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ACARI & POLVERE sullo ZERBION.

martedì, febbraio 6th, 2018

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  • CIMA: Monte Zerbion mt. 2.722
  • ZONA: testata della Valtournanche (VdA)
  • DIFFICOLTA’: MSA+ (il ‘più’ lo aggiungo per il pepe tirato fuori sugli ultimi 200 mt di cresta)
  • DISLIVELLO & SVILUPPO: 240 mt per +/- 13 km (a/r)
  • NOTE: neve superlativa nella pala alta e sino al limite inferiore del bosco. Farina fresca con spessore ideale, anche se il mulino l’ha prodotta tra uno e due giorni prima. Manto ben consolidato e nessun segnale particolare di pericolo.

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Il titolo rispecchia un po’ la situazione, che a veder bene potrebbe essere presa in prestito da un vecchio film in voga quando eravamo piccoli: “Togli la polvere per mettere la polvere”.

Si, in realtà è proprio così: la sezione del Cai Desio ha ripristinato un calendario di gite sociali tra le quali ricompare anche lo sci-alpinismo e questo è un bel soffio di polvere vecchia che viene tolta; dall’altra parte i Capi-gita (ai quali va un grande plauso) hanno scelto un itinerario di tutto rispetto, sia per il panorama sia per l’ottima neve che chiamerei addirittura polvere vista la conformazione della stessa ed il godimento che ne è scaturito in discesa; quindi ecco spiegato il togli-e-metti.

Oggi tra di noi Zecche e Mosconi…….a confondere le idee naturalmente, ma tutto è bene quel che finisce bene.

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Partiamo con un numero che ruota all’infinito intorno al diciassette, con vari tira e molla che alla fine scongiurano il peggio: abbiamo bisogno di iniziare col piede giusto ed ogni mossa è calibrata al millesimo. Dopo una breve sosta al solito Viverone arriviamo a Promiod in perfetto orario. La prima parte è tutta all’ombra per la gioia degli arti, poi piano piano il bosco lascia intravedere la dorsale alta dove il sole è ormai presente all’appello dalla mattina presto (avevamo già visto in tutta la sua maestosità la cima passando dall’autostrada). Quel vedo non vedo che porta al godimento la macchina fotografica è garantito da una nebbiolina che a tratti sale dal fondo valle.

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Si vede di tutto: dalla Nord della Cima di Lavaredo alla Palla Bianca; dalla cordata ferma alla seconda sosta del Canale Coolidge al Pelvoux fino ad arrivare al trio che sta pernottando al Bivacco delle Periades! Il lancio della cima è un gioco alla moda…..del resto sotto di noi c’è il Casinò di S.Vincent!

Con noi alcuni ciaspolatori, ma al di fuori di loro poca gente in giro; in compenso i pendii sembrano sufficientemente tritati dal passeggio di ski-alper che probabilmente non lavorano o seminano il terrore in ore diverse dalle nostre.

L’uscita sul crestone viene beatificata dal gruppo e riscaldata dal sole; ci aspetta un tratto abbastanza delicato che di solito dipende dalle condizioni; il primo traverso è tranquillo, ma poi è meglio abbandonare le assi per raggiungere la cima vera e propria a piedi.

Una specie di scala santa ci accompagna verso la Cima della…..Madonna, visto che sullo Zerbion non si può non notare la grande statua che la caratterizza.

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Prima facciamo le foto di rito poi ‘usciamo fuori’ il gagliardetto sezionale e, infine, giriamo le terga che invertono la rotta; il baratro che si apre in un paio di punti è sufficientemente lungo quanto il tratto del gargarozzo che si muove per allertare il cervello sulle conseguenze di un’eventual mossa fallace. In realtà la dovuta attenzione aiuta a superare il momento e a riportare tutti al deposito sci. A ben guardare verso il basso erano visibili i tavoli da gioco all’interno del Casinò…..ocio! e quanta gente che gioca senza accorgersi della bellezza del paesaggio che sta sopra e tutto intorno.

Meritata sosta prima del godimento inguinale: l’inclinazione particolare del pendio sommitale fa si che la neve rimanga bella anche a distanza di tempo. E’ così: pensavamo di godere di un po’ di sole con una sosta prolungata ma le curve prima ed il “Bosco degli Spiriti” dopo ci hanno proprio divertito e non fatto fermare per tutto il tragitto della parte alta. Slalom sino alle baite diroccate ed una bella sosta meritata con thé caldo e biscotti.

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Ultimo tratto meno bello che si svolge sul fondo valle con strada piuttosto gelata e finale ‘sportivo’ prima del meritato riposo in auto.

Non può mancare una sosta, che riteniamo di poter fare nel Camping Dalai Lama di Promiod, situato proprio sulla strada del rientro e che ci riserva una gradita sorpresa: una bella veranda tutta per noi dove fare merenda.

In Valle d’Aosta abbiamo preso coscienza di un paradosso ormai consolidato: l’autostrada la paghi coi reni, mentre birretta e tagliere di salumi vengono via praticamente gratis. E’ un mistero che cercheremo di capire meglio col tempo; sarà la mano-invisibile di Adam Smith che ogni tanto s’allunga a spiegare l’economia in regioni diverse dalla nostra.

Ripartiamo con un po’ di patema visto il traffico che sgorga dalle singole vallate, ma tutto sommato ci è andata benone anche con il rientro.

Un grazie ai nostri Bob & Ale che in qualità di responsabili gita ci hanno guidato in questa bella giornata in compagnia; scelta direi perfetta accompagnata da neve che meglio di così non poteva capitarci.

Partecipanti che si sono Zerbi(o)nizzati in questo angolo della VdA: Stefy (al suo rientro!), Anna, Patrizia, Emma, Gaia, Barney, Ale, Bob, GigiM, Marco, Augusto, Enrico, Giuseppe, Boris, Giorgio e Patajean.

By Patajean®

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