalo il primo fascicolo di una lunga serie.

E’ ancora presto e rimane lo spazio per una merenda: probabilmente potevamo fare noi da mangiare per tutti gli ospiti del rifugio; fatto sta che occupiamo la Dependance e diamo fuoco alle bocche: un colpo al cerchio ed un colpo alla botte. Passa il tempo e ci trasferiamo in sala da pranzo dove ceniamo fra cazzate e fraseggio comunicativo. Dopo il Thermos arriva il sonno ed è subito domenica, con tempo bello e cielo da favola.

IMG_6985

IMG_7102

IMG_7049

IMG_7034

IMG_6991

La salita scelta è il Sangiatto, per lo meno fino alla Bocchetta di Scarpia a 2.248 mt, dove decidiamo in funzione della valutazione dei pendii. Giornata fantastica e quell’atmosfera incredibile che solo il bosco coperto di neve sa dare: il riverbero della neve col sole, il freddo non troppo intenso e il gioco di luci-ombre arricchiscono la giornata ideale per fare trick & track.

IMG_7088

IMG_7045

IMG_7012

IMG_7014

IMG_7022

IMG_7023

IMG_6040

IMG_6046

IMG_7119

Passiamo da diversi alpeggi e miriamo il colle dal quale prendiamo una decisione diversa: anziché salire la cresta del Sangiatto che richiederebbe un paio di ramponi (a testa!), miriamo direttamente al Corbernas o per lo meno il gran dosso che lo precede. L’azione del vento è evidente, qualche gonfia si intravede ed il riporto nei canali è altrettanto realistico.

IMG_6085

IMG_6086

Valutiamo di scendere un ampio pendio che si incassa in basso in un canale che ci riporta dove improvvisiamo una ricerca artva ‘a chiamata’. I ragazzi si comportano bene e tutto termina con una bella ravanata nei boschi sopra la splendida località di Crampiolo, che oggi non abbiamo visto direttamente ma che merita un passaggio per la sua bellezza.

Il resto della discesa è un misto tra il gioco delle bocce ed il tiro a segno: 10 ciaspolatori valgono una multa di 100 €;  15 feriti ti fanno saltare la stagione, per 20 ti ritirano il patentino di scialpinista. Finisce bene e riusciamo a schivarli tutti.

Alle 15.00 +/- siamo di nuovo alle auto, pronti per ritornare a casa; ci fermiamo nello stesso bar di un paio di anni fa e la sciura, appena intravisto Pier dalle finestre, è uscita e gli ha consegnato le chiavi dell’edificio dicendo “Prego, manda fuori pure tutti e decidi come meglio credi la dislocazione ai tavoli! Ricordati solo di battere gli scontrini prima di andar via, visto che anche voi siete in buona compagnia!”

Direi che molte volte è un privilegio!

Diciamo subito che è il Corso del ns Direttore Inox: semplice, essenziale e concreto nelle cose da sapere e da memorizzare per il futuro. Compagnia sempre ottimale e meteo che tutto sommato ci sta regalando la possibilità di portare avanti il progetto 2017.

IMG_7033

IMG_7047

Adesso un po’ di pausa ed un po’ di kazzola….magari con la malta? “Si, no, non lo so, decide Beppe!”

Partecipanti: Inoz, Pier, Stefy, Anna, Andrea, Massimo, Teo, Max, Giò, Boris, Gigi, Luca Turri, Luca Tau, Mattia, Giuseppe, Enrico, Adriano e Patajean.

by Patajean

PDF24    Invia l'articolo in formato PDF   

RAGAZZO DI CAMPAGNUNG!

gennaio 23rd, 2017

IMG_6888

  • CIMA: Piz Campagnung mt. 2.826;
  • ZONA: Engadina (Svizzera); esposizione SE
  • DISLIVELLO & SVILUPPO: 650 mt e 9,4 km;
  • DIFFICOLTA’: MS
  • NOTE: giornata super fredda, con neve in generale più che buona, tipica del periodo e con scricchiolio-da-passaggio, indicante spettacolo inguinale per il dopo-salita; un po’ pesante in alcuni piccoli tratti in discesa, ma giusto per trovare un difetto. Il vento dei giorni precedenti ha creato placche ventate visibili in alcuni punti. Pendii tritati.
EPSON MFP image

EPSON MFP image

traccia 1

IMG_6890

Tratto dal più famoso e esilarante film di qualche anno fa, anche per noi il nostro piccolo-grande momento di gioia alpina si è finalmente materializzato in questo inizio di 2017. Avevamo prenotato anche venti sedie posizionate davanti al trenino rosso per poterne apprezzare movimento e gustare la libido motoria, ma il freddo ha scongiurato gli organizzatori a toglierci d’impaccio impedendoci di posizionare le nostre fredde terga di fronte al passaggio dell’illustre mezzo locomotore, preferendoci una decina di giocatori di polo puledrati sul lago jazzato di Saint Moritz.

Non possiamo dire che la neve è arrivata, ma nemmeno in maniera netta il contrario e quindi noi si è andati e si è dato inizio al ns SA1 2017, in maniera ufficiale.

Sabato 21 gennaio 2017 kazzeggiando sulla neve in Engadina allo JulierPass: ore 8.45 prima pertichetta dell’anno; ore 13.15 prima curva 2017; ore 15.40 prima conclusione gita 2017. Ciack si gira….pagina.

IMG_6018

IMG_6023

IMG_6867

La nostra Divina Tentazione è sempre super, anche in un anno scarso di precipitazioni; difficile trovare una gita senza ‘macchia’ e quindi ci siamo riservati, tra dislivello contenuto e condizione neve, di andare sul sicuro.

Però ci stiamo attrezzando e non a caso fra un mesetto alcuni dei nostri saranno in altri posti in avanscoperta e ci diranno se, scendendo a sud, le cose sono davvero cambiate. Qualcuno sostiene che le migrazioni, giungendo al nord, hanno causato lo sprofondamento della falda / faglia rocciosa con progressivo innalzamento del suolo italico meridionale che riceve ora tutta la neve; le Alpi servivano per bloccare le precipitazioni e le basse pressioni, ora servono da lancio per farle ricadere più a sud, con estremo disagio anche per coloro che non vivono propriamente di questa passione, anzi causando un malessere che definire tale in questo momento è un po’ troppo sarcastico.

Per cercare di tornare in un’oasi di benessere moral-ludico, possiamo dire che la neve tutto sommato era quel minimo sindacale atto a garantire un pellaggio più che soddisfacente in salita ed un discreto godimento in una discreta discesa, a tratti in polvere a tratti un po’ “polimera”, ma in grado di farci sorridere a fine corsa e pieni di speranza per l’avvenire di stagione.

IMG_6877

IMG_6873

In salita l’occhio è anche caduto su alcuni scaricamenti spontanei che non erano annunciati dal bollettino, ma che erano un segnale inequivocabile del malessere del periodo: crepe sinistre ed immediatamente adiacenti, testimoniano la sofferenza dei pendii in questo momento.

IMG_6862

Dalla cima solito spettacolo visivo; anche a mettere un telone che si apre al nostro arrivo non renderebbe l’idea di fondo. Si vede tutto in totale trasparenza, con un Ago del Torrone in bella mostra e tutti i principali gruppo protesi verso il cielo a salutarci comme d’habitude.

IMG_6885

IMG_6886

IMG_6876 (2)

IMG_6033

IMG_6034

Una nota di rilievo: dal 2017 in Svizzera ci si può arrivare anche e solo in quinta, con un unico scalo-marcia per il passaggio in quarta sul Passo del Maloja; per il ritorno segno della croce, discesa sempre in quarta e festeggiamenti in prossimità di Chiavenna! Per eventuali istruzioni su come ciò sia possibile a Montevecchia vi attendono; oggi hanno già chiamato da Kazzenger per saperne segreti e motivi e per capire come questo fatto (fenomeno per gli addetti ai lavori) sia possibile. Ricciardo è atteso nel prossimo fine settimana. Qual è la morale? che la frizione la puoi togliere o, in casi estremi, tenere in mano per tutto il viaggio.

IMG_6904

IMG_6906

Non possiamo infine non citare Adriano, profeta della tavola e dei Poseroni (citazione da quota 2.586 mt):”….Comunque questa è la passione/sport più bello al mondo: che tu faccia 250 o 1.500 metri il paesaggio che hai sotto il naso è sempre uno spettacolo unico”.

Sarà un anno “del Léla”, ma è sempre bello.

Oggi tra gli altri: Anna, Stefy, Mattia, Luca, Luca, Enrico, la cordata dei DB (Double-Beppe), Andrea, Massimo, Gigi, Teo, Barney, Pier, Inox, Ronnie, Giò, Boris, Adriano e Patajean.

by patajean

www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

…..E IO “PASTURO”!

gennaio 9th, 2017

img_6763

“Tutt’informa, dài veloci, pre-sciistika, l’Epifania tutte le feste se le porta via”, un sacco di paroloni e di buoni propositi……ma alla fine va sempre di moda il pasturare. Una volta il motto era “….E io pago!” adesso è diventato “E io Pasturo”.

Incontri in giro un cartello che dice così e ti fai influenzare subito……

img_6744

….cominci a chiederti chi, dove, come e perché uno deve pasturare, però ci credi e vai dietro al cartello! Qual è la conseguenza? Questa:

img_6756

Di solito si festeggia dopo che l’evento è accaduto, noi oggi abbiam festeggiato l’inizio dell’anno e soprattutto la neve che non arriva, tristezza.

Dopo un periodo misto fra gozzoviglie, ubriachezze & vecchi rimedi per uscirne, ci ritroviamo nuovamente immersi nei percorsi di sempre, nella voglia di ribellarci alle code da rientro e nei nostri territori sempre più affascinanti se visti con gli occhi giusti. L’aria poco sottile che ha tirato in questi giorni e reso i panorami tersi, il sole rosso-fuoco che attira l’attenzione prima di coricarsi dietro le Cozie e la stanchezza che sembra non esserci mai, sono una costante di questo periodo pre e post Natalizio.

Per iniziare l’anno si decide di stare quindi in cesta, navigando verso il Rif Riva sul versante solivo del Grignone.

img_6729

img_6731

img_6732

Già uno quando arriva a Pasturo si chiede come mai è così fortunato: più che un nome suona come un imperativo, oltretutto in prima persona singolare; quindi dà l’idea di essere una certezza, manco fosse stata la conseguenza di un’estrazione lotterika.

In secondo luogo uno si domanda in quale stato civile si trova: se single oppure giù dagli scaffali, perché anche qui Pasturo può giocare un ruolo determinante. Si narra che in passato chi arrivava a Pasturo riceveva una canna e a fine giornata la doveva riconsegnare con la preda, che poteva essere di qualunque tipo: dal girino di pozzanghera al cavedano di 1.70 cm, passando per la triglia di lago.

Infine se uno trova un cartello in prossimità delle ore 12.00, questo non può che essere un messaggio con un retro-gusto eno/gastro. Quindi non ci resta che credere nella forza delle gambe che prima ci conducono alla chiesetta di San Calimero e poi sotto i tavoli del Riva.

img_6743

img_6737

Finiamo di pranzare e desideriamo fare una foto; prima però dobbiamo finire la bottiglia:

img_6762

 

E dopo, fuori, ci sembra di vedere cose che prima non c’erano….

img_6759

 

img_6760

img_6767

Ormai siamo lumati a vista dal nostro Direttore Inox che ci tiene monitorati facendoci sorprese last minute e/o capitando a caso nei posti in cui sfoghiamo i nostri allenamenti. Chissà come mai ma lui arriva sempre…..sarà forse per il nuovo telefono che ha in dotazione: una piastrella di 10x7x3 cm modello carving e rockerata in testa!, che gli dice dove siamo, quanti siamo e, soprattutto, se quello che stiamo facendo è consono dal un pdv motorio.

A casa sua ha fissato una console dotata di maxischermo: vi è proiettata la Lombardia e con gps i nostri movimenti. A scelta ci ispeziona.

Ci perdiamo ben presto nei nostri meandri e riportiamo noi stessi sulla retta via nei tempi giusti per scodinzolare fuori dal traffico. Ormai i tempi sono stretti e siamo pronti a cimentarci nell’SA1 che avrà inizio questa settimana.

Chissà se i fiocchi si ricordano di noi…

Il puzzle viene bene se i pezzi ci sono e si incastrano a dovere; magari non si trovano subito e tutti, ma quando ci sono la foto è chiara. A turno siamo sul pezzo.

img_6757

by Patajean

 

it.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

POSTIESPOSTI……Befana 6 Gennaio 2017.

gennaio 8th, 2017

img_6707

Si narra che i Re Magi abbiano percorso molti km prima di raggiungere la mangiatoia e lo abbiano fatto seguendo una stella con calma, senza fretta da rientro e con giorni e giorni di cammino, ma loro avevano le lettere maiuscole; noi, invece, siamo re magi non-per-definizione e abbiamo le minuscole che incalzano. Di conseguenza ci prendiamo le ore che servono e cerchiamo di farcele bastare perché entro sera dobbiamo rientrare. La nostra Cometa oggi è il Sasso Cavallo, che evoca lisciume, stremjzi, esposizione e tanta storia.

img_6667

Il meteo conferma ormai che il bello appartiene a questo periodo; la “ronkolata artica” ha fatto sì che i germi fossero spostati altrove, ha sicuramente reso l’aria più tersa, ma ci ha anche delusi assai per il mancato deposito dei fiocchi a noi preferiti, che sembrano mancare all’appello; il termometro segna sempre basso e noi, ovviamente, scegliamo un angolo sufficientemente remoto e mai battuto dal sole in questo periodo se non nelle zone alte. Saliamo da Rongio (350 mt) verso il Rifugio Elisa sino al bivio in cui il sentiero nr 16 ci catapulta a goccia verso la Val Cassina. La parete del Sasso Cavallo a quel punto si erge di fronte a noi possente, liscia e si sente profumo di selvaggiume bestiale!

Indecisi fra Oppio e Cassin….alla fine decidiamo di salire il canale della Val Cassina! Troviamo anche due bei camosci che ci fanno vedere casa loro: si offrono inizialmente per farci sicura (dall’alto) e poi per distendersi su un piatto a fianco delle patatine e della majonese (!)….

Entriamo in Val Cassina come se entrassimo in un mondo tutto particolare: anfratto che sembra inaccessibile e recondito, diventa un budello incredibile quando vi si entra e lo si percorre verso l’alto. Da Rongio o poco sopra, il Sasso Cavallo sembra assolutamente una continuazione del Sasso dei Carbonari e mai si potrebbe pensare ad un passaggio, invece il passaggio c’è ed è un collegamento tra due mondi opposti.

img_6636

img_6678

img_6680

img_6682

img_6710

img_6714

Il freddo è quasi “scrotale”, ma quando esci nel c.d. Paradiso-del-Mugo non lo percepisci più; vediamo in lontananza anche la neve caduta sul confine italo-svizzero solo per tenerci buoni, ma evidentemente insufficiente a rendere realistica l’accensione del motore scialpinistico.

Alla Bocchetta di Val Cassina (mt 1.823) siamo cullati dai mughi e viaggiamo con loro a mezza altezza, sino alla cima del Sasso Cavallo dove l’aria frizzante ci fa capire quanto il freddo possa pestar duro.

img_6685

img_6688

img_6712

img_6696

img_6720

img_6721

Scendiamo poi verso il rifugio Bietti dove sgranocchiamo qualcosa sotto gli occhi di un cane che sembra non mangiare da quando è nato e qui per noi finisce la parte dei POSTI ESPOSTI!

Ma come al solito non ci facciamo mancare nulla e quando decidiamo di scendere per la Val Meira cominciamo a capire che la strada è lunga: ambiente sempre selvaggio, case che non ti aspetti e frazioni di centri abitati dove gli ultimi botti di capodanno fanno sentire un sottile puzzo di zolfo.

img_6705

Un sali e scendi continuo per raggiungere la civiltà, l’altimetro che non scende sotto gli 800 metri e la macchina che da Rongio fa segni per evitare che si scenda a Sonvico/Somana…..distante. Che fare? Con un continuo POSTI E SPOSTI alla fine ci mettiamo in contatto con sentieri d’altri tempi, di quelli che “ti kagano giù” in dieci minuti facendo scendere la quota di 500 mt al volo. Ci affianchiamo a quello che d’estate dev’essere una perla di bellezza (Sentiero del Fiume) e dopo altri passi e contropassi raggiungiamo di nuovo la nostra meta.

Che dire: oggi un bel giretto in compagnia della Befana in angoli remoti seppur fuori porta, a cavallo di una bella trottata e respirando il silenzio tranne che nelle zone note o in prossimità dei rifugi. Condizioni eccellenti su tutto il percorso anche se questa più che una notizia positiva è una nota dolente, che dimostra ancora una volta la fotocopia meteo dello scorso anno e un misto Ansia più Angoscia per come ormai la neve si tenga lontano da noi per troppo tempo.

I re-magi di oggi: Andrea, Teo e Patajean.

by Patajean

PDF24    Invia l'articolo in formato PDF   

IL MAGO G…ESISTE!

ottobre 6th, 2016

img_5754

Chi l’ha detto che il “Mago G” non esiste; bastava venir su a Montevecchia sabato scorso e l’avreste visto anche voi, in carne e ossa!

Serata a lui dedicata e giustamente dopo quanto accaduto qualche mese fa; Giorgio si è infatti laureato Regionale AL per conto della VDS…….e avremmo consegnato il trofeo anche al Coach Tiziano se non fosse stato per un maledetto infortunio ad un dito (però…con tutti i Capitoli che ha scritto potevano dargli la laurea honoris, sti sakuciùni!). Read the rest of this entry »

BRENTA: Riflessi di cengia.

settembre 13th, 2016

img_5468

  • METE: Sentiero Sosat + Bocchette Centrali
  • GRUPPO: Dolomiti di Brenta
  • RIFUGI: Tuckett, Alimonta, Pedrotti, Brentei, Casinei e Vallesinella.
  • DSL + SLP: 300 mt + 350 mt con ca 20 km di sviluppo
  • NOTE: la prima è che entri sempre in un mondo particolare; metti il gettone e godi dello spettacolo in 3D. La seconda è legata al Campanile Alto: ne esistono due, di cui uno è quello originale, mentre l’altro era con noi, seduto al tavolo ed iscritto al Cai Desio!

Read the rest of this entry »

LA “MERONI-ZZAZIONE”.

settembre 8th, 2016

Ieri sera ‘abbiamo uscito’ Inox da casa; “Ciao Antonio, come stai?” risposta: “Mah, sceglietene voi una delle due: come un gatto in tangenziale o come il tacchino in America, durante la Festa del Ringraziamento!”

Morale: comincia a star bene. Read the rest of this entry »


  • Twitter
  • Facebook
  • Picasa
  • Flickr
  • YouTube