CAVALCARONO INSIEME !!!

L’idea questa volta era di concatenare l’ultimo weekend utile della Lunga Estate Calda (calda? Si, visto che l’ultimo scampolo di questa estate ci sta offrendo il meglio delle temperature, il meglio dei tramonti, il meglio delle nostre ultime speranze nell’utilizzare un allenamento che tutto sommato non potevamo immaginare così ben sviluppato!); ultimo weekend vuol dire partendo dalle 17,30 del venerdì alle 22,00 della domenica: un tempo interminabile, o corto….a seconda dei gusti. Eravamo indecisi se fare le 3 grandi pareti nord (col pennello naturalmente), se percorrere 2.000 mt di calcare dolomitico o, infine, se prendere 4 primi diversi, 3 secondi abbondanti, frutta, dolce e…. naturalmente Nutella per i palati fini!

In settimana siamo quindi andati a fare la spesa e abbiamo chiesto: “Come facciamo a realizzare questa ricetta: cosa sono questi “cosi”?”

La risposta è stata immediata, precisa e incoraggiante: “Ne prendete una quindicina, li tenete insieme per tutta la serata…….poi ne scegliete 5, li mettete in una scatola di latta per “non più di 12 minuti”….poi li stendete al sole per 8 ore, quando vedete che sono belli “cotti”, li rimettete nella solita scatola di latta; devono successivamente riposare per una notte intera (o quasi!): per ultimo accertatevi che sia ancora una bella giornata, visto che devono prendere dell’aria buona e rimanere possibilmente molto tempo all’aria aperta fresca. Se fate così, vi divertirete voi che l’avete realizzata e sarete pronti e purificati per ricominciare un nuovo e lungo periodo settimanale di passione: lavorativa? Che tristezza!

OOOOhhhhh per essere la prima volta, direi che ci è riuscita proprio bene; non abbiamo capito bene chi e cosa sono i “cosi”, ma direi che il senso ed il gusto della ricetta lo abbiamo carpito totalmente e siamo proprio qui oggi al lavoro a verificarne gli effetti benefici.

Effettivamente il nostro obiettivo era prima di tutto quello di trascorrere una serata in compagnia, rivedendo un po’ le foto della nostra vacanza “pellegrina”, però poi da cosa, nasce cosa…..i “cosi” sono sempre in mezzo ed è un attimo tirare le somme. Il problema è che non quadra mai.

Quindi dalla mangiata siamo finiti in mezzo alla divagazione; il fatto è che quando cominciamo a divagare, improvvisamente e soprattutto ultimamente, ci ritroviamo catapultati in una situazione che non è più solamente fantasia, ma realtà a 24 carati!

Ci ritroviamo quindi durante questo venerdì sera ai Resinelli, in un posto molto conosciuto, soprattutto da noi in questi ultimi tempi, per una pizzata in allegria ed una visione quasi interminabile di foto che vanno dalla neve di gennaio, fino al calcare delle Dolomiti, per passare nelle verdi lande scozzesi e terminare al granito del Mont Blanc di fine agosto; per riassumere in poche parole: una via di 4 tiri, ABO.

Alla fine della serata, come detto, traduciamo in pratica quei pochi progetti sortiti dalle nostre menti e non sappiamo se andare a dormire o metterci direttamente in rotta per la Val Bondasca-Albigna. Alla fine vince l’idea del proprio guanciale, sia pure per poche ore. Alle 6,00 del sabato mattina siamo operativi, anche se necessitiamo di un cafferino per rimettere in orbita il Dna. Chiaramente il tempo vola e le verze in questa stagione non si fanno ancora tanto “sfogliare”. Prendiamo la funivia dell’Albigna che sono già le 8,30 e alle 9,40 siamo ai piedi di “Modern Zeiten” il nostro obiettivo di oggi; un po’ in ritardo rispetto a quello che avremmo dovuto fare, ma ogni tanto è bello anche riposare e poi abbiamo deciso che ce la faremo ugualmente.

Tiriamo fuori il righello e disegniamo la nostra linea continua che dalla base della prima verde-placca, arriva fino alla cima di Punta Albigna: un altro balcone centrale, perno di tutto il bacino albignico.

“Pirla”……, sul dizionario vuol dire “uno che gira”….beh finalmente un po’ di pirla …nel posto giusto!!!!!!!! E ne valeva la pena.

Come diceva quel tale: “in cima c’è sempre spazio!”

Se “Tempi moderni” la fai con il sole caldo….te la godi come un riccio, poiché per almeno œ sei in ombra, se invece la giornata è fredda, ti conviene allenarti nel frigorifero, che godi di più!

Partiamo in alternata lungo la prima serie di tiri, dove c’è solo l’imbarazzo di quello che devi prendere per salire; difficoltà non sostenute, ma solo pieno godimento dell’arte motoria.

Neanche una porno-star saprebbe cogliere miglior piacere. Ben presto ci ritroviamo catapultati di qualche centinaio di metri più in alto, sopra un labirinto che dal basso sembra sempre di non poter oltrepassare; in realtà sbuchi in posti che non ti aspetti, per uscire poi alla fine della prima parte.

Quindi mettiamo nuovamente le gambe in spalla e percorriamo un kagajo di pietrame veramente infido per le nostre caviglie, per raggiungere la base della Grande Cuspide, dove iniziano ancora circa 7-8 tiri.

Qui prendiamo una decisione che si rivela importante per terminare con giudizio la nostra cavalcata: andare in conserva. Due belle cordate….Cirio, veraci! Anche perché ci sono 2 persone davanti a noi e vogliamo superarle al volo per evitare intoppi vari alle soste.

Pronti-via: si sale abbastanza veloci lungo ogni tipologia di roccia; ad un certo punto becchiamo i 2 krucchi che si atapirano leggermente vedendoci prendere il largo in maniera così netta. “Bisogna aspettare uno momento, iah!” ….ma noi non abbiamo tempo per aspettare che si facciano otto tiri in quelle condizioni, anche perché i due fringuelli, loro, la sera si fermeranno ancora al rifugio a fare i loro porci comodi; per noi invece far tardi, vorrebbe dire scendere a mezzanotte e perdere la funivia e non solo; quindi prendiamo rapidamente il largo e in men che non si dica sbuchiamo nella zona dell’Urlo Pietrificato, dove di solito si fermano i Vocalist ad allenarsi. Qui ci si trova su 2 punte (praticamente la forma della cima!) e si possono lanciare foto & urla a go-go:

  • si può mandare a quel paese il principale;
  • si può far uscire quello che si ha dentro;
  • si può anticipare la chiamata della Neuro (e qualcuno ci è riuscito bene!!!)

E’ come essere su uno stendi-biancheria: tu sei da un lato e gli altri dall’altra ed è uno spettacolo: manca solo che ci si trasformi in roba-da-asciugare! la gente diventa matta per un nulla. E’ incredibile come una situazione di assoluta staticità, possa darti tante emozioni; ci sei tu sul mondo e lo tocchi con mani & piedi. Non c’è nessun altro in giro e non si sente una mosca volare; c’è solo il rumore dei torrenti, ma ormai quello è diventato implicitamente parte di noi.

Alle 15,00 siamo in cima: pacca sulla spalla, abbracci, complimenti….insomma il rituale banale di una salita goduta e poi ordine e disciplina per una discesa abbastanza tranquilla e pallosa al tempo stesso. Si gira intorno al Pinnacolone come se fossimo su di una giostra, ma poi ci si deve vomitare giù per un pendio-merdaio pieno di sassi che non vedono l’ora di farti cadere! Sono una trappola umana, tanto più che qualcuno di noi, più di una volta, ci ha lasciato caviglie, mani e pantaloni.

Abbiamo i minuti contati, visto che la “latta” riparte al massimo alle 17,30 ma qualcuno pensa di aver letto che l’ultima scende verso le 16,45. Se così fosse saremmo stantuffati di bestia, ma come al solito se il cervello si posiziona sulla levetta “Credici!!” alla fine ce la si fa.

In 4 ed 8 siamo alla funivia, stremati, con gli occhi fuori dalle orbite; non ne possiamo più. Intorno a noi il silenzio!!!! Accade o sta per accadere quello che temevamo: dobbiamo scendere a piedi!

NNNOOOOOOOOOOOO!

Prendiamo la funivia e chiudiamo la porta, niente; decidiamo di gesticolare perché sappiamo che il guardiano del faro può vederci, ma niente; vomitiamo qualche impertinente commento all’indirizzo della stazione sottostante, ma niente neanche qui……poi Ortensia, pensa bene di avere memorizzato il numero di telefono del Guardiano!!!!! Great….perché così anche Tobia, Venanzio, Galeazzo e Terpandro riescono a scendere.

L (Lui):“Pronto…….si lo so, vi vedo, vi ho anche chiamato al telefono!”…”Perché non rispondete?”

N (Noi): “Guardi, noi cerchiamo di staccare la cornetta, ma è attaccata con il bostik e poi c’è scritto che ogni abuso sarà severamente punito!!” Comunque meno male, siamo salvi…..grazie di esistere!!!”

Altri 12 minuti e siamo al parcheggio; il resto si chiude come al solito, con il ritorno dalla solita strada……ma, ma c’è sempre un MA!

Abbiamo la nausea (di vederci!), ormai sono settimane che appena apriamo gli occhi, vediamo i faccioni di tutti davanti. I concatenamenti sono tali, poiché abbandoni l’auto per i piedi, poi la bicicletta per la funivia.

Noi lasciamo la macchina per andare nuovamente a dormire e ci diamo appuntamento ancora per la mattina seguente: ore 6,00 c’è la camminata rilassante al Rif Bosio!!! Rilassante???, ma se è sempre un Tour de Force!!??

“Cià nemm cal’è ura!”

“Dai che à l’è prunt de mangià”…..”Dai sparecchia che deve pulire!”….”Mi vò giò…perché devo cambiare il disco orario!”………………………………………..NON E’ POSSIBILE!!!

Questa volta siamo in 11 (compresi i Tuberi). Si parte presto, perché dobbiamo arrivare alla “Stanga di Chiesa”, luogo fondamentale per poter salire ai Laghi di Chiesa con la macchina, risparmiando un bel pezzo di strada. Non è bello andare in macchina in certi posti, ma il Cai Desio ogni anno organizza questa chiusura della stagione al suo rifugio e per noi è sempre una bella ricorrenza nonché occasione per rilassarci. Il problema è che devi essere puntuale peggio di uno svizzero, altrimenti se arrivi qualche minuto dopo rischi di rompere tutte le uova nel paniere, che il cesto di vimini si crepi e le anguille scappino ed infine che tutti i cittadini di Chiesa si affaccino dalle loro case con il naso rivolto all’insù…..verso di te!!! Quindi noi non vogliamo rischiare più di tanto e via quatti quatti verso la meta: il rifugio si trova in una conca bucolica, dove gli dèi una volta si ritrovavano per decidere le loro gite domenicali……e dove c’erano forse anche le riunioni della Commissione; in prima convocazione andavano sull’Olimpo, ma in seconda per me venivano qui!!!

Tutto passa e la giornata diventa quasi un lavoretto di modellismo: prendi la panca, siediti, ascolta la S. Messa, torna al rifugio, mangia, bevi il caffè, porta fuori la “meglio gioventù” a giocare, fai un po’ di boulder, dormi sul prato……..ed infine datti uno schiaffo, così sai che devi scendere senza fare storie.

Purtroppo come al solito quello cha ha fatto scappare le anguille c’è stato: “Cià…nemmm, nemm che è tardi, sono già le due del pomeriggio!”

Ci si chiede spesso perché la gente abbia questa fretta anche nei giorni di riposo, ci si chiede spesso dove siano messi ad asciugare i peperoncini (della nonna!) …visto che non si trovano mai!!!!

Poi rischi che tutti sono a Morbegno in coda…..sono i tuoi stessi concittadini che sono fermi e verranno veramente puniti dal destino….visto che arriveranno veramente “tardi”….ecco dov’è il trucco….loro sanno che è tardi alle 14,00, perché sanno che arriveranno tardi a casa la sera…..sono talmente avanti che sono….in coda!

 Comunque noi, salvo qualcuno che per motivi ben superiori è dovuto partire, resistiamo con tutte le nostre forze e meniamo il can per l’aia per un paio di ore, non senza telefonare qualche volta al numero web di “viaggiare informati”, con info in tempo reale. Resistiamo il tempo necessario per sperare che il codame folle domenicale si sfoltisca…….

Miraggi positivi….vediamo “lungo”! Partiamo circa alle 20,00 da Chiesa e alle 22,00 siamo a casa in tempo per vedere che Crespo l’ha messa anche questa volta!!!!!!!!!!!!!!!!

Il concatenamento finisce anche questa volta; mettiamo via un gran bel weekend e adesso inizieremo i lunghi tragitti settimanali per il lavoro.

Però noi abbiamo un gran segreto: siamo in ferie quasi 52 volte all’anno!

Ciao à tuch

Paolo, Luciana, Davide, Lorenzo, Enzino, AleS, Mattia, Angeletta, Chiara, Gegio, Ongiul, Alessandro, Claudio, Fausto, Anna, Paola, Egidio, Fabiana e Patajean.

PJ

Ciao à tuchhh…..dai “Cosi”.

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