MI RIFIUTO….! Sabato 26 novembre 2011.

Il Passo del Fo è ormai appuntamento classico, sistematico, imperdibile e quest’anno è stato anche il punto d’incontro per capire meglio come funziona la Tarsu, la famosa tassa sui rifiuti, diventata improvvisamente una tassa sulla persona!
Difficile pensare che la nuova esattoria sia posizionata a più di 1.000 metri slm, ma l’impatto che può uscire dal consumo di alimenti e assai poco eco-sostenibili è misurabile anche in quota.
Comunque il futuro si gioca in compagnia dei rifiuti e quindi saperli trattare sarà il segreto per poter continuare: se moltiplichiamo i kg di quelli personali per il numero delle persone, c’è da impazzire!
L’esempio lo abbiamo avuto oggi, anche se poi ci sono rifiuti e rifiuti!!!

Ieri a Erve, per entrare nel piccolo paesino incastonato alle pendici del manzoniano Resegone, abbiamo dovuto mostrare l’Eco-Pass al Zindic……poi siam dovuti passare anche nella piccola Banca vicino alla chiesa, per acquistare i TS (titoli spazzatura) emessi dal Comune, con l’obiettivo di aiutare Grecia, Portogallo, Irlanda, Francia, Belgio……l’Italia no, perché ormai “è andata”!
Quindi e come ogni volta eccoci nell’abitato di Erve, pronti a salire immaginando la neve dello scorso anno e i metri e metri che qualcuno vorrebbe far arrivare. Percorriamo la crestina di sinistra appena sopra il rinomato “Prà di Rat”, che si snoda attraverso un sentierino che si sgancia da quello principale, ma in un posto poco notato e che va conosciuto: la crestina si sviluppa su un piccolo crinale, l’aspetto è abbastanza “artistico”, ma ad un livello mai difficile e da panorama. L’uscita deposita proprio al Rif Ghislandi. Voliamo su tale itinerario in poco tempo e siccome ce n’è ancora prima della celebrazione della S. Messa e Don Marco è in solitaria verso la cima del Resegone, decidiamo si salire al Buco della Carlotta per poi tornare dal sentiero della Staffa, oltre Pian Serada.
Il Buco della Carlotta non è il titolo di un film vietato ai minori, ma pochi sanno che all’interno di queste rocce (Bastionata del Resegone) passa un sentiero attrezzato tutt’altro che brutto e che rappresenta una buona alternativa alla Ferrata del Centenario. La temperatura mite lascia anche parecchi camosci in zona e ne vediamo veramente tanti……avessimo avuto la polenta nello zaino…… Poco prima di rientrare al rifugio incontriamo un ex-allievo che si appresta a fare la ferrata; è sempre un piacere scambiare quattro chiacchiere con chi, tanti anni fa, si è divertito in ambienti come quelli del Monte Bianco e lo ricorda ancora volentieri.
Don Marco arriva anche lui e dopo la S.Messa ci mettiamo intorno ad un tavolo: di solito gli inceneritori non li vuole mai nessuno, ma in quota nessuno s’inkazza se li ha in fianco, chissà come mai!; non inquinano, non stonano e fanno il loro dovere, anzi più uno mette la “tuta della cloaca” e più viene apprezzato. Tutto viene tritato, poco rimane e gli attrezzi vengono riposti nel sacco per essere nuovamente utilizzati la prossima volta.

Il vino fa buon sangue, buon sangue non mente, la mente si perde…….ecco il corollario dei “Maza-Tazz”!
Alcuni di noi preferiscono mangiar fuori ed in effetti risulta tutto più bello e gradevole, soprattutto se comparato con lo scorso anno, quando il freddo becco ci ha lasciato mangiare, ma con qualche difficoltà in più (il mastice della dentiera la sera…non era più utilizzabile!).

Quando il sole sparisce dobbiamo coprirci di più ed allora ecco anche sopraggiungere il momento della resa e del ritorno. Passiamo dalla Capanna Monza e poi giù diretti alla fonte San Carlo per arrivare infine a Erve, dove ci salutiamo e rientriamo a casa.
Se la Tarsu la pagassimo a kg ed in ogni località che frequentiamo, sarebbe fine sicura: “addio monti”, come diceva il sommo Wate(r); speriamo che il senso del dovere e del paesaggio primeggino non solo fra di noi, ma in generale. Altrimenti è fine sicura! C’è sempre in giro gente che butta fuori dal finestrino qualcosa, mentre dovrebbe gettare se stessa….

Oggi eravamo tutti insieme, ma prima che la vista facesse battista….ecco i nomi dei principali partecipanti (il termine principali è ovviamente solo riferito ai più intimi):

Monica, Angeletta, Ongiul, Gegio, Ale, Fausto, Lele, Edo, Erik, Giampo, Don Marco, Egidio, Lele, Andrea ed un amico di cui non ricordo il nome, Kissme, tutta la tribù dei senior di Muntavégia, Patajean ed un’altra quarantina di agitati e cantori della Brianza Alta.
Per andare a casa, abbiamo utilizzato una regola semplicissima: ci siamo messi tutti quanti a bordo strada, ognuno si è scelto la propria casina, ognuno ha scelto da che parte stare (se umido o secco), ognuno ha accarezzato il suo contenitore/bidone ed il resto è venuto da sé. Inizialmente siamo stati portati in posti sconosciuti, ma poi siamo arrivati anche a destinazione!! Che béll…..

Ciao à tuch,
Patajean

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