Le chiavi del Campanile

21 settembre 2003 Scalata al Campanile Basso Dolomiti di Brenta

(Titolo in inglese Le chiaviche sul campanile)

-Estate-

Siamo entrati nella grande stanza dell’estate tre mesi fa, l’abbiamo percorsa e adesso siamo alla fine

Davanti a noi una porta…

-Simboli-

A volte si fa fatica a comunicare perché non ci capiamo anche quando si parla la stessa lingua. Sarebbe meglio comunicare con i simboli e in questo modo si farebbero tanti passaggi in meno con il cervello e anche qui le difficoltà sarebbero tante… ma molto meglio che imparare tutti l’inglese.

Se immaginassi un omino che cammina verso una casetta e altri potessero vedere l’immagine, da tutte le parti del mondo potrebbero campire che voglio andare a casa.

La verità è che ognuno di noi deve leggere le cose a modo suo: ognuno di noi ha una diversa chiave di lettura per ogni cosa.

-Autunno-

Ci ritroviamo davanti a una porta:

Il campanile basso, nelle dolomiti del brenta.

Alle nostre spalle la luce, il caldo, le giornate lunghe, il mare, il profumo dei fiori e dello iodio

Davanti a noi la pioggia, le nuvole di piombo, la nebbia.

I frutti cadranno a terra e marciranno per essere sepolti dal fango e dalla neve. Andremo al lavoro con il buio e usciremo nell’oscurità del black out; l’ora legale ci taglierà come una falce quei quarti d’ora di luce disperati durante i quali potevano ancora andare al parco a correre.

Davanti a noi una stagione triste:

La mia stagione preferita (dopo quelle degli amori si intende)

-La porta-

Esiste il simbolo della chiave perchè nella vita non dobbiamo fare altro che trovare la chiave che sblocca la situazione, che ti permette di passare a un livello superiore o più semplicemente di risolvere un problema.

La difficoltà di valicare una porta blindata indistruttibile e antiscasso fa molto contrasto con la semplicità della chiave giusta.

Potrebbe essere quel lampo di genio.

Potrebbe essere il cavallo di troia.

Un concentrato di tecnologia e precisione o se vogliamo di inventiva racchiuso in un piccolo oggetto di metallo.

-Oriente-

Quello che mi ha sempre colpito dell’oriente è che ti trovi in un mondo tutto diverso, più spirituale, più vicino alle elevazioni che ai valori materiali, ma le pareti dolomitiche viste da lontano sembrano nette, quasi lucide, mentre da vicino diventano più umane, si sgretolano e fanno vibrare l’aria lacerandola coi sassi che precipitano.

Oriente mistico e misterioso quasi esoterico.

E’ qui che si trova la porta d’autunno.

-Contrasti-

Foto Campanile Basso Via Fehrmann Una volta varcata la porta d’oriente la prima chiave ti dice che è tutto necessario per la rinascita, per il rinnovamento. Il frutto e il seme sono marciti, sono morti e hanno generato la piccola piantina che esploderà in primavera. Al di la della porta e insieme alle foglie che si incendieranno di colori c’è la vita che si rinnova. Dopo la prima chiave viaggi a cuor leggero e hai appena superato le rampe, ma quando appare sopra di te il primo diedro della “Ferhmann” cerchi veramente un motivo più che valido e fai l’inventario di tutti i tuoi valori e delle tue credenze, in due parole ti caghi addosso.

-La seconda chiave-

Il ponte tra l’oriente e l’occidente sono gli amici che aspettano al rifugio Tosa.

Sono gli abeti ancora inebetiti dall’afa e anche i camosci che corrono sulle placche della bocca di Brenta

Il ponte è sempre meglio di una traversata alla tirolese (vero Marina?) tanto più che la seconda chiave ti erudisce sul distacco.

Tante volte infilarsi nel diedro è inutile. Meglio prendere le distanze dalle cose e capire

1) Se ne combino una e casco, difficilmente ne esco indenne.

2) Crediamo di aver trovato la seconda chiave, la tecnica sembra diventare redditizia ma ormai abbiamo i bracci stanchi.

Questo diedro sembra infinito e non abbiamo nemmeno iniziato.

-Scariche-

Gli altri sono protetti dagli strapiombi, il primo è protetto dalla conformazione della via ma se ti trovi in un certo punto riconosci il sibilio delle pietre: qualcuno è già uscito.

L’ adrenalina parte dopo la fetta di arancia, cosa poi sarà questa adrenalina …forse un confetto che libera le sostanze chimiche solo nell’intestino? Ma No! E’ una cosa che si trova nel corpo umano come il resto delle droghe.

E allora perchè la malavita insiste tanto nel distribuirla …cavolo questa disinformazione …basterebbe fare una rampicata…

La terza chiave è quella della stanchezza mentale e fisica.

I corvi che volano qualche centinaio di metri sotto di noi fanno girare la testa coi loro volteggi, il ronzio delle api ti mette un poco di pepe, ma nonostante l’adrenalina…

Bisogna trovare la forza di uscire di qui: siamo arrivati alle placche.

-La soglia-

La quarta chiave rappresenta la difficoltà che sopraggiunge poco prima di portare a termine qualcosa.

Sconforto e costernazione l’accompagnano….smarrimento e terremoto delle fondamenta.

Non si conta la moltitudine di anime che sono tornate indietro dalla quarta chiave (il matto del 99° cancello).

Come si possa varcare la soglia è una cosa misteriosa da illuminati o meglio è un mistero come si possa varcarla nel modo giusto.

Praticamente mancava solo un tiro per uscire dalla via!

Che quella fosse la quarta chiave è confermato dalla sovrapposizione di quattro cordate sullo stesso tiro (ringraziamo gli intrepidi ragazzi di Varese che con la loro corda intera ci hanno fatto perdere quasi 1 ora).

Si è avverata la cordata a cinque profetizzata la sera prima!

-Inizio-

Finita la via comincia l’avventura:

Lo stradone provinciale ci porta sul lato in cui si vede l’ombra mastodontica del campanile proiettata sulle cime circostanti.

Non ce ne eravamo accorti per niente ma siamo saliti su un gigantesco obelisco per non dire fallo di pietra.

Tranquilli, questo coso sembra enorme solo per la proiezione dell’ombra che si allunga ….(si allunga?)…..ci illudiamo che qui dietro ci sarà la facile via di discesa…

Infatti… arriviamo al parcheggio dopo soltanto:

  • – Cinque doppie di cui una da 50m nel vuoto.
  • – Giro delle bocchette per evitare il canalino ghiacciato
  • – Bis della bocca
  • – Risalita su ghiaione infido per recupero zaini
  • – Divallamento con le frontali dal Brentei in poi.

Quante stelle!

-Conclusione-

La quinta chiave non sai a cosa serve, e non la butti via per puro caso…

Quando arrivi alle 02.30 davanti alla porta di casa tua capisci a cosa serve.

Cose da ricordare

I bisogni di 150 persone sparse intorno al rifugio grazie ai cessi chiusi

L’aria intestinale che dopo un quarto d’ora è stata trovata ancora attaccata alla parete destra del camino prima del diedro.

La sosta in cui ci siamo trovati tutti assieme.

I dolomitisti sono un poco stitici coi gradi

La domanda più casta (trovata dei bigliettini anonimi) di un bambino durante la lezione di educazione sessuale “Perchè le pornodive hanno l’ano così dilatato?” (Grazie Barbara)

Fausto

03-10-03

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