IL TEMPO CHE FA!
Cima di Pejo mt. 3.549 Valfurva – 1 maggio

IMG_7064Oggi gita nel cuore del Ghiacciaio dei Forni, il più italiano dei grandi (!?) ghiacciai, nel Parco Nazionale dello Stelvio, dove ormai si comincia a vedere il verde dei pascoli e dove si respira (speriamo!) aria sottile.
Era già nei progetti da parecchio ed in questo weekend abbiamo voluto provare; partiamo tardi il sabato, nel pomeriggio, visto che al rifugio Branca si arriva bene e con poco cammino, giusto in tempo per cenare e scambiare quattro parole con le altre persone. Nonostante la meteo sia un po’ stanca e faccia fatica a “rientrare al lavoro” regolarmente, decidiamo che si può fare e che il limite della pioggia non dovrebbe infastidirci o, per lo meno, ci crediamo.

Quando entri nella valle dei Forni cominci a vedere i colori tipici della montagna, belli e tersi, mancano ancora le vacche valtellinesi, ma manca poco.
Saliamo veloci per evitare che quello che vediamo dietro di noi, che sembra acqua che cade, si materializzi (ma non sarà così). Il rifugio è sempre un bel gioiellino, con quelle salette accoglienti e tutte colorate di rosso; facciamo anche amicizia e ci accorgiamo della presenza del “Selvadek” Confortola, assistito probabilmente dalla moglie o da una cliente proprio carina.
Mangiamo l’inverosimile verso le 18.30 cum’è i gainn e mangiamo veramente bene, anche se ad un certo punto temiamo per la nostra sopravvivenza, visto che in fianco a noi al tavolo si siedono 3 pezzi di donne teutoniche (una delle quali probabilmente parente del colosso di Rodi: una donna di 1,90 con le spalle dell’uomo roccia e le mani a forma di badile!!!! Chiediamo umilmente se ci passa il pepe da mettere sui pizzoccheri “bianchi” e tratteniamo il respiro per una buona mezz’ora!, poi cerchiamo di non fare più domande).
Vediamo come al solito anche molte persone che cercano di “Confortolarsi”……ma noi lasciamo perdere.
La stanza dove dormiremo è una piccola libidine, formata da quattro posti e tutta per noi: peccato la tanfa incontenibile di taleggio, un mix tra puzzo di piedi marcio e fetore di coperta putrida (lo dico così scoraggiamo la gente ad andarci e ci teniamo i posti per noi, visto che abbiamo lumato almeno altri due itinerari di ampio godimento!). Una roba da orbi che materializzerà la sua efficacia durante la seconda parte della notte.

IMG_7048Alle 5.30 della domenica siamo nuovamente di fronte al cibo; ormai anche nei rifugi gli italiani al comando scarseggiano: comandano loro, ma chi sgobba sono “donne di russia”!! Colazione ricca e voglia di partire, nonostante ci siano dietro l’angolo le solite proprietà nutrizionali della colazione…..mancano solo i kiwj e poi la distanza geometrica che intercorre tra la sedia e la tazza diventa minimale, anzi sovrappondole, coincidono; gli altri ci devono raggiungere sul ghiacciaio (Gonzales e Roger – in realtà scopriremo la presenza anche di Camillo che non fa certo rima con “tranquillo”, visto che alla prima “sua” uscita stagionale non ha mostrato alcuna scalfittura) perché non hanno potuto partire con noi. Li ritroviamo infatti all’altezza del canalone (sud-ovest??) che permette, in maniera assai imprevedibile, di accedere alla parte sommitale del ghiacciaio che poi porta alla Cima di Pejo ed eventualmente alla Punta Taviela.
Peccato che oggi è il 1° maggio 2011 dove, oltre alla beatificazione del mito di Papa Wojtila, di solito la Valfurva è interessata da un raduno…….ecco infatti spuntare più di 70 persone che da lontano sembrano formichine impazzite.
C’è molta altra gente “in sul jazéée”, ma qui le occasioni di toccare cime diverse si sprecano: ci sono i francesi diretti al Colle degli Orsi, i due che attaccano i pendii ripidi e sci alpinistici della Punta Cadini e tutti quelli che si mostrano interessati al San Matteo.
La risalita del canalino è piuttosto tecnica e quindi dobbiamo togliere gli sci e calzare i ramponi, visto che la rampa finale supera di poco i gradi minimali per continuare con gli sci.
L’emozione personale all’uscita del canalino, ancora in presenza del solo panorama e di un caldo sole, è talmente grande che la ricordo volentieri anche adesso!

IMG_7052Le formichine del raduno ce le ritroviamo addosso in poco tempo, come una furia….però in alto ci battono la pista e quindi va bene. Arriviamo in cima con un po’ di stanchezza, ma subito dobbiamo fare i conti con le nubi basse che minacciano. Stretta di mano e foto di rito poi giù veloci, con un minimo di attenzione all’unico punto deve un crepaccio serio sembra essere lì giusto per rovinare il gioco. Anche in discesa il collo di bottiglia è rappresentato dal canalino che all’imbocco si manifesta ardito e quindi richiede attenzione; dopo un po’ di derapage ecco spuntare anche le curve, mentre più sotto si può sciare quasi come in pista.

IMG_7059Risultato: la conformazione geografica della valle permette anche oggi 1° maggio di arrivare praticamente alla dighetta dei Forni con gli sci, anche se gli ultimi cento metri si presentano più come un percorso di sci-estremo che come pista finale di una gita.
Tanta gente e temperatura ideale, non ci resta che sederci ad un tavolo per la birretta e magari per un piatto di bresaola per il Duca e la Duchessa di Chiavenna!!! L’avessimo immaginato prima….li avremmo mandati al matrimonio di William e Kate! Ad un tratto pensiamo ad un materasso per schiacciare un pisolino e ad una bella pentola per cucinarci una buona pasta……beh non ci crederete, ma ci ritroviamo di fronte proprio Mastrota!!!!! Era lì seduto….probabilmente prima di kagar giù qualche pubblicità, oltretutto vestito come se avesse salito la nord dell’Ortles con un set di pentole della Mondialcasa!

IMG_7050I “senza meta” oggi ci hanno fatto meno paura del solito, visto che alle 16.15 eravamo con le terga sul divano o di nuovo in sella ad una bicicletta!
Adesso o si va in quota o è meglio dedicarsi ad altro.
Partecipanti: Stefy, Silvan, Boris, Gonzales, Roger, Camillo e Patajean.
PJ

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