IL PARADISO COSTA FATICA…..MA E’ BELLO !!! Domenica 17 nov’13.

Nuova idea e nuova esperienza in una “laterale” della Val Bregaglia, dopo che Pluto ci ha stracciato i mmaroni con frasi del tipo: “Dài che vemm, dài che g’o bisogn de domila meter de dislivell, insomma dài!” e naturalmente dopo che anche Pippo gli ha dato corda…….

Noi, piuttosto che essere sciolti nell’acido, abbiamo ceduto!

Ne è uscita ancora una volta una parentesi himalayana (e qui le parentesi mi sa che dovranno solo aprirsi…..senza chiudersi per un bel pezzo!!!), necessaria per allenare le “PP”, che stanno ovviamente per Pippo & Pluto. In questi giorni Topolino compie 85 anni, ma qui in confronto si parla di giovincelli.

Partiamo un po’ presto per i gusti del periodo, ma ce la caviamo tutto sommato in maniera egregia, con ritrovo al Porco Diavolo di Chiavenna, bar centrale dove convergono anche Silwan & Stefy. Ci spostiamo di poco……quanto basta per sfrisare l’auto…..e parcheggiamo nei pressi delle cascate dell’Acqua Fraggia, ma non troppo sotto, dove gli schizzi dell’acqua “fregia” potrebbero bagnarci le ali.

La meta è il Lago dell’Acqua Fraggia, circa 1.700 mt sopra le cucuzze, dove solo chi non usa droghe leggere amerebbe tergarsi: eccoci!

E’ un periodo difficile, questo: testa bassa, pedalare, dislivello……..di questo passo arriveremo sì allenati, ma per andare più presto e spediti nello studio di un neurologo!

I paesini di Savogno e Dasile sono semplicemente fantastici, ricchi di sceneggiatura alpina, di costruzioni fuori dal comune, pieni di relax e di case che Dio solo sa come hanno fatto a costruire….alla faccia dei circa cinque metri di distanza che occorre tenere dal wc-no!

Per non parlare delle scale che caratterizzano ed accompagnano l’escursionista nella gita; da un calcolo approssimativo ci siamo sciroppati 2.800 gradini, molti dei quali, occorre riflettere, sono costituiti da enormi massi che qualcuno si è in qualche modo passato in endovena nell’antichità!!!! Come diavolo hanno fatto è forse un mistero: o Obelix non era francese oppure costava poco come interinale, oppure c’è sotto un mistero della fede.

Passiamo vari alpeggi e finalmente arriviamo alla croce che identifica la “cima” del lago, con l’Alpe omonima appena attaccata anche se poco visibile, nonostante sia lì in fianco.  Alcuni di noi ne hanno abbastanza, ma si sa……la fame è tanta e quindi alcuni tentano la sortita verso il Colle del Turbine, che di quota fa oltre 2.400 mt……quindi il dislivello arriverebbe a toccare i 2.100 complessivi. Pippo & Pluto timbrano, ma sono seguiti da lì a poco anche da Riccardo, che di fiato ne ha da vendere. I più, invece, si crogiolano al sole caldo e mangiano la pappa senza cipire.

Dal Colle la vista sulla Patagonia è un attimo…..

Intanto la meteo si configura per le foto di rito, con il classico mare di nubi che si adagia comodo e tranquillo sopra la valle. Da qui si dipanano molti sentieri che portano al Biwacco Walter e Chiara oppure al Galleggione, una cima cmq alpinistica che fa ancora +1.000 mt rispetto a dove siamo noi.

La discesa è solo l’incubo materializzato davanti agli occhi che riflette il pensiero contenuto in un cervello vuoto: il nulla cosmico, quello che una persona di media cultura individuerebbe, se non subito almeno al secondo tentativo, di fronte a gite come questa (e dopo le altre…ndr!).

Ad un tratto pensiamo di avere le traveggole, ma la realtà è ben chiara davanti a noi ed in particolare su un cartello che ci balza all’occhio: ….ci sono indicazioni per il Monte Rosa !!!!!, come si può vedere c’è scritto un’ora, ma “H” per gli antichi voleva significare “1 anno” !!!!

Le giornate sono corte e quindi occorre desciularsi, altrimenti altro che frontale; scendiamo nella vegetazione che assume i classici colori invernali,

con qualche scorcio suggestivo e per finire ci addentriamo nel sentiero attrezzato delle cascate, che ci lascia in alcuni momenti praticamente paralizzati dalla bellezza.

L’angolo della “Laguna Blu” con le muse nude (ed invisibili agli scatti della macchina fotografica!) a fare il bagno per festeggiare la VdS, resterà indelebile nei nostri occhi stanchi.

Le giornate corte vanno bene anche perché non c’è in giro molta gente ed il rientro è liscio come la pelle dei bambini.

Partecipanti: Stefania, Anna, Silvan, GigiM, Guido, Riccardo, Enrico, FrancoN, Paolinux, Pier e Patajean. Oggi praticamente eravamo come una squadra di calcio e potevamo anche scendere in campo…….non l’abbiamo fatto perché non ci si è messi d’accordo su chi fosse meglio in porta!

Alla prossima e….Pippo & Plutto comunque erano nel gruppo.

Patajean

 

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