LA’ DOVE L’ACQUA SI TRASFORMA IN NEVE!

Quest’anno è cominciato al contrario, prima l’estate poi l’inverno (l’autunno ormai l’han ciulato dagli scaffali!). Poi ci hanno ripensato ed è arrivato il gelo, poi ancora la caldazza “invernale”; adesso siamo nel pieno dei Monsoni e non si ha idea di quando finiranno. Nelle ultime settimane per andare in montagna non solo devi legarti una flebo al braccio con dentro i dati metereologici che ti passano davanti agli occhi prima di essere ingeriti, ma devi anche fare la tessera del “tenente colonnello” oppure piangere una settimana per scatenare il principio dei vasi comunicanti e fare in modo che i liquidi persi compensino quelli celesti: è l’unico modo per fermare la stagione delle piogge.

Neanche in Borsa è necessario tener sotto controllo i dati come con i bollettini. Siamo in aprile e si riescono a compiere ancora “salite invernali”, probabilmente riusciremo a sciare fino a metà settembre ed al momento opportuno di metter via “finalmente” gli sci……comincerà nuovamente a nevicare. Che kasino…non si riesce più a capire niente!!!

In compenso quello che balza all’occhio è il risalto dei colori; è tutto un luccicare di colori intensi e avere la possibilità di andare nei posti giusti potrebbe essere un’esperienza indimenticabile; purtroppo si gira ma non si può neanche pensare di andare tutte le volte chissà dove e quindi ci accontentiamo dei “dintorni” che sono comunque uno spettacolino degno di nota. Di norma il monsone kaga giù acqua, ma ad una certa altezza la sua emozione non è più così forte da mantenere i liquidi ed il freddo aiuta a cristallizzare tutto; da casa è facile capire a quale altezza questo processo si materializza e quindi basta spostarsi in modo che anziché l’acqua si prenda neve, bagnandosi meno ed evitando di portare in giro “le ochette” per un bagnetto che è meglio ritagliarsi a casa, al rientro. Si va e si viene, si traversa, si torna; si vede e non si vede, va via la luce, c’è nebbia, nevica, poi entra il vento, poi torna tutto più bello di prima. E’ come la macchina del tempo: entri, metti il gettone e vai avanti e indietro come un bischero, scegli se vuoi neve e vento oppure bello e stabile. Adesso faranno i barometri e le bussole con le facce di chi va in giro!!!Grignetta e Grignone rimangono sempre due argomenti di primo piano, posti dove trovi tutto quello che cerchi e allora via, si va!

I canali della Grignetta sono impressionanti, la cresta finale del Grignone sembra gemellata con la cresta des Bosses che ti deposita in cima al Bianco, stessi ghiri-gori; noi arriviamo da una serata a Montevecchia, passato in totale armonia e dopo un film proiettato sull’Everest. Il vento ed il freddo lo abbiamo “patito” già durante la proiezione, ma nonostante questo siamo lì in cresta a patirne un altro, ma anche pronti al “tic del click” che ormai non manca e non basta mai. A Colle Balisio ci sono le margheritine nei prati, in cima al Grignone ci sono -4° ed un venticello sferzante degno di Febbraio; al Pialeral sembra fine aprile e siamo proprio lì, mentre in cresta le cornici sembrano ri-proiettarci indietro di un paio di mesi abbondanti; dall’Himalaja stanno chiamando per chiedere se possiamo noleggiare loro le nostre cornici. Sembra che pagherebbero parecchi euro per ogni metro quadro di neve ed ancora meglio per le cornici della cresta; però così facendo rientreremmo in una specie di finanziamento indiretto ….e quindi prima o poi qualcuno ciurlerebbe nel manico. Detto questo, non se ne fa niente.

Dopo una buona pasta mangiata in compagnia mettiamo le ali ai piedi ed in pochissimo tempo siamo nuovamente in vista delle margherite! Che spettacolo. L’Istat ha comunicato che oltre all’economia è in crisi anche la meteo; sembra che qualcuno abbia fatto confusione e abbia scambiato le leve delle stagioni e dei criteri; ci sono parecchi virus in giro e speriamo vengano debellati presto, rimettendo tutto al posto giusto.

A proposito, “in cima c’è sempre spazio” e stavolta oltre a noi c’erano anche alcuni esponenti del Soccorso Alpino; dopo un breve corso accelerato ecco i due nuovi componenti di Aprile 2012 e i piles hanno il colore giusto !!!

Dai veloci: Angelo, Alessandro e Patajean.

PJ

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One Response to “LA’ DOVE L’ACQUA SI TRASFORMA IN NEVE!”

  1. paolinux Says:

    Con questo articolo siamo a 200 !
    Grazie a tutti quelli che hanno contibuito a mantenere vivo il sito con articoli, foto e commenti.
    Un grazie particolare a PJ che con i sui innumerevoli articoli ha raccontato una corposa parte di storia della Scuola e dei sui componenti.
    Sicuramente 200 è solo un numero che crescerà ancora molto perche possiamo stare certi che di storie da raccontare ce ne saranno sempre ancora tante….


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