Dal Ruotino (montato all’autogrill), alla Rotondo (hutte – 2569m) al Piz Pesciora (3120 m).

Ormai avevo preso gusto all’appuntamento del martedì con il racconto di Patajean sull’avventura in montagna del we. Solo che il “Pata” il week end 24-25 aprile era a casa e l’unica cosa bianca che vedeva era la pittura con cui diligentemente imbiancava le pareti. Che fare? Improvvisarsi vice Patajean? Impossibile! Il suo stile me lo sogno. Allora mi sono riproposto come prima cosa di annotarmi le miriadi di facezie che sgorgavano ininterrottamente dalle fauci del sottoscritto e dei compagni di avventura: Stefania, Silvano, Gigi e Fabio.
Devo dire di essere partito con il piede giusto, come mi faceva giustamente notare Gigi mente saliva le scale della Rotondohutte. Solo che lui si riferiva agli scalini asimmetrici della scala che, se presi con il piede sbagliato, trasformavano la scala in un bel terzo grado (vedi foto, altrimenti la battuta non si capisce).
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Ma andiamo con ordine, perché la mattina del sabato era iniziata proprio con il piede sbagliato: uscito dall’autogrill dopo la colazione, avvicinandomi alla macchina, ho sentito un bel ssssssssssssss, uguale vetro conficcato nel pneumatico.
Montaggio ruotino a tempo di record, logistica completamente rivoluzionata e, per farla breve, solo a Lugano riusciamo a cacciarci tutti e 5 in un’unica auto con armi, bagagli compresa la borsa della sciuramaria della Stefy.
Poi inizia la saga del fabbro Silvano che si bea nel descrivere di quando ha fatto fuori 1500 elettrodi con al sua “salvatrice”: insomma, se avete problemi alla saracinesca del box sapete a chi rivolgervi. Tra un elettrodo e l’altro arriviamo a Realp dove ci incamminiamo verso la Rotondohutte sotto il solleone e non prima di aver dato un colpo a golf (vedi foto)
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Alle 15 siamo finalmente distesi sul lettino, non quello per la notte, ma bensì quello modello Rimini con parasole, sull’ampia terrazza del rifugio. A cena scoppia la polemica per la destinazione del giorno dopo! Piz Rotondo, Piz Pesciora o Witenwasserenstock? Vince il Pesciora (BSA – 3120m) dopo essere andati ai voti. Menu’: se alla Sustlihutte avevo magnificato la “bistecca del brontosauro” gustandomi nel contempo il ribrezzo di tutti gli altri, stavolta sono stato io a non gradire la torta gnucca e un semolino arabeggiante che nel Canton Uri ci stava come cavoli a merenda. Ma è subito tempo di andare a nanna, non prima che Gigi ci richiamasse ad affrontare la scala partendo con il piede giusto. Notte con finestra aperta e, nonostante cio’, effetto Betlemme con buoi e asinelli a bofonchire. Sveglia 5, colazione 5,30, via alle 6 in modo da gustarci, in pieno ghiacciaio un’alba da capogiro.
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Dopo aver scollinato sul Witenwasserenpass attacchiamo il Gerengletscher fino al ….“deposito sci” (che dizione infelice: in una sentenza su una valanga ho letto che un giudice aveva preso il deposito sci per un gabbiotto sistemato alla base di un tratto alpinistico). Con facile salita su neve gradinata raggiungiamo il colletto dove si spalanca il versante sud verso la Valbedretto e dove, scorgendo il Poncione di Valpiana, abbiamo cantato tutti in coro: ah, quante volte l’abbiamo fatto!
Dopo un po’ di roccette di II grado decidiamo di rinunciare alla cima perchè faceva caldo e l’ora si faceva tarda (mancavano una cinquantina di metri che richiedevano di tirar fuori la corda).
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Se non facevamo alla svelta la discesa si sarebbe trasformata in sci d’acqua. La prima discesa è stata veramente notevole.
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La successiva ribellata di un’ora è stata, viceversa, un’angoscia senza fine per via del caldo torrido.
Arrivati al Muttenpass (2909m) si dice basta alla salita e ci si lancia sul Muttengletscher con sciata suprema su firn per almento 3 km. Eravamo solo noi 5, non c’era nessun altro!
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Ci infiliamo poi in un canyon di altrettanto sviluppo dove il rischio di fare, appunto, canyoning, al posto di scialpinismo si è rivelato effettivamente alto. In altre parole, filando sui ripidi fianchi svalangati del torrente, era un attimo sbagliare e finire a bagno nel Muttenreuss. Finito il canyon inizia la storia del togli-metti gli sci finchè non ci distendiamo finalmente a piedi nudi e felici e contenti sul green del campo da golf di Realp.
Week-end mitico.
Grazie a Stefania, Silvano, Gigi e Fabio.
Alberto.

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