AL GISOL DUL ZAPEL DE VAL…! PASSO TARTANO 2.137 mt….O FORSE PIU’ – 11 DICEMBRE 210.

Quest’anno sembra essere un anno “da neve”, un dicembre così non si vedeva da……un anno fa!, quando più o meno eravamo in giro a fare le stesse cose. Oggi in realtà il pericolo era sostenuto (marcato: 3), anche se le piogge dei giorni scorsi hanno tolto un po’ di fascino alla coltre fresca della settimana scorsa e, dopo gli annunci dei siti più accreditati, nella giornata odierna la cresta di confine avrebbe continuato a fumare causando non poco dispiacere ai suoi frequentatori; l’oracolo del Moncucco è sfuggito. A gran dolore abbiamo dovuto mollare!

DSCN1807bisEra iniziato tutto sotto i migliori auspici meteo-patici (Albert non ce l’ha fatta a non scattare la prima foto della Taparella!), ma usciti dalla galleria di Colico, l’unico angolo schifezzoso era il nostro, con nuvole stampigliate su Rasdeglia. Che fare, chiamare i Guardiani dello Spluga, citofonare al “centro benessere” più alto d’Europa!
Le informazioni di ritorno confermano che il vento è notevole ed il fohn non è solo l’attrezzo che tutto conosciamo! Quindi a Novate Mezzola giriamo i tacchi e decidiamo per una meta alternativa: la Val Tartano ed il Passo del Porcile.

IMG_5914Con noi oggi anche Paolone, una specie di monumento del Soccorso Alpino della Val Masino, (amico del nostro GigiEmme – Il Tossico!), uno che dorme sul balcone anche d’inverno, uno che porta la scritta “Crazy” sui calzoni da ski-alp, uno che, dopo le presentazioni e come seconda frase ti dice: “A sun andà anca hier nel dopu-mesdì, peu o durmì fòòòò stanoch’’……osti ho ciapà ‘n inserada!!!”.
Praticamente inquadrato, catalogato, fotocopiato e messo via per la serie: speriamo di vederci anche la prossima.
Come ha detto qualcuno: “Uno da stimolare durante la gita, perché le cose le ha dentro e secondo me esce alla distanza!”.
Scodinzolando in auto fra i paletti stradali, finiamo la manche con il miglior intertempo, poiché la scia seguita per raggiungere la Valtartano da Nuova Olonio è stata degna del miglior Razzoli olimpionico. All’imbocco della Valtellina si stanno organizzando per qualche strada nuova, per non dire super-strada e quindi come ogni anno, c’è da aspettarsi qualche nuova coda: un destino segnato!
Alla fine è sempre un palliativo: è come pretendere che tutti gli spettatori di San Siro vadano in bagno uno alla volta prima di uscire dallo Stadio!!!!!!!!!
Dopo i tornanti incredibili che di catapultano di botto in quota, all’interno della Val Tartano non c’è anima viva e la stessa si presenta come una cristalleria: tuta jazada, ma con la strada relativamente pulita e sicura, grazie alla “calata” passata; poi le gomme da neve riempiono il vuoto e rendono sereni gli animi.

IMG_5901Usciamo le terga dall’auto ed il freddo è notevole; i preparativi sono i soliti, ma questa volta gli occhi sono tutti puntati sugli sci di Paolone, nuovi di pacca: una specie di modello non ancora visto, un incrocio fra i bastoni per tener su l’amaca in un’isola tropicale e il migliore degli Arbre Magique, un modello che quando lo compri senti già il profumo dei pini gembri….tranne quando sei alla cassa a pagare!, che se lo compri sotto Natale ti danno anche le palline e le luci (lui non le ha portate!), il modello del profumo “inebriante”, sprigionato al passo di spinta; qualcosa che ricorda il cavallo bianco della Vidal.
Siamo pronti a partire e controlliamo tutto, Arva compresi.
Il “Voltaren” lo mettiamo via per dopo……
La gita si riassume in tre tappe fondamentali: la strada monotona di accesso, il cagajo gibboso del bosco e la parte che porta sollievo allo spirito.
Che il pericolo oggi fosse sufficientemente alto lo sapevamo, così come sapevamo che i pirla in giro sono sempre parecchi, come quelli visti dal basso che attraversavano sotto Cima Vallocci in un pendio molto pericoloso, tra l’altro già scaricato parzialmente oppure quelli che attraverseranno più tardi proprio sotto la cresta della Cima di Lemma, in pieno sole e con porzioni di pendii già svalangati fino al marrone del terreno. Non che noi fossimo i supereroi, ma andare in giro con la “configurazione giusta” può voler dire accettare il percorso se quel giorno non ci si può spingere oltre; anche noi abbiamo trovato gli ultimi cento metri, appena fuori dal bosco alto, traforati da preoccupanti tagli e crepe, che tuttavia per la mancanza di sole e per il tempo, sono stati giudicati praticabili in quel momento, poiché relativamente sicuri……

IMG_5904Tutte le montagne circostanti sono costellate da innumerevoli rigole, a dimostrazione intangibile dell’acqua che si è kagata giù nei giorni scorsi e delle alte temperature che rendono abbastanza problematica la sciata, rigole che si sono ghiacciate e che ci hanno permesso solo una sciata ghiacciata, ma migliore di quanto previsto, almeno fino alla “Scala” e al Bosco soleggiato. Il metodo era da scegliere e se ne è discusso non poco, tra la “Bürèla” e la “Büröla”……e vi assicuro che fa la sua differenza (però venite con noi la prossima volta che ve lo spieghiamo!).Nel frattempo altri temerari sono sulle nostre tracce di salita, ciaspolatori e non, alcuni muniti di quelle tutine che qualche volta fanno anche un po’ “senso”, per i colori o per le forme che fanno assumere.

IMG_5910La seconda parte della discesa è di tipo sportivo e necessita di notevole impegno e di quadricipiti di fine stagione, cosa che manca oggi; piano piano ritorniamo in zona bassa valle, dove dobbiamo abbinare il passo classico a quello del “tric & trac”: una specie di fondo escursionistico che ci farà percorre il lato sx orografico della valle fino alla perpendicolare delle auto, non senza skazzamento, da dove con un ultimo sforzo “boschivo”, siamo finalmente in grado di mettere la parola “fine” alla gita.
Restano altre due cose da fare: uno sforzo minimale per alzare il boccale di birra ed una lustratina agli occhi e all’obiettivo della macchina fotografica per istantaneizzare il panorama di uno degli angoli più belli del Mondo: quelle cose che sai di avere a portata di mano, ma che hai bisogno di vedere come dell’aria che ti serve per respirare! La vista vale tutta la giornata, non si può dire il contrario.

IMG_5919Cosa resta: immaginare cosa possa combinare uno stormo di storni nel caso si depositasse su una pianta di cachi dopo il Barro: un finale poetico, ma che non sarà un finale perché lo spirito di avventura e di amicizia fortunatamente non tramonta!
Silvan & Stefy erano al Pian dei Cavalli e alla fine noi siamo finiti un po’ più lontano: il Moncucco sarà per la prossima volta.
Tanto il Natale è vicino e i doni arrivano sempre, anche se non necessariamente nella forma materiale.
Magari, visto che sugli sci siamo capaci di stare, quest’anno potremmo pensare anche di dare una mano per il Christmas Day!…la slitta la portiamo noi.
Per i prossimi quindici giorni ripetete in coro:…”Al Gisol dul Zapel de Val!” almeno tre volte al giorno, dopo ogni pasto.

IMG_5920Insieme oggi: Beppe (…lo sai già quello che ti voglio dire, ma per il momento decidi solo di cambiare gli sci!), Paolo, GigiEmme il Tossico, Alberto e Patajean…..Stefy e Silvan a distanza.
PJ

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