CHI VIVE SPERANDO…..SI SPUPAZZA “LES TROIS COLS”.

(Monte Bianco 29 e 30 Aprile 2006).

Valutazione BSA, ovvero BelliSsimA!!!!

Questa volta cominciamo con un bel: TAAK!!!!, come ai vecchi tempi, quando lo si pronunciava coi “vecchi amici di salite”, al raggiungimento della cima, piuttosto che all’uscita di una via.

E poi continuiamo col dire che ogni tanto capita che si faccia una gita e che rimanga qualcosa da raccontare; ecco, questa è una di quelle che hanno lasciato il segno, come il traccione che abbiamo segnato da fondo a cima e da cima a fondo nel Col de Chardonnet, nella Fenetre de Seleina e per finire nel Col du Tour, per una discesa finale di circa 2.000 metri, sul livello …dell’entusiasmo.

Come ha detto qualcuno, oltre alla frutta eravamo al conto, ma conti così ne pagheremmo a josa molto volentieri.

Avevamo impostato la gita da circa un mesetto; alla fine tra mi-mails, impegni e lacerazioni mentali varie siamo rimasti in cinque a voler tentare (cinque bigoli di uno, come direbbe il Willa!!!): in effetti si tratta di gita BSA, ossia “Basta Stare Alti!”, però una di quelle gite che quando le finisci ,ti lecchi le orecchie per un mesetto e all’improvviso:

  • ti ritrovi i quadricipiti di Klammer senza volerlo;
  • se ti danno un cyclette, illumini gratis il tuo quartiere per 3 settimane senza fare un plissé, contribuendo in questo modo allo sviluppo dell’energia alternativa;
  • se scoreggi in Val d’Aosta quelli di Tarvisio lanciano una petizione per troppo rumore e devastazione di suolo pubblico.

Comunque se ti chiedono in questi giorni del perché continui a ridere e ad avere l’espressione da ebete, tu la forzi ancora di più….te ne freghi, tanto sai da dove arrivi e non hai bisogno di dare giustificazione alcuna.

Inoltre, per cominciare questa gita, devi riuscire ad “uscire dal tunnel”, ed è già un’impresa: se poi quando esci dal “Bus” del Bianco, trovi Chamonix sotto l’acqua (quando invece a Courmayeur erano in piazza con il tanga)…….beh, prendi i mmaroni e li metti anch’essi a bagno-maria, così almeno non li senti lamentarsi.

…..”Patajean, sei tutto chiacchere & distintivo, chiacchere & distintivo”……..” Dove ci hai portato, non si vede niente…non esiste il Monte Bianco!”……”Cosa vogliamo fare, il giro turistico e commerciale?”….”Dài Velooooccceeeee!”

Notare che con noi c’era anche un lontano cugino della Dinastia dei Gonzales (Carlos), un uomo che per tenerlo fermo …lo devi legare con i cavi della funivia….”Carlo ci sei, sei in un posto dove puoi stare fermo???”…un uomo che in casa anziché le pattine ha gli sci con le pelli montate, che dalla tazza al bidet fa la traccia!!!!!”…scandaloso!

Comunque per rientrare nei ranghi, siamo persi alla partenza della funivia dei Grands Montets, proprio sotto il ghiacciaio di Argentière, così bello….che non si vede!! (che kulo, ndr). “Cià se femm, cià che vemm, ……némm”, è facile, tanto anche una bella massa di emeriti bigoli (francesi e non solo) stava facendo altrettanto. Noi avevamo già buttato nella tazza i soldi del traforo…adesso volevamo comprare un albergo su Viale dei Giardini, acquistare una vocale, girare la ruota…e poi prendere a sberle Miriana…perché una giornata così non ce la doveva proprio mandare!!!

Dopo una bella tappa in bagno, eccoci bardati con tutti i crismi dello scialpinismo…pronti a mettere piede sulla funivia per raggiungere il punto di partenza della gita: il primo “colle”….altro che il Quirinale!!!

Non facciamo in tempo a finire di smmadonnare in mezzo alle nubi, che all’improvviso la funivia esce in un cielo talmente azzurro…che i mmaroni, precedentemente lasciati in una pozzanghera, riprendono la loro posizione naturale!!! Ci prende una paresi facciale ed improvvisamente dobbiamo parlarci a gesti; lo spettacolo è sublime: si vede tutto, come nei film porno!! Una roba da “urlo”….come dirà poi anche il mitiko Patric Gabarrou che troveremo al rifugio la sera; c’era anche lui ….il signore delle Nord!

Improvvisamente vediamo tutta la zona che percorreremo nei 2 giorni e cominciamo subito a mettere le pelli; l’obiettivo del sabato è la Petite Aig. Verte, una cimetta alta circa 3.530 metri di fronte al Colle, facile ed indicata per scaldare il diesel. Ci proiettiamo al colletto, dove di solito si lasciano gli sci, poi facciamo un po’ di misto in cresta per raggiungere la cima, dove incontriamo parecchi remolazzi…alcuni dei quali scendono con sci e tavole per la piccola parete “nord”, bella ripida nel primo tratto e risalendo anche più di una volta a ripeterla.

A noi basta una volta, anche perché il tempo si guasta leggermente e la nebbia ci prende di spalle; in pochi minuti non vediamo più un favo!!!, ci buttiamo giù dal colle nel ghiacciaio dei Rognons alla ricerca della giusta traccia, anche se dopo qualche minuto siamo dispersi coi sonar che segnalano “ice in the krep!”. Tiriamo fuori dallo zaino la calma e ci riportiamo sulla pista giusta, considerato che Eolo nel frattempo ha tirato una “sassata” che ci ha aperto la visuale. Scendiamo sul letto del jazzé e cominciamo a pedalare verso il rifugio, posto alla sinistra orografica del medesimo, a quota 2.770 mt.

Una suite!!!! Un gioiellino, nel quale abbiamo cominciato tutta la routine di quando si dorme fuori: “Famm-Fumm-Frechh & Fastìdi”.

Manca l’acqua, il telefono non prende, la camera è nel frigor, manca solo che non ci portino la pasta a cena e poi siamo come i Remagi di fronte alla mangiatoia. Guidati dalla Stella Cometa, ci dirigiamo dalla rifugista, la signora Rottermajer…che non mi ricordo come si scrive, ma non me ne frega niente, la quale ci dettaglia come-dove-quando, ma soprattutto perché siamo al mondo! Ci profila tutto il da farsi dentro e fuori il suo “castello”, raccomandandoci cosa dobbiamo, ma soprattutto cosa non dobbiamo assolutamente fare. Ci sediamo buoni buoni in fianco alla cuccia, attendendo quatti quatti il nostro osso…il quale non tarda ad arrivare (facciamo il primo turno della cena); la quota porta un po’ di allucinazioni, ma noi vediamo bene: pasta al ragù, cotoletta con una montagna di patatine fritte, gelato sorbetto alla mela verde!!!…il Griso in confronto è un vespasiano (…meglio non offendere!).

C’è da dire che non stiamo in piedi, facciamo fatica a capire se stiamo mangiando uno vicino all’altro, dobbiamo chiamare il 12-40 per farci portare il cucchiaio alla bocca, poi…..una roncolata ciascuno al cuore ci riporta alla realtà:

  • di primo c’è una miscela brodosa di colore giallo ocra, tendente lontanamente al marrone…altro che pasta (vero Ale??)!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!…però con un po’ di sale e pepe è diventata deliziosa!!! MMMmmm…
  • di secondo arriva una specie di blob giallo, più simile al bitume calcestruzzificato…veniamo a sapere poi che si tratta di un mix di riso+semolino!!!…minkìa non possiamo esimerci dal chiederne subito la ricetta!!! Che palato!!!…fortuna che arriva anche un po’ di PAL (si ….quella che danno ai cani toscani, dove c’è pure dei bej pezzi di …arne dentro!)…tenera e a pezzettoni.
  • Come dolce arriva una vaschetta con dentro lo scarto della mela della Val di Non.

Cosa fare di fronte a una cotale cena????….oooohhh abbiamo fatto fuori tutto!!! La fame è fame.

Ormai è molto tardi…sono le 19,01….fare una partita a Risiko è un casino, anche perché i dadi finiscono sempre sugli altri tavoli, quindi portiamo le terga sul letto e qui ha inizio la seconda apoteosi:

  • prima i Krucchi che si alzano uno alla volta per andare al cesso…ehh loro sono inquadrati così!!! Prima vanno a letto e poi, solo se stimolati, vanno anche al cesso…un po’ rigidi, ma anche rompi-balle;
  • Poi comincia la sagra del rumore: gonfiamo canotti, le paperelle girano a mezzaria, rifacciamo tutte le perline, i gaysers (si scrive così?) in confronto diventano una semplice fontanella spontanea….infine giochiamo alla “gomitata”…da destra o da sinistra, quando la tiri il colpevole smette…il problema è quando ti sovrapponi….lì finisce che lui lo fa quando lo “roncoli”.

Quindi dormire in simili circostanze diventa impossibile:

  • “pata, dormi?”
  • “adesso, no!…grazie”
  • “mi sembra di aver dormito un casino!!!…”—‘ “Beh, allora continua perché sono le 21,44!!!”
  • ” ooohh fuori c’è una stellata incredibile”–‘ “Beh, ti ringrazio…stavo giusto sognando quella!!!”

Ore 5,07 la sveglia fa capolino nelle orecchie di 148 persone, che si mettono in marcia verso la colazione prima ed il rituale dei preparativi dopo. Partiamo con una mattinata da “urlo” con le tre Nord (Verte-Droites-Courtes) che si stagliano di fronte al rifugio e tutto il gruppo di cime che pian piano assume il colore del sole; il protogino rosso del Bianco è un incanto.

Scendiamo per circa 100 metri alla ricerca del punto in cui si sale per il primo colle (Chardonnet 3.300 circa), sul quale arriviamo dopo aver portato gli sci in spalla per circa i 2/3 del percorso. La neve è talmente bella che sembra una gita estiva ed i krep sono tutti coperti. Quando mettiamo i piedi al colle ne contiamo altri 96!!! C’è tutto il rifugio!!! Meno male che non c’è più gente in vista, perché adesso bisogna fare un piccolo canale di 120 mt in discesa a circa 40°.

Spesso all’estero dicono “Toujours les memes italiens”……però stavolta i casinisti sono i francesi, che vogliono passare a tutti i costi davanti a tutti!!! E si attaccano a tutto, anche alla corda di un gruppo di torinesi, con cui nel frattempo socializziamo (nééh…!); grazie alla loro corda scendiamo anche noi, non senza aver visto gente scivolare sui prusik ribaltandosi nel couloir, gente mettere i discensori nella corda doppia…”tesa” come un violino, gente che ancora un po’ si prendeva a sberle sul fatto di fare uno o più giri sul prusik…..quando invece esiste il machard, molto più funzionale!!! Nel trambusto ne approfittiamo e lemme lemme ci caliamo.

“Metti le pelli, togli gli sci, calza i ramponi, metti via la corda, esci la borraccia, entra l’epo che ho fame, magari con un po’ di guaranà” e via con sequenza di dieci! Ecco la palestra migliore…….altro che lo scialpinismo con la sola salita e discesa; qui cambi l’abito almeno una ventina di volta se ti va di lusso.

Il tempo di gustare la parete Nord dell’Aig d’Argentière, con il suo seracco pensile centrale, di seguire una scia di gratakù (anche loro scialpinisti) distante sul Grand Lui e di vedere che le nubi si cominciano ad addensare sui nostri crapotti, che siamo lanciati nel vasto pianoro del jazzé de Seleina, alla ricerca della famosa Fenetre, che però ad un tratto si apre sopra di noi; e come dice “l’esperienza”…quel tratto ci sega le gambe! Dobbiamo risalire ancora un 150 mt circa prima di fare un bel canalino a 30° nelle condizioni più disparate: chi in sci estremo (quel folletto di Marco), chi con metodo himalajano con sci al seguito (Paolo la prossima volta vogliamo la slitta coi cani!!!), chi in puro stile alpino.

Finalmente siamo sul 2° Colle del nostro giro e qui una delle cose più belle: il vento sferza da Nord e prende a sberle le nubi di sud-ovest…quando arriva a 90 km/h esce una ragazza pon-pon e annuncia la vittoria per il bel tempo! Il vento però non cessa, noi attraversiamo il Plateau del Trient, con il rifugio sulla nostra destra, dove in giugno torneremo con il Corso Avanzato ed è una sensazione vibrante; le cornici della piccola parete nord della Tete Blanche e il fischio del vento sulle creste ci accompagnano fino al 3° ed ultimo colle: quello di Tour a circa 3.200 metri.

La lingua ha appena finito di girare intorno alle orecchie che subito deve ricominciare daccapo: ci affacciamo sul canalone che sembra essere in condizione e tolte le pelli ci tuffiamo su un pendio spettacolare, con neve invernale. Continua così per circa 1.000 metri fino al rifugio Albert 1er, dove cominciamo a chiederci se non era meglio scegliere l’opzione della destra orografica del ghiacciaio di Tour. La neve comincia a cambiare, ma ci permette di fare sempre delle belle scie fino al bivio!!!…..quale bivio??……e se non ci fosse stato quel bivio????

Vedavamo la meta, ma non capivamo come arrivare nell’ultimo tratto e soprattutto dovevamo imbroccare il canale giusto altrimenti saremmo saliti sul podio e…tutti i premi sarebbero stati nostri…sci in spalla e altre ore sul groppo!!

MA NON E’ FINITA!!! Diaul Porku.

Il kulo ci assiste e, dopo un canale a 35° in discesa lungo una cinquantina di metri di sci quasi estremo, sbuchiamo in un posto infame pieno di resti di slavine e arbusti in attesa della primavera.

Arriviamo sorridenti al paesino, dove le ginocchia si mettono tutte e dieci con le “mani giunte” supplicandoci di smetterla: sono 8 ore che non ci fermiamo tra salite e discese.

…MA NON E’ FINITA!!! Dobbiamo andare a prendere le macchine che sono rimaste a qualche km di distanza. Memo:

  • quando andata in gita con tempo incerto, usate questo genere di scaramanzia:
  • non portate la crema;
  • se andate con 2 macchine, lasciatele tutte e due al punto di partenza…troverete il modo di ritornare comunque!!!

Cosa si fa? L’auto-stop! E dopo aver abbracciato un paio di macchine che non volevano saperne o beccato 2 spiders con solo 2 posti a sedere…o ancora esserci sdraiati in mezzo alla strada, finalmente Miriana ci porta una ruota nuova e ci regala una macchina con 3 turisti parigini.

MA NON E’ FINITA!!!!!

Dopo averci raccontato la sua vita da scialpinista e varie paturnie su come si pronuncia Schumacher in italiano e/o in francese, il pilota prima inchioda per evitare un camoscio “domestico”, poi invade la carreggiata opposta alla ricerca del Bambi perduto, poi si gira per guardarci mentre guida e mentre ci spiega cosa ha fatto nella sua lunga vita, poi esce dallo stop come quando una tartaruga parte in fuga…..insomma siamo scesi baciando terra (in realtà bando allo scherzo e un sincero grazie a questi soggetti che hanno fatto risparmiare ad Alessandra ed al sottoscritto parecchi km a piedi, anche se ci hanno deliziato con qualche effetto-speciale).

E da ultimo comincia la parte finale della gita: passaggio da Chamonix, con foto sulla parete dei Dru, birretta nel centro paese come gli sciuri (puzzolenti) della domenica, un saluto a Balmat e Paccard, che sono ancora là estasiati dalla vista del Bianco e poi la lunga menata del rientro in macchina.

Per qualcuno è stato un bel giretto, per qualcun altro un test d’ammissione al Corso (….ma la prenderemo????? Chi può dirlo, ma è dura!!!??! Molto dura…), per tutti una fortuna aver avuto bel tempo. C’è gente che ha aperto e chiuso direttamente la stagione scialpinistika!

In realtà è stato ancora più bello perché ormai eravamo convinti che il sole se lo fosse già comprato qualcun altro. Ci siamo dimenticati di firmare nel rifugio, ma tra ieri e sabato abbiamo lasciato una firma lunga km…….ovunque siamo passati!!!

Con questa descrizione è come se avessimo rifatto una seconda volta questo giro…..già la prima volta ero stanco…adesso sono veramente “al conto” e sono diventato anche piccolino (peso 10 kili)…..quindi se non mi vedete nei prossimi weekend non è perché non ci sono…ma perché non sarò visibile ad occhio nudo!!!

All’inizio abbiamo detto che la valutazione era BSA, …ma forse anche OSA…insomma noi abbiamo Osato!! Gita Jolie.

Ciao Brutti Kuli e…superate bene il mercoledì!!!…sarà dura.

Un salutone ai 5 componenti: Alessandra, Carlo, Marco, Paolo e Patapam

PJ

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