Archive for the ‘PataJean Blog’ Category

IL GIOCATTOLO DEL GABANATT.

martedì, giugno 6th, 2017

IMG_8707

Weekendone all’insegna della calma da godere e delle cerimonie tipiche del “Gabanatt”.

E’ l’inizio della stagione estiva e quindi occorre salire in quota per garantire l’accesso a coloro che desiderano varcare le soglie di questo angolo sempre incredibile in cui è situato il Bivacco Caldarini. Qui abita ancora il silenzio. Angolo remoto, ma anche no, che si raggiunge con un minimo di sforzo meccanico prima e pedestre poi.

IMG_8705

IMG_2455

IMG_2458

Posizionato tra ciò che è levissimo e ciò che è freddissimo, il Bivacco svetta su un dosso a quasi 2.600 metri in Val Viola ed appartiene alla sezione del Cai Desio. Ne fanno da contorno cime che sono frequentate raramente, ma quando lo sono è peggio che andare a San Siro a vedere i Depeche Mode, c’è la coda.

IMG_8713

IMG_8714

IMG_8824

IMG_8780

IMG_8731

A torto poco frequentate come direbbe qualcuno oltretutto pure lui della sezione!

Oggi manutenzione: dalla cerimonia del Cartello…….dove il palo ha finalmente smesso di lacrimare in assenza della sua parte gemella (riordinata perfettamente con vernice e scritta) che viene issata e posizionata con tutte le dovute cure, all’apertura ufficiale delle porte con issaggio di tricolore italico.

IMG_8782

IMG_8677

IMG_8740

Un momento per festeggiare ed uno per controllare ufficialmente che tutto sia in ordine.

Poca gente in giro e l’ideale per trascorrere qualche giorno lontano dalla civiltà.

IMG_8762

IMG_8759

IMG_8766

IMG_2411

IMG_2402

IMG_2400

IMG_2396

IMG_2433

Con poco anche il Gabanatt è contento, oltretutto aiutato e supportato da famiglia e amici.

by Patajean®

www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

ACQUA CHIARA, ACQUA DULZA.

lunedì, giugno 5th, 2017

IMG_8559

In questi giorni relax e mente aperta; l’idea è quella di vedere dove sono finiti tutti i fiocchi di neve che non troviamo più in quota. Ci sono quelli che non cadono più (tristeeezzzza) e ci sono quelli che cadendo, passano attraverso il setaccio del loro destino:

  • Alcuni resistono e stanno con le mani aggrappate al manto consolidato;
  • Altri non resistono, sciogliendosi o squagliandosi come se stessi al sole.

Sono questi ultimi ad aver bisogno di una carezza o di essere ammirate per un’ultima volta, prima di finire chissà dove nell’ignoto.

IMG_8549

IMG_8555

IMG_8556

IMG_8569

E’ anche l’occasione per prendere un po’ di fresco in zona e non solo, dove ci sono posti che spesso non sappiamo di avere.

IMG_8580

IMG_8584

IMG_8589

IMG_8595

IMG_8609

IMG_8622

by Patajean®

it.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

LA VALLE DEL SEVESO FA ‘PENDENZA’.

domenica, maggio 28th, 2017

IMG_2380

  • CIME: Traversata della Punta degli Spiriti mt. 3.467 e Punta Payer mt. 3.446
  • GRUPPO: Ortles – Cevedale;
  • DISLIVELLO + SVILUPPO: 800 mt + 11 km
  • NOTE: remollo dovuto alle temperature alte ed un po’ di vento fastidioso sulla cresta.

Immagine

IMG_8483

Oggi eravamo una Sporka Dozzina e ce l’abbiamo messa tutta per comportarci come tale; era parecchio tempo che non riuscivamo a dare il meglio di noi. Nel titolo c’è molto ed anche l’idea di fare una bella maglietta per il Gruppo.

A Maggio ormai è diventata tradizione andare al Passo dello Stelvio per fare una salita piacevole nel complesso di cime meravigliose che circondano il lenzuolo su cui si allenano vari atleti; a proposito, al rientro ci hanno salutato alcuni atleti canadesi, americani e francesi…..chissà magari un domani li vedremo in televisione e magari diventeranno anche famosi. Ma in fondo chi-se-ne-frega.

Abbiamo aspettato ora, periodo nel quale gettano le chiavi del Passo e lo rendono accessibile a tutti.

Viaggio tranquillo e piacevole, visto che di sabato tutto è più bello; tappa a Morbegno per lasciare giù la “sala del peccato” di Stefy, poi a Tirano per fare una piccola colazione ed infine al Passo dove non mancano le incitazioni ai ciclisti durante l’ultimo Giro d’Italia stampigliate sul suolo stradale; non mancano nemmeno coloro che amano fare fatica sulle due ruote.

Partiamo nella parte noiosa; poi miriamo la cresta che rappresenta la dorsale di salita, sulla quale soffia un vento becco e fastidioso.

IMG_2349

IMG_2358

Lasciamo gli sci al deposito, assicurandoci che non finiscano di sotto, visto che un errore potrebbe essere non fatale, ma costoso sia per il fatto di dover scendere (!) a riprenderli sia per l’eventuale esborso economico e ci portiamo in cima per compiere una traversata

IMG_2362

IMG_2364

IMG_2365

IMG_2367

IMG_2375

IMG_8498

IMG_8508

IMG_8527 (8)

IMG_8521 (5)

IMG_8519 (3)

IMG_8517 (1)

che ci farà toccare le tre elevazioni di cui è composta la Punta degli Spiriti, fino ad arrivare a Punta Payer, che è una specie di trampolino da cui lanciarsi in Val Zebrù, almeno 1.000 mt sotto a piombo. Non avevamo il parapendio ne la tutina da Base Jamper….mannaggia. Comunque lì è un po’ come affacciarsi sul nulla; ormai quando siamo in questi posti ho come la sensazione che per qualche ragioni non venga colta la reale prospettiva. Ieri qui il panorama era da urlo, soprattutto se visto per la prima volta. Certe volte bisognerebbe capire se si è realmente svegli di fronte a tale bellezza ed impressione.

IMG_2369

IMG_2373

Panorami spettacolo a perdita d’occhio e gente infinita in ogni dove, specie sulla Cima Tuckett, nostra meta dello scorso anno.

Passando davanti al Monte Cristallo si percepisce l’amarezza di questi ultimi anni, dove la regressione glaciale mostra tutti i suoi effetti; qui circa una dozzina di anni fa col Corso A1 abbiamo salito la Nord (era il famosissimo Corso di Alpinismo “Quadrangolare” in cui era stato fatto del biathlon con il tennis, chi c’era ricorda un’espressione di Paolinux rimasta nei libri di Storia), Nord che oggi è messa veramente male. Al di là del lenzuolo bianco che la ricopre, resta poco del seracco di una volta e del pendio omogeneo sul quale si saliva ‘comodi’.

IMG_2357

IMG_2378

Per qualche istante si paventa l’idea di trasformarsi in Vitelli, ma poi il Manzo che è in noi prevale sul resto; inoltre il remollo dei 25° del Passo mostra i suoi effetti, quindi decidiamo di prendere la direzione opposta alla Valle dei Vitelli e scendiamo la Valle dei Manzi…che per poco non ci gioca lo scherzetto della ripellata.

IMG_2379

IMG_2381

Tutto bene e rientro in marmellata al Passo, dove nel frattempo il mondo ha fatto la sua comparsa e una manza di 3B Meteo inscena le previsioni per la settimana entrante; usciamo per miracolo tra moto, biciclette e auto.

Scendiamo nuovamente verso Bormio, diventata per noi d’un tratto la città del sesso, del possesso e della perversione; cerchiamo un posto dove appoggiare le chiappe bianche e ci affidiamo al nostro Ranger che qui è di casa e ci porta in un posto…….chiuso, ovvio! Si rifà in poco tempo ed entriamo in un altro pub in cui appena lo vedono lo salutano tutti, fino al cuoco dietro il bancone. Grande Ranger! Più conosciuto in Alta Valtellina di quando va alle elezioni presentandosi con carta d’identità.

Qui la Sporca Dozzina dà il meglio di sé nell’arco di circa sessanta minuti: una dietro l’altra partono alcune delle kazzate più grandi degli ultimi mesi; condensate in questi sessanta minuti le kazzate si sono trasferite sulle mascelle, a torto e a stento in grado di sorreggere il resto della faccia. Raccontarle tutte è impossibile, ma soprattutto stavolta nun-se-pole.

Tirarsi indietro nella vita è facile, tirarsi fuori dal Gruppo invece è un attimo; con questo un simpatico saluto al Pier che non è più ‘in-continente’ in questo momento, visto che la Sardegna lo sta accogliendo in un bel viaggetto.

Alla fine riusciamo a ripartire solo perché Max trova le sue scarpe, finite non si sa come tra fioriera e panchina poi ci fermiamo alle giostre ed infine ripartiamo per il lungo rientro, non prima di toccare ancora Morbegno per salutare la Stefy, in partenza per la baita.

IMG_8490

Sabato sera si viaggia sempre bene, quindi rientro veloce.

La Sporca Dozzina al completo di oggi: Anna, Stefy, Inox, Gigi, Enrico, Luca, Max, Andrea, Massimo, Davide, Paolinux e Patajean.

by Patajean®

PDF24    Invia l'articolo in formato PDF   

LA GRIGNETTA: UNA SALITA VINTAGE.

martedì, maggio 23rd, 2017

IMG_2340

  • CIME: Medale + Coltiglione (per Sentiero GER) + Grignetta (per Cermenati);
  • GRUPPO: Prealpi Lecchesi;
  • DISLIVELLO & SVILUPPO:  2.060 mt per 23 km totali; sopra i 2.000 di dislivello anche la discesa diventa importante e quindi si mettono anche in negativo, specie se fatti a piedi;
  • NOTE: a fine gita tutti a dire in coro: “Beh, beh, beh….proprio una bella escursione”. Che pecoroni! L’altra nota è che la settimana lavorativa è iniziata un giorno prima. Ore 7.30 — ore 17.30, praticament em timbràaaa.

Traccia 1

Meno male che la quota base di partenza era a circa 350 mt s.l.m., meno male che Boris non ha fatto studi-di-settore tali da scoprire che ‘da lì si può partire più bassi’ (ricordo che lui si emoziona a tal punto, quando vede le rocce metamorfiche, che pronuncia frasi sconnesse oppure se ne esce con esclamazioni a torte poco validate, del tipo: “…Eh, è stato un gran casino!”), insomma meno male!

Abbiamo calcolato che, rispetto all’orario impiegato dall’Orient-Express per compiere il suo giro classico, noi avremmo impiegato un’oretta scarsa in più. Una specie di trans-oceanica con fulcro tra Rancio e Laorca: un po’ come immaginare che queste due minuscole località assurgano a punti focali nel planetario mondiale per un giorno.

Non date mai a Paolinux il modo di scoprire che in zona si è creato un itinerario che supera i 2.000 mt di dislivello; diteglielo solo a distanza di anni oppure fate in modo che non lo scopra mai, meglio. Lui un Melma non lo riuscirebbe mai a fare, nemmeno se fosse prossimo al Cho-Oyu per fare allenamento.

Per l’inizio del Corso A1 2017, ci ha messi tutti in riga e per primi gli allievi: girettino fuori porta nel Lecchese, dove talvolta la bellezza degli angoli selvaggi prevale su qualsiasi altra cosa (ma vogliamo renderci conto della bellezza ambientale dello strappo finale del Coltiglione con vista sulle foresta boreale della Val Verde!, esattamente in fianco alla “bastiunada” che solo qualcuno può vedere prima di cotanta bellezza.…). C’è un Triplete di Cime che il nostro direttore vuole vedere, per andare più lungo e capire le potenzialità nascoste nella tenuta fisica degli allievi 2017. Detto fatto e, per questo inizio corso, decide di avvalersi delle lepri giuste: assume un nugolo di scialpinisti e pensa che, come un gregge, lo possano aiutare (lui buon Pastorello!) nella conduzione della gita. Noooo, quanto mai dicasi la parola “gregge”; a parte il fatto di auto-dispensarmi in maniera netta dal voler offendere qualcuno cosicché il resoconto possa continuare a rimanere nel nostro sito web (caso mai venisse rinfacciata una male-educata riproposizione scritta di atteggiamenti poco ortodossi ed etici nei confronti di coloro che si affacciano più o meno in maniera netta sia in VDS che nel mondo a punta, attraverso i Corsi), resta il fatto che il termine “pecora” porta con sé non solo zecche…..

IMG_8393

Si, perché innanzitutto evoca pratiche di cui non si può far ciarla (soprattutto tramite vivavoce dell’auto) e poi perché si ritorce contro, come è successo in occasione dell’avvicinamento a Rancio Alto, quando siamo stati letteralmente sorpresi da un gregge in transumanza giusto sulla statale che collega Lecco a Ballabio (e se le avessimo trovate nel Barro?). Che dire, abbiamo dovuto attendere pazientemente dietro il ‘convoglio’, abbiamo riso dello sterco rimasto per strada e pronto ad attaccarsi sul palmer dei ciclisti di passaggio, abbiamo ammirato il lavoro dei cani nella conduzione del gregge, modello cowboy del vecchio west. Ma abbiamo anche escogitato un passaggio via ‘tratturo-antico’, che ci ha permesso di by passare la massa di pecore e di arrivare al parcheggio in tempo ancora utile per partire; sarebbe stato quanto meno bizzarro il fatto che una Scuola di Alpinismo non avesse portato a termine una gita con una scusa fantomatica: una manica di capre fermate da un gregge di pecore.

Ad ogni modo l’analogia tra noi ed il gregge, compreso il viaggio che ciascuno avrebbe intrapreso, non toglie questo dato di base.

Finalmente alle 7.30 siamo in ballo. Sentiero del GER, machete d’ordinanza e tanta voglia di portar su le membra sono stati i nostri must della domenica.

IMG_2325

IMG_2327

IMG_2329

IMG_2332

IMG_2333

La cima del Medale l’accarezziamo al volo, non prima di aver imparato il gioco “del gatt cüunt’ul ratt” ben spiegato dal Billa, poi ripartiamo subito per immergerci nella foresta alta del GER; usciamo sul dosso del Coltiglione con vista da favola e cominciamo a scendere verso i Resinelli tra cani da prendere a calci e gente in panciolle, che non sta certo attraversando le Alpi.

IMG_6206

IMG_2336

IMG_2335

IMG_8422

IMG_8423

Siamo tutti alla Pagnotta verso le 11.00 e qui perdiamo un po’ di tempo, anche per non sfinirci subito. Orario poco azzeccato quello in cui ripartiamo, ma non c’è alternativa: abbiamo ordinato un po’ di venticello e questo ci aiuta non poco, soprattutto nel mettere un piede davanti all’altro nell’ultima salita verso la Grignetta. Oggi hanno chiuso, probabilmente, tutti i centri commerciali visto che sono tutti qui, ma noi facciamo finta di nulla; determinati arriviamo in cima verso le 12.30 ore locali.

IMG_8420

IMG_8424

IMG_8397

E’ talmente sereno che vediamo una cordata sulla Molteni al Badile!

IMG_2344

Fotona di gruppo e pensiero che va non solo alla discesa, ma a tutto il contorno; di fatto, in tutte le volte che siamo arrivati qui, il cervello ha pensato all’unica fase successiva e finale, il rientro ai Piani Resinelli. Psicologicamente il fatto di non dover scendere solo alla Pagnotta, ma di continuare sino a Rancio si trasforma in una sintesi neurologicamente chiara: dü ball!

IMG_2345

Se si aggiunge che la Cermenati non è sicuramente il Voltarenn della discesa, ecco fatto il Bingo. Non c’è comunque altra scelta e piano piano rientriamo dal nostro peregrinare. Il nostro Giò ha testato via gps che il numero di passi è notevolmente aumentato al ritorno: la giustificazione del mistero è di tipo anatomico-neuro-empatico e si sintetizza con il fatto che il corpo, dopo tot kilometri si rimpicciolisce, a partire dalle gambe! Meno male che ci siam fermati a Rancio, altrimenti non ci ritrovavamo neanche più.

IMG_8421

Un bravi a tutti, soprattutto agli allievi dell’A1 impegnati, decisi e motivati sino all’ultimo; mai mollato e bisogna dire che il percorso non era difficile (potevano farlo anche delle pecore), ma sicuramente tosto per i metri di dislivello e per i km da percorrere. E’ stato come ripercorre un po’ di passato, quando quelli veramente ‘grandi’ facevano della passione uno strumento che passava dalla fatica, partendo magari da Monza in treno e salendo ai Resinelli a piedi o in bicicletta. Oggi è tutto diverso, ma c’è modo di divertirsi e di trovare nel passato un modo o il modo per apprezzare il presente non tralasciando l’eredità di chi faceva alpinismo in una maniera sicuramente diversa da oggi. Per noi è stato sicuramente un piacere lo stare in compagnia (di questo ormai ho lo stampo ed il copyright), non posso spergiurare la stessa cosa per gli allievi, ma l’ho intuito prima di andar via ieri e dopo il briefing di Paolinux e quindi lo scrivo. Difficilmente andrei a descrivere il gesto tecnico durante un racconto, a meno di situazioni veramente particolari, mentre mi piace un casino esprimere di più le sensazioni che si provano e che possono rimanere, come testimoniano molti esempi o persone che incontro anche a distanza di anni. Comunque al proseguo l’ardua sentenza.

Partecipanti: una sporca trentina tra istruttori ed allievi.

by Patajean®

PDF24    Invia l'articolo in formato PDF   

ALLA RICERCA DELLA PIETRA VERDE

domenica, maggio 14th, 2017

IMG_2309

Oggi sabato 13 maggio abbiamo deciso per un giretto alle Placche di Oriana, nella Valle di Champoncher, a testare la tenuta delle scarpette sugli spigoli affilati di queste placconate, che sovrastano appoggiate il vallone di Courtil da un lato, mentre dall’altro piombano sulla valle che porta ad Aosta.

IMG_2324

Giornata perfetta come annunciato dal meteo ed almeno sino alle 16.00 senza temporali, quindi ne approfittiamo ancora una volta per spostarci nella valle più costosa d’Italia. Alle 9.30 siamo davanti alla targhetta che segnala la partenza della via dello “Spigolo Verde”, corta purtroppo e, soprattutto, se consideriamo i tiri dal terzo al sesto: uno più bello dell’altro, per estetica e per bellezza della roccia.

IMG_2297

IMG_2299

IMG_2303

Non abbiamo nelle vicinanze nessuno: nessuno che incombe, nessuno che preme, nessuno di cui si senta la voce  in giro. Insomma ci siamo solo noi sino all’uscita, dove incontriamo due ‘prossime mamme’ che portano in giro la pancia a prendere aria per i prossimi lieti eventi.

IMG_8313

IMG_8311

IMG_2313

IMG_8319

IMG_8322

IMG_8325

IMG_8321

IMG_8323

IMG_2319

La discesa avviene in un bosco di castagni quasi perfetto: sembra che qualcuno sia passato con la lucidatrice per lasciare tutto pulito sotto di essi; solo le foglie danno un aspetto ancora più ordinato, ma non c’è un filo d’erba fuori luogo. In basso, nei pressi di una falesia chiamata BimboClimb troviamo, invece, il mondo. La Scuola di Seregno è qui con il corso-base. Un’invasione….

Torniamo all’auto e cerchiamo, senza successo, di poter sgranocchiare un paninello nel baretto del paesino, ma non ce lo permettono. Qui è solo agriturismo e le norme vogliono che non si possa fare bar. Inesorabile la risposta e la necessità di andarcene; peccato perché la quiete del paesello avrebbe incrementato la gioia di stare ancora un po’ in questo angolo silenzioso e carino.

IMG_2318

IMG_2310

Soluzione di ripiego che arriva dopo il quarto curvone in discesa verso la Fortezza di Bard, dove troviamo un bel ristoro che fa al caso nostro. Siamo a casa talmente presto che è quasi ancora venerdì sera…..

Propri bell…..con questi partecipanti: Andrea, Giovanni, Luca e Patajean

by Patajean®

www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

PEŰGEOT DI COSI’…, PIOVE!

lunedì, maggio 8th, 2017

IMG_8289

Oggi volevamo cambiare. Via temporaneamente le assi non rimangono che gli assi, quelli da giocare bene visto che oramai i giorni di bel tempo cadono tutti fuori dalle vacanze istituzionali e lontano dal weekend.

Quando capisci che una giornata è bella? Quando esci come durante lo scorso venerdì, magari per delle commissioni, e senti quella frescura unica che solo Maggio sa regalare; quando torni da una giornata non bellissima e, verso sera, si squarcia il cielo e la luce filtra dagli alberi, con quei colori speciali che solo Maggio sa dare; quando non fa caldo ma c’è la temperatura ideale con il risalto dei colori vivaci che ci sono solo in primavera e dopo che il vento ha spazzato il cielo. Oggi ci siamo accorti che la giornata è bella perché ci divertiamo, nonostante il vento possa rompere un po’ il packaging, ma soprattutto perché tornando a casa il cielo ha cambiato colore: da grigio qual era è diventato progressivamente azzurro vivace, regalando una serata eccezionale.

Cercando di fare onore al sole, abbiamo deciso di andare ad Albard e di cambiare nome alla via: Mi-raggio di sole! Senza molti diritti (quasi fossimo dei Massoni…J!) lo abbiamo deciso proprio in funzione del meteo, titubante e con un venticello che sugli spigoli della via tirava sino a dare noia.

IMG_2266

Diciamo che per trovare la via abbiamo fatto anche un po’ di dislivello tra i sali e scendi necessari, ma alla fine era lì tutta per noi. Oggi sembrava di arrampicare in un presepe: l’ordine di questo angolo di Valle, i vigneti disegnati alla perfezione e certi angoli bucolici in cui hanno ficcato le baite, lasciano incantati, per non parlare della discesa, breve ma artistica quanto basta.

Siamo i primi ad arrivare ed anche a partire: la libretta dice di girare in prossimità di un bivio con “segni di rosso sbiadito”……probabilmente cercavamo i bicchieri ed il fiasco di rosso, fatto sta che ci sono due punti in cui il rosso sbiadito confonde anche chi non è ancora imbenzato e dove, a sinistra, il sentiero scende…..alla seconda azzecchiamo e meno male, già pensavamo a tutti i commenti sulle vesciche, anzi mi son venute le vesciche solo a scrivere queste due righe.

Partiamo decisi e ci infiliamo in questo dedalo di placconate, una dopo l’altra, sistemate in maniera quasi premeditata; il tutto è nascosto nella vegetazione, ma si lascia scoprire strada facendo. Gradi tranquilli e ideali per riprendere confidenza o volendo fare ingordigia di plasir. A metà via crediamo di prendere acqua viste le goccioline di riporto dalle cime coperte sopra i craponi. Dalle nuvole grigie in lontananza non trapela nulla di buono, ma restiamo fiduciosi per quanto letto sui bollettini.

IMG_8292

IMG_2265

IMG_2270

IMG_2276

IMG_2279

La via si mantiene godereccia sino al suo termine, dopo dieci tiri;

IMG_2282

da qui, dopo stretta di mano, si entra in un bosco che, quasi come in una caccia al tesoro, ti conduce alla base non prima di aver incontrato “il canyon”, “il buco”, “la corda fissa”, “le doppie” ed una vegetazione molto speciale, commentata e analizzata dal Mago con precisione millimetrica…..sembrava di essere partecipi di una puntata di Geo & Geo. Uno dopo l’altro troviamo i riferimenti come in una caccia al tesoro e quasi divertiti arriviamo nuovamente alla base dove abbiam lasciato l’auto.

IMG_2286

IMG_2288

IMG_8295

IMG_2291

Ci rimane un unico dilemma: all’uscita della via c’era un solo fix su cui sostare, fix che non abbiamo trovato nonostante la ricerca segugiosa (Idefix non si è fatto trovare). L’altezzitudine (come l’ha definita qualcuno) non è molta, ma qui ci si diverte sempre.

Scendiamo nei meandri del bosco con un paio di doppie e facciamo anche un po’ di pomeriggio culturale con visita dall’alto della Fortezza di Bard.

IMG_2294

Non ci rimane che mettere la lingua sul plaisir supremo, che oggi porta il nome di panino con lardo e miele; anche la cameriera si è fatta scappare un sorriso truffaldino nel vederci così bambini di fronte al cibo e ci ha beccato con le mani nella marmellata.

La Barma è tratta e adesso torniamo alla vita quotidiana in attesa di poter trascorrere altro tempo insieme nel futuro prossimo. Oggi rientro tranquillo e confortevole col kulo nell’auto nuova fiammante di Andrea!

Partecipanti: Anna, Andrea, Mago, Giovanni e Patajean

By Patajean®

 

it.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

UL GRUP: qualcosa di più di un nodo.

martedì, maggio 2nd, 2017

IMG_5572

L’importanza di appartenere ad un Gruppo, di condividere soprattutto una passione.

L’importanza di scambiare idee, progetti, proposte e programmi….e perché no, qualche volta anche un po’ di legnate in un confronto animato, per far emergere quel non so che di nascosto che può tradursi in valore aggiunto.

L’importanza di poter contare sugli altri e sul loro supporto: dall’organizzazione al bisogno, anche quello di “andare in bagno”, ……insomma ogni tanto ci vuole.

Il gruppo non nasce dal nulla, ma da sforzi enormi e da anni di impegno: può essere piccolo, medio, grande; litiga, si spezza, si ricompatta, si frammezza. E’ normale e quindi richiudo il rubinetto con il bollino rosso dell’acqua cölda.

Qualche stralcio di questi ultimi anni di noi in giro, su itinerari indimenticabili, al di là della mera difficoltà, con una voglia sempre matta, ancorché messa a dura prova dalla vita quotidiana e dai vari impegni. Riuscire a farlo è molto più di un privilegio e continuare a farlo non ha prezzo, neppure se paghi con Mastercard.

104-0419_IMG

20031018_CAI_25

459774316_MGZOOM

DSCN1482

IMG_1041

IMG_1188

IMG_1215

IMG_1304

IMG_1397

IMG_1874

IMG_2259

IMG_2287

IMG_2894

IMG_2965

IMG_3076

IMG_3093

IMG_3184

IMG_4182

IMG_5262

IMG_5347

Si partecipa mettendo impegno, faccia e fatica.

Il ricordo è quello di esperienze sempre uniche e di facce sempre allegre.

Se il gruppo lo vivi, ti appartiene; se il gruppo lo indossi, spesso sei solo.

IMG_5376

IMG_5453

IMG_5467

IMG_5732

IMG_5746

IMG_5782

IMG_5814

IMG_5911

IMG_6030

IMG_6860

IMG_6906

IMG_7050

IMG_7835

IMG_7883

IMG_8877

IMG_9150

IMG_9539

IMG_9701

IMG_9938

P1040146

by Patajean

PDF24    Invia l'articolo in formato PDF   

SCHNALS VALLEY – WEEKEND 22/23 APRIL 2017.

martedì, aprile 25th, 2017

IMG_6199

  • CIME: Final Spitze mt. 3.514 BSA + Cime della Vedretta mt. 3.269 MS
  • GRUPPO: Weisskugel e Otztal Gruppe
  • DISLIVELLO & SVILUPPO: 1.300 mt e 26 km sui due gg;
  • NOTE: una sola che ha poi rovinato il weekendone; la ventazza maledetta che ha soffiato ininterrottamente per due giorni! Praticamente fonati per il weekend. In realtà con temperature così rigide, la neve è ancora invernale, di quelle proprio belle.

IMG_8046

IMG_2826

Perdere del tempo piacevole per organizzare la gita di aprile, ormai un must per il gruppo; verificare sistematicamente le condizioni in una stagione ancora anomala, per garantire di non andare in giro alla karlona, soprattutto quando la gita è studiata in posti non proprio piccoli; cambiare in corsa quando meteo e neve non convincono fino in fondo; ritrovarsi in un posto comunque meraviglioso e pieno di possibilità che solo il tempo a disposizione rende parzialmente un miraggio e infine…..dover girare gli assi verso valle perché è l’unica soluzione corretta!

Questo in sintesi il nostro weekend, studiato da oltre un mese e goduto per circa due giorni sui tre programmati, wacca logia! Comunque bello è sempre bello e lo dimostra la flessibilità di tutti che alla fine convergono, per quanto a malincuore, verso la scelta più logica. Probabilmente con i giri che abbiamo in mente, più che trovare una settimana piena per andarci….bisognerebbe trovare una settimana per andare al lavoro!

Ore 18.00 del venerdì: nulla Otztal alla nostra gita.

Si parte da Ovest con alcune scelte legate al Monte Bianco, si passa poi in Oberland dove ‘il tempo é maturo’ per poi kagarsi ad est, nel plaisir dell’Osterreich. In sintesi potremmo dire che abbiamo fatto la classica “gita dell’OTZI”, con tutto il rispetto.

Arrivati sabato mattina a Maso Corto, ci dirigiamo alla Croda delle Cornacchie, dove non possiamo non vedere parte della squadra azzurra di sci e della ‘valanga rosa’, con Manuela Moelgg che sbiondazza tra la gente pronta a far pali; poi ci tuffiamo nella corona di cime che lambiscono la Val Senales, paradiso dello sci e degli allenamenti, ma anche porta d’entrata di un mondo tutto da scoprire e con giri di più giorni da farsi venire l’acquolina in bocca. Con una logistica ben studiata si può evitare di andare in macchina in Austria, compiendo la circumnavigazione dell’Europa, e percorrere itinerari di tutto rispetto e di gran soddisfazione.

Scendiamo sino a lambire il contrafforte della Croda Nera, dove iniziamo a pellare in un ambiente glaciale molto suggestivo; la seraccata incombe infatti sopra di noi, ma si passa nel mezzo agevolmente puntando il colle che separa la Final Spitze dalla Cima di Finale.

IMG_2228

IMG_8194

IMG_8123

IMG_8098

IMG_8124

IMG_8126

IMG_2233

Certo la neve non è molta ed il fatto di vedere già il verde del ghiaccio a 3.400 mt non è proprio entusiasmante. Nel frattempo la ventazza fischia nelle orecchie ed ogni tanto soffia fastidiosa, ma stavolta almeno a favore. Se avessimo un paio di vele, saremmo in cima in dieci minuti.

Dopo il pianoro che sovrasta il ghiacciaio pensile arriviamo al deposito sci, per iniziare la cresta che in circa 20 minuti conduce alla croce di vetta; qui necessario spostare gli organi del corpo tutti in basso e mantenere in alto solo gli occhi, facendoli ballare bene….in modo da stare ben inchiodati a terra e attenti a non finire “a basso”: da una parte i danni sarebbero notevoli, dall’altro il cucchiaino servirebbe a poco, visto che ci sono più di mille metri di baratro.

IMG_8083

IMG_8076

IMG_6191

IMG_6189

Vista semplicemente fantastica su un bordello di cime: dal Similaun alle bellissime Cime Nere, dalla Palla Bianca alla Wildspitze ed in lontananza alcune delle cime che ben conosciamo come Gran Zebrù ed Ortles. Il punto di osservazione non ha eguali ed è giustamente citato anche nelle relazioni si salita.

IMG_8197

IMG_4606

IMG_4604

Scendiamo raggomitolandoci nuovamente al deposito sci (non prima di aver aspettato Giò che ha fatto il giornaliero sulla spalla finale!) e prendiamo la strada del ritorno. Neve tutto sommato invernale anche se poca, ma bella discesa che culmina sui pianori sotto il rifugio. Qui esce quel poco brianzolismo che ci siam portati dietro: chiediamo allo skiliffaro se ci fa fare un giro sull’impianto per poi scendere al rifugio anziché salire…..nulla, qui sono fiscali ma è giusto così. Pelliamo ed arriviamo al Rifugio Bellavista. Struttura notevole dal costo un po’ alto, ma con dentro alcuni servizi tipici, come la sauna. Chi dorme, chi beve, chi kazzeggia……e chi si sauna!

IMG_8161

IMG_8149

IMG_8127

IMG_8081

E’ tutto diverso rispetto a noi ed ai nostri posti; qui la gente vive anche di queste cose e quindi la probabilità di vedere giovani che fanno alpinismo e scialpinismo aumenta. Qualcuno di noi ne approfitta e si dedica alle pratiche locali…..

Facciamo passare il pomeriggio e cerchiamo di capire bene la meteo per la domenica, visto che la Palla Bianca o la Cima di Vallunga sono le nostre prossime mete. In realtà vorremmo andare anche in Austria per poi tornare, ma occorre meteo stabile e valutare tutto. Il rifugista ci conferma che la ventazza salirà (raffiche a 60/70 km/h) e quindi lasciamo che la notte porti consiglio. Sono le 6.30 quando ci svegliamo e ci accorgiamo che i letti sono tutti spostati, sarà stato il vento? Purtroppo si.

Tergiversiamo all’interno di una spettacolare colazione e poi decidiamo di andare ugualmente, passando da Punta della Vedretta, che immette nell’Hintereisferner, lunga e splendida lingua glaciale che porta verso la Palla Bianca. Le raffiche rompono i mmaroni e fanno capire che la trippa per gatti c’è, ma è jazzata e che il buon senso ormai si è fatto fottere. Si decide per il rientro.

IMG_8155

IMG_8154

IMG_8117

IMG_8115

IMG_8113

IMG_8084

Di solito quando c’è il “promontorio” è cosa buona e giusta, ma quando c’è la “saccatura” è proprio vero: le balle toccano terra! Arriva il momento che il vento ci causa la “sfracellatura scrotale” e ci fa desistere: summit nella hall del rifugio, occhiatina alla meteo per il lunedì e decisione finale. “Se femm!?” VADA-VIA-UL-KU’ e torniamo.

Alcune note di rilievo:

  1. Boris è stanco sempre all’inizio, poi va in scimmia! Si lamenta del peso, ma poi scopri che ha con sé anche tutto il kit per ricaricare pile e strumenti informatici vari;
  2. Il discobolo sarà probabilmente uno dei nuovi simboli della VDS, ammesso che si riesca a capire come lanciava il disco (o barattolo del Koccolino!);
  3. Qui è tutto Otzi mania;
  4. Gli attacchini sono una goduria, parola di un Diamir-dipendente! Ed il peso in meno si vede e si sente.

Non ci resta che tornare, magari mangiando un paninello…….e inizia il Festival del Camogli (“dove Otzi andiamo?”), ossia la ricerca di un posticino dove appoggiare le terga stanche. Passiamo tutta la Val Pusteria alla ricerca di un posticino carino ed accogliente. Merano si ferma per noi, il Passo della Mendola unito al Tonale ed allo Stelvio non sono sufficienti e quindi non ci rimane che un Autogrill skrauso di bestia per chinotto-coca-birretta ed un paninazzo alla facciazza della gita.

IMG_8191

IMG_2232

IMG_2259

IMG_2250

Partecipanti: Anna, Stefy, Ronnie, Teo, Max, Andrea, Boris, Giò, Luca e Patajean.

by Patajean

 

 

PDF24    Invia l'articolo in formato PDF   

UNA COLTELLATA AL TIMOGNO – 11 MARZO 2017

mercoledì, marzo 15th, 2017

IMG_7638

  • CIMA: Timogno mt.2.099;
  • ZONA: Orobie da Spiazzi di Gromo a ca 1.200 mt;
  • DSL: 950 mt con presa di spigolo…..;
  • NOTE: il rigelo del venerdì, dopo il kaldone dei due giorni precedenti, ha generato una jiazzata micidiale con necessità di applicare una “Coltellata Unica su quasi tutto il pendio”; per la serie lo skialper si trasforma in Jack lo squartatore.

IMG_7631

Alla faccia della salita di allenamento! Gita che nasce dal nulla e sulla base di qualche idea semplice legata anche alla notturna del sabato sera al Resegone, dalla parte bergamasca. Alla fine prevale l’idea di andare agli Skazzi del Globo per salire sul Timogno, che per lungo tempo è sembrata più una via di mezzo tra una verdura ed il soprannome di Lucifero. La prima parte nel bosco rilassa l’animo gelato……quando solo il giorno prima i 20° avevano quasi fatto sparire l’ultimo entusiasmo di stagione; poi la seconda parte ha fatto venir fuori la voglia, ma soprattutto l’attenzione necessaria sul pendio/pala completamente giazzata.

Necessari i coltelli e necessario buttare l’occhio ed il baricentro sulle lamine (chi le aveva!) per evitare di finire 400 mt più in basso nell’imbuto naturale che si trova alla base. Se ne è accorto l’ometto salito senza ramponi e sceso grazie (solo?) all’aiuto della piccozza da 450 € del Pier; neanche Jeeg Robot d’acciaio aveva i componenti così belli quando glieli lanciavano…..

IMG_7635

IMG_7634

IMG_7650

IMG_7643

Giornata splendida, con vista su tutto l’arco bergamasco e decisione di scendere dal versante NO, raggiungendo la sella che separa il Timogno dal Benfit. Pendio notevole, soprattutto se visto dal basso dopo le prime 30 curve, che tutto sommato si mostra idoneo alle nostre curve.

IMG_7658

Rientriamo nuovamente sul lato di salita attraversando in maniera netta tutta la dorsale che immette nuovamente sopra il rifugio Vodala. Da notare che, una volta rientrati sul versante di salita, la sciata era praticamente impossibile data la qualità della neve: il rigelo aveva reso l’aveva resa ‘detestabile’ e con quel suono che ricorda in maniera netta l’impossibilità di godersi la discesa (ndr: durante la salita abbiamo visto gente rinunciare per assenza di coltelli e gente intenta a cercare sci persi durante la discesa proprio a causa della qualità orrenda della neve). Il rifugio Vodala è il tipico rifugio al quale non puoi dire di no: panciolle e birretta di compagnia.

IMG_7644

IMG_7651

IMG_7657

IMG_7653

Ghiotta occasione per tergiversare sul nulla e fantasticare sul futuro. Ogni tanto ghevoeeurr.

Rientro pomeridiano rapido ed indolore:

Partecipanti: Anna, Stefy, Andrea, Massimo, Pier, Gigi, Inox, Giò, Enrico, Riccardo, Roberta, Massimo, Matteo, tre amici di Gigi e Patajean

by Patajean®

www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

NIENTE GRILLI PER LA TESTA: WEEKEND 18/19 FEB’17

martedì, febbraio 21st, 2017

IMG_2225

  • CIME: Monte Forcellino mt. 2.842 il sabato + Monte Sobretta mt. 3.271 per la Cima scialpinistica la domenica;
  • GRUPPO: Ortles-Cevedale e Valfurva;
  • DIFFICOLTA’: MS / MS +
  • SVILUPPO & DISLIVELLO: circa 28 km per 2.000 mt D+ all inclusive;
  • NOTE: neve paura & panico il sabato con discesa “ciapa i gamb e portai a kà”; molto meglio la domenica, con un po’ di farina presente nelle angolazioni giuste.

IMG_7401 IMG_7402

Una delle ricette più famose dell’Alta Valtellina dice: alla sera un Sorbetto al Braulio e alla mattina un bel Sobretta in compagnia. Morale: per sentire la gioia, bisogna condividerla.

Ultimo weekend del Corso SA1 2017 con solleone servito su un letto di rucola: uno spettacolino da godere inguinalmente e in beatitudine. Peccato solo per la neve, sicuramente ingestibile il sabato nella discesa dal Forcellino, dove il motto è stato: “Salvaguardate le gambe e portiamole a casa, il resto non conta!”

Come conclusione mi sento di poter dire che meglio di così non potevamo finire; giornatoni spettacolo, con tempo perfetto ed un 3.000 come regalo agli allievi. Il nostro Campo Base ormai è stato fissato e, in tutta onestà, possiamo dire che a Cepina c’è un pezzo di VDS: il Camping Cima Piazzi è ormai punto fisso e base eccezionale per la nostra logistica, oltre ad essere strategicamente valido dal punto di vista kulinario. Pier ha sicuramente la ‘prelazio’ nel caso in cui cercassero un Sindaco in quella località (ndr: chissà se Galileo fosse ancora vivo e volesse studiare l’iper-cinetismo del pendolo…..Pier avrebbe la cattedra occupata!).

A proposito di cattedra: il Gruppo ormai è ben assortito; dopo i contabili, i tecnici, gli elettricisti, gli avvocati, gli ingegneri, i programmatori, gli architetti, (i pensionati?)……abbiamo anche due Professori e a sentir parlar di cattedre, mi sa che l’anno prossimo li vediamo sciare con assi diverse e tutta la mobilia al seguito. A cena non parlavano d’altro. I nomi non li sveliamo altrimenti per gli alunni è troppo facile.

Ma veniamo al dunque, partendo dal sabato: il Forcellino si presenta subito con un portage di 10 minuti circa; poi ambiente bucolico e boschivo (sino alle Baite Cavallaro dove ci rinfreschiamo il fiato) e ben innevato sino alla cima da cui godiamo come ricci sul circondario. Discesa da dimenticare come già detto sopra: manca il fondo e lo strato superficiale è simile al calcestruzzo a presa semi-rapida. Per la prima volta, giunte alle auto, tiriamo un sospiro di sollievo in questa stagione.

IMG_2191

IMG_2198

IMG_2200

IMG_7313

IMG_7314

IMG_7317

IMG_7322

IMG_7397

IMG_7407

Passaggio serale al Campo Base di Cepina dove i bungalow già apparecchiati ci ospitano per il doveroso riposo: ore 18.00 gran pausa per aperitivo. C’è di tutto, ma anche la sorpresa: il nostro buon Giuseppe, che in testa non può certamente nascondere nulla (!)…..tira fuori dal cilindro una bella bomba kambogiana: i grilli secchi!

IMG_7417

IMG_7340

Costano come un etto di filetto e diciamo che a prima vista non è che si sbava per farli propri. Però sembra che a livello di carboidrati siano imbattibili.

Wacca-Lügia è la più normale esclamazione che si può riportare qui; il resto è un mix tra libido mancata e vomitazio subitissimum. Diciamo che rimandiamo il tutto a momenti, si spera, che mai si realizzino. Passiamo dal bungalow alla sala pranzo con una bella tavolata tutta per noi; in giro è un via vai di gente che da Bormio e Oga si catapulta qui per la cena: è andi-rivieni in continuum.

IMG_7378

Andiamo a dormire come al solito: non russa nessuno, non dorme nessuno….insomma il solito incubo! Poi ti capita di svegliarti di notte e non c’è nessuno: tutti a far legna e alla mattina i commenti sono sempre i soliti: “Chiii io!?, ma sé dréèe burlaaa viiaa!” Dopo trent’anni le stesse cose! Viene presto mattina ed il sole preannuncia quel non so che di magico che si vede solo controluce su un pendio nevoso che si staglia sopra Santa Caterina, che mantiene il suo semplice fascino anche a distanza di parecchi anni.

La partenza per il Sobretta è tutta da godere e ben presto la conca che lo sostiene si manifesta nella sua verginità; solo un breve traverso ci consiglia di mantenere le distanze di alleggerimento, per il resto una leggera brezza ci evita di sudare, mentre in cima si trasforma in ‘ventazza fastidiosa’ che rischia di congelare le mascelle incantate dal panorama circostante.

IMG_2205

IMG_2206

IMG_2212

IMG_2224

IMG_2223

IMG_2222

IMG_2218

IMG_7311

IMG_7403

IMG_7395

IMG_7394

IMG_7384

Ci kaghiamo-giù quel tanto che basta ad evitare il vento e ci apparecchiamo per la discesa che, a dispetto dell’iniziale pessimismo, si dimostra molto meglio del previsto: scendere è un po’ come firmare l’assegno che ti conferisce il diritto a ritirare la Fiat 500 che hai appena strappato alla concorrenza semplicemente comprando l’ovetto kinder (per pietà) prima di uscire dall’esselunga! Una firmetta sul pendio per dire: gh’è sun anka mì e vada-via-ul-kù!

Giornate speciali tutti insieme appassionatamente; pronti al sacrificio ed a rimettersi in discussione. Le pause sono state usate anche per allenare le nostre menti alle discussioni, sempre presenti e sempre foriere di idee e motivazione a portare avanti i nostri progetti. Insieme stiamo bene.

Febbraio è da dedicare non solo allo ski-alp, ma anche ai compleanni: una triade di “atleti” è sul podio e quindi si festeggia.

IMG_7351

IMG_7379

In questo weekend si è spezzato un incantesimo, quello di coloro ai quali le vesciche vengono perché non vanno tanto in giro. Ciàpa lì!, du cime is megl che uan ed emozioni doppie con Massimo in cima per ben due volte consecutive.

Vi lasciamo con un indovinello: “Come fanno 18 persone a salire su una Fiat 500 ?”…..una volta erano 4 elefanti e la soluzione era quasi ovvia, ma adesso…..

Da ultimo, non possono mancare i ringraziamenti al ns Direttore Inox ed al suo Vice Pier: Corso perfettamente riuscito seppur senza il pienone; nella sua semplicità si è dipanato veloce e preciso in questo mesetto di trascorritudine. I concetti sono passati col metodo ‘pochi, ma precisi e chiari’! un Grazie auto-distribuito tra tutti noi ed anche un Bravo agli allievi, sempre presenti, pronti ed anche sufficientemente allenati.

Un augurio speciale per i nostri “Térun”: loro sanno il perché e poi lo riveleranno direttamente.

Adesso un po’ di tempo per noi.

IMG_7406

I partecipanti di questo bel weekend: Anna, Stefy, Inox, Pier, Luca T, Luca T, Enrico, Mattia, i Double-Beppe, Andrea, Massimo, Boris, Barney, Max, Ronnie, Giò e Patajean.

by Patajean

it.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   

  • Twitter
  • Facebook
  • Picasa
  • Flickr
  • YouTube