FERRATI IN MATERIA: SICURAMENTE!

W LA REPUBBLICA! LAGENTAL 17 AGOSTO 2012. Venerdì 17 agosto e sentiero n° 17…..alla faccia della cabala. Prima di tornare dalle ferie e, dopo innumerevoli  giri qua e là, abbiamo deciso di provare “insieme” la ormai quasi mitica Ferrata Pertini in Vallunga.
Le Dolomiti sono Patrimonio dell’Unesco, ma anche un po’ della Brianza, vista la presenza di molti abitanti di questa zona, che in agosto sono soliti svernare nei Monti Pallidi!

Con Ale e Stefano Nicchio siamo alle 7.45 all’entrata del Lagental….in perfetto orario, se non fosse che una mandria di vacche dolomitiche ha deciso di intralciare il passo ed il raggiungimento del parcheggio. Qui i pastori se ne infischiano della gente (forse a ragione, ma anche no!) e le vacche fanno anche peggio: sembrano adolescenti incazzate e spavalde che sfidano i gitanti a colpi di indifferenza e, ogni tanto, usando armi “letami” che inducono prudenza e lontananza……

Fatto sta che ci impieghiamo più a percorrere circa 600 mt in piano che non a scendere da Passo Gardena!

Sono giorni belli, quasi sempre con un sole caldo e per un’estate che da queste parti ha regalato il massimo; oltretutto ho assistito finalmente ad una scena degna di nota: Gatto Silvestro e Willy il Coyote si sono finalmente stretti la mano ed hanno conquistato Titty e Beep-Beep!!!!!!!! L’episodio è avvenuto nei boschi di Colfosco, in prossimità delle cascate……..firmavano autografi e tatuaggi a tutti!

Al di là di tutto, partiamo imbragati verso le 8.20, quindi molto presto, ma vogliamo evitare la calca e la coda….insomma siccome tutti ne parlano bene, noi vogliamo godercela e sarà esattamente così: bellissima. Verticale, esposta e con un senso notevole del percorso; inizialmente ideata di fronte al vecchio Presidente Pertini, avrebbe potuto benissimo essere una via di arrampicata; forse con questo percorso hanno ciulato proprio una via ed è il motivo per cui molti sono inkazzati. Non che le ferrate siano il massimo, anzi; però con questa era giusto provarci, è ormai molto rinomata e a ragione.

Noi tre siamo quasi i primi a toccare la roccia oggi, ma ben presto la calca umana arriva. Il percorso è molto arrampicabile e non pone difficoltà particolari, se non la continua esposizione, notevole in alcuni punti. La scala che attraversa da un costone all’altro e i diedri finali ne sono un esempio!

A tratti i rumori scompaiono e si sentono laggiù solo le solite “vecchie” vacche al pascolo con lo scampanellìo inconfondibile dolomitico (qui scombinato e identificabile perfettamente a differenza di quello svizzero, dove le vacche “suonano” a coppie di cinque….quindi lo definirei armonico!).

Il problema per me è la sonnolenza improvvisa; ci sono tre cose che mi inducono sonnolenza improvvisa: le vacche che suonano al pascolo, il campanile dolomitico con quella melodia sinuosa e il rumore del ruscello con l’acqua che scorre!!!

Per fortuna e, grazie alla verticalità, riesco a non appisolarmi…..

Usciamo sotto il rifugio Stevìa, che rappresenta un piccolo gioiello di legno e poi ci dirigiamo verso il Rifugio Juac. Chi avesse la possibilità di effettuare questo percorso non se lo lasci sfuggire; sentieri che sembrano oasi e paesaggi unici con le Odle ed il Sassolungo sullo sfondo a completare l’opera fotografica.

 

Purtroppo le cose belle finiscono……anche perché al mio ritorno ho visto in TV che Willy era ancora intento a correre dietro a Beep-Beep (ed immagino lo stesso per Gatto Silvestro e Titty). Occorrerà ricominciare daccapo appena possibile!

Alessandro e Stefano Nicchio e Patajean.

PJ

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