CREDERCI IN BRIANZA………CREDERCI IN ALTA SAVOIA!

Uscita del 10-11 Maggio al Monte Bianco
Traversata integrale dei Domes de Miages con discesa dal Ghiacciaio d’Armancette.
28 km di fatica!!!

Di solito almeno una volta all’anno veniamo in Alta Savoia a vedere come stanno certe montagne: dobbiamo sapere che esistono e dobbiamo controllarne lo stato, altrimenti stiamo male.

Quest’anno poi, che festeggiamo il Trentesimo di vita della Scuola, stiamo cercando anche di documentare il più possibile alcune delle escursioni che facciamo. In questo weekend dovevamo essere più numerosi, poi impegni vari hanno dimezzato i partecipanti.

Sappiamo che gli altri ragazzi stanno facendo “una buona traccia” sulle montagne alpine per rendere anche la parte di scialpinismo documentata; peccato veramente non essere riusciti ad essere presenti insieme.

“Vous etes de duéééééééééééééééééèè???”

“Italiens, mais pusé ancamò Brianzòòò”

Di solito rispondiamo così, ma tra brianzoli e francesi la parentela non è così lontana, non solo nella lingua. Avevamo lumato questa gita da parecchio tempo e stavamo solo aspettando che la meteo fosse il più possibile stabile, anche perché è un’uscita “eterna” e quindi è meglio andarci una sola volta!!!

Far cadere da queste parti la petara più di una volta, con così tanti metri di sviluppo e dislivello ….. è meglio di no.

Comunque noi sabato 10 maggio siamo partiti alla volta di Les Contamines in alta Savoia, dove il verde la fa da padrone e dove i posti sono accoglienti sia d’inverno che d’estate, mentre l’imponenza delle cime antistanti il Bianco aggiunge fascino a fascino.

Oltrepassato il tunnel, il tempo è una favola, con tutte le cime sopra Chamonix che risplendono di luce propria, siamo felici e contenti di aver svalicato in terra francese, ma siamo anche e purtroppo in leggero ritardo a causa di un blocco “richiesto” dai Caramba che ci fermano proprio prima del Traforo per un controllo di routine!!!!! Due mmaroni. Nel frattempo Gonzales è già arrivato al rifugio!!!

Mentre in macchina si parla del più e del meno e mentre Gonzalito si accorda con i Sauditi e gli Emirati Arabi per i suoi futuri impegni imprenditoriali, arriviamo nel paesino di Les Contamines, dove la gente è ancora rimbambita nelle prime ore della giornata; il tempo di scorgere la sagoma dei Domes che esagerati si vedono solo dalla strada e per soli 10 minuti scarsi (per vederli nella loro maestosità bisogna allontanarsi verso il lago di Passy e la strada che porta ad Annecy), poi la valle si richiude ed il parcheggio ci ricorda che purtroppo iniziano almeno 5 barra 6 ore da utilizzare per portare prima “da mangiare al gatto” del rifugio Trelatete e poi per trascinare noi stessi al Refuge des Conscrits.

Purtroppo la neve ormai non arriva più fino nelle viscere della Valle e così oltre al peso dello zaino, dobbiamo considerare anche gli sci (ed in qualche caso anche gli scarponi!!! Mai più). Partiamo verso le 11.00 sotto il bosco che attenua il calore, fino al primo rifugio (Trelatete), dove già un bel po’ di gente fa avanti & indietro. Ganzales nel frattempo ha già finito di dormire!!!

Tra stucco per i vetri, vetril per le budella e finalmente qualche boccone di grana, decidiamo di scollinare nel vallone che porta al “Mauvais Pas”, prima di scoprire che la neve è sempre poca e quindi i metri con gli sci sulla schiena che dobbiamo percorrere aumentano sempre più. Nel frattempo Gonzales ha appena fatto e finito la colazione del giorno dopo!!

Finalmente scendiamo sul ghiacciaio, dove cominciamo a fare “tric & trac” sul serio, almeno fino a quando a Patajean viene un coccolone pensando che i plantari appena tolti…….non siano al loro posto. Inizialmente è proprio così, visto che deve svuotare completamente lo zaino per cercarli; proprio dopo essere sbiancato un paio di volte e dopo che anche Gonzales torna indietro per vedere qual è il problema, San Pietro fa si che salti fuori tutto e tutto torni al suo posto.

E’ bello sapere che San Pietro esiste.

Si contano circa 7 km percorsi, ma ad un certo punto anche il “computer di bordo” di AleS si scarica e quindi dobbiamo arrangiarci. Manca ancora un po’ per arrivare al rifugio, che però cominciamo a vedere dal basso.

Siamo nel bel mezzo del pomeriggio, nessuno ci corre dietro e quindi possiamo prenderla con calma, anche se la voglia di riposare al rifugio aumenta ogni minuto. Davanti a noi molti altri bigoli salgono affaticati gli ultimi metri.

Verso le 17,15 arriviamo finalmente al Refuge des Conscrits, dove circa 80 persone stanno sgolandosi meritate birre; il rifugio è molto bello e soprattutto tecnologicamente predisposto per il futuro: pannelli solari, ampie vetrate con le Nord che si fanno gustare, tavolate a go-go e balconi con sdraio. Il futuro e la comodità dopo la fatica, spettacolo!!!! Gonzales nel frattempo è già salito in cima!!!!!

Inizia una violenta discussione fra ognuno di noi e le sue terga: queste ultime vorrebbero sdraiarsi, mentre noi gradiremmo quattro chiacchiere di fronte ad una panaché. Accontentiamo tutti e dopo un gran bel rutto eccoci coricati in attesa di scendere a cenare. Non sappiamo se essere euforici dato che la cibaria in Francia ultimamente nei rifugi lascia molto a desiderare, però non ci fasciamo troppo presto il testone; nel frattempo inciampiamo in un tavolo di guide italiane (c’è in ballo un Corso Guide e circa una quindicina di elementi sono in lista per la salita ai Domes come noi………peccato che il giorno dopo li vedremo sfrecciare a 20 nodi come se si fossero fatti un bel bidé con il peperoncino!!!!!!).

A tavola cominciamo a ciarlare del più e del meno, finendo per discutere del sesso degli angeli e sul fatto che anche gli angeli possano fare le Guide Alpine.

Il dopo cena si svolge nell’intento di ognuno di “spegnere” gli occhi di quello vicino, in modo che tutti si possa andare a letto. La notte passa tra qualche verso, la solita russatina e la polvere che gira tra le coperte.

In men che non si dica sono le 5,30 della mattina e “purtroppo” si deve partire. Colazionati alla meglio, ci prepariamo per pellare verso il ghiacciaio; il tempo è bello, ma non sappiamo fino a quando durerà!!!! Visto che la meteo dà brutto dobbiamo cercare di essere “snell”, in modo da completare il giro, che è lungo e prevede anche una cavalcata in cresta (aerea, godereccia, mitica ed estetica!). Gonzalito ha ormai finito la traversata e sta scendendo verso valle!!!!!!

E’ bello raccontarlo adesso, ma che fatica a portare tutto il peso sulla schiena per così tante ore.

Più andiamo avanti e più il Col Infranchissable ci appare come un televisore al plasma…..dietro il quale è proiettata la mole del Bianco, visto da un’ottica unica ed inusuale…….solo chi ama infognarsi nei posti insoliti è capace di vedere ed apprezzare questo lato del Bianco; solo dopo tanta fatica vedi questa parete, e da nessuna parte ci arrivi facilmente. Potremmo decidere di “kagarci giù” sul ghiacciaio del Miage per poi restare in Italia direttamente, ma dobbiamo completare il giro.

Arrivati a quota 3.336 mt. Giriamo il triciclo verso sinistra e cominciamo a puntare il Col des Domes a quota 3.460 mt circa. Siamo nel “pianoro”……che anticipa la prima cima dei Domes e siamo stanchi, però manca poco!

Alle ore che non ricordo posizioniamo noi stessi sulla prima cima, quella dalla quale si vede in tutta la sua bellezza la cresta che percorreremo per la traversata; ci sono già molte persone che si stanno legando e procedendo lungo di essa.

Passano 10 minuti ed anche noi “wc” buttiamo dentro noi stessi, stando molto attenti a non fare mosse false, che vorrebbero dire salti dai 500 ai 2000 metri nel vuoto!!!!! Alla nostra destra vediamo le Nord della montagna che escono maestose……chissà! Gonzales è già al laghetto!!!!!!!!!

Il tempo è tra la favola & il cupo, nel senso che si vede benissimo lo spartiacque del Bianco tra la Francia e la Valle d’Aosta; in quest’ultima ci sono solo nubi, che però stanno minacciosamente avanzando verso di noi, dove invece c’è ancora il sole! Dobbiamo muoverci (Daààààài Veellooooooccciiiii!?!?!).

Smontiamo il carro armato e ci prepariamo per la discesa; ormai ci siamo solo noi quattro e altri 2 scannazzati francesi dietro di noi…..gli altri sono già nell’entusiasmo della loro discesa!

La discesa del ghiacciaio dell’Armancette è una delle discese più belle del Bianco, nominata anche sui principali libri di scialpinismo. Lo verifichiamo mentre lo discendiamo, anche se purtroppo all’inizio la neve è un po’ gelata; però nella vita non si può sempre avere il meglio.

Verso le 12.00 siamo in vetta ed abbiamo completato la traversata: baci, abbracci, pacche, foto……insomma il solito rituale e la contentezza tipica dei lattanti! Gonzales nel frattempo è già in Chamonix a fare il turista!!!!!

Muovendo le dita possiamo appoggiarle “in maniera confusa” tra Aig Bionnassay, Domes de Gouter, Cima del Bianco, Cresta del Brouillard e tutta la catena di Nord che abbiamo davanti (dalla Tete Carrée, all’Aig de Trelatete e all’Aig de Glacier). Uno spettacolo che portiamo dentro; una sensazione molto semplice, ma anche unica.

Come sempre non sembra vero, ma lo è……..anche se quando pensi alla fatica, senti il rumore metallico dei “mmaroni” sulla neve!!!!!!!!

Manca solo “l’ora di disegno” per completare l’opera e allora ci diamo da fare. Il pendio non è niente male ed ogni tanto qualche tratto bello ripido ci aiuta nel divertimento. Non ci sono crepacci aperti ed anche questo è piacevole.

Incontriamo ogni tanto qualcuno, come al Col de la Berangère (3.400 mt circa), ultimo punto di raccordo per completare il giro nel caso in cui si voglia ritornare al Refuge des Conscrits. Noi utilizziamo questo punto come “saluto” definitivo di questa zona e per sfruttare la discesa in maniera ottimale; in questo modo non abbiamo mai percorso lo stesso tratto due volte.

Più scendiamo e più il brutto ci segue, senza però diventare ulteriormente minaccioso; anzi. Ad un certo punto la traccia dice che bisogna portarsi molto “a destra”…….dobbiamo risalire!, merde.

Sono si e no 50 metri di dislivello e 100 metri di sviluppo……dobbiamo fermarci, siamo cotti!!! Una noce di “stucco per i vetri” e l’ultima acqua rimasta, per poi ripartire sul versante Nord del Domes, fino al cono di neve dove il cagaio delle valanghe ci porta in direzione del Lac de Armancette…..ridente oasi dorata del sotto-bosco savoiardo: un angolo dove venire a fare il bagno (modello Laguna Blu!!!) con la morosa…..invece di scendervi dall’alto come fanno i remolazzi-rebambiti come noi.

Alle 13.38 esce la scritta “Game Over”!!!!, ma manca ancora la discesa alla macchina. Recuperiamo le forze con un pezzetto di grana e questa è benzina pura, visto che per un’ora sembriamo ancora dei fringuelli in vacanza. Gonzalito è già a casa a lavare i anni!!!!!!!……nel frattempo.

Arriviamo disfatti ma contenti di fronte al “potente mezzo” che ci permetterà di rimettere piede a casa nostra. Abbiamo percorso circa 28 km di sviluppo, per quasi 2.500 mt in salita ed altrettanti in discesa.

Ci cambiamo e ci indirizziamo verso un buon pediluvio e verso Saint Gervais, dove ci aspettano e la panaché e una bella crèpe au chocolat!!!

La Savoia è come il cerchio di Dante. Se non stai attento la Nutella ed il Cioccolato ti prendono a sberle ogni volta.

Da qui a casa c’è solo la fatica di stare attenti al viaggio ed il tempo passa sempre bene fra un discorso e l’altro.

Enjoy yourself e credete al vostro sogno, ……seppur vi tormenta!

Alla prossima, ormai è un appuntamento che speriamo di non dover mai rimandare.

Buona camicia a tuch

Alessandra, Paolo, Gonzales e Patajean

PJ

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