Archive for the ‘Senza categoria’ Category

“Pisgana 2” Monte Venezia dal passo della Valletta

lunedì, aprile 4th, 2016

PASSO PRESENA MT 2997_PASSO DELLA VALLETTA MT 3191_MONTE VENEZIA MT 3290

dislivello positivo:circa 900 metri

sviluppo positivo:circa 7 km

dislivello negativo(godimento):2640 metri

sviluppo negativo(ma de gamp):19 km

totale sviluppo circa 30 km compreso discesa dal passo Presena.

neve:super portante la parte di discesa dal Passo di Presena e poi il tutto  su neve portante con patina di FIRN (si scrive cosi quando la neve è bella)

Itinerario segnato in blu (discesa) e rosso( salita).  partiti 8.30 da passo tonale e arrivati alle 16.30 passo tonale (con calma)

20160404_214717

….ci sian trovati  ….io ,Stefy,Anna,Gigi,Alessandro Uzzo (per non confondere) Alessandro Barni e Iris Nombosco  e sian partiti di buon ora verso il tonale con la notizia che…a quanto ricevuto ci sarebbero problemi nell’imbuto di discesa sul ghiaccio. (altro…)

UNA CLASSICA : Pizzo Ferrè da Montespluga 3103 mt (disl circa 1300 mt)

lunedì, giugno 9th, 2014

Una classicona che ormai volge al termine visto il caldo che è uscito.

Dovendo già andare a Rasdeglia a verificare i danni dopo disgelo,  propongo , alla cena di fine corsi 2014 , chi vuole aggregarsi per la gita.  Rispondono ,  oltre a me e Ste , AleU , LuisaB, LauraG.

La sera ci raggiungono le due belle donzelle , mentre AleU perviene a Monatespluga il mattino.
Ritrovo alle 06.00 al Passo anche se, viste le temperature, sarebbe meglio un po’ prima.
Per evitare la levatacciona ad AleU, ma anche a noi stessi, teniamo duro per le 06.00.
Complice un po’ di divagazioni arriviamo a Montespluga alle 06.15 e AleU non c’è…occavolo stai avvedere che è rimasto a letto , e invece invece no ,   al Passo avevamo detto  e lui al passo è andato .
Inizialmente la destinazione era il Suretta ma considerando che c’è da spallare cambiamo itinerario e allora con i potenti mezzi telefonici lo raggiungiamo e lui si ricongiunge a noi.

Ci prepariamo e partiamo, portiamo gli sci per una decina di minuti e poi attraverso lingue di neve mettiamo gli sci ai piedi. Fin dall’inizio non tutti erano convinti di fare la cima e allora partiamo e subito il gruppo si sgrana. Giungiamo , io e Ale bivacco Cecchini , facciamo una sosta cibo e bagno anche per vedere dove sono le donzelle, e, considerando che sono un po’ in dietro, complice la caldazza incredibile ripartiamo. Facciamo il valloncello subito dopo il bivacco, risaliamo un pochettino, e poi iniziamo il traverso che via via si abbassa per evitare i roccioni per andare a riprendere la salita. Considerando il pendio e il caldo, col senno di poi forse è meglio abbassarsi decisamente , togliendo le pelli, forse si fa più in fretta e sicuramente si è più sicuri.

Riprendiamo a salire i bei pendii del ghiacciao per guadagnare il deposito.
Spelliamo , ci ramponiamo, ci imbrachiamo, mangiamo, beviamo e partiamo.
La cresta è sempre molto interessante e da stare in campana per via delle neve molle che rende gli appoggi instabili (meglio le roccette). Arriviamo in cima il panorama è stupendo, non ci sono nuvole e la vista spazia a 360 °. Foto di rito, do uno sguardo alla parete NE del Pizzi dei Piani e mi stupisco come il 12-04 sia riuscito a percorrerla con gli sci. Da qui è veramente spettacolare e sembra impossibile….. almeno per me.
Togliamo la corda che ci eravamo portati, perché in discesa non guasta mai, è una sicurezza imprescindibile….. Approfittiamo per ripassare manovre nodi pensieri parole operer e omissioni e poi scendiamo.

Giunti al deposito calziamo i nostri sci e percorriamo i bei pendii del ghiacciaio con neve remollata ma ben sciabile. Se avo retta al mio primo pensiero era meglio scendere tutto il ghiaccioa, ci saremmo ben divertiti, e poi ribellando saremmo risalita appena dopo il bivacco, mentre così devi comunque risalire 150 mt ma alle spalle del bivacco. Fa lo stesso. Un “piccolo” spavento , movimenta la giornata. Un bel bloccone di neve , posizionato sulle rocce di fronte a noi a mo di “seracco” decide di scendere facendo un bel salto con un bel tonfo e procurando una slavina che inizialmente sembra voler venire verso di noi poi si incanala e si allontana fermando la sua corsa ben sopra le ns. posizioni ma devo ammettere che un pò di paura mi è venuta!!!! E non oso pensare a situazioni ben più gravi. Gita che deve iniziare presto e finre ancor prima ….. in questa stagione è
f o n d a m e n t a l e k….

Risaliamo , raggiungiamo il bivacco , spelliamo e scendiamo per bei pendii con buona pendenza.

La neve tutto sommato tiene bene e, peccato che finisca da li a poco, per fare tutto un traverso che ci porterà fino alla stradina. Non so se è meglio scendere i pendii fino in fondo e poi a mo di fondo appunto trascinarsi a Montespluga. Sarà per un’altra occasione. Contenti divertiti e soddisfatti rientriamo in quel di Rasdeglia per mangiarci , ciò che è rimasto della Pizza della sera prima e con buona e fresca birra. Le Donzelle ci avevano già abbandonato….. beh c…i loro.

Alla prossima e ciao a tùch.

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La Montagna dal sinistro pugno chiuso con le 7 nocche ! IL RIMPFISCHHORN 4199 mt

venerdì, giugno 6th, 2014

Desideravo provare due salite sopra i 4000 e allora, su consiglio di Fabio, che poi purtroppo deciderà di non venire, decidiamo per il Rimpfishorn e, se si riesce , l’Alphubel.

 E allora via che si prenota !!!!! Contatto il rifugio : 2 notti , 3 giorni , sespost (6posti)!


E ora apriamo le danze dei numeri , chi vorrebbe venire ma non può , chi può venire ma preferisce fare altro, chi verrebbe a condizione che si torna la domenica alle 13,15, chi verrebbe se nevica azzurro….. e alla fine, ecco che dal pallottoliere escono i nominati:
io, Ste, AleU, Jo Pozzi, Laura, Riki.

Ci spalmiamo su due macchine perché in 3 tornavano la domenica e invece altri 3 sarebbero rimasti, per fare una seconda cima , se riuscivano , e quindi sarebbero tornati il lunedì.
Ci troviamo il 31 Maggio mattina destinazione Taschutte.

Arriviamo a Taschalp in macchina , bel posto, però non c’è neve e dobbiamo spallare gli sci per 500 mt circa, fino al rifugio che è a 2700 circa, poco male……

 

Ci prepariamo e ci avviamo … un bellissimo AleU con i suoi pantaloni da gatto con gli stivali si avvia davanti a noi , scarponi appesi e corda sullo zaino , sembra proprio uno portatore occidentale che deve scontare pene severe, forse forse forse, per via della sua professione.

 

 

 

Arriviamo al rifugio, che, come di norma svizzera, è carino funzionale e confortevole.

Peccato che facciano pagare l’acqua da 1,5 L – 8 euro!!!! e le pietanze, commestibili, sono tutte uguali e tutte con lo stesso sapore. Ma vaa a ca……….. vaaa.

Prendiamo posto nella nostra camera da 6 e poi , al riparo del fastidioso vento che soffia, ci dedichiamo alle manovre sotto gli occhi incuriositi di una, come al solito “loquace” , guida.

 

 

 

 

 

AleU fa le “prove stinchi” cercando un rimedio efficace e morbido.

Tiriamo le 18, e con una fame lupo, visto che non abbiamo nemmeno pranzato , ci nutriamo del cibo svizzero accompagnandolo con un rosso vinello che costa solo 28 euro.

Per inciso ci applicheranno un cambio del 1,17 che significa un guadagno per loro di altri 20 euro sul totale (Barboni di cognome) e poi passiamo ai programmi dell’indomani.

Decidiamo per il Rimpi….. miii , che decisione. Sveglia alle 3,45. (si rivelerà troppo tardi!!!!)

Il mattino tra sveglia, colazione, preparazione e prove artva, alla fine riusciamo a partire alle 4,45… , un po’ tardino. Questo ritardo, complice una progressione un po’ lenta, la pagheremo….. poi!

 

 

Ci incamminiamo con sci in spalla, per 15 minuti circa, lungo il sentiero che porta al pendio di accesso al Alphuble Glatscher attraverso il Chummibodmen.

Calzati gli sci, iniziamo la salita sotto un freddo venticello che congela le dita, arriviamo a quota 3400 sul pianoro che si affaccia sul Mellich Gletscher, Riki, forse complice un caffè latte un pò azzardato, ha mal di stomaco e quindi decide di scendere al rifugio, noi , facciamo le canoniche soste tecniche , spelliamo, e scendiamo quei “bei” 120 mt che, gioco forza, dobbiamo riprenderci in salita e poi dovremo fare al ritorno; quindi 120 + 120 , ecco che al percorso

“taghè già da tàcàghi là un bel dusentquarantameter/00, ciàpa su e porta a cà”.

Traduzione: “devi già da subito aggiungere dei bei 240 metri, prendi con te e porta a casa”

Ripelliamo e ripartiamo cercando di tenere un passo costante , arriviamo al deposito sci a 4050 alle 10 e in 4 decidiamo per la salita.
Ci prepariamo e via che partiamo, dopo il primo pendio nevoso a 45° circa 30 mt , – attenzione!- bisogna deviare a sinistra su traverso con roccette e non proseguire diritti.
Tutta la salita si svolge su roccette con verglass su pendii molto ripidi e passaggi un po’ aerei, anche se non impossibili, che rendono la salita tecnicamente interessante.
Vi sono alcuni punti di sosta con cordoni e cordini marciotti ecc. e quindi sarebbero utili nuts e fettucce e qualche chiodo da ghiaccio.
Purtroppo nelle manovre ci impieghiamo un po’ troppo e complice la difficoltà tecnica e il gran traffico di gente che scende , anch’essi molto lenti , ci costringono a rimanere fermi circa 1 oretta.
Continuiamo imperterriti, la giornata è bella, ci impieghiamo più del dovuto , ma alla fine guadagniamo la cima: sono le 13,45.
Iniziamo la discesa alle 14.00 e giungiamo al deposito alle 16 circa con le nuvole che minacciavano di toglierci la visibilità e con non poca apprensione di Laura che ci stava aspettando ormai da parecchio tempo !!!!!!!!
Mangiamo qualche cosa ci mettiamo a posto per la discesa e rientriamo alla base alle 19.
Complice la stanchezza e qualche problemino logistico scendiamo anche noi lasciando l’Alphubel per un’altra occasione.
Riki, intendendo che scendevamo tutti a valle , si è caricato come un mulo e ha portato via tutta la roba lasciata la rifugio, sacchi letto, scarpe, maglie di ricambio, cibarie varie , il portafoglio di Ste, lasciando però al rifugio le scarpe di Jo che si troverà costretto a guidare fino a casa con i calzettoni.
La salita, anche se stancante, è stata di grande soddisfazione anche in termini di esperienza per tutti noi e ci ha consentito di fare e rifare le manovre. La salita e discesa è sempre stata affrontata con la massima sicurezza possibile che il terreno ci consentiva . L’ascesa non è per niente da sottovalutare e sarebbe opportuno affrontarla con meno gente possibile in giro per godere appieno dell’ambiente spaziale in cui si è immersi assaporando anche l’emozionante salita.
La discesa su ghiacciao è semplicemente spettacolare mai pendii troppo sostenuti neve abbondante e farinosa con un bel firn, e remollo alla fine ma sciabile considerando l’ora : erano le 18.00 .
Ragazzi non mi era mai capitato di partire alle 5.00 e tornare alle 18.00 !!!!!
Grazie grazie a tutti per la giornatona e la salitona.

 

 

 

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Pizzo scalino – DALLA SCALA ……ALL’ETOILE DELLO SCALINO..

lunedì, aprile 7th, 2014

Campo Moro 1900
Pizzo scalino 3323
Dislivello 1423
Diff. BSA

Seconda gita del corso sa2 2014

Ci ritrovimo di buon ora alla mitica controtapparella e con veloce lentezza ci fiondiamo in valmalenco alla caccia della seconda cima del corso sa2. Arriviamo giusto in tempo per trovare l’ultimo parcheggio comodo: c’è il mondo riunito qui a Campo Moro! …scopriremo poi esserci una gara di locals sulla parte bassa dell’itinerario.
In ogni caso la bellezza dei luoghi, la monumentale massa del Pizzo Scalino e i panorami della gita attirano sempre parecchia gente su questo itinerario.
Prove di rito e su al ritmico alternarsi delle nostre falcate per la stradina che in breve ci conduce verso la seconda difficoltà della giornata (la prima era il parcheggio), la salita del pendio sotto il Cornetto, dove perdiamo sia il Paolo per uno strappo e Ricky per i postumi della serata brava del venerdi e la “cucina Giapponese” del ristorante cinese.
Traccia e microtraccia, il gruppo dei velocisti è avanti, ma tutti si accodano con buona lena, la giornata è calda i panorami sono da favola e la prima esperienza sul ghiacciaio anima tutti i corsisti… giriamo l’angolo, si fa per dire, saliamo un ripido pendio e ci si apre davanti la vedretta dello Scalino al cui termine si scorge già il deposito sci circondato da meringhe gigantesche. Intanto Anna si fa “insegnare“ da uno sci alpinista di passaggio “esperto” la tecnica delle pertichette…. scambi coolturali ?
Un inversione dietro l’altra alla luce delle nuovi aggiornamenti ricevuti, risaliamo il pendio all’inseguimento di una ragazza in maglietta a manica corta e fisico da pin up.. sarà un miraggio ?
Gli uluati di Samuel in cresta ci rivelano essere assolutamente una presenza reale e in quattro e quattro otto il Nostro si fa dare generalità e recapiti… manco un carabiniere !
Si tolgono gli sci e si risale brevemente la costa ripida fino alla prima parte della cresta
abbondantemente coperta di neve e di li fino al deposito sci superiore: quest’anno si arriva a ridosso della parte alta della cresta. Giù gli sci, su i ramponi non senza qualche grupp e con la picozza in mano, tutti in salita per la facile ma esposta crestina di misto fino alla croce di vetta… il mondo è ai nostri piedi !
Foto di rito e incrocio ravvicinato sul tratto esposto della cresta con la “femme fatale” e poi tutti pronti per la discesa: il primo pezzo è veramente ripido e per alcuni è difficile partire, ma alle urla del diretur si sbloccano (fa più paura lui del pendio) e pian piano si portano nella parte meno ripida. Da quel punto bei curvoni sulla vedretta fino ad un bel canalino. Qui un gruppo di donzelle attira l’attenzione del Barney e allora con la scusa di parlare con loro tutti giù per il canale ripido…. i primi sono già avanti e si vedono le ampie curve dei tavolari giù in basso…. via sotto una luce abbagliante. Poco avanti a noi si apre il ripido pendio del Cornetto… su dai giù ! con attenzione sulla neve che dato il sole a picco comincia a cedere, arriviamo al rifugio Ca Runcash dove alcuni dei primi sono già seduti a bere una birretta… Giuseppe prova a proporre una ricerca artva ma viene bellamente ignorato dai più… la giornata è stata lunga, bisogna raggiungere i due scesi la mattina in paziente attesa e allora…. ci rifaremo alla prossima gita…..
Via velociii ! Tutti a valle al parcheggio per il ritorno a casa e al meritato riposo.
Resta il dubbio: riuscirà Samuel ad avere l’appuntamento ?
La risposta alla prossima puntata…..
AleU, AleB, Antonio, Ricky, Giuseppe, Gigi, Raffaele, Dario, Giorgio, Paolo, Giovanni, Anna, Gonza, Samuel, Simone

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BEVERIN – LA SCALA …….NELLO SCIALPINISMO

lunedì, marzo 31st, 2014

Dopo la giornata di manovre del sabato al canale dei camosci ci attende la prima uscita in ambiente del novello sa2.
Complice il cambio dell’ora ci ritroviamo alle cinque, anzi le sei ma sono le cinque..in qualunque modo si giri una levataccia, presso il Mac Donald di Varedo.
Attesi i soliti ritardatari ci lanciamo verso la swizzera non senza una sosta tecnica per testare le lussuose toilette autostradali.
Passando il San Bernardino ammiriamo l‘abbondanza di neve che la stagione ci stà regalando,
ma scendendo verso la nostra destinazione compaiono i bei verdi prati montani.. -sarà impazzito il Gonza – con tutta la neve che c’è ci porta sui prati ? – serpeggia tra i presenti la domanda – Saliamo al paesino di Mathon e anche li neve zero –
Un po’ preoccupato il gruppo esegue le manovre di rito e via su per il pendio tra crochi crukki e letame… cominciamo o concimiamo bene….
Trenta metri di dislivello e siamo finalmente sulla neve: il rado bosco ci accoglie con le sue luci e ombre con una neve bella portante. Salendo il manto nevoso si fa via via più abbondante e alle prime baite si comincia a intravedere la cima e tutto il percorso di salita, compreso il ripido canale che faremo in discesa… al ritmico alternarsi degli sci ci avviciniamo al primo vero ostacolo del tracciato, il Beverin Ping da affrontare sul ripido prima e con gli sci nello zaino dopo.-Via su tra ampi panoramiche che si aprono, arriviamo alla fatidica scaletta: mentre il gruppo uno si prepara all’attacco alla vetta anche il gruppo due inizia la discesa del salto..
Chi si avvicina alla scala con nonchalance, chi con reverente timore e chi in ginocchio forse per rispetto al Piz Beverin.
Per i più stanchi la cima è questa, ormai alle spalle 1300 mt abbondanti di dislivello e nelle gambe ancora la fatica di ieri, per i più in forma invece la vetta è li a portata di mano……..
Sostiamo in ammirazione del panorama di cime a perdita d’occhio e attendiamo l’arrivo del gruppo di vetta, sognando una bella fontana e lanciando brevi sguardi al canale che ci attende… OS dice la relazione—
Spuntano in discesa i baffi del Pier e a ruota il gruppo al completo…. su dai giù… qualche bella curva sul ripido e ci buttiamo a destra alla ricerca del pendio farinoso che il Pier e il Gonza hanno individuato durante la salita… in un tripudio di serpentine anche i più timidi sparano giù delle belle esse pennellate sul pendio….il Pier è a mille, inanella scodinzoli su questa bella neve remollata dal sole – ci aspetta e riparte – euforici ci lanciamo sulle sue tracce..
In un susseguirsi di balze divertenti ritorniamo alle baite dove ci tocca la prova dell’Artva… ma con bar di acqua fresca e volendo la doccia 😉 – ottima scelta ancora dell’inossidabile Pier..
Campo ARTVA pronto in men che non si dica e via con greche e e microgreche… ho capì un cassis ma non importa, si rifarà …. finale a sorpresa con caccia all’arva fantasma o fantasmatico e Anna con il proverbiale intuito femminile da un colpo di pala …. e oplà trovato ! Nel frattempo il gruppone ha arato lo spiazzo che ora è pronto per la semina…
Mai domo il Pier riprende la discesa a palla, la neve regge e anche le nostre gambe: con una spettacolare gimcana nel bosco ci conduce con un breve togli e metti alla scaletta di pietra che porta sulla strada, due passi e siamo alle macchine.
Chi si cambia, chi fa il bucato, chi stende, chi sbatte i tappeti… gli abitanti del paesino non hanno mai visto una cosa del genere… son tutti matti questi italiani !
Perbacco il Pier è già pronto, lavato e pettinato e pronto a dirigere le manovre di carico del Gonzafurgone… su dai giù questi zaini ! Si torna a casa lungo l’autostrada non senza un lungo sguardo dai finestrini alla cima appena lasciata .. che discesa e che neve e che sole… siamo tutti belli bruciacchiati, esausti ma con il sorriso stampato in faccia dopo un bel week end di fatica…..

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domenica, gennaio 10th, 2010

Primo articolo di prova del nuovo blog.

neve a livigno

Qui potrete inserire articoli, commenti, impressioni su tutto ciò che attiene alla monatgna, alla Scuola ed ai Corsi.

Scrivete a info@caivalledelseveso.org per ottenere l’utenza e la password per inserire i vostri articoli.

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