LA GEOMETRIA ….NELLO SCIALPINISMO!

E’ un concetto base, uno dei primi che ci insegnano, ma anche uno dei più complicati da realizzare; lo si ficca dappertutto, si cerca in alcuni casi di farne un cavallo di battaglia, magari per mettere ogni tanto un po’ di ordine nelle cose o nella vita!

Anche alla TV te lo dicono in tutte le salse; per esempio te lo nascondono sotto il nome di Vodafone: “Tutto gira intorno a te!!!!”

Il “cerchio” ha sempre affascinato (….ho detto cerchio!), poi magari “lo si kaga” solo quando conviene o quando ci sembra il momento giusto. Se poi cerchiamo anche la “quadratura” allora entriamo in un campo minato, cerchiamo i “numeri”…..i carpiati dell’alta quota, le soluzioni impossibili.

Però, come dice il proverbio, meglio tentare e poi non si sa mai; magari ne viene fuori lo stesso un risultato accettabile.

Qualcuno di noi ci ha creduto e ha lanciato il…….”cerchio”, che ha iniziato a rotolare, a sbattere, a incastonarsi “di qui e di là” e alla fine ha anche quadrato!

Stiamo parlando del Corso SA2 del 2009, che si è concluso in maniera “sincera” attorno alla Val Formazza, girata in lungo ed in largo in ogni dove…….meno male che ad alcuni abbiamo strappato di mano la cartina, perché altrimenti avrebbero concatenato tutti i passi della zona, richiedendo agli altri 3-4 giorni di ferie.

Il soffice mantello bianco, “sbrisinato in superficie” dall’ultima nevicata durante l’ultima settimana ha reso ancora più “bastardo” il raccontare la gita in queste poche righe! Non è facile trovare neve bella sempre (di solito 2 su 8 potrebbe essere una buona media, escludendo i Brutti Kuli che vanno in giro quasi sempre, che non fanno media e soprattutto verranno assaliti da un bel paio di mazzate!!!!!!), però quest’anno non si sta facendo neanche così gran fatica a trovare condizioni ideali e soprattutto, in alcuni casi, sembra di essere ancora ad inizio stagione, quando la neve era quella di dicembre.

Mi piacerebbe farvi sentire cosa non dice “uno sci alpinista” nel momento del massimo orgasmo scodinzolante (però anche se non lo sentite….amen, l’invito è a provarlo presto!).

Per venire alla sintesi di tutto, eravamo partiti da un telefono……..che per poco non si scaricava, lasciandoci a casa, visto che le prenotazioni erano impossibili e gli svizzeri avevano quasi bloccato l’espatrio! Abbiamo cercato invano di saltare il confine, ma non ci siamo riusciti; e non ci siamo riusciti proprio perché dovevamo disegnare il nostro cerchio “in casa nostra”.

Alla fine abbiamo trovato posto al Rif Mores, dove il rifugista non ha la televisione, ma è sempre ben sintonizzato sull’unico “Canale” per eccellenza…….quello d’accesso; ha talmente pagato il canone, che lo fa pagare anche a te……e se non sali entro una data ora…..beh, il cazziatone te lo meriti, te lo prendi e te lo porti a casa per la prossima volta!!! Ha ragione, ma la cosa che ha stupito i più, è stata la “classe” con la quale lo ha detto: poche parole, ma così essenziali, che la sua figura è tuttora là, come emblema del perfetto rifugista!!

Uno che sta bene al suo posto, come le tette della Anderson! Ha detto quattro parole (sintesi dell’essenziale!), ma ci ha risolto quattro problemi, dalle condizioni del canale, alla discesa del giorno dopo e….questo lo scrivo per gli altri sette scannazzati!!!!!….per quel “maledetto” Passo di Nefelgiù…….che (però) ancora porto nel kuore!!!

E non dimentichiamoci che E’ SCESO CON IL GATTO……..a batterci la pista, per la salita del sabato!!!!!!!!! Non so se mi sono spiegato. E’ venuto giù non col gatto “miao”, ma col Gatto delle Nevi. Altro che il Berlusca che chiama “Mr Obama”….. Ohhhh Rebambì, fà e’l tò düerr…..e vai a pellare!!!!!

Quando lo abbiamo chiamato per chiedere le condizioni, ci ha detto solo:”Venite entro la mattina, costo della mezza pensione 37 €, domani e dopodomani giornate perfette, al resto ci penso io!”……..questo qui per me, almeno una volta nella vita, ha fatto il “5+1”….è impossibile che non ci abbia preso almeno una volta!

Settimana prossima saliamo dieci minuti a convincerlo a dirci come andrà il Nasdaq fra cinque settimane e/o se la cassa integrazione brianzola avrà ben presto termine!

Onore e gloria ad una persona concreta e perfetta nelle informazioni date a fronte di una richiesta, poche parole, ma buone! Complimenti.

E noi????……siamo arrivati alle 15.00 al rifugio; non siamo stati in panciolle a lungo, ma il tempo è tiranno e non c’è niente da fare…..”Bisogna togliersi il pigiama!!!!!!!”

Le pareti in zona avevano già scaricato, ma passare in certi budelli non è mai bello.

Il tempo di effettuare qualche manovra simbolo, dalla ricerca Arva allo scavo della truna, dall’osservare la traccia per il giorno dopo all’estasi facciale per la quantità di neve ancora presente sulle montagne, e il pomeriggio si incunea nella serata, quando cominciamo a lanciare le mandibole sul tavolo.

Ad un certo punto anche le volpi, dopo i “gatti”, fanno la loro comparsa al rifugio e Boris (“l’uomo che sussurrava alle volpi!”) ha cominciato a prendere in mano lo scettro di San Francesco; da un pezzo di pane ha ricavato un piatto di lasagne per tutta la famiglia “fox”, che nel frattempo era lievitata a tre esemplari (onestamente mai visto nulla di simile in tanti anni!).

Dormiamo tutti bene e senza episodi degni di nota, pronti la mattina per degustare ciò che il rifugista ci ha preparato: ogni ben di Dio, anche qui nella misura giusta e senza lesinare (spremuta, nutella, biscotti…….).

Partiamo con il Lottar il pole position per mettere le pelli sul Lago del Sabbione…….ehh lui ha il brevetto di nuoto!!!, e cominciamo un’avventura “cerchiosa”.

L’alba non ci ha fatto per nulla ben sperare, poiché le nubi erano alte ed inkazzate, ma……c’è sempre il “rifugista”; il movimento che abbiamo imparato è stato quasi banale: ogni pellata equivaleva a spostare qualche nube. E’ stato un attimo, capita l’antifona è bastato attraversare il lago; poi il cielo era rosa, con sfumature d’azzurro! Un altro segnale del nostro cerchio!

Anche le terga hanno una forma quasi “sferica”.

La nostra cima era là, mentre la traccia veniva creata ad arte dove nessuno era ancora passato; la differenza fra andare ad arrampicare e fare scialpinismo sta nel fatto che, mentre arrampichi te la godi, ma non riesci a “vedere tutto al 100%”, mentre mentre pelli è “tutta un’altra storia”…..e forse non so fino a che punto è un bene!!!!!!

Comunque stiamo nei tempi e raggiungiamo la cuspide finale, abbastanza ripida e con neve che pregustiamo per la discesa; i battistrada disegnano che è un piacere e…..anche qui non è passato nessuno ancora.

Alle 10.00 circa siamo in cima con la mole del Finsteraarhorn di fronte che domina in maniera incredibile; un simbolo!

Pensavamo di essere in cima ed, invece, si siamo ritrovati a “Mariano Comense”, nel senso che dopo 15 minuti è arrivata un sacco di gente del Cai suddetto, fra i quali non poteva mancare anche il Turri, sempre in giro anche lui per monti e valli.

Ricordandoci del gatto….ci siamo limati i baffi e siamo partiti per la nostra discesa: una goduria simile a quella di finire una scatola di durex….in una notte!!!

Abbiamo le foto e se volete passare in sede; ….il cerchio e la sua quadratura armeggiano sempre in Cielo!

Ci sono otto persone che non sanno più come manifestare la loro gioia e una quarantina di persone (inkazzatissime!) per il fatto che noi lo abbiamo fatto prima di loro!

Arrivati al Passo del Vannino non potevamo non scegliere l’ipotesi di “kagarci giù” per il Margaroli, però c’era qualcosa nell’aria, quella puzza di bruciato che aleggia, di solito, negli zaini degli “amici”…….ma tant’è! Andiamo avanti con le nostre curve……fino al Margaroli, dove troneggia la scritta cubitale “Dài Patajean, che si risale!!!” …si, proprio come il gargarozzo quando traballa.

Volevano fare anche il Passo di Nefelgiù, un nome che non dimenticheremo mai!

E quindi via (inutile stare a raccontare le eventuali discordanze di vedute, o gli eventuali raschiamenti di barile per tirare fuori “quello che non avete più”, ma non c’è stata trippa per gatti; prendere o lasciare, anche perché lo scialpinismo è “o tutti o nessuno”: il senso di colpa in questo caso non solo ti pervade, ma ti distrugge anche quel minimo di barriere che hai).

Non dimenticherò mai le facce.

Sono altri 300 mt di “tric & trac” sotto il sole cocente! Per arrivare al Passo e poter vedere ancora il cerchio che si riapre.

Sono le 12.30 circa e adesso è solo discesa; vallone non indifferente, ambiente da occhi frizzanti e sempre all’erta, pendii che ti fanno stare in cesta…….

Scendiamo fino a quando non ne possiamo più, forse anche oltre!, risalita nelle frasche finali e discesa di nuovo a Riale, prendendo il “cancelletto del cerchio” e chiudendolo per sempre in questo weekend “eterno”, ma pienamente soddisfacente.

Complimenti a tutti per le scelte ed in particolare agli allievi che non si sono mai fermati, non hanno mai mollato, sciano alla grande e lo hanno dimostrato!

Come sempre in questi casi, urge la necessità di fermarsi davanti ad un piatto di affettato e ad una birretta; una nota dolente: il chinotto non c’era! Quasi quasi mi buttavano nel cesso la quadratura del cerchio!!!

Quando vai sul lago, potresti pescare una “punta d’arborella”……quando vai in Val Formazza sali ad oltre 3000 metri per cercare la Punta d’Arbola”…

Alla prossima e….venite anche voi nel Marlboro Country !!!!

Chissà…..

Boris, Andrea, Max, Stefania, Lottar, Luciano, Gonzalito e Patajean

PJ®

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