CIMA CADINI 3.549 MT – PARETE NORD

IMG_7042Slalom speciale tra i paletti delle nuvole, del grigiore, dei temporali e della fatica. Un weekend molto simile agli altri, ma anche diverso, nell’attesa, nella pazienza da accumulare e nello “stile alpino” applicato. Certo, nulla di speciale, ma senza il rifugio (non l’hanno ciulato!!! Era semplicemente chiuso e salire sino all’invernale del Rif Branca per poi “scendere”, visto che si perde un po’ di quota, non era gioco) è tutta un’altra cosa: si dorme un po’ meno bene, bisogna fare e disfare e le cose da portare possono aumentare, fino a volumi e pesi che farebbero inkazzare il dottore e/o il fisioterapista. Alla fine se vi va male e piove la tenda la dovete piazzare “al volo”.

IMG_7102Abbiamo lumato bene condizioni della neve e della meteo ed alla fine è andata fin troppo bene. Partenza nel pomeriggio del sabato e obiettivo di piazzare la tenda-hutte verso le 18.30 ai Forni…..rimandato tutto alle 20,30 causa interruzione dei programmi “preferiti” e inondazione della zona. Alla fine si apre una piccola speranza e cogliamo l’attimo: uno monta la tenda, mentre quattro secondi prima Paolinux sposta la super-auto per avere 4×4 metri ancora asciutti, e mentre l’altro ancora (Alessandro) aggiusta un contro-telo con l’obiettivo di proteggere dalle gocce ancora cadenti. Mangiamo giusto l’ultimo boccone e poi via, nella speranza che la notte sia di sonno. In realtà non è quasi mai così, ma il “pomì” qui non esiste!
Ore 3.50 suona la sveglia e i cervi in zona s’inkazzano: perché mai qualcuno deve accendere la giornata ancora prima che “da contratto”!?
Il thé caldo preparato a casa in previsione della tenda è quasi come aver puntato sulla new-economy nei tempi in cui anche l’aria fritta aveva un valore multiplo!
Il dramma arriva quando sulla schiena ci si deve caricare lo zaino, fatto del solito più 2 picche, la corda, gli sci……..si fa, ma chissà ancora perché! Partiamo. La neve sta dove ormai le conviene di più: in sul jazée! Quindi manca ancora tanto per togliere peso.
Ci arriviamo abbastanza veloci, ma qui purtroppo il peggiore degli scenari: Paolinux decide che oggi non è giorno e che un po’ di riposo lo metterà nelle sue solite condizioni ideali. Dopo il “colpo” la decisione eventuale di cambiare itinerario per stare comunque tutti insieme, ma alla fine l’esortazione dello stesso Paolinux ci induce a provare. Saliamo relativamente veloci, anche se mai quanto i due che ci hanno beccato e fatto respirare l’aria dei loro scappamenti: due animaletti di Valle o comunque due dal fiato incredibile! Alcune volte ti sembra di essere in perfetta forma, ma poi non è mai abbastanza.

IMG_7107La parete sembra perfetta se non che ci sono un 15 cm di polistirolo proprio sotto il primo strato. Non ci piace, ma testiamo il pendio. Si va veramente bene tranne qualche tratto instabile e che non permette di lasciare le pedane e la “scala santa” immaginata va ogni tanto a farsi friggere. La parete si presenta come un grande scivolone, che non presenta particolari difficoltà, se non una leggera impennata verso la fine (con un punta di 50° forse!), dove dobbiamo inserire qualche vite per il ghiaccio che, seppur non visibile da lontano, renderà la parete meno agibile tra qualche giorno.
Non siamo come le lippe che avevamo davanti, ma ad ogni modo, nonostante un po’ di fatica per tutto il “tragitto compiuto” sino a quel punto, ne usciamo abbastanza veloci memori ancora una volta che velocità = sicurezza; anche perché portarsi gli sci sulla schiena va bene (almeno al sottoscritto) fino a quando parliamo di 50°……..di più, ci vanno gli sci da soli, io mi rifiuto!

IMG_7118Dopo un po’ di tempo passato a riconoscere se stessi rientrando in possesso delle forze perse e dopo un rifocillamento generale ci mettiamo sulla strada del ritorno, che passa per una bella cornice che plana sul Colle Cadini e da qui, per pendii ben sostenuti si porta verso la base della parete alla sinistra orografica della Cadini (peccato per il Bivacco Meneghello, ma sarà per la prox……l’idea di scendere il pendio ripido alla sx della parete era comunque nell’aria).
A scendere si fa sempre presto e difatti siamo in breve alla fine del ghiacciaio e poi all’auto dove Paolo ci sta aspettando. Il resto è fatto di un piatto di pizzoccheri, un paio di pizze e la solita fila che non ti aspetti….a meno che piova dalle nuvole sparse e questo implichi il fatto che i “merenderos” (come li chiama GigiEmme) scappino verso casa nello stesso frangente! A casa relativamente in fretta.
E comunque la vita è sempre la stessa: quando eri piccolo e non facevi ancora bene il “pirla”, salivi gli scivoli al contrario……………oggi, a distanza di quasi quarant’anni,…le stesse kazzate!!! Saltare canali, salire sulle piante, risalire monumenti e scivoli……..c’era un perché e speriamo che il segreto non sia depositato per forza alla Neuro!
Partecipanti: Alessandro N, Paolinux e Patajean.
PJ

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