FIOCCO BIANCO – Domenica 27 Gennaio 2013.

1° Uscita Corso SA1: Pian dei Cavalli (Mesolcina -Valle Spluga) mt. 2160

Dislivello: 893 mt….misurati sull’unghia;

Difficoltà: MS

Neve: soffice, modello Farina “00”…..pronta sullo scaffale e purtroppo o, per fortuna, non insacchettata!

Dopo la prova in pista di settimana scorsa, ecco il vero “incomincio” dell’SA1 2013: è nato alle 8.54 minuti di questa domenica, pesa 10 kg e per il momento cresce bene……è un po’ inquieto la notte, ma è normale i primi tempi!

Attaccato il fiocco bianco al parcheggio della Renault, partiamo in massa chi col potente mezzo di Renzo, chi in auto, accompagnati da centinaja di auto e dall’incubo del rientro: ormai la neve è come il cagnotto sull’amo del pescatore sportivo. Gettato in acqua, viene raggiunto da migliaia di pretendenti.

Il freddo è ancora intenso la mattina presto, ma la velatura attesa sulla Valchiavenna renderà ben presto più mite la giornata; l’itinerario prescelto è il risultato di una valutazione attenta e mai banale, con un occhio buttato sul versante ideale e sulla lavorazione del sole nei giorni precedenti e l’altro sul pensiero di una discesa “in fresca”, almeno in questa prima parte di stagione…..

Partiamo con assenza quasi totale di fondo e riscontriamo lo stesso trattamento per quasi tutto il percorso; dopo le prime classiche spiegazioni i tre gruppi si immergono nel bosco alla ricerca di una traccia che non ha nulla di originale, visto che il percorso è martoriato dai ciaspolatori che sembrano essersi riuniti tutti qui (dicono che fossero i 70.000 spettatori che il sabato erano a Kitzbuhel per la libera della Streiff…..di ritorno dall’Austria, hanno pensato bene di romperci il packaging sino in fondo). In effetti i ciaspolatori quest’anno li abbiamo anche noi, nel nostro gruppo, ed in alcuni casi salire dietro di loro è come camminare “nelle macerie”!

Salgono in silenzio, talvolta lanciano latrati tipici di chi soffre di cervicale e fanno a legnate coi cespugli quando “l’assistente di volo” non garantisce la rotta ideale, visto che le ali ogni tanto interferiscono con la traccia di salita; e pensare che anche nel superamento di un paio di persone lungo il tracciato, hanno rischiato di prenderle a sberle con le ali che fuoriuscivano dalla carlinga.

Non bastasse, il Ronz traccia nel bosco e delimita “le frasche” che lo caratterizzano, spesso dimenticando che molti allievi quest’anno salgono “apparecchiati” da snow-border: una decina di sedie, una tovaglia lunga ed un paio di bottiglie dell’annata giusta, potrebbero all’improvviso nascondere un festino in quota di tutto rispetto!!!

E’ la prima gita e quindi non possiamo esagerare con il dislivello, ma nonostante questo sentiamo, ogni tanto, lo scricchiolìo delle menti “allieve” e qualche non tanto lontano desiderio di veder presto terminare la salita…..’sti giovani….

Arriviamo sul pianoro che caratterizza “la cima”, verso le 12.50 dopo aver visto alcune delle valutazioni fondamentali che si fanno durante una salita; poi stretta di mano, scoregge a go-go nei calzoni e temperatura che ritorna “mediterranea” prima della discesa.

La prima parte della discesa è ben sciabile, nonostante la presenza di “gonfie” ben nascoste, poi la neve assume sembianze più complicate per via dell’azione del vento ed infine si presenta finalmente come sullo scaffale del supermercato……a questo punto i 26 cavalli si trasformano ed il turbo entra in azione. In realtà, prima di questo godimento inguinale, l’azione è subordinata alla manovra di ricerca dell’Artva, nella sua più semplice, per il momento, applicazione.

Da qui inizia il bosco e la verifica delle ottime capacità dei Brutti Kuli iscritti; bisogna dire che la padronanza degli attrezzi è ben presente ed anche i ragazzi con la tavola ne danno dimostrazione!

Ogni tanto bisogna pur tener fede all’etimologia del proprio nome……e quindi: Patapam!!!!, con il faccione in neve fresca ed uno sci soltanto all’appello. Inizia così un volo del sottoscritto che, per qualche secondo sembra risolversi in un nonnulla, ma col passare dei minuti diventa un incubo, visto che l’altro sci non vuole saperne di tornare in superficie…….rastrelliamo dai 10 ai 20 metri quadrati di neve senza sosta e fortuna (se ci avessero visto i “vecchi dell’Alpe”, avremmo avuto sicuramente chances al Collocamento di Chiavenna), fino a dubitare che sia possibile il ritrovamento. Si passa dalla birretta al normale incitamento a cambiare l’attrezzatura…..dimenticandosi però che in mezzo, oltre al mare, ci sono ancora un trecento metri di discesa da percorrere, dove anche gli scarponi potrebbero per una volta capire cosa vuol dire “essere lisi”…..finalmente dopo circa 15 minuti di “olio di gomito e di wanga”, decidiamo di sondare l’orto creato: stiamo preparando tutto come da manuale, quando all’improvviso e con il solo uso delle mani, riscontro la presenza di un oggetto non identificato, ma tipicamente “lungo” e appena a walle del termine del volo! Risolto il dilemma e caricata in spalla la gerla d’insulti, così come già recentemente avvenuto tra l’altro nella stessa zona, riprendiamo il cammino verso le auto.

Scendiamo finalmente sino ad Isola, dove risentiamo felici alcuni rintocchi di un campanile che, negli ultimi anni, sembra scandire l’inizio dei nostri Corsi!

Ci ritroviamo quindi tutti al Cardinello per una bella Birra Ronzetti…..mandiamo pure l’Onda Ronzetti”!

Beh, cmq possiamo dire almeno “due cose” per questo inizio Corso 2013:

1. “Che BBello che è….!!”

2. “Diaul Porku che livello tecnico…”

A casa veloci per la seconda domenica consecutiva, a dispetto del traffico mattutino e dell’abitudine.

La Passione è un dono!

Partecipanti: Raffaele, Simone, Marco, Roberto, Andrea, Giorgio, Giovanni, Alessandro, Dario ed Ermanno per gli allievi; Stefania, Anna, Silvan, Gonzales, Ronz, Boris, Renzo, Barney, Mirko, Samuel, Giuseppe, Faustino, Diego e Patajean per i “seniores”……uniti al Gruppo anche Trallallero ed il Conte Ponti, ormai “parti integranti di questo bel puzzle”!

Notevole.

A presto, ma soprattutto a giovedì in sede…..chi non c’è….l’è un sakuciùn.

Patajean

 

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