Aggiòrnati….o, meglio, Aggiornàti! Weekend 14-15 gennaio 2012 Valmalenco.

Stavolta sono in seria difficoltà; si sa che durante una simile gita le kazzate sono così tante che dovrei svernare l’inverno seduto a scrivere senza sosta. Durante questo weekend ho preso nota, ogni tanto qualcuno mi diceva “scrivi”, poi ho usato quel che trovavo, ho ciulato penne, fogli, ho scritto sulla carta, sui tronchi, sul porta-torta, mancavano i muri di Ivan (ma non mi sembrava bello!, c’era in giro anche sua mamma)……poi ho anche dimenticato tanto. Non si può nemmeno pretendere di più: e’ un po’ come mettersi di lato rispetto al un mitragliatore e pensare di contare gli spari…..magari seguendone anche la traiettoria per vedere se vanno a segno! Quando è troppo, è troppo. Quindi riporto in sintesi quanto vissuto in questo secondo aggiornamento, dopo lo scorso anno, in Valmalenco.

Obiettivo: approfondire la ricerca in valanga, capire le fasi salienti di un soccorso, somatizzare le manovre di ghiaccio. Risultato: come lo scoglio della Costa Crociere: centrato. Meno male però che noi siamo ancora qui!!! La neve stenta ancora a manifestarsi, bisogna andarla a cercare negli angoli e noi siamo dei segugi. Alle 8.30 di sabato siamo tutti sul piazzale di Lanzada al Pradasc, il campeggio dove Ivan ci mette subito sotto alle sue “slides”. La lezione è interattiva e indoor ma, nonostante il tempo trascorso, l’attenzione non scema mai, anzi. Tutti sono attenti (nonostante qualcuno ogni tanto “si faccia le Pips”) ed il materiale è sempre molto interessante; oggi con noi anche una buona fetta di alpinisti della VdS, interessati all’utilizzo dell’Artva e a mettere in pratica le esercitazioni (“come toccare sotto”, “il falso Massimo”….), che si svolgono nel pomeriggio nelle wcnanze di Campo Franscia. In precedenza Ivan e Nicola avevano già predisposto un sondaggio (“sensibilità del tocco”, “capacità di distinguere” sono tutte cose da provare), una ricerca multipla e, a posteriori, la convinzione già forte delle difficoltà legate al panico ed all’emergenza è emersa con prepotenza: scelta del leader dell’operazione di soccorso, modelli Artva e loro caratteristiche e, infine, tempi di manovra sono i jolly per uscire dalle pettole, sperando però che l’occasione rimanga solo didattico-ipotizzabile!!!!!

Il freddo nel frattempo comincia a pungere (su bel drizz!!) e quando l’ombra prende il sopravvento ecco il desiderio di chiudere il summit, tirare le conclusioni e portarsi alla Baita del Cai Paderno.

Come lo scorso anno, qui siamo stati coccolati e riveriti sin dal nostro arrivo: un Grazie a tutti (Guido, Carmelo, Silvana e Luciana!) che ci hanno ospitato offrendosi nel preparare cibo, bevande e tutto quanto necessario a satollarci per bene. Che il mondo ormai sia cambiato lo testimoniano anche Paolinux, Barney e Egidio. Una volta era quest’ultimo  a suscitare timori per la notte; adesso invece i falegnami e i “perlinai”  all’opera sono altri, magari addirittura chi si porta i tappi e lo fa solo per non auto-sentirsi; incredibile ma vero! Pips, ghe’ts e jazz gli ingredienti per andare a dormire. E la domenica è iniziata con una nuova giornata, freddo polare e tanta voglia di rimanere sotto il letto o dentro il sacco. Colazionati a dovere, ci rimettiamo in viaggio verso le dighe di Campo Moro, dove scegliamo un angolino “ad hoc” che abbia tutte le caratteristiche per poter effettuare le manovre di recupero “da krep”, ma soprattutto dove ci sia un po’ di tepore solare per le membra. La scelta del posto è un po’ come quel tale che pensa di avere dieci morose, è innamorato di tutte e dieci, ma alla fine non ne sceglie neanche una!….poooorr bagajj. Dopo una valutazione simile al lavoro dell’orologiaio finalmente troviamo un angolino spartano in cui ci mettiamo al lavoro: paranchi, mezzo Poldo, qualche novità portata dal Nicchio ed…..un Lucano: Faustino! A ripetizione un po’ tutti rifacciamo le manovre, che vengono spesso e a distanza di tempo in parte o in tutto dimenticate, data la complessità ed i continui cambiamenti: qualcuno sbaglia ancora, qualcuno applica “il software” precedente non accettando le releases nuove, qualcuno sbaglia addirittura ad indossare indumenti personali (e viene “rimandato in ghette” a settembre!!!). Poi pian piano tutto rientra nel sentiero della normalità e la giornata si auto-assorbe.

Si sa che quando c’è il cambiamento d’aria l’intestino è un po’ più restìo, così come si sa che ai bambini-non-più-piccoli piacciono gli indovinelli e quindi quasi tutti ci mettiamo veramente poco a risolvere il seguente quesito: “Ho un’urgenza che potrebbe diventare emergenza, cos’è???!” Comunque i cessi della Baita sono uno spettacolo mai visto! L’unico posto al mondo in cui la ceramica è dello stesso colore della materia prima ivi prodotta: il colore marrone non solo aiuta gli stitici alla sua vista, ma diventa il vero slogan per il 25 aprile: altro che “giornata della Liberazione”….venite qui a liberarVi!!!! Da Sothebys questa tazza e questo bidé valgono miglioni di Euro! Comunque bando a questi discorsi e …..insomma, alle 15.00 siamo pronti per una foto di gruppo, per mandar giù l’ultima fetta di pandoro/panettone di Renzo e tornare finalmente al calduccio di casa. Ormai questo è un appuntamento fisso, che serve al gruppo, ma soprattutto alla mente; su certe cose l’allenamento non si sa fino a che punto possa essere fatto, ma senz’altro esserne coscienti nella giusta misura aiuta. La crisi c’è anche sulle superstrade: ghé in girr nisùnn! Settimana prossima partono i Corsi del 2012 e ci saranno anche altri aggiornamenti, di altro tipo, quindi non ci si annoierà di certo. Partecipanti: Stefania, Silvano, Massimo, Andrea, Alessandro N, Gonzales, Barney “il Legnamée”, GigiEmme, Faustino, Renzo (in parte, ma questi due giorni sono stati un po’ la sua rivincita), Paolinux, Boris, Egidio e Patajean (in Baita Carmelo, Guido, Silvana e Luciana).L’irresponsabile (Egidio), Massimo (non quello “falso”) e Boris (Raj Charles con la cuffia) vi salutano in modo particolare!

Credete ai vostri sogni!!!

PJ

 

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