I PENDOLARI DELLA VAL MAIRA – 22/23 FEB. ‘14

· Cime: Sabato 22/02 Monte Midia 2.341 mt + traversata Monte Estelletta 2.318 mt; giro circolare da Ponte Maira a Chialvetta. Domenica 23/02 Monte Ruisass 2.736 mt, con passaggio dal colle Cappel a 2.350 mt circa.

· Zona: Val Maira, Piemonte (CN)—–Acceglio come Campo Base.

· Distanze complessive: ca 12,5 km per giornata; DSL 1° giorno: 1.000 mt, 2° 1.300 mt.

· Difficoltà: nessuna in questo weekend, ma non serviva averne!

· Caratteristiche: manto nevoso ben consolidato, copertura notevole; dura sui pendii a N-O, con rammollo da godimento su quelli S-E. La sezione centrale del Ruisass ha creato la giusta emozione in tutti.

Per la prima volta e dopo lunghe insistenze del nostro Boris, finalmente in questo weekend di febbraio e dopo lungo peregrinare lungo le autostrade di Lombardia e Piemonte, siamo riusciti a realizzare il nostro ambito viaggio in Val Maira…….tranne lui che non c’era! Guardando la cartina, ci sono almeno 200 itinerari, da quelli per gli schizzinosi a quelli per coloro che hanno il palato più fino. C’è un bel libro sulla Valle ed alcuni di noi l’hanno preso facendo un buon affare con linee per tutti i gusti!

Dopo la stagione dei Monsoni e la neve industriale delle ultime settimane, veniamo premiati da una meteo fantastica che ci ha permesso di realizzare quanto avevamo in programma. Il viaggio in auto è veramente lungo, tenuto conto che quando si arriva ‘la verza è ancora da sfogliare’; e se non fosse per la sosta fatta in autogrill, la riga del kulo a questo punto non sarebbe più al suo posto…..cercarne una va bene, ma non trovarne più vent’otto potrebbe diventare un caso medicale!

Nota degna di nota: ci siamo fermati dopo circa 1.000 km solo perché Giuseppe nei suoi viaggi inter-Continental conosce le salsicce migliori e la pancetta più buona del Piemonte. Solo l’area di servizio di Marene va bene, il resto non va bene neanche per MasterCard.

Sfrecciando in fianco al Monviso arriva ad un tratto la città di Cuneo; c’è l’uscita Nord, quella Sud, ma noi scegliamo quello ‘di slittamento’, più consono a noi e che ci porta velocemente a percorre paesini sperduti e trafficati, fino a quando la Val Maira compare prima sui cartelli marroni e poi sotto il battistrada della carovana, in un tortuoso flusso di curve che conducono ad Acceglio. Che lavoro facciano i suoi abitanti non si sa, però ci vivono e quindi ancora oggi si può fare.

Le mete in questa giornata di sabato sono due cime tranquille e quindi ci mettiamo in moto appena possibile e non appena gli autisti sono di ritorno da un piccolo spostamento necessario a garantirci il rientro da Chialvetta, in modo che la gita possa dirsi circolare a tutti gli effetti. Saliamo al Monte Midia e poi traversiamo al Monte Estelletta, cime panoramiche al centro dell’anfiteatro. Nel bosco tutto tace, tranne il fiatone, in cima tira vento ma è tutto piacevole! Strette di mano, foto alle cime vicine (ricordiamoci tutti ‘che la Cina e vicina, ma il Ticino è più vicino’!)

e prima Cerimonia di consegna ufficiale del Cucchiaio di Legno (la consegna è agli ultimi arrivati di ciascun gruppo);

poi via verso la discesa, non prima di studiare la ‘grangia’ dove fare truna e scavo, le lezioni scelte per il pomeriggio. Ci fermiamo dove il sole scalda ancora le terga e dove il condono edilizio è ancora una realtà. Qui il Gonza si dedica allo scavo ed alla tecnica necessaria a velocizzare una fase comunque complessa e che ‘attacca’ minuti preziosi al recupero in valanga, mentre dalla parte opposta l’Architett-Inox si prodiga nella costruzione della truna. Sempre affascinante e con novità da capitolato aggiornate, quest’ultima viene fatta in poco tempo ed apprezzata anche da sconosciuti in pellegrinaggio nei dintorni con le ciaspole. Interessate più a Clint o alla truna?, non si sa…….quel che è certo è che non potevamo certo lasciar lì tutte e due, con San Valentino passato da poco e tutti i rischi annessi.

Da notare anche la presenza, non passata inosservata e tendente al ‘disturbo della quiete scolastica’, degli himalajsti (si celano ormai sotto un unico nome: Pier-Paolo!), che hanno scelto l’igloo e l’hanno testato bi-locale, con finestra sul wc-no!

Quando l’ombra comincia a fare a legnate con il sole per il confine, decidiamo di scendere in valle a Chialvetta, ridente e poco splendente paesino posto in kulandia, dove vediamo da vicino la locanda dove saremmo dovuti stare la prima volta che abbiamo telefonato.

Dopo esserci rifocillati, partiamo alla volta del nostro albergo, dove troviamo tutto quello che ci occorre: calduccio, letto Luigi XVI, cesso antico e trucioli e/o pellets da resegare. Ceniamo tranquillamente e poi kaghiamo-giù l’idea della cima della domenica, che resta nell’aere sin circa alle 23.00, quando il mai-domo Pier, dopo aver consumato moquette, scale e fotocopiatrici di tutto l’albergo, non convince anche il Gran Visir delle Marmotte a suggerirci alternative, nonché a buttare giù dal letto il sottoscritto per il convincimento finale.

Nasce l’idea; in fondo lo scialpinismo è molto simile al disegno: l’idea nasce in zucca, si trasforma in traccia ed alla fine rimane scolpita in giro. La moltitudine si alza convinta di andare a destra ed invece si va a sinistra. Dal Bric Boscasso si passa al Monte Ruisass, sopra Acceglio.

Dopo la colazione….e la cacca, ci prepariamo scarponi e sci-muniti e premiamo anche Clint Meroni con il Premio di Capo-Cantiere 2014, per le migliori costruzioni in itinere a prescindere,

poi ci portiamo a Colombata, ex città del lardo, dove lasciamo i furgoni in tempo visto la fiumana di gente in arrivo. Partiamo sci ai piedi non appena fatta la prova Artva e, dopo l’Angelus del Giuseppe arrivato puntuale con quello meno famoso di Piazza San Pietro, finalmente prendiamo il largo verso la cima, che ci aspetta dopo quasi 1.300 metri dislivello positivo.

Ci sono dei punti di riferimento indelebili in questa seconda gita: il “boschetto quadrato che tanti bei ricordi ha riportato”, il colle della speranza ed il pendio finale. Il versante solivo è omogeneo, la caldazza stufa, ma è meglio del freddo e la stanchezza taglia le gambe proprio sull’ultimo tratto, che tira. Ma nessuno molla e quindi verso le 12.30/13.00 tutti i remolazzi arrivano in cima per ammirare panorama e per festeggiare insieme.

Seconda cerimonia di consegna del cucchiaio di legno. Bevutina e poi giù, visto che dopo la resistenza della salita occorre la potenza per la discesa. Sostanzialmente una discesa a ‘mille-sfoglie’ con tre strati: il primo piuttosto crostoso e duro, il centrale con neve fantastica e l’ultimo con marmellata ancora non-confettura, ma sciabile.

Ma avete visto i coniugi SS come vanno veloci da quando hanno alzato i para-orecchie????…Dài più velociiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii !!!!

Verso le 14.00 siamo nuovamente a Lausetto, dove ricomponiamo noi stessi ed i furgoni e dove iniziamo la lunga discesa verso l’autostrada, alla ricerca di un posto dove appoggiare le chiappe e digerire qualcosa, visto che il nostro albergo nel frattempo ha venduto tutto ai ciaspolatori, che anch’essi numerosi e mai stanchi, hanno preso possesso di tutta la Valle.

Dobbiamo aspettare a lungo prima di trovare un bar disponibile, ma per noi c’è sempre la sorpresa. Questa volta è stato il fatto di avere una sola persona che doveva preparare birre, panini ed affettati per 28 leoni inferociti! dopo le lacrime, il convincimento; dopo lo scoramento, l’esaltazione, dopo i mutui con tassi da usurai, la fortuna dell’incasso, dei trend mai visti…..e della quotazione in Borsa a Wall Street. Mai nessun bar ha bruciato simili tappe e con una sola cameriera in servizio! E’ di stanotte la nomina ad Amministratore Delegato di questa puledra di razza, con biglietto omaggio e visita in pellegrinaggio anche del fondatore di Facebook. Altro che economia in crisi. E comunque ancora una volta la Silicon Sevess Valley in prima fila a far girare l’economia mondiale dell’agro-alimentare.

Nonostante la buona volontà del Birrajo Giulio, del Capo-Sala Gonza e della Hostess di bordo Anna…..non c’è stato nulla da fare, non li hanno voluti. Però in cambio di loro tre, che siam riusciti a riportare a casa, ci sono 850 nuove assunzioni in Val Maira all’ufficio di collocamento di Acceglio. Più che cucchiajo di legno, qui c’è il cavalierato e la medaglia d’oro che se la giocano.

Ci salutiamo e qui un episodio che non può non essere citato: che Serpiko sia ormai entrato nel gergo della Valle del Seveso è un fatto noto anche ad Hollywood; ora, non ha ancora scritto pagine di storia, ma sicuramente un numero di pagina del libro è suo e questo è dovuto alle sue doti di Trasformista. Durante il Corso è Serpiko, ma durante la settimana diventa Persiko semplicemente anagrammando il nome. Il Pier non poteva sbagliarsi meglio ed ha risolto anche il rebus alla “Bartesaghi”! che roba.

Rimane un altro weekend incredibile, vissuto in pieno sole e con grande armonia ed anche con tanti premi e riconoscimenti. Il Corso è quasi finito, ormai manca solo un prolungamento voluto e deciso in considerazione del meteo infausto di Gennaio.

Un saluto credo lo meriti anche Mirko, al quale abbiamo risparmiato l’invio delle foto del Quarto di Bue cenato, dello Stinko di Brontosauro colazionato e del Tiramisù al Cinghiale prima del ruttino; il glu-kagone, benché un bel ricordo, farà veramente il suo dovere etimologiko nei prossimi giorni. Anche questa è una delle tante diete dello scialpinista.

Partecipanti (28): i Glu-Kagoni Laura, Marta, Roberta, Max T, Max A, Andrea D, Matteo, Giovanni, Serpiko, Andrea S, Riccardo, Davide, Gabriele, Giamba, Tommaso, Giulio; istruttori: Stefy, Anna, Max, Giuseppe, Silvan, Gonza, GigiM, Pier, Inox, Samuel, Paolinux e Patajean.

Allo stadio fanno la OLA, invece noi facciamo….

…..HHHHHOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLA!

Arrivederci Val Maira, visto che i prezzi sono molto competitivi rispetto ai rifugi ed anche i caschi tifano per l’Italia per i prossimi mondiali di giugno; ecco i nostri tifosi in curva…..

Alla prossima e adesso a giovedì, con serata a tema.

Patajean

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