L’ORACOLO DELLA VALSASSINA: IL RESEGONE (MT 1.875)…….O IL MELMA?

“Se le tue parole fossero mattoni……..!”, è questo il leit motiv della giornata. In realtà è stato un altro, ma bisogna andare per gradi. Oggi era di nuovo giornata di Corso (SA1), con una salita e le manovre tecniche da memorizzare (in particolare ricerca con Arva e costruzione della truna/igloo). La meteo e i giannizzeri del tempo davano fuoco e fiamme ovunque, con danni potenziali e allerta protezione civile; ogni volta che una perturbazione arriva da nord o da nord-est, sembra che finisca tutto. E’ vero che altrove ha fatto neve, ma anche da noi le fantasie iniziali non erano da meno.

In Svizzera il pericolo valanghe era marcato e quindi la decisione era tra il Resegone e la Val Tartano; alla fine ha prevalso lo stare in zona ed una classica: ne è uscita una gita esemplare e da sottolineare la neve stratosferica (con un fondo ideale anche per piazzare le curve!) ed il sole che in parte ci ha riscaldato.

Unico neo: la…..Melma! melma dappertutto….dall’inizio alla fine, da cima a fondo, ma soprattutto in cima, visto che il Monte Melma ha riempito le menti, scocciato le viscere, sbudellato le membra, atrofizzato i mmaroni, disintegrato le terga, somatizzato il cervello, avviluppato l’ultimo neurone sano e anestetizzato persin i freni del pulmino di Renzo! Una roba inenarrabile.

“Se le tue parole fossero mattoni…….!”, e due. Salire a Morterone è un po’ come entrare in una fiaba: ti chiedi (e ringrazi) come hanno fatto a creare una strada simile; ti chiedi come fanno le 35 anime (!) del paesino a mantenere un atteggiamento così “zen” nei confronti della vita (va bene lo zen, ma in quel posto così ameno……); ti chiedi quanto è largo il manto stradale e quanto dista la ruota destra del furgone da quella sinistra…………deglutisci solo due volte (una in partenza ed una all’arrivo) ed infine fai il segno della croce e ringrazi per la neve all’inizio della traccia di salita.

Oggi 7 marzo (Festa della Melma), forse per anticipare lo scassa-mento della festa della donna, a Morterone c’era il mondo: una fiumana di Homo Bipede, munita di sci e pelli che sale verso l’Azzoni; una roba da non credere!

“Se le tue parole fossero mattoni…….!”……….”E se lo fossero veramente????? Aggiungo io (anche a nome degli altri!). Avrei forse anche dei testimoni indelebili.

Ore 8,30: i nostri Gruppi si dividono al parcheggio e la salita si svolge all’interno di un bosco quasi incantato, con gente che sfreccia tra una betulla ed un faggio, ma anche tra una gamba e l’altra dei vari soggetti presenti. Alcuni di noi si fermano per una prova di ricerca Arva, mentre altri sono già alti verso la meta. Il tempo non sembra passare, mentre il vento comincia a soffiare fastidioso come un kg di zanzare nel naso! Una roba fastidiosa, che quasi quasi ti vien voglia di tornare sotto le coperte. La ricerca sotto la valanga si svolge, come logico che sia, tra perdite di tempo ed immagini ancora sbiadite di cosa significa “panico” e gestione della situazione. Purtroppo questo rimane sempre un punto aperto e di cui si percepisce troppo in lontananza la sua reale importanza. Diciamo che i tempi di ricerca rimangono all’interno di un range temporale accettato, ma sono chiaramente ben lungi dalla piena soddisfazione!

Il tempo di toccare la cima, baciare la croce di vetta, cambiarsi la maglietta, ruttare contro vento e poi giù a mettere nuovamente gli sci, questa volta senza pelli, alla ricerca del canale intrepido prima del bosco, nonché al cancelletto di partenza del bosco stesso: la manovra è molto tipica dello slalom gigante e consiste nel centrare due betulle rosse e due faggi azzurri…….l’arrivo è diretto e mirato nella porta dell’igloo che una quindicina di Brutti Kuli stanno costruendo alle pendici del bosco “di gobbe”; e poi dicono che l’edilizia è in crisi!!! Bisognava vedere l’impegno profuso da quasi tutti!!!, tranne pochi che si vede che sono abituati a comandare e a tenere stretto tra i denti il pane quotidiano. Fin qui una neve da favola, forse un po’ schifosa nel tratto tobogamente boschivo, ma tutto sommato accettabile (piccolo particolare: a metà bosco arrivano due elementoni – scopriremo che uno dei due è niente meno che Erba, quello dell’Erba-Fumagalli – che piazzano un curvone proprio sugli sci di “Punisher-Carlo” (quello della macchina impossibile: 1 esemplare in tutto l’emisfero australe!)(il Generale Lee e Supercar gli fanno un baffo al quadrato), gettandolo a terra in malo-modo; uno dei due cade, ma senza battere ciglio e con una eleganza da gentlemen si alza senza neppure chiedere se tutto è ok e soprattutto scusa e se ne va sotto i nostri occhi! Un mito: lo stimiamo. E poi via………….ancora:

“Se le tue parole fossero mattoni…….a quest’ora di igloo ce n’erano in piedi una decina!” parole sante (non di Sante però!). Ci siamo impegnati parecchio e la costruzione dei vari tipi di igloo piuttosto che di trune create nella neve alla fine ha permesso di capire in maniera evidente che tipo di “copertura” possono garantire questo tipo di ripari; qualcuno ha teso la sua ispirazione verso l’erezione di veri e propri “Tukul” (??!?? Come si scrive?), ma alla fine il senso estetico l’abbiamo mandato esattamente dove sapete per lasciare il posto alla concretezza ed alla necessità del momento.

La discesa finale oltre al pendio sotto la punta dell’Azzoni, si è poi svolta lungo la dorsale della Costa di Palio, fino ad un punto strategico che volge in maniera dirompente (praticamente “ti kaghi giù” dritto dal pendìo!!!) verso le case di Morterone, poco sotto il parcheggio delle auto.

Che dire: molti non si aspettavano una simile gita, e soprattutto che il Resegone potesse ricompensare in tal guisa, in una domenica dove forse niente poteva garantire quanto da noi trovato nell’unico strato dell’atmosfera disponibile e non soggetto ad eventi meteo-patici dirompenti!

Il ritorno si è svolto praticamente in un reparto di neurologia avanzata (nel senso che il reparto era su 4 ruote e, fortunatamente, mano-a-mano che il tempo passava, questo ci riportava verso casa!). Peccato che tutti gli altri pazienti (auto-muniti) non abbiamo potuto ascoltare prognosi & diagnosi ed assaporare tale cultura! Lascio tutto in fondo, ma questa duplice ora di “neurologia applicata” ha caratterizzato sia l’andata che il ritorno: non sapevamo più come disinfestare l’abitacolo. Questa volta per pudore e commozione interiore non faccio nomi, tanto si può immaginare benissimo da quale pulpito provenissero le infauste parole! Che dire, oltretutto ‘sti elementoni li scegliamo noi e li portiamo a casa proprio noi!

Un’emozione (negativa!) che non si provava da anni, una tale scassatura (credo neanche paragonabile ad uno sciame d’api impazzite nella patta dei pantaloni!) da portare molti (il sottoscritto di sicuro) alla richiesta in carta bollata a Renzo di poter continuare a piedi , ancorché nel traforo del Barro o, peggio, in mezzo alla carreggiata della Valassina!

Con questo scritto chiedo ufficialmente un aiuto (a casa, al pubblico, magari 50 e 50!……rinuncio anche all’assegno!), in modo che giornate del genere possano essere accantonate definitivamente; spero in una primavera migliore, in aria più fresca. Basta con queste cose, basta con questa Melma……..Carducci, Pascoli, Leopardi avrebbero rinunciato ad una gita pur di scrivere emerite kagate del tipo: “M’illumino di Melma….!”, ma noi non rinunciamo al nostro Resegone ed alla voglia di schiacciare un pisolino o all’andata o al ritorno! Renzo: per cortesia la prossima volta o il tender dietro al pulmino per certi soggetti oppure un cartello all’entrata del portellone: “Lasciate una sperante voi che entrate!”.

Se proprio proprio non si riesce a cavare un ragno dal buco, almeno il sacchettino del pesce fuori dalla portiera!

Bella gita, ma che ha lasciato evidenti segni.

Alla prossima, ma in maniera diversa; grazie di esistere ….. (anche se non a tutti!)

Ciao da: Stefania, Silvano, Gonzales, Antonio, Giuseppe, Roger, Boris Melma, Achille Viki, Alberto il Vikingo, Renzo, Luigi, Roberto1, Roberto2, Fabrizio, Sante, Pier, Marco, Carlo, Alessandro, GigiM e Patajean.

PJ

P.S. Dimenticavo, “Le tue parole sono state proprio mattoni…….!”

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