I NOSTRI PRIMI QUARANT’ANNI: Valle del Seveso.

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Il 30 settembre 2018 è stato il nostro Tacchin-Day, ossia il nostro Giorno del Ringraziamento. Sono passati ben quarant’anni da “Quel Là” che ha fatto scattare l’idea, ma se guardiamo all’entusiasmo di alcuni non sembrano passati poi così tanti anni. Se troviamo ancora il modo di ‘litigare’ su chi ha avuto per primo la lampadina accesa o su quale sia stato il Gruppo di Illuminati da cui è partito tutto, vuol dire che siamo ancora all’inizio…..

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Bella festa ieri per il 40^ della Scuola Intersezionale Valle del Seveso, presso i Piani di Bobbio. Sono accorsi numerosi (ma possiamo fare meglio) gli istruttori, i soci delle sezioni aderenti e gli allievi del corso alpinismo base 2018, intervenuti per l’occasione nell’ambito di un’uscita pratica ideata proprio qui.

In realtà la convergenza di tutto e tutti presso i Piani di Bobbio e sul complesso calcareo Zucco Barbesino / Zuccone Campelli / Pesciola è stata studiata con anticipo, per permettere a tutti di intervenire e sfoggiare le proprie intenzioni fra escursionismo, ferrata, arrampicata in falesia e……ultimo ma certo non meno importante, l’assalto al vassojo! E’ notizia certa: da uno studio fatto in Wisconsin in America – le kazzate di solito arrivano tutte da lì – la fame nel mondo è un fenomeno più accentuato nei paesi in cui non c’è crisi alimentare; sembra che il profumo del cibo, ma ancor più la sua visione creino un meccanismo tale da far litigare la giugulare con il primo embolo pronto a partire. Il tutto porta l’individuo a contorcersi sino al punto di dover raggiungere il cibo per ingerirlo e portarlo direttamente nel luogo della rissa.

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L’edilizia è in crisi, si sa; tuttavia un modo per renderla nuovamente competitiva e trascinante per tutti gli altri settori c’è: ripristinare cenge e canali che si sfasciano o lasciano cadere frigoriferi in ogni dove. Sarà il versante nord, sarà il permafrost, sarà la gravità……però du ball.

Il Generale Custer sta a Little Big Horn come il Rifugio Lecco sta all’anfiteatro dei Camosci, mentre noi sembriamo i migliori pellerossa rimasti in circolazione; basta un attimo e siamo tutti allineati su cime e creste. Al segnale convenuto viene sferrato l’attacco e tutti giù alla Lecco per festeggiare ufficialmente intorno alle ore 14.00: dal Corso A1 sulla ferrata Pesciola, alle sezioni di Desio e Barlassina in missione sulla ferrata Minonzio, passando per i Mughi percorsi dalla sezione di Seveso e per finire all’arrampicata svoltasi alle Placche delle Marmotte nei pressi del rifugio. Unico vero obiettivo, in realtà, era di posizionare la bandiera sul vassoio del ben di Dio fornito dalla mitica Eugenia (ndr: nel lontano 1995 il rifugio non era stato ancora restaurato, ma il vero motivo di tale intervento era dovuto proprio alla VDS; nell’estate di quell’anno infatti, durante un corso base di alpinismo, gli allievi erano talmente tanti che non è stato possibile dormire tutti nelle stanze. Alcuni hanno dovuto dormire (!) in sala da pranzo e sotto i tavoli. Dormire è stato un parolone perché qualcuno ha russato talmente forte che han dovuto rifare il rifugio; non diciamo CHI, ma sicuramente lui ricorda molto bene……e sappiamo essersi ricordato anche ieri.

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Momento topico è stato invece quello svoltosi alle 14.00 con cerimonia ufficiale di ringraziamento: Maurizio prima e Gabriele poi, in modo particolare e sempre ben articolato, hanno messo in evidenza l’importanza di appartenere ad una Scuola, i sacrifici compiuti in tutti questi anni, la dedizione ad una materia sempre più complessa da qualsiasi parte la si guardi. Ringraziamenti ad alcuni istruttori non più presenti per motivi ‘più elevati, ma ancora incomprensibili’, sprone a garantire da parte degli istruttori stessi un maggior legame fra Scuola & Sezioni e discussione di come migliorare in una realtà complessa come quella Intersezionale sono stati gli argomenti principali. Il tutto ribadito dai Presidenti di Sezione, attenti alle risposte che gli istruttori sanno dare non solo nell’ambito locale, ma nella trasversalità che dovrebbe esistere ed essere veicolo di aggregazione e bacino di ricarica.

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Peccato per tutti quelli che non han potuto essere presenti e per gli assenti: la Scuola ha dato veramente tanto a tutti noi e portarla avanti deve essere motivo di orgoglio.

Oggi abbiam fatto gli anni e gente come noi non poteva spegnere candeline, al massimo ci poteva salire sopra. Adesso ci aspetta, come se non facesse parte di questa passione, una strada un po’ in salita ma basta veramente poco: ieri c’era nebbia nei pressi del rifugio, ma è bastato alzarsi di qualche centinaio di metri per ritrovare un sereno paura-&-panico, di quelli capaci di darti emozione, di quelli che spesso ritrovi alzandoti di quota e quando meno te lo aspetti.

A nostro modo abbiamo onorato una data importante; non dimentichiamo che alcuni di noi sono addirittura all’estero per festeggiare o per trovare ulteriori motivazioni: il nostro Paolinux, per esempio, che per la terza volta ha avuto la forza di tornare in Nepal per affrontare una cima di 7.100 mt……il cui nome fa subito capire le sue intenzioni: “Slunga-i-mann”!).

Anche noi allunghiamo le mani per un abbraccio a lui e a tutti noi, per tenere alto lo striscione della Scuola e per metterci nuovamente al lavoro.

Ringraziamenti speciali a Maurizio, a Gabriele, ai Presidenti di Sezione, a tutti gli intervenuti, agli istruttori ed alla Voglia di Continuare.

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by Patajean

 

 

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