Il Gruppo del Silvretta come non lo avete mai visto…


“Non ci sono più gli alpinisti di una volta? Ormai in montagna si va solo a pizzoccherare? In montagna si fanno solo vie estreme e i giri classici non li fa più nessuno?”

Tuona così la rivista nel CAI!

Ebbene no! La valle del Seveso, come al solito, va controcorrente e affronta uno dei soliti, banali, noiosi e classici giri nel gruppo del Silvretta. Tiè!

L’importante però è avere la compagnia giusta:

Silvano, il capo-gita, GPS e super-organizzatore del gruppo, ormai in una nuova giovinezza, nonostante la panza.

Stefania, beh, se non c’è la carto-woman non si va da nessuna parte.

Samuel, lo split-boarder del gruppo, che ci trainerà giù per i pendii più immacolati ad assaporare polvere.

Andrea e Matteo, i due grandi alpinsti, che ci traineranno su anche per le pareti più impervie.

E poi ci sono io: il mio ruolo è … ehm… beh, diciamo che nessun gruppo è perfetto …

 

1° giorno: Sabato 19 Aprile 2014

L’idea è di fare una tre giorni (da sabato a lunedì di Pasqua) con due notti alla Chamanna Tuoi con in primis tentare il Piz
Buin, cui rinunciammo due anni fa nella traversata del Silvretta austriaco, a causa del brutto tempo.

Le previsioni danno variabile (naturalmente dopo una settimana di bel tempo…), ma forse domenica si salva…

Partiamo dalle terre nord-milanesi e ci si ritrova a Lecco che naturalmente piove.

Ma, a mano a mano che si sale verso la Val Chiavenna, dove una sostona al Moreschi non ce la toglie nessuno, il tempo migliora e in Engadina sempre più ampi sprazzi di sole.

Il viaggio è meno lungo di quanto pensassi e i nostri eroi giungono a Guarda, ridente paesino di montagna (per gli standard svizzeri, quindi un mortorio!), ove le auto sostano a pagamento ad inizio paese…

Ah, ma dov’è la neve?

Te pareva! Silvano ha sbagliato stagione ed esposizione, infatti il versante Sud del gruppo del Silvretta è, per definizione, esposto a sud e il caldo delle scorse settimane s’è mangiato tutta la neve, quindi prima ci tocca risalire per prati e poi per la strada agro-Silvio-pastorale (dapprima asfaltata e poi sterrata) che si addentra nella Val da Tuoi.

Ci avviamo e passo dopo passo arriviamo a circa 2100 mt prima di calzare gli sci.

Tenete conto che la Tuoi è a 2250, alla fine circa 400 mt di spallaggio,  allimortacci….

In effetti complice il caldo e la poca neve che è arrivata da queste parti quest’anno , i pendii a sud sono belli pelati.

Lo zaino è bello pesante: forse ho esagerato con il cibo e i libri da leggere …

Il sottoscritto è ottimista e tiene gli sci in mano, sperando che presto si riescano a mettere ai piedi, ma ha sgarrato tutto e dopo quasi un’ora se li lega allo zaino.

La strada risale la val da Tuoi su idilliaci paesaggi e comincia ad apparire la neve.

Mi faccio una sosta su una bella panca e lascio andare il gruppo per godermi il paesaggio.

Quindi finalmente la neve c’è e si possono mettere gli sci.

Giungo quasi alle 16 al rifugio, 8 km per 770 mt di disl,  gestito da un gruppo di giovani ragazze che ci riempiono di regole regolette raccomandazioni, nozioni informazioni che sembra di essere in un rifugio italiano ….

 

Sistemiamo le ns. cose in camera e ci facciamo due belle birre  con quelle cavolo di patatine in confezione topogigio alla paprika e approfittiamo pre ammirare il Piz Buin Grond con alla sinistra il Piz Buin Pitschen ed immaginare la gita di domani… in modo da tirare ora di cena che ci dicono essere alle 18,15.

Ci sono vari di gruppi di sci alpinisti: tra questi alcuni sono forse guide con clienti, che stanno facendo le prove dell’indomani e se li legano ben stretti al guinzaglio.

Il rifugio è molto funzionale, carino, efficiente…

E con fantastici gadgets!

Scambio qualche parola con un gruppo tedesco, fuggito dal Bernina alla ricerca del bel tempo, che domani proverà Jamspitze e Dreilaenderspitz.

Si magna la tipica cena schwizzera in cui non si capisce che cosa c’è, ma quando si ha fame si mangia tutto. Comunque in generale sembra che oggi ci sia brodino e pasta… il dolcino è un po’ pochino, ma vabbè!

Al Borelli, così Andrea e Matteo dicono, si mangia ancora meglio! Dovrò provare ad andarci un giorno…


2° giorno: Domenica 20 Aprile 2014 (Pasqua)

Dopo una notte un po’ turbolenta, dovuta alle due birre di ieri sera e ai ronfatori professionisti, è giunta l’ora del momento più bello della giornata: la colazione.

Però il becchime da gallina soddisferebbe il mio galletto (che è rimasto a casa… sigh!), ma non completamente il sottoscritto che comunque si riempie per bene la panza (anche se, penserete voi, non si direbbe…).

Oggi la giornata è splendida: non c’è una nuvola in cielo, quindi puntiamo in primis al Piz Buin Grond e se mai dopo al
Silvrettahorn.

Partiamo alle 7:15 e risaliamo a zig-zag il ripidino pendio che punta diritto al Buin Pitschen, aggiriamo le pendici del Plan Mezdì che ci immetto nel ghiaccio La Cudera per raggiungere con pendio ripidino la  Fourcla dal Cunfin

La schiena di Andrea fa Giacomo Giacomo come ieri, ma lui vuole tenere duro…

La pancia e il fisico in generale di Stefania fa ancora più giacomo giacomo…

 

Dopo il ripidume si gira verso sinistra e si affronta un falsopiano aggirando le pendici del Plan Mezdì che ci immetto nel ghiaccio La Cudera  per contornare da sud ovest il Buin Pitschen, proprio davanti al versante nord del Piz Fliana.

Giunti alla sella lo sguardo spazia verso il maestoso Piz Linard, la cima più alta del gruppo del Silvretta!

Traversiamo in falsopiano verso un’evidente sella, ma vengono su dubbi su dubbi e dopo un’occhiata al GPS realizziamo che la Fuorcla dal Cunfin è sulla destra, quindi verso di qui traversiamo con un ultimo ripido pendio in salita e giungiamo alla sella, dove un mondo fantastico con vista Buin ci attende…

Qui Stefania, dato che non sta bene, ci lascerà e tornerà indietro.
Un’ultima occhiata al Piz Linard …    … e poi giù!

Il ripido pendio sotto di noi ci crea qualche piccolo turbamento chi a piedi e poi con un bel scivolone in un mare di polvere scende giù chi , togliendo le pelli fa 4 curvette,  arriviamo nell’immenso Ochsentaler Glacier  sottostante.

Siamo sul versante austriaco e lo sguardo spazia dal Silvrettahorn al Buin!

Ma siamo anche su ghiacciaio, quindi ocio…

Giungiamo quindi alla sella tra Buin Grond e Pitschen: diamo un occhio al ripido pendio verso sud che potremmo affrontare al ritorno…

E così abbandoniamo sci e zaini e affrontiamo il primo pendio ripido a piedi neve e roccette che con 250 mt di disl. ci faranno raggiungere la cima.

Nulla di che, ma quando si gira a destra per fare il primo caminetto lo sguardo verso sotto è un po’ impressionante e i panorami si aprono…

Ci sono 3 anelli per le soste utili sia per assicurarsi in salita, ma anche per la discesa in corda doppia.

Fuori dal primo camino Andrea è concentrato…

 

qui si aprono bei panorami…

 

Ancora pochi passi…

 

… e siamo in cima! 3312 m, la seconda cima del Silvretta dopo il Piz Linard.

Il paesaggio è fantastico,

 

Ma la discesa ci attende: due doppie facciamo per scendere i due caminetti…

 

E poi ritorniamo alla sella…

Non è tardi e abbandoniamo l’idea di fare il canale sud tra Buin Pitschen e Grond, quindi proseguiamo in direzione
Silvrettahorn!

Ma Andrea soddisfatto della gita e provato dal mal di schiena decide di ritornare: per tornare sul versante schwizzero del Silvretta affronterà una forcellina vicina a quella dell’andata.

 

Noi invece raggiungiamo la forcella tra Egghorn e Silvrettahorn.

 

da dove si hanno bei panorami su Buin Grond, Pitschen e lo stesso Egghorn….

 

Silvano dice: “è un po’ tardi, invece del Silvrettahorn potremmo fare l’Egghorn”, ma Samuel e Matteo vogliono provare.
C’è un supertraversone e con neve tendente al marciotta, Matteo non si fida della discesa, io non mi fido della salita e propongo: “voi due proseguite pure, Matteo ed io facciamo l’Egghorn!”.

E così facciamo… siamo qui per divertirci!

Riscendiamo per il breve pendio percorso prima e risaliamo per l’Egghorn.

 

La tanta neve fresca e la traccia ultra ripida su pendio molto ripido, ci inducono a fare una nuova traccia (facendo però una bella fatica…).

Arriviamo alla sella e ritroviamo il Linard!

Un po’ di pausa, mangiamo un attimo e indossiamo i ramponi. La cima dell’uovo ci aspetta:  un bel passaggio spettacolare sulle rocce…… e poi cresta nevosa finale!

Il giorno di Pasqua non si può non fare la Cima dell’Uovo! E Matteo e Boris sono i primi della Valle del Seveso ad affrontare questa angusta cima!

 

 

Silvano e Samu ci racconteranno .

L’adrenalina aumentava, e , sia l’orario che le nuvole,  ci mettevano un po’ di apprensione ma con calma affrontavamo il traverso che con un passaggio delicato per via di un salto di roccia ci portava al pendio finale che percorrevamo abbastanza agevolmente fin sotto le roccette finali.

Ci scambiavamo uno sguardo come per dirci : cominciamo a salire e poi per la discesa vedremo!!!!

Eravamo gli ultimi e realizzavamo che avremmo chiuso poi noi la porta del maestoso SilvrettaHorn.

Alla base si scorgevano piccolissime sagome che sciavano nel Silvreattagletscher che ci facevano ancora di più capire che una scivolata ci avrebbe costretti ad arrivare fino in basso e, vista l’ora e la fatica, la cosa non ci faceva molto piacere.

Guadagnavamo velocemente la cima facevamo le nostre foto di rito e poi giù, al deposito sci.

Calzati, gli sci io, la tavola lui , lo guardo e gli dico: pronti ?

Mi faceva un cenno di “si” e allora partiamo, le prime curve sono sempre le più adrenaliniche dopo la confidenza e il godimento arriva.

In breve raggiungevamo il traverso , lo percorrevamo con attenzione ma in men che non si dica giungevamo alla sella.

Scendevamo in basso dove avremmo ripellato e affrontati gli ultimi 100 mt che ci separavano dal passo dove da  lì avremmo preso la strada del ritorno.

 

Riusciamo a salire abbastanza agevolmente grazie anche alla traccia fatta da Boris e Teo.

 

Tolgo le pelli e , già che son lì mi dico perché non fare anche l’Egghorn? Chiedo a Teo e mi dice che sono  circa 10 minuti, allora via vado,   guadagno la cima pensiero rivolto all’alto che di lassù mi guarda e assaporo la grande soddisfazione :  non mi era mai capitato di fare 3 cime in un giorno e che cime ragazzi !!!

Poi anche Samuel raggiungerà la forcella e scendiamo tutti insieme, non prima di aver fatto un breve saliscendi al passo di Mezdì. (e io gliela menerò a Samuel per non averla fatta per i prossimi 10 anni…)

Ridiscendiamo quindi per il percorso di salita e raggiungiamo il rifugio alle 17.00.

Da GPS avremo 1700 mt circa di disl per 17 km.

Che giornatona…

Si festeggia con una mangiatona con superbrodone rosso, simil-pizzoccheri, carnina e verdure rosse e due birrozze!

 

3° giorno: Lunedì 21 Aprile 2014

Dopo un’altra notte turbolenta i nostri eroi si alzano e vedono che il tempo non è un granché, anzi…

stanotte ha fatto qualche cm di neve fresca, ma poche centinaia di metri sopra il rifugio c’è un bel nebbione, quindi facciamo colazione con calma e aspettiamo che si apra un po’, ma niente.

 

Abbandoniamo i sogni di gloria: niente Fliana (la proposta per tempo bellissimo) e niente Jamspitze (la proposta per tempo decente): non vale la pena fare 300 m e poi immergersi nella nebbia, quindi scendiamo giù.

 

Scendiamo è una parola grossa…

Un po’ di traversi, una decina di curve e poi bisogna mettere gli sci sullo zaino, perché la neve non c’è…

L’idea per oggi è scambiare la pellata con la pizzoccherata (così la rivista del CAI è contenta…).

 

Quindi dopo un bel giretto nel ridente paesino di Guarda, i nostri eroi si proiettano verso la Val Chiavenna alla ricerca di un pizzoccherificio che ci voglia accogliere …

 

 

 

 

 

finalmente nella cittadina di Colico sul Lario riusciamo a trovare un posto dove sfamarci.

Ripartiti, giunti a Lecco (dove ovviamente piove…) ci salutiamo dandoci appuntamento per la trasferta del 2,3,4 Maggio.

Grazie a tutti per la bella compagnia. E alla prossima!

Boris , Andrea, Teo, Samu, Stefy e Silvano.

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