ALTISSIMA, PURISSIMA, ……PRATICAMENTE “ENTRELOR” !!!

Sabato 25 aprile 2009 – Una salita “Liberatoria”

Mi immagino Buhl e Preuss nel “secolo scorso” quando uscivano in “bicicletta” per andare a fare qualche ripetizione in zone come il Badile o il Totenkirchl.

Loro sì che vivevano le loro emozioni fino in fondo o, meglio, proprio dall’inizio; e non potevano neanche sfogliar verze, perché i pedali non li muoveva nessuno all’infuori di loro stessi!

Chissà quante volte le loro menti hanno “girovagato” nel futuro per immaginarsi come avrebbe potuto essere la vita con qualche comodità in più; magari con una macchina confortevole e spaziosa, magari con strade ben asfaltate e con linee dritte e finalizzate all’obiettivo.

Chissà quanta fatica in meno, ……

Ecco, se mai dovessero guardare “giù” adesso, chissà come si mangerebbero le mani…..da un lato, mentre dall’altro sarebbero comunque fieri delle loro avventure.

E…..poi chissà se qualcuno di loro, nelle uscite mattutine per andare a fare qualche salitone, si è mai spinto sino a far colazione con un bel piatto di pasta al pesto!!!!!

Qualcuno di noi si; “il Barzaghi”….così chiamato perchè alla brianzola un nome proprio suona bene solo in un libro di scuola, ha deciso che alle 3,45 del mattino, prima di partire per il ritrovo delle 4,30…..non si poteva far niente di meglio che mangiare un bel pesto, per poi venire al ritrovo con un cuscino modello “Divani&Divani” col quale rinchiudersi in un rapporto quasi carnale per tutto il viaggio!

La visione futuristica di Buhl e Preuss con le auto proiettate in men che non si dica verso la Valsavaranche….eravamo noi!

Non due macchine, ma due shuttles con tutti i confort; sulla Audi con la musica classica, mancava solo che ci fosse il pianista da un lato e la platea dall’altro; mentre sulla Volksvagen di Guido non so che tipo di panorama si vedesse, ma sicuramente non era secondo a nessuno!

Partiamo in nove alla volta della Val d’Aosta, dove il tempo lo danno tra il “gnack ed il petack”; non c’è in giro ancora nessuno, anche l’autostrada dorme ancora. Noi si fila verso ovest, fino ad un autogrill dove, fatto incredibile, si ritrovano almeno una trentina di sci alpinisti: tutti qui!!! Ognuno che spiega dove ha deciso di andare, ognuno che cerca di far capire agli altri che la sua scelta converge con il tempo bello. Noi siamo molto scettici, ma una decisione è una decisione e ormai è inutile cambiare destinazione. Meglio tener duro….poi con uno che si chiama Bossi…..!!!!

Ripartiamo per catapultarci direttamente in Valsavaranche dove, …..dove al 5° tornante si vede in lontananza un panorama mozzafiato: sole e cielo azzurro! Un episodio inaspettato che ci rallegra e non poco.

Siamo però come in un tunnel, dove in lontananza si vede la luce……noi però siamo ancora un po’ indietro e dove siamo noi, purtroppo, le nubi ci avvolgono.

Soluzione semplice: andiamo dietro il palco, tiriamo qualche filo che ci sembra quello giusto e tiriamo “via le nubi”; il gioco riesce a metà, anche perché tirare è dura e si fa fatica.

Partiamo quindi alla volta della gita (Buhl e Preuss sicuramente non saranno scontanti, visto i metri di dislivello e lo sviluppo che bisogna spaparanzarsi per poter bere alla “fonte dell’Entrelor”)!

La prima parte della gita è un po’ come fare il sentiero delle Bocchette, ma su una strada anziché sul sentiero; devi stare attento perché ogni 200 metri c’è un canalone da cui si sono “scagazzate giù” valanghe gigantesche (soprattutto una che abbiamo ben visto passando sulla strada!). Se sbagli a passare sei fatto: ti aspettano 150 metri di volo per uno spetasciamento garantito.

Poi ad un certo punto entri in una galleria che percorri sino in fondo per poi uscire…..in prossimità di un altro canale valanghivo! E’ la prima volta che molti di noi toccano “il soffitto di una galleria con un dito”! un’esperienza del kacchio, magari,…..ma un’esperienza.

Cominciamo una salita che si rivelerà eterna, almeno sino a quando le nubi, per qualche gioco di kulo, decidono che è il nostro giorno fortunato e lasciano lo spazio ad una giornata coi fiocchi.

In alto usciamo sopra le nubi e scorgiamo di tutto: dal Grampa alla Grivola, dal Cervino alla Dent Blanche, dal Grand Combin alle Grandes Jorasses e al Bianco (aprile sta finendo ma il “pesce” è ancora là!).

Il nome di questa cima di 3.430 metri, come commentato da qualcuno, sembra una via di mezzo tra un formaggio locale e la marca di acqua frizzante dalle indubbie proprietà diuretiche o potenzialità energetiche.

Al contrario, quando la guardi e soprattutto la “percorri” ti accorgi che non si scherza; la discesa che abbiamo visto verso Notre Dame di Rhemes deve essere uno spettacolo libidinoso; da lì però scenderemo in un’altra vita.

Arriviamo in cima con tutto quello che rimane, ma ci arriviamo tutti e nove, qualche foto, il solito quarto d’ora per la contemplazione di routine e poi via verso il percorso che ognuno vorrebbe palpare in una bella giornata e con la neve bella come fino a 2.700 metri.

Una faticaccia con i “garoni” che fanno a legnate coi “quadricipiti” per gridare chi dei due è più cotto, e con il resto che in parte non vede l’ora di arrivare in valle.

Arriviamo che ormai il sole è nascosto dalle nubi e fa un freddo cane (siamo quasi a maggio, ma sembra in alcuni momenti di essere a fine gennaio!); poi una bevutina e via, si sale in macchina per discutere di fatture, di corporate cards e della prossima gita….che du ball!!!!!

Speriamo che Buhl & Preuss siano almeno contenti dello stile usato e che i 1.530 metri di dislivello macinati nella giornata siano almeno serviti in parte a compensare il grosso vantaggio di spostarsi senza bicicletta.

Siamo sicuri che se fra qualche settimana potessimo chiamarli, ci indirizzerebbero sicuramente in qualche altro bel posto.

Alla prossima ed un salutone da Stefania, Giovanna, Lottar, Guido1, Guido2, Fabio, Paolo, Gigi M e Patajean

PJ®

PDF24    Invia l'articolo in formato PDF   

Tags:

Comments are closed.


  • Twitter
  • Facebook
  • Picasa
  • Flickr
  • YouTube