LA MERLA MÖLA – 30 gennaio 2016.

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  • CIMA: Pizzo Arera mt. 2.512 (Prealpi – Orobie)
  • SALITA: Canale Sud 300 mt (45°?)
  • DISLIVELLO E SVILUPPO:400 mt e ca 17,5 km
  • NOTE: neve po(r)ca, un vento becco in cima e meteo non proprio favorevole.

Traccia1

Sono i giorni della Merla, ma il famoso freddo di cui va fiera di solito……al gh’è no! Anzi, la Merla sembra essere leggermente in menopausa e la gh’à i scallmann, come ha giustamente sentenziato qualcuno.

I giorni freddi sono ormai un ricordo e la meteo annuncia giornata strana, con inscigamento perpetuo; ce ne accorgiamo al nostro arrivo a Zambla dove cerchiamo il campeggio presso il quale lasciare la macchina. In giro si vedono cose che gli umani farebbero a meno di vedere: il ‘Potala’ della bergamasca è posizionato nella gola che anticipa la salita. Vero che si trova nascosto, ma vero anche che assomiglia ad un ecomostro…..forse è veramente simile ad un monastero tibetano.

Partiamo dall’ultimo cm della strada disponibile, avendo parcheggiato proprio per non perderlo! Poi abbiamo la brillante idea di intraprendere un sentiero secondario che immaginiamo segare a metà tutti i tornanti della strada che conduce al rifugio Capanna 2000: sbagliato!

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Pensavamo di avere il gatto nel sacco, invece…

E’ un sentiero bello, ma che conduce alle forre, ai buchi, alle grotte speleo di cui è disseminata la valle….che poi però finisce nel nulla, come noi.

Persi in mezzo alla natura bergamasca, tiriamo fuori voglia e orientamento e percorriamo a fatica crinali senza senso, che impediscono ai piedi di prendere il giusto ritmo. Alla fine arriviamo in cima a un dosso, dove scorgiamo la sagoma del rifugio. Meno male.

E’ aperto e quindi cominciamo a farci un’idea per il ritorno. Tira vento, comincia a nevicare e fa freddo. Mettiamo i ramponi e attraversiamo sopra il rifugio per portarci, seguendo le indicazioni del ns Michele andatoci qualche giorno prima, alla base del canale. Facciamo un po’ di attenzione alle placche nevose appoggiate sull’erba e saliamo tutto il cono nevoso che anticipa l’inizio del canale vero e proprio.

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Altra gente sale quello di destra, fatto inizialmente di balze rocciose, forse un po’ più tecnico del nostro. Pendenza del ns kanale forse leggermente inferiore ai 45°, tranne all’inizio dove un saltino di circa una decina di metri invita a metterci un po’ più di prudenza. Per il resto una scala santa che non pone alcun problema sino al bivio. Qui si sale a destra e si esce per gli ultimi circa 100 mt che portano alla croce. Vento becco e poca voglia di stare in cima a ciapà frech.

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Quindi via verso il costone della via normale e discesa rapida al rifugio, dove decidiamo di mettere sotto i denti pizzoccheri e pasta all’amatriciana. Birretta e caffè e poi fuori di nuovo, ma questa volta scendendo per la strada che non finisce mai.

Sulla strada del ritorno splendida vista sui ruderi dei vecchi impianti da sci e fermata d’obbligo al cimitero del pizzocchero: la morte sua!

C’è anche la Cattedrale Vegetale da visitare, un’opera scultorea di notevole valore ambientale:

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Veramente una bella gita, alternativa ai nostri posti del Lecchese; oggi ci siamo divertiti.

Amici dell’ Arrrrrraaaarrreeeerrrra: Ongiul (…..Nando per gli Orobici), Paolinux, Giò, Andrea e Patajean.

by Patajean

 

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