CON LA PIGNA COLADA CONTRO LA SINDROME METEREOLOGICA

Nell’immaginario si era pensato ad un giro strabiliante per i 3 giorni di chiusura corso ma senza fare i conti con il tempo e con le nostre forze ,nonostante ciò l’idea bellissima prende piede e allora cominciamo a segnare punti , tracce, pernottamenti ecc. ecc. e alla fine decidiamo un giro in Valpelline con base al Nacamuli.

 

Il 2 Maggio il mal tempo imperversa e sentiti altri 7, 8 rifugi e dopo innumerevoli tentennamenti si decide di partire ugualmente ma, viste le condizioni di rischio, (pericolo 3 stabile e tempo brutto) preferiamo appoggiarci ad un primo rifugio più “semplice” da raggiungere : Cab. des Dix.

Partiamo alle 6,30 destinazione Arolla , il viaggio si svolge sotto un temporale dietro l’altro.
I nostri pensieri corrono lontano sulle cime delle montagne che ci aspettano ma l’umore, causa la meteo, è un po’ così, ma a pensare positivo non si perde nulla e allora come i templari, nonostante i temporali e la fitta nebbia raggiungiamo la partenza dello skilift di Arolla che ci farà risparmiare una oretta di salita.
La partenza dello skilift è alle 8.30 e alle 12, chiaramente prendiamo quello delle 12 alla modica cifra di 10 Fr. o alla faccia del … gestore , 12 euri. Cavolo che cambio favorevole !!!!!, la partenza è uno spettacolo , il ns. AleN dopo due tentativi ce la fa a prendere il piattello nel culo altrimenti avremmo preso lui per il c…. , Carlo fa un balzo che nonostante la zavorra del suo zaino lo fa decollare con un salto di mezzo metro e poi via via gli altri . Mentre saliamo incontriamo il Pier intento nella discesa perché alla vista di una bionda ferma a lato, molla tutto, ma non è arrivato,e allora, deve farsi un altro giro sullo skilift, furbacchione !!!!

Alla fine “dell’impegnativa” salita dello skilift pelliamo, la nebbia è sempre più fitta che come il tonno si taglia con un grissino. Partiamo subito destinazione Cab. des Dix e subito comincia a nevicare. Approfittiamo del meteo per sperimentare traccia da seguire con azimut per raggiungere il Pas de Chèvres .
Ad uno ad uno ci infiliamo sulla scala e giù fino a toccare le Glacier de Cheilion.

Ci verrà raccontato dopo che Renzo nel raggiungere la scala cade in un buco con una gamba sverzata (verdura invernale che puoi usare anche per fare la cassoeula !!!), il primo della serie che fa passare dei brutti minuti ai presenti e poi alla sera avrà un risentimento, per fortuna non grave, al ginocchio.

Il sole comincia a far valere le sue ragioni e ci da la possibilità, senza grossi patemi e azimut, di raggiungere la Cabanne. Rifugio che sembra essere quasi in chiusura , bello fresco, si mangia di m… la colazione fa c…re e il prezzo è alto , tutti ingredienti ottimi per un pernottamento da dimenticare. Per fortuna le camere sono confortevoli e il ns. Direturun Pier, ci divide in 2 camere , tra i russatori e i non russatori.

Carlo, il talebano della didattica, chiama tutti a raccolta per una lezione a secco (senza vino!!!) del recupero da crepaccio, con Renzo, che non contento, “faccia” da contrappeso.

Inizia a nevicare, ma impavidi, tutti rimaniamo, in religioso silenzio, a sentire la lezione che ci vedrà impegnati l’indomani.

Cena alle 18,30, con solita brodaglia , senza pane, senza tovaglioli, che prontamente vengono recuperati dalla nostra Efficientissima Anna : sono rettangolari, di colore bianco, ma molto molto fini , in poche parole la papier dul cess!!!
Cena a base di zuppona con pezzettoni della valle degli orti , dove anche il nonno non potrà nemmeno più dire a suo nipote : guarda un domani tutto questo sarà tuo !!! ma potrà solo dire guarda … e basta… perché tutto è finito nella zuppa !!!!
Dopo la sbobba e, il cervo con riso, piatto quest’ultimo che lascia un pò titubanti , soprattutto coloro che hanno avuto esperienze negative con detta pietanza per aver passato dei brutti momenti intestinali !!!! lo ingurgitiamo e concludiamo la cena con un “bel” budino con la meringa.

Tutti satolli passiamo alla volta dell’analisi meteo per il giorno dopo.
Con ausilio del gestore Pierre , che si rivelerà una gran testa di ravanello accusandoci di aver mangiato e tagliato in camera un salame !!!!! mentre sono probabilmente quei c…ni di sv…ri che si mangiano sempre il salamino con il coltellino !!! ,verifichiamo la fattibilità del trasferimento alla Vignette facendo la Pigna d’Arolla .

Il rifugista ci racconta che un gruppo di spagnoli con guida alle 16,30, transita dal rifugio per la Pigna e al colle causa scarsissima visibilità tagliano un pendio e rimangono sotto una valanga fortunatamente senza conseguenze gravi. Riusciranno nella notte a raggiungere la Cab des Vignettes. Certo che se fosse vero, una Guida con un tempo brutto che parte per una traversata alle 16,30 è a dir poco incredibile !!!

Il ns. guardiano del faro, Carlo, alle 06.00 si alza e visto il cielo terso senza nuvole da la sveglia e si parte.

Le nuvole , che sembrano rincorrerci, si attestano a livello rifugio e ci consentono di raggiungere la cima con ottima visibilità non prima che Renzo assaggi un nuovo buco (crepaccio) con un piede a penzoloni e uno fuori. Viene recuperato mediante una tecnica nuova , cipalà ul bastuncin che te tiri fò dal bus…..

 

Dalla cima cerchiamo di scendere velocemente visto l’incombere della nebbia e raggiungiamo a fari accesi la Cab.des Vignettes.

 

AleB, si aggira con viso preoccupato per la perdita degli occhiali e dopo un po’ di ricerche li ritrova senza lenti, appesi ad un filo e un po’ storti, lenti incuneate sotto una porta , pazientemente le rimonta e voilà i ugià da sù in pront …, che cù…

Sono le 12.00 ci sistemiamo nel camerine e affamati come orsi ci ordiniamo una serie di rusti con le uova, patate, lardo e chi più ne ha più ne metta e alle 15 il nostro istruttore plurititolato preparato e organizzato Carlo (una particolare nota di merito per tutto ciò che è riuscito a trasferirci in questi tre giorni) ordina l’adunata per le manovre .

Allievi diligenti , contenti , satolli e impavidi, sfidano il brutto tempo, nevica ma ugualmente si cimentano in manovre funamboliche di recupero da crepaccio .
Tutti soddisfatti terminiamo le operazioni e alle 18,30 , voilà, tuch cui gamb sota altaul par mangià un quaicus de bon, se fa per dì….

Menù discreto con zuppa tipo gulasc, vassoio con carne di maiale a pezzetti , pasta, zucchine e peperoni, uhhhhh !!che bontà e per finire un bel fallico savoiardo pieno di crema di cioccolato.

A questo punto si iniziano a tirare le somme e a pianificare la giornata del 5 maggio per la potenziale salita al L’Eveque.

Le previsioni non sono eccezionali danno una finestra di bel tempo fino alle 12 e poi di nuovo nebbia e quindi essendo in 12 , come gli apostoli, risulta difficile tentare la cima.
Il pendio è bello carico e i passaggi tecnici se coperti da neve potrebbero nascondere insidie che per un corso sembrano troppo e allora si opta per un giro alternativo che contempli una didattica (elemento determinante e fondamentale per un corso) .

E qui inizia la danza del bel tempo, ma senza grande convinzioni e diverse opinioni si opta per fare una escursione su ghiacciaio con didattica su come legarsi.

Renzo provato dai buchi ci da buca e decide di rimanere in rifugio, lo segue il conte Bob e il maratoneta Fabri e allora si rifanno le cordate per i 9 rimanenti.

Dopo una notte di concerti e resegausc alle 5 in piedi e dopo ancora serpeggianti dubbi sulla tenuta del tempo , il ns. Silvan colto da raptus decide che si va a valle e la frase tormentone stavolta è :
dove si va? …. a valle cavolo , e basta….. , ho deciso che si va a walle e basta , non si discute …!
Tutti esterrefatti per non dire altro …. Il silenzio regna sovrano e forse anche un certo malcontento , e, magia delle magie (visto il nome!!!) ecco che subito dopo, il mago cambia idea:
cià , cià che si va, via che si va…., forza !
Con grande sorpresa gli occhi si incrociano, Samuel , esce con la sua classica esclamazio: eh no, c….!!!
Ma ecco che tutti sfoderano la loro grande efficienza e in quater e qautervot si preparano per la calata sul Glacier de Mont Collon per le prove e test di progressione su ghiaccio legati in cordata , destinazione : col L’Eveque.

Giunti sul ghiacciaio ci leghiamo e AleN dopo numerosi tentativi di fare la bambolina avvolta , quasi che la prossima volta ne porterà una gonfiabile da casa, sotto il terrorizzante Sight’s Carl, riesce nel suo intento.

Si parte, alle 07.00, dopo gli esercizi per come legarsi in cordata a tre, partiamo e alle 08,45 siamo tutti al colle ( 5 km, 400mt , tempo 1.45)


Al colle esterrefatti per lo spettacolare paesaggio, la decisione delle decisioni è quasi ovvia: ora si va a valle dal Haut Glacier d’Arolla, con ben 1400 mt di discesa. Tutti contenti e soddisfatti per non dover tornare e ripellare per raggiungere il rifugio iniziamo la discesa verso Arolla .
Con grande e positiva sorpresa passiamo da paesaggi e ambienti mozzafiato incontrando ottimi pendii con eccezionale firn e senza pericoli evidenti.
Con grande circospezione arriviamo alle base del vallone dove con zig e zag vari sfruttiamo le restanti lingue di neve come se fossero messe lì a mo di tapì roulante giungiamo a valle .

 

Ci viene a recuperare Renzo con il mitico furgone per ritornare alla base dello skilift dove ci aspetta l’ultima lezione didattica per la ricerca Artva con relativo protocollo di auto soccorso.

Concludiamo le prove ci prepariamo per il ritorno a casa non prima di essersi fermati appena dopo il confine svizzero per gustarci un meritato panino e birra dove qualcuno ha avuto il coraggio di bisbigliare: del resto la Pigna non è una gita da SA2………, battuta che lo accompagnerà per molto tempo ……. Da non dimenticare che si è su ghiacciai cosparsi di crepacci coperti di neve di cui non se ne conosce lo spessore …. e Renzo ne sa qualche cosa …..

Il corso serve per accrescere le proprie conoscenze, di tutti, nessuno escluso, e serve anche per fare esperienze cercando sempre la massima sicurezza possibile senza dimenticare che non si possono azzerare i rischi in considerazione dell’ambiente stesso in cui ci si muove.
La montagna di inverno trasmette sensazioni eccezionali ma serve attenzione, molta attenzione, non si devono mai sottovalutare le situazioni. I ghiacciai coperti di neve trasmettono una pace e una sicurezza e per questo nascondono insidie difficili da percepire da focalizzare e da riconoscere appieno e quindi serve sempre la massima attenzione. Ricordiamocelo…

Un complimento a tutti gli allievi per impegno e simpatia oltre che , dedizione, attenzione, abnegazione, evoluzione a corto e lungo raggio .

Partecipanti :
Corsisti: Fabrizio, Alessandro B e Alessandro N , Diego, Samuel il fratello di Simon, Anna , il conte Bob Ponti, Daniele .
Corsari : Pier; Carlo, Renzo e Silvan.

Silvan

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