Archive for the ‘PataJean Blog’ Category

IL CERCHIO MAGICO – Weekend 28/29 gen 2017.

martedì, gennaio 31st, 2017

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  • CIME: Monte Kazzola mt. 2.330 + Anticima del Corbernas a mt. 2.454 ca;
  • ZONA: Alpe Devero (Alto Piemonte – Alpi Lepontine)
  • DISLIVELLI & SVILUPPI: 800 mt il primo giorno e ca 900 mt il secondo; gli sviluppi vanno, tra dai e vai, sui 23 km;
  • NOTE: neve sbrisolona, da decifrare e ingannatrice; ca 15 cm di ‘fresca-farlokka’ con brina da rigelo. Ventata sui crinali. La zona è rinomata anche dal pdv enologico: va a ruba il Teroldégo.

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Andiamo all’Alpe Devero? “Si, no, non lo so…..decide Beppe!” quando si dice il dubbio. Del resto e per usare una terminologia propria del ns Direttore: “Non sono mica qui a indovinare le domande dopo le risposte!……per chi mi avete preso, per Google?”. Ma cominciamo dall’inizio…..che è il principio della fine….

Per la seconda uscita del Corso SA1 2017 abbiamo optato ancora una volta per il sicuro. Dopo i costi stellari del pernotto ipotizzato a Chamois, ridente cittadina dove le auto stanno agli abitanti come la neve a questi ultimi anni, decidiamo per il buon senso e miriamo direttamente al ‘cerchio magico’ del Devero, fulcro invernale dello scialpinismo e delle ciaspole (ndr: da notare che ieri c’era il pienone, complice il tempo complice l’articolo apparso sulla Rivista del Cai; fatto sta che San Siro durante il derby di Milano raccoglie meno gente).

L’Alpe Devero è un gioiello ambientale degli itinerari sia estivi che invernali: dalle salite con le pelli, alle escursioni con le ciaspole, dai laghi enormi a quelli piccoli e spettacolari.

Che cima facciamo, il Sangiatto? “Si, no, non lo so…..decide Beppe!”

Partiamo il sabato quasi sciolti da Varedo e la prima tappa è a Crodo, dove Pier s’incroda nel piccolo quartiere mandando in ansia tutti i negozianti; ormai quando lo vedono arrivare gli lasciano campo libero. E’ come se lui avesse un nulla osta e potesse entrare manovrando a libera scelta: se è un panettiere, che tipo di pane portar via per la VDS; se è un bar……decidere la dislocazione dei tavoli; se caffetteria…..mettersi direttamente dietro il bancone. E’ il ns idolo ormai!

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La seconda tappa è parcheggiare l’auto nel silos sotto l’Alpe e schivare i bisogni di un paio di cani che mangiano tanto e kagano di più, come leoni oserei dire: non esiste angolo della Piana del Devero che non sia battezzato. Capiamo che sono i padroni e rivendicano la proprietà, ma in questo modo risulta quasi oltraggioso; siamo in mezza pensione nuovamente all’Albergo Alpino come due anni fa, caratteristico per la sua intimità e per avere le camere in soggiorno: uno spettacolo da vedere e da ascoltare. Quando vai a letto entri praticamente nelle orecchie di coloro che discutono vicino alla stufa, anzi li vedi sotto le assi. Epopea del legno!

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La giornata di sabato non è delle migliori e non avendo un Kazzola da fare decidiamo per quello….

Si sale nel bosco rado per poi uscire sulla cupola avvolta dalle nubi ad oltre 2.300 metri. Siamo in vetta verso le 12.30 e ci facciamo fare una foto dai pochi altri frequentatori incontrati. Siamo nuovamente in valle per la manovra di ricerca Artva, la facciamo? “Si, no, non lo so….decide Beppe!”

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Abbiniamo ricerca con sondaggio, non tanto nel chiedere come la pensano, ma maneggiando l’attrezzo per capirne sensibilità e imparare a gestirne il tocco. Adriano, a fronte di alcuni tentennamenti, ha deciso di devolvere agli allievi il nuovo volume “Esplorando il corpo umano” tratta da “Tasto-terapia: come toccare il ferito”. Sarà in edicola con in regalo il primo fascicolo di una lunga serie.

E’ ancora presto e rimane lo spazio per una merenda: probabilmente potevamo fare noi da mangiare per tutti gli ospiti del rifugio; fatto sta che occupiamo la Dependance e diamo fuoco alle bocche: un colpo al cerchio ed un colpo alla botte. Passa il tempo e ci trasferiamo in sala da pranzo dove ceniamo fra cazzate e fraseggio comunicativo. Dopo il Thermos arriva il sonno ed è subito domenica, con tempo bello e cielo da favola.

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La salita scelta è il Sangiatto, per lo meno fino alla Bocchetta di Scarpia a 2.248 mt, dove decidiamo in funzione della valutazione dei pendii. Giornata fantastica e quell’atmosfera incredibile che solo il bosco coperto di neve sa dare: il riverbero della neve col sole, il freddo non troppo intenso e il gioco di luci-ombre arricchiscono la giornata ideale per fare trick & track.

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Passiamo da diversi alpeggi e miriamo il colle dal quale prendiamo una decisione diversa: anziché salire la cresta del Sangiatto che richiederebbe un paio di ramponi (a testa!), miriamo direttamente al Corbernas o per lo meno il gran dosso che lo precede. L’azione del vento è evidente, qualche gonfia si intravede ed il riporto nei canali è altrettanto realistico.

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Valutiamo di scendere un ampio pendio che si incassa in basso in un canale che ci riporta dove improvvisiamo una ricerca artva ‘a chiamata’. I ragazzi si comportano bene e tutto termina con una bella ravanata nei boschi sopra la splendida località di Crampiolo, che oggi non abbiamo visto direttamente ma che merita un passaggio per la sua bellezza.

Il resto della discesa è un misto tra il gioco delle bocce ed il tiro a segno: 10 ciaspolatori valgono una multa di 100 €;  15 feriti ti fanno saltare la stagione, per 20 ti ritirano il patentino di scialpinista. Finisce bene e riusciamo a schivarli tutti.

Alle 15.00 +/- siamo di nuovo alle auto, pronti per ritornare a casa; ci fermiamo nello stesso bar di un paio di anni fa e la sciura, appena intravisto Pier dalle finestre, è uscita e gli ha consegnato le chiavi dell’edificio dicendo “Prego, manda fuori pure tutti e decidi come meglio credi la dislocazione ai tavoli! Ricordati solo di battere gli scontrini prima di andar via, visto che anche voi siete in buona compagnia!”

Direi che molte volte è un privilegio!

Diciamo subito che è il Corso del ns Direttore Inox: semplice, essenziale e concreto nelle cose da sapere e da memorizzare per il futuro. Compagnia sempre ottimale e meteo che tutto sommato ci sta regalando la possibilità di portare avanti il progetto 2017.

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Adesso un po’ di pausa ed un po’ di kazzola….magari con la malta? “Si, no, non lo so, decide Beppe!”

Partecipanti: Inoz, Pier, Stefy, Anna, Andrea, Massimo, Teo, Max, Giò, Boris, Gigi, Luca Turri, Luca Tau, Mattia, Giuseppe, Enrico, Adriano e Patajean.

by Patajean

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RAGAZZO DI CAMPAGNUNG!

lunedì, gennaio 23rd, 2017

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  • CIMA: Piz Campagnung mt. 2.826;
  • ZONA: Engadina (Svizzera); esposizione SE
  • DISLIVELLO & SVILUPPO: 650 mt e 9,4 km;
  • DIFFICOLTA’: MS
  • NOTE: giornata super fredda, con neve in generale più che buona, tipica del periodo e con scricchiolio-da-passaggio, indicante spettacolo inguinale per il dopo-salita; un po’ pesante in alcuni piccoli tratti in discesa, ma giusto per trovare un difetto. Il vento dei giorni precedenti ha creato placche ventate visibili in alcuni punti. Pendii tritati.
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Tratto dal più famoso e esilarante film di qualche anno fa, anche per noi il nostro piccolo-grande momento di gioia alpina si è finalmente materializzato in questo inizio di 2017. Avevamo prenotato anche venti sedie posizionate davanti al trenino rosso per poterne apprezzare movimento e gustare la libido motoria, ma il freddo ha scongiurato gli organizzatori a toglierci d’impaccio impedendoci di posizionare le nostre fredde terga di fronte al passaggio dell’illustre mezzo locomotore, preferendoci una decina di giocatori di polo puledrati sul lago jazzato di Saint Moritz.

Non possiamo dire che la neve è arrivata, ma nemmeno in maniera netta il contrario e quindi noi si è andati e si è dato inizio al ns SA1 2017, in maniera ufficiale.

Sabato 21 gennaio 2017 kazzeggiando sulla neve in Engadina allo JulierPass: ore 8.45 prima pertichetta dell’anno; ore 13.15 prima curva 2017; ore 15.40 prima conclusione gita 2017. Ciack si gira….pagina.

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La nostra Divina Tentazione è sempre super, anche in un anno scarso di precipitazioni; difficile trovare una gita senza ‘macchia’ e quindi ci siamo riservati, tra dislivello contenuto e condizione neve, di andare sul sicuro.

Però ci stiamo attrezzando e non a caso fra un mesetto alcuni dei nostri saranno in altri posti in avanscoperta e ci diranno se, scendendo a sud, le cose sono davvero cambiate. Qualcuno sostiene che le migrazioni, giungendo al nord, hanno causato lo sprofondamento della falda / faglia rocciosa con progressivo innalzamento del suolo italico meridionale che riceve ora tutta la neve; le Alpi servivano per bloccare le precipitazioni e le basse pressioni, ora servono da lancio per farle ricadere più a sud, con estremo disagio anche per coloro che non vivono propriamente di questa passione, anzi causando un malessere che definire tale in questo momento è un po’ troppo sarcastico.

Per cercare di tornare in un’oasi di benessere moral-ludico, possiamo dire che la neve tutto sommato era quel minimo sindacale atto a garantire un pellaggio più che soddisfacente in salita ed un discreto godimento in una discreta discesa, a tratti in polvere a tratti un po’ “polimera”, ma in grado di farci sorridere a fine corsa e pieni di speranza per l’avvenire di stagione.

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In salita l’occhio è anche caduto su alcuni scaricamenti spontanei che non erano annunciati dal bollettino, ma che erano un segnale inequivocabile del malessere del periodo: crepe sinistre ed immediatamente adiacenti, testimoniano la sofferenza dei pendii in questo momento.

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Dalla cima solito spettacolo visivo; anche a mettere un telone che si apre al nostro arrivo non renderebbe l’idea di fondo. Si vede tutto in totale trasparenza, con un Ago del Torrone in bella mostra e tutti i principali gruppo protesi verso il cielo a salutarci comme d’habitude.

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Una nota di rilievo: dal 2017 in Svizzera ci si può arrivare anche e solo in quinta, con un unico scalo-marcia per il passaggio in quarta sul Passo del Maloja; per il ritorno segno della croce, discesa sempre in quarta e festeggiamenti in prossimità di Chiavenna! Per eventuali istruzioni su come ciò sia possibile a Montevecchia vi attendono; oggi hanno già chiamato da Kazzenger per saperne segreti e motivi e per capire come questo fatto (fenomeno per gli addetti ai lavori) sia possibile. Ricciardo è atteso nel prossimo fine settimana. Qual è la morale? che la frizione la puoi togliere o, in casi estremi, tenere in mano per tutto il viaggio.

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Non possiamo infine non citare Adriano, profeta della tavola e dei Poseroni (citazione da quota 2.586 mt):”….Comunque questa è la passione/sport più bello al mondo: che tu faccia 250 o 1.500 metri il paesaggio che hai sotto il naso è sempre uno spettacolo unico”.

Sarà un anno “del Léla”, ma è sempre bello.

Oggi tra gli altri: Anna, Stefy, Mattia, Luca, Luca, Enrico, la cordata dei DB (Double-Beppe), Andrea, Massimo, Gigi, Teo, Barney, Pier, Inox, Ronnie, Giò, Boris, Adriano e Patajean.

by patajean

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…..E IO “PASTURO”!

lunedì, gennaio 9th, 2017

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“Tutt’informa, dài veloci, pre-sciistika, l’Epifania tutte le feste se le porta via”, un sacco di paroloni e di buoni propositi……ma alla fine va sempre di moda il pasturare. Una volta il motto era “….E io pago!” adesso è diventato “E io Pasturo”.

Incontri in giro un cartello che dice così e ti fai influenzare subito……

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….cominci a chiederti chi, dove, come e perché uno deve pasturare, però ci credi e vai dietro al cartello! Qual è la conseguenza? Questa:

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Di solito si festeggia dopo che l’evento è accaduto, noi oggi abbiam festeggiato l’inizio dell’anno e soprattutto la neve che non arriva, tristezza.

Dopo un periodo misto fra gozzoviglie, ubriachezze & vecchi rimedi per uscirne, ci ritroviamo nuovamente immersi nei percorsi di sempre, nella voglia di ribellarci alle code da rientro e nei nostri territori sempre più affascinanti se visti con gli occhi giusti. L’aria poco sottile che ha tirato in questi giorni e reso i panorami tersi, il sole rosso-fuoco che attira l’attenzione prima di coricarsi dietro le Cozie e la stanchezza che sembra non esserci mai, sono una costante di questo periodo pre e post Natalizio.

Per iniziare l’anno si decide di stare quindi in cesta, navigando verso il Rif Riva sul versante solivo del Grignone.

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Già uno quando arriva a Pasturo si chiede come mai è così fortunato: più che un nome suona come un imperativo, oltretutto in prima persona singolare; quindi dà l’idea di essere una certezza, manco fosse stata la conseguenza di un’estrazione lotterika.

In secondo luogo uno si domanda in quale stato civile si trova: se single oppure giù dagli scaffali, perché anche qui Pasturo può giocare un ruolo determinante. Si narra che in passato chi arrivava a Pasturo riceveva una canna e a fine giornata la doveva riconsegnare con la preda, che poteva essere di qualunque tipo: dal girino di pozzanghera al cavedano di 1.70 cm, passando per la triglia di lago.

Infine se uno trova un cartello in prossimità delle ore 12.00, questo non può che essere un messaggio con un retro-gusto eno/gastro. Quindi non ci resta che credere nella forza delle gambe che prima ci conducono alla chiesetta di San Calimero e poi sotto i tavoli del Riva.

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Finiamo di pranzare e desideriamo fare una foto; prima però dobbiamo finire la bottiglia:

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E dopo, fuori, ci sembra di vedere cose che prima non c’erano….

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Ormai siamo lumati a vista dal nostro Direttore Inox che ci tiene monitorati facendoci sorprese last minute e/o capitando a caso nei posti in cui sfoghiamo i nostri allenamenti. Chissà come mai ma lui arriva sempre…..sarà forse per il nuovo telefono che ha in dotazione: una piastrella di 10x7x3 cm modello carving e rockerata in testa!, che gli dice dove siamo, quanti siamo e, soprattutto, se quello che stiamo facendo è consono dal un pdv motorio.

A casa sua ha fissato una console dotata di maxischermo: vi è proiettata la Lombardia e con gps i nostri movimenti. A scelta ci ispeziona.

Ci perdiamo ben presto nei nostri meandri e riportiamo noi stessi sulla retta via nei tempi giusti per scodinzolare fuori dal traffico. Ormai i tempi sono stretti e siamo pronti a cimentarci nell’SA1 che avrà inizio questa settimana.

Chissà se i fiocchi si ricordano di noi…

Il puzzle viene bene se i pezzi ci sono e si incastrano a dovere; magari non si trovano subito e tutti, ma quando ci sono la foto è chiara. A turno siamo sul pezzo.

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by Patajean

 

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POSTIESPOSTI……Befana 6 Gennaio 2017.

domenica, gennaio 8th, 2017

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Si narra che i Re Magi abbiano percorso molti km prima di raggiungere la mangiatoia e lo abbiano fatto seguendo una stella con calma, senza fretta da rientro e con giorni e giorni di cammino, ma loro avevano le lettere maiuscole; noi, invece, siamo re magi non-per-definizione e abbiamo le minuscole che incalzano. Di conseguenza ci prendiamo le ore che servono e cerchiamo di farcele bastare perché entro sera dobbiamo rientrare. La nostra Cometa oggi è il Sasso Cavallo, che evoca lisciume, stremjzi, esposizione e tanta storia.

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Il meteo conferma ormai che il bello appartiene a questo periodo; la “ronkolata artica” ha fatto sì che i germi fossero spostati altrove, ha sicuramente reso l’aria più tersa, ma ci ha anche delusi assai per il mancato deposito dei fiocchi a noi preferiti, che sembrano mancare all’appello; il termometro segna sempre basso e noi, ovviamente, scegliamo un angolo sufficientemente remoto e mai battuto dal sole in questo periodo se non nelle zone alte. Saliamo da Rongio (350 mt) verso il Rifugio Elisa sino al bivio in cui il sentiero nr 16 ci catapulta a goccia verso la Val Cassina. La parete del Sasso Cavallo a quel punto si erge di fronte a noi possente, liscia e si sente profumo di selvaggiume bestiale!

Indecisi fra Oppio e Cassin….alla fine decidiamo di salire il canale della Val Cassina! Troviamo anche due bei camosci che ci fanno vedere casa loro: si offrono inizialmente per farci sicura (dall’alto) e poi per distendersi su un piatto a fianco delle patatine e della majonese (!)….

Entriamo in Val Cassina come se entrassimo in un mondo tutto particolare: anfratto che sembra inaccessibile e recondito, diventa un budello incredibile quando vi si entra e lo si percorre verso l’alto. Da Rongio o poco sopra, il Sasso Cavallo sembra assolutamente una continuazione del Sasso dei Carbonari e mai si potrebbe pensare ad un passaggio, invece il passaggio c’è ed è un collegamento tra due mondi opposti.

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Il freddo è quasi “scrotale”, ma quando esci nel c.d. Paradiso-del-Mugo non lo percepisci più; vediamo in lontananza anche la neve caduta sul confine italo-svizzero solo per tenerci buoni, ma evidentemente insufficiente a rendere realistica l’accensione del motore scialpinistico.

Alla Bocchetta di Val Cassina (mt 1.823) siamo cullati dai mughi e viaggiamo con loro a mezza altezza, sino alla cima del Sasso Cavallo dove l’aria frizzante ci fa capire quanto il freddo possa pestar duro.

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Scendiamo poi verso il rifugio Bietti dove sgranocchiamo qualcosa sotto gli occhi di un cane che sembra non mangiare da quando è nato e qui per noi finisce la parte dei POSTI ESPOSTI!

Ma come al solito non ci facciamo mancare nulla e quando decidiamo di scendere per la Val Meira cominciamo a capire che la strada è lunga: ambiente sempre selvaggio, case che non ti aspetti e frazioni di centri abitati dove gli ultimi botti di capodanno fanno sentire un sottile puzzo di zolfo.

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Un sali e scendi continuo per raggiungere la civiltà, l’altimetro che non scende sotto gli 800 metri e la macchina che da Rongio fa segni per evitare che si scenda a Sonvico/Somana…..distante. Che fare? Con un continuo POSTI E SPOSTI alla fine ci mettiamo in contatto con sentieri d’altri tempi, di quelli che “ti kagano giù” in dieci minuti facendo scendere la quota di 500 mt al volo. Ci affianchiamo a quello che d’estate dev’essere una perla di bellezza (Sentiero del Fiume) e dopo altri passi e contropassi raggiungiamo di nuovo la nostra meta.

Che dire: oggi un bel giretto in compagnia della Befana in angoli remoti seppur fuori porta, a cavallo di una bella trottata e respirando il silenzio tranne che nelle zone note o in prossimità dei rifugi. Condizioni eccellenti su tutto il percorso anche se questa più che una notizia positiva è una nota dolente, che dimostra ancora una volta la fotocopia meteo dello scorso anno e un misto Ansia più Angoscia per come ormai la neve si tenga lontano da noi per troppo tempo.

I re-magi di oggi: Andrea, Teo e Patajean.

by Patajean

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IL MAGO G…ESISTE!

giovedì, ottobre 6th, 2016

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Chi l’ha detto che il “Mago G” non esiste; bastava venir su a Montevecchia sabato scorso e l’avreste visto anche voi, in carne e ossa!

Serata a lui dedicata e giustamente dopo quanto accaduto qualche mese fa; Giorgio si è infatti laureato Regionale AL per conto della VDS…….e avremmo consegnato il trofeo anche al Coach Tiziano se non fosse stato per un maledetto infortunio ad un dito (però…con tutti i Capitoli che ha scritto potevano dargli la laurea honoris, sti sakuciùni!). (altro…)

BRENTA: Riflessi di cengia.

martedì, settembre 13th, 2016

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  • METE: Sentiero Sosat + Bocchette Centrali
  • GRUPPO: Dolomiti di Brenta
  • RIFUGI: Tuckett, Alimonta, Pedrotti, Brentei, Casinei e Vallesinella.
  • DSL + SLP: 300 mt + 350 mt con ca 20 km di sviluppo
  • NOTE: la prima è che entri sempre in un mondo particolare; metti il gettone e godi dello spettacolo in 3D. La seconda è legata al Campanile Alto: ne esistono due, di cui uno è quello originale, mentre l’altro era con noi, seduto al tavolo ed iscritto al Cai Desio!

(altro…)

LA “MERONI-ZZAZIONE”.

giovedì, settembre 8th, 2016

Ieri sera ‘abbiamo uscito’ Inox da casa; “Ciao Antonio, come stai?” risposta: “Mah, sceglietene voi una delle due: come un gatto in tangenziale o come il tacchino in America, durante la Festa del Ringraziamento!”

Morale: comincia a star bene. (altro…)

DOVE CI SI TROVAT?

martedì, settembre 6th, 2016

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  • CIMA: Piz Trovat mt. 3.146
  • GRUPPO: Bernina
  • DSL & SLP: circa 1.250 mt per 17 km complessivi;
  • NOTE: gita Cai Montevecchia in un ambiente come al solito superbo, ma reso meno piacevole per le condizioni climatiche attuali che ne infangano l’aspetto e le aspettative.

(altro…)

PASSAGGIO A NORD-EST.

venerdì, settembre 2nd, 2016

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Anche quest’anno per le nostre ferie abbiamo cercato invano di trattenere il tempo, senza riuscirci. Preso al lazo, trattenuto col prusik, legato con l’otto rincorso…..nulla. Non sono serviti neppure la carrucola e il mezzo Poldo. Inesorabile come la forza di gravità. (altro…)

IL CENGALO & LA GIORNATA PERFETTA.

giovedì, settembre 1st, 2016

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  • CIMA: Pizzo Cengalo 3.369 mt. sul livello della pazienza;
  • GRUPPO: Val Masino
  • SVILUPPO & DISLIVELLO: dai Bagni sono circa 16 km per 2.210 mt…..da fare anche al rientro, quindi raddoppiamo entrambi;
  • NOTE: meteo da manuale e salita in giornata in circa 4,5 h…..avendo poco tempo a disposizione!

“Masino primo amore” diceva un famoso adagio; non sarà il primo ma è sicuramente sul podio anche senza medaglia. Con una giornata del genere non ce l’abbiamo fatta a dire di no, anche la porta di casa ci ha sbattuto fuori, con calcio nel sedere da parte dello zerbino. (altro…)


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