Kids & Bambilandia – Weekend in Valmalenco 27-28 agosto 2011.

Una roba un po’ diversa o forse sempre uguale, fatto sta che per questo weekend di fine agosto si è deciso di portare la prole più o meno in quota per svariate ragioni, ma la più importante delle quali era quella di finire i “gettoni” avanzati sui giochi d’estate. Il meccanismo è molto semplice: scegli il tuo sasso ideale, inserisci il gettone fino ad esaurimento e poi lasci che tuo figlio/tua figlia si diverta fino a che non ne ha più o fino a quando il sasso diventa piccolino!!!
In realtà si parla di sassi, ma giusto perché questo è risultato il gioco più banale ed interessante del weekend, ma potremmo anche parlare dei “legnetti del Jenga”, delle carte dell’Uno oppure di altro ancora.
Qualche volta il sasso va in tilt, qualche volta viene fuori il jackpot e, siccome i bimbi ne escono stanchi, ma la macchina continua a funzionare, ecco che il bambo prende anche lui la sua quota di rivincita. Il bambo di solito è un adulto medio con tanta voglia di tornare nell’adolescenza: ci riesce ma solo virtualmente.

Partiamo con tutta l’organizzazione al posto giusto…..non facendo i conti però con Irene (che doveva passare da New York, ma che probabilmente ha dato una spallata anche alla Bassa prima e alla Valmalenco poi); abbiamo temuto parecchio, anche perché un paio di sberle ghiacciate sono arrivate, ma poi fortunatamente il vento deve averci graziato e fatto un gran favore, perché ha deciso di girare dalla parte opposta. A tal punto che poi ha spazzato il cielo e reso contenti tutti anche la domenica (e sicuramente non solo noi), salvo quelli che sono dovuti scappare per la fine delle ferie. Noi, dal canto nostro, abbiamo voluto godere anche degli ultimi minuti, soprattutto in compagnia e in modo particolare dei bambini. La “rifugiata” è un momento topico per la vita di un bambino. Alcuni di noi avevano già testato l’argomento, ma con una combriccola numerosa, la torta è ancora più buona.
Partiti da Lecco dove abbiamo messo il “primo cancello”, ci appollaiamo in Chiesa Valmalenco in attesa che Irene passi…..poi ci portiamo in quota in quel di Chiareggio e lì aspettiamo ancora qualche decina di minuti, giusto il tempo per vedere l’azzurro che prende forma. La Porro-Gerli è sempre un piccolo gioiello di bellezza e come tale….lo è per sempre!

Non c’è in giro nessuno e quindi prendiamo possesso dell’immenso; ci viene attribuito un camerone per tutti e quindi la gioia monta; tuttavia il silenzio dura poco perché veniamo a sapere che c’è anche un gruppo dell’alpinismo giovanile di Chiavenna!!! Chissà che notte.
I piccoli architetti cominciano a costruire ponti, case e costruzioni in legno sui tavoli del rifugio, mentre i grandi sono spetasciati al sole serale dei 1.900 metri, in attesa della cena, che arriva puntuale verso le 19.30

Non ci si può certo lamentare di quanto avuto e mangiato, bis compresi. Poi i primi cedimenti sui più piccoli, mentre una sana lettura aiuta anche i vecchietti a prendere la forma del letto. Nel frattempo quelli di Chiavenna devono imbastire qualche nomina di “pattugliatore di corridoi”, figura di spicco e tipica in serate del genere; in pratica c’è un “gendarme” che pattuglia i corridoi del rifugio nella speranza di poter castagnare il pendaglio da forca che tenta la sortita. Il rifugio tanti anni fa è stato rifatto e non esiste un solo corridoio……praticamente si può compiere un giro a cerchio finendo al punto di partenza: come al solito e per di più in Italia, scoperta la legge scoperto l’inganno. Non credo che la sentinella nominata si sia sentita contenta e a suo agio!!! L’ho vista un po’ stanca il giorno dopo.
Domenica: ci alziamo con l’azzurro cielo, tipico delle giornate limpide. Con la ventazza fatta non ci potevamo aspettare altro.
E qui comincia il delirio: gente che sale da Chiareggio e fiumi di persone in cerca di refrigerio e pace. Noi facciamo colazione e ci sembra di aver vinto all’enalotto.
Decidiamo sul da farsi, ma non ci vuole molto; ormai la meglio gioventù non ci pensa due volte. Facevano 8 anni in due, ma hanno avuto la faccia tosta di andare dal rifugista e chiedere direttamente a lui se aveva l’attrezzatura per arrampicare: corde e imbraghi…..e lui non ha resistito; detto fatto!

Ci appartiamo in un angolo e dopo aver scelto un bel sasso comodo cerchiamo il divertimento fine a se stesso. Su & giù e provano tutti fino a quando la fame prende il sopravvento e il profumo di cervo arriva alle narici. Nel frattempo arrivano altri dei nostri, scaglionati su più orari e pronti a sostituire quelli che invece ed al contrario, erano pronti a partire per evitare il traffico da contro-esodo. Insomma chi due giorni e chi uno, tutti hanno avuto la loro parte. L’unico che ci ha veramente rimesso……………………………è il cervo.

Nel pomeriggio c’è ancora tempo per quattro chiacchiere e per una fuga maschile in cima al Torrione Porro (qui qualcuno ha gustato il ginepro al cervo, nel senso che con un bel paio di rutti fatti bene e nella direzione giusta, un bel paio di ginepri ancora oggi puzzato di cervo da paura!), da cui si gode un’immensa visuale e da cui il lago Pirola può apparire persino inclinato: come farà l’acqua a stare “a galla” e sempre all’interno del bacino?
Lo scopriremo presto, per adesso godiamoci questo fine estate spaziale; tra una cosa e l’altra ed il bel tempo continuo chi si lamenta è un sakuciùn!!!

La gita finisce alle 21.00 di domenica sera…..in una pizzeria, dove tiriamo fuori paletta e scopa e raccogliamo tutto quello che c’è da raccogliere!
Settembre è un mese altrettanto bello, quindi potrebbe scapparci qualcosa ancora.
W la Porrata, come ha detto il Gary!
Silvia, Marco, Tommaso, Luca, Marcy, Gary, Marco ed Enrico, Carla, Zeno e Bruno, Rinaldo, Analyn, Giuseppe, Rosalina, Simone, Lella e Viola, Fabiana, Fausto e Gioele, Angeletta, Chiara e Patajean.
PJ

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