MITTAGHORN 2.561 MT. – LA VIA DEL SERACCO!

24 GENNAIO 2010 – AGGIORNAMENTO SCIALPINISMO

Per oggi potevo aver dei dubbi su come iniziare una breve relazione della giornata: beh…….è inutile farsi venire dubbi quando la mattina stessa della gita ti ritrovi a dover salire sull’Overcraft di Renzo! Nel momento stesso in cui sali, la tua dimensione prende subito la giusta proporzione; al massimo se proprio vuoi proteggerti da qualcosa, puoi tapparti le orecchie, nel caso soffrissi di overdose da kazzate. Troppo facile acquisire spunti per qualcosa da qui. Due teste fanno già un gruppo, figuriamoci un pullmino pieno di “rebambiti”; naturalmente l’affiatamento fa tutto il resto………….Anche perché la nòna la diseva che la merda mòla l’à sta’ minga in pée………!
Siamo tutti su due mezzi: uno è, come detto, il pullmino……. un mix fra il furgone dell’A-Team, dove ci sono almeno nove Mardock ed una Panda30 turbo-reattore, capace di fare il giro del mondo in seconda con un pieno e naturalmente con un “treno di Marangoni da neve…lisce”!!!!!
L’altro mezzo è la macchina di “Barni” (che non è il caro amico di Fred, ma Alessandro); non si sa se in fianco a lui ci fosse sua moglie o Wilma…..quello che possiamo garantirvi è che nel sorpasso di Lugano li abbiamo visti tutti e quattro che spingevano bene sui ….piedi!!!!!
Il secondo spunto per il quale dire qualcosa è che il Milan le ha prese ancora e quando la vittoria è così netta e per di più in inferiorità numerica, fa ancora più piacere! Stavolta può anche non esserci un nesso con lo scialpinismo, ma comunque un bel “topless” con un bel paio di “pere” lo abbiamo messo lì.
All’andata ricordo ancora l’altro godimento casereccio: eravamo sulla Cima Saoseo e nella discesa davanti al Rif. Federico in Val Viola, c’era una bella “gazzetta” che riportava un bel titolo a nove colonne sulle quattro pappine rifilate ai “cugini”. Oggi altre due……
Per il resto, si è trattato di un’uscita di aggiornamento, quest’anno un binomio fra il didattico, il pratico e….l’artistico!
Nonostante il GPS non sia ancora così conosciuto (come i gol di Milito!) e non ancora così utilizzato (come i replay per vedere i due “perozzi” schiaffati nella porta del mitico Dida!), direi che la risposta è stata più che positiva.
Il freddo-becco avrebbe tenuto lontano chiunque, ma la forza di volontà del gruppo ha avuto il sopravvento.
Meta della giornata: lo Splughen ed il Mittaghorn con in mano il GPS. Cos’è quest’ultimo? E’ uno strumento che non vinci coi punti, ma qualcosa che puoi puntare per trovare un punto. Se poi ti fai influenzare dal triangolo….nero sullo schermo, il punto diventa un chiodo e ti tocca battere là dove il dente duole; poi però rischi di intortarti e quindi lasciatemi finire altrimenti per la prossima uscita devo aspettare la prossima stagione.
Alla partenza siamo tutti carichi e cominciamo a stendere carta, bussola e GPS…..magari anche qualche calamita giusto per rompere il packaging.
Partiamo alla nostra maniera, cioè perdendo un paio di componenti che, pensando di fare cosa gradita vestendosi da Mohicani ed osservando se il nemico poteva attaccarci, si isolano verso l’alto e che ritroviamo dopo praticamente in cima.
Dopo qualche tornante che troviamo in maniera assai precisa (anche grazie ad Alberto e Silvan che hanno ficcato i punti nel trabiccolo) eccoci immersi nelle cose serie: l’obiettivo era vedere se i punti successivi li potevamo sempre trovare facilmente e/o se ognuno di noi poteva dimostrare dimestichezza nell’suo e nella ricerca del triangolo nero!!!!!
Già dalle prime prove abbiamo capito che l’uscita di oggi si sarebbe tramutata da MSA a OSA, ma mai potevamo pensare di risalire un pendio, fattosi canale prima e seracco poi; reduci da una telefonata a Valeruz e consci dei suoi consigli, dimostriamo grande “perizia e fattura di movimenti” per superare i quasi 70° dell’uscita del seracco.
Gli ultimi tiri di corda rimarranno impressi per l’abbinamento di pertichette, ricerca arva per la rotella di Luciano e l’infilata di coda…..che niente ha a che vedere con gli esercizi di …..Rocco!!!!!
Una volta sul pianone osserviamo più da vicino le cime dello Spluga, di solito viste dall’Italia, sbucciamo un po’ di becchime salutare e beviamo alla facciazza della fauna svizzera.
La didattica-applicata dura parecchio, poi le forze vengono usate per auto-spronarsi nell’ultima parte della salita, con arrivo finalmente al culmine del cielo! Visuale notevole e inizio dei sogni: neve bella o apparenza ingannevole?
Ci godiamo il punto G della cima, scattiamo qualche faccia per ricordo e via, verso la scoperta dei pendii migliori; l’esposizione e la ricerca dell’inclinazione giusta fanno del “fiuto” uno degli aspetti da non sottovalutare.
In certi momenti è come sciare sulla schedina del totocalcio appena giocata…..e noi oggi eravamo in tredici. Tra cadute e curve al limite scendiamo fino al lago della Seehutte, un rifugino che in estate sicuramente è molto più ameno di come lo abbiamo trovato noi.
L’idea del cerchio e della discesa alternativa non è mai da buttare ai pesci e quindi si decide “all’unanimalità” di puntare le piste del canalone che separa il mondo sciistico da quello selvatico.
Qualche racchettata e poi ancora belle curve tra una stanchezza e l’altra.
Raggiunta la pista ci sentiamo abbastanza elettrizzati dal poter lasciar andare gli attrezzi senza dover pensare ai quadricipiti che urlano e ci skagazziamo giù nella gola del torrente come Klammer durante gli allenamenti di Kitzbuhel (si scrive così?).
Questa volta il ritorno non è così banale come sembra: bisogna immaginare i visi di nove persone sfatte per una giornata intensa, ma bisogna anche pensare a cosa sono riusciti a dire nonostante la stanchezza. Si è passati da discorsi interessanti sulle assicurazioni fino ad arrivare alle prelibatezze culinarie: peccato che dalle lasagne alla bolognese siamo ben presto scesi sui ragni, sulla tartaruga al cartoccio, per finire al coccodrillo in umido, che è un po’ gnucco anche se buono. Personalmente non so se Bigazzi lo consiglia veramente, ma l’acquolina in bocca inizialmente avuta finisce presto o per lo meno si attenua. Dopo aver immaginato una sosta al Cocodrill (l’autogrill cambogiano!), filiamo abbastanza veloci verso Chiasso, …..una parola che Boris prende molto sul serio, visto che dopo un piccolo sonno riesce a scassare le meningi perfino al radiatore.
Bella uscita, con gli ingredienti giusti e tutto in ordine; un bel momento di compagnia.
Un grazie ad Alberto e Silvano per l’uso (e l’abuso) dei loro GPS, per lo sbattimento della preparazione e per tutto il resto.
In giornate così l’amore per le montagne è proprio incondizionato!
Enjoy your trip…….
Stefania, Silvan, Renzo, Giuseppe, Luciano, GigiM, Max, Boris, AlessandroB, Alberto, Francesco, Gonzales e Patajean.

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