IN UN DISEGNO.

giugno 16th, 2022

6bca2ffe-98df-43d5-b670-9576591e5527

 

  • CIMA: Corno Bussòlaz mt. 3.023 slm:
  • DOVE: Val d’Ayas in Valle d’Aosta (partenza da Estoul a 1.780 mt);
  • DISLIVELLO & SVILUPPO: Abbastanza lungo, con 1300 mt D+ e circa 19 KM;
  • DIFFICOLTA’: F
  • NOTE: oggi abbiamo camminato in un disegno!

 

C’è una citazione che recita: “ Una cima raggiunta è il bordo di confine tra il finito e l’immenso”. Beh, oggi l’abbiamo toccata con mano e quando vedi coi tuoi occhi quanto risulta scritto puoi dire che ti appartiene.218fa430-78e2-4bd8-9df9-c655928290c4

261bd814-35e1-4e53-8283-935f19ee54e1

 

La gita del Cai Desio di oggi (11 giugno 2022) è stata fatta praticamente come se avessimo camminato in uno di quei disegni che si facevano a scuola, quelli c.d. “perfetti” per i quali non prendevi un bel voto perché era tutto troppo perfetto e con poco estro. Ecco, siccome i colori che ci mettevi erano tersi e giusti, oggi è stato come ripercorrere quei momenti: il verde acceso di questo periodo che non deve passare in fretta (mannaggia!), l’azzurro cobalto e terso del cielo, senza una nube sino all’Oceania ed infine il bianco dei ghiacciai del Rosa e non solo.

Qualcuno oggi ha detto che con un panorama del genere ci si mette in pace con il Grande Architetto, vero! Cime, laghi a go-go, ghiacci, dorsali.

IMG_8702

 

IMG_8714

IMG_8747

 

Praticamente siamo saliti al centro dell’universo della Val d’Ayas; il Corno Bussòlaz è il fulcro che regge questa zona e funge da altare per ammirare l’inverosimile tutto intorno; se non ci siete mai stati confermo che un giretto è importante farlo, perché la cima è un tremila-metri dal quale la mascella rimarrà di sasso.

IMG_8682

IMG_8686

 

IMG_8721

c5bdfc58-830f-4813-93bd-e12e0e10af19

IMG_8756

IMG_8748

 

IMG_8742

e71c840c-3b03-4936-935d-4e4f4316d1ba

5651ff46-8581-4b10-b98a-315421f6014f

d1eaed29-d0ce-474f-a8f2-fd796d3fa757

Se devi scegliere la prossima gita, dalla cima senz’altro la trovi.

Non eravamo soli in giro e tutti quelli che abbiamo incontrato erano piuttosto attoniti…..”in quanti siete?”; ad un certo punto ci siamo messi d’impegno per dire, scherzando, che eravamo un Gruppo di Recupero, con ragazze madri e ex tossici…..tutti però dignitosamente recuperati e avviati all’alta quota.

9a07f338-1e08-4c77-9257-ebe8c79fea49

IMG_8760

IMG_8768

IMG_8764

IMG_8765

8ca2b83f-2815-4832-87cf-d75075619114

In cima ci siamo arrivati velocemente, abbiamo mangiato qualcosa (ma non bevuto il caffè della moka, tanto atteso e ricercato quanto non gustato a causa di un remolàzzo che ha dimenticato il gas ed il fornello, pur avendo tutto il resto, servizio da 19 compreso) e poi abbiamo deciso di fare un bel giro a cerchio, percorrendo tutto la cresta che ti tiene alto nel cielo sino al momento in cui, a piombo, scendi al Colle Palasina a 2.661 mt.

724f84d6-a2ed-4073-81b5-c0aac44e4996

6a8f7b77-2c8a-4daa-98c9-7bcfd67241ab

Da qui, sempre a cerchio, arriviamo al Rifugio ARP posto a 2.440 mt per una birretta in compagnia, ma la birra necessita del generatore? Mah, boh…..

Sarà che a fare il ‘pirla’ si finisce per sbattere il naso, fatto sta che nell’ultimo kilometro prima del parcheggio incontriamo 108 donne (ben due pullman) ferme ad una fontana a prendere l’acqua. L’acqua adesso non c’è più ed in settimana porteranno via anche la struttura; ragazze madri, semplici amiche in giro a far bla-bla-bla?

Riusciamo a sgusciare via prima dei pullman anche se il casino per il sabato pomeriggio non ce lo aspettiamo; quindi a casa veloci.

N.B. Chi vuole sfogliare la cartina del Monte Rosa e del Cervino lo può fare da qui in 3D, da palato fine.

 

Partecipanti (come una famosa canzone degli anni ’80: Nineteen): Katia, Angeletta, Adele, Anna, Manuela, Pier di Desio, Andrea, Lele, Aurelio, Massimo, Beppe, PaoloC, Davide, Augusto, Bruno, AleNuzzo, Fabio, Gianluca e Patajean.

by Patajean®

   Invia l'articolo in formato PDF   

UNO SGUARDO SUL MEDIOEVO!

maggio 7th, 2022

IMG_7505

  • META: Castiglione Olona;
  • PERCORSO: 53 KM partenza da Castellanza;
  • DISLIVELLO: alla fine tra i vari sali-scendi ne abbiamo contati 450 mt D+;
  • NOTE: dalla sella della MTB il Medioevo è apparso molto ricco di monumenti e storia, ancora oggi e come sempre in Italia.

Oggi, sabato 30 aprile 2022, lo abbiamo dedicato alle nostre origini Longobarde; si narra che proprio i nostri antenati longobardi avessero inventato le prime biciclette: fatte con le ruote usate da Fred Flinstone, erano troppo pesanti per essere condotte: sella di legno massello, ruote di granito! ….insomma un paio di tonnes da condurre e sicuramente incontrollabili nelle discese di Gornate!

Un po’ meno verticale di come lo si vede stampato sulle locandine della gita, il percorso si snoda lungo il fiume Olona per salire da Castellanza City fino all’oasi Toscana di Castiglione Olona.

590x438

934ee6a3-6695-401c-80c2-934146afd82c

Si passa dalla cittadina brutta e caotica al borgo che ti catapulta direttamente in “Toscana”, passando attraverso il verde dei boschi che contengono il sinuoso dipanarsi dell’Olona, questo nome così impegnativo che sembra evocare qualcosa di mastodontico ma che, invece, nasconde un rigagnolo simile ad un serpentello celato tra il verde della primavera.

Partiamo con le mountain bikes più varie: da quella noleggiata alla Decathlon fino a quella messa in commercio da E. Musk, che fa da bici, divano, panchina, da tavolo e da ombrellone e da borsa, così puoi non mollarla mai. Pesa come una piuma del cigno, senza il cigno o come il portafoglio una volta utilizzato per comprarla.

c4174b14-3fbb-4d5b-b771-95c9f0a8ac91

IMG_7490

765b6699-1da2-417a-8572-42a5da2d7259

Ci accorgiamo della leggerissima salita solo perché il fiume scorre nella direzione opposta mentre, a dispetto del sinuoso percorso dell’Olona, noi siamo diretti nella direzione da raggiungere.

Come al solito non sembra vero di avere tutto il verde che si vede e in alcuni tratti riconosciamo luoghi che in qualche modo vediamo tutti i giorni: la Pedemontana oppure i parchi per la corsa nell’ora di pranzo durante il lavoro, oppure quelli che vorremmo avere: come rinunciare ad una biblioteca nel verde?

IMG_7493

L’obiettivo di Castiglione è sempre là, ma nel mezzo ci sono cultura, storia e monumenti a cui dare un’occhiata. Nell’ordine visitiamo il Monastero di Torba, Palazzo Branda, La Collegiata ed il suo Monastero interno, la Chiesa di Santa Maria foris Portas ed infine le Rovine di Castelseprio.

IMG_7507

IMG_7519

Una bella scorpacciata di cultura; per esempio nel Monastero di Torba la leggenda delle tre monache coi volti mancanti narra della loro fuga dal monastero stesso; ancora oggi le monache vagano nelle vallate di Torba cercando di rientrare nell’affresco per ritrovare la pace…….in effetti, pensandoci, anche noi in questi mesi stiamo vagando con animo incredulo e inquieto alla ricerca della neve che non c’è più, per riposizionarci senza troppa pretesa nell’affresco dello scialpinismo.

Ascoltiamo la storia dei Visconti e dei Longobardi, immaginiamo come potevano vivere all’epoca e ci battiamo un cinque per la fortuna di vivere nell’oggi, forse.

Arriviamo in Toscana verso le 12.15 con un ultimo sforzo sul c.d. “Piccolo Stelvio”, una serie di piccoli e corti tornanti che portano in cima alla collina su cui è collocato il Castello, dove prendiamo il meritato fiato.

IMG_7555

IMG_7552

IMG_7531

IMG_7543

IMG_7560

Lo sguardo da qui è veramente affascinante e, dopo esserci rifocillati ad un baretto, eccoci pronti a ripartire. Qui Fabio e Gigi prendono una direzione diversa per il rientro su Cermenate, mentre il resto del Gruppo riparte a ritroso, decidendo di far visita a Castelseprio.

IMG_7563

IMG_7574

IMG_7575

Qualche salita che devasta le energie rimaste, molte considerazioni su tutto ciò che in Italia puoi trovare come arte in generale, con conseguenze talvolta non favorevoli al loro mantenimento, insomma troppa roba.

Per finire arriviamo a Castellanza con l’idea di prenderci un gelato, idea che si manifesta devastante:

  • Le indicazioni stradali dateci sono peggiori della mancata connessione in caso di ricerca autonoma;
  • La ricerca personale “a intuito” si materializza in un piccolo fallimento, credo dovuto solo alla stanchezza;
  • Le ulteriori indicazioni ricevute da passanti sono figlie di una sfiducia nei confronti di umani non residenti (per fortuna!) nello stesso paese;
  • Le ultime dritte, seppur delicate perché provenienti da persone con problemi di dizione, ci fanno capire che siamo nella “città alta” e, invece, ciò che cerchiamo è in quella “bassa”….
  • Le ultime forze rimaste ci permettono di concentrarci sulla meta via satellite, meta che raggiungiamo, ovviamente!

Morale: non potevamo immaginare gelato più buono dopo questa Via Crucis, beh diciamo che la recensione la faremo un’altra volta.

1e8ac94b-fbbb-4fb6-aaee-47302169b4e4

I Mountain Bikers di oggi: Stefy-Anna-GigiM-FabioK-Davide e Patajean

by Patajean

 

   Invia l'articolo in formato PDF   

LA NATURA NON TI PERCULA MAI.

marzo 19th, 2022

IMG_6664

  • COSA: Traversata Bormio-Livigno
  • COME: ….a metà o, forse, un terzo;
  • DOVE: dalla Vallaccia Lunga presso il Ponte del Rez;

 

Ogni tanto è necessario farsi cullare dalla natura, prendersi cura delle quattro mura naturali che ci circondano, per vedere se è tutto a posto, se tutto è rimasto come la/le volte precedenti e per convincersi che è veramente tutto reale e ideale per vivere una qualche forma di armonia, non solo interiore. Stupenda cornice per un Evento che, causa varie ragioni fra cui Covid-19 e impossibilità di frequentare i rifugi intermedi, non si è potuto svolgere al cento per cento della sua etimologica definizione, ma tant’é. In attesa di poterla vedere da vicino e affrontare completa nel suo lungo sviluppo da Bormio a Livigno, quest’anno ci siamo accontentati di percorrerne una parte.

Ci siamo dati appuntamento al Ponte del Rez, appena prima di Trepalle per salire il Monte delle Mine (2.883 mt) e poi attraversare in dorsale verso il Monte della Neve (2.797 mt), per finire nuovamente a Trepalle, tutt’altro che due mmaroni!

IMG_6659

Stavo lumando da almeno tre anni questo giro, tra i più belli nel momento in cui si parla di Traversate, qualcosa di unico in Alta Valtellina ed un territorio che mi è caro per ragioni storico-famigliari. Nelle sue tappe permette di salire cime importanti, cime meno conosciute, di pernottare “a casa” e di condurre in porto il gitone laddove il bianco splende sempre di più rispetto agli altri posti.

Il tutto si è svolto nella sola giornata di domenica 13 marzo, con organizzazione logistica da parte della Ski-Trab, contattata telefonicamente e apprezzata soprattutto nel c.d. Terzo Tempo, ossia nel buffet organizzato a chiusura evento.

Partiamo da casa in modo da essere in loco verso le 8.30 e ci riusciamo molto bene, traffico assente e poche auto in giro, colazione compresa che facciamo in quel di Tirano.

In questi giorni in cui la speculazione sta prendendo il sopravvento in alcuni ambiti commerciali siamo in balia di una doppia paura: a quella del ‘vuoto’ per le cime e creste corniciate si aggiunge quella del ‘pieno’ di benzina. I prezzi che si vedono di fronte ai distributori invitano a fare altri tipi di guerre, poi la vicinanza di Livigno riporta gli occhi su prezzi più accettabili.

Partiamo verso la Vallaccia Lunga e verso le baite che caratterizzano l’ingresso visivo di questo incredibile angolino di benessere, siamo insieme ad una quindicina di soci del Cai Valfurva. Percorriamo il tratto in piano che ci porta alle baite per poi azionare il turbo verso la cima piramidale del Monte delle Mine.

IMG_6666

897a175a-dec8-4db7-b10b-853c6c16315a

IMG_6725

IMG_6672

Giornata incredibilmente bella e calda, talmente calda che nel centro del pendio l’assenza totale di vento rende il trick e track degli assi abbastanza pedante; poi arriva un bigolo d’aria che sembra percularti e tutto ciò rianima anche la voglia. Arriviamo in cima per qualche foto e poi via: giù per il lato opposto senza però perdere troppa quota. Il cielo verso il Bernina è strano: ci sono nubi cotonate che avvolgono tutte le principali cime, ma davanti ci sono altrettanti nubi il cui colore non comprendiamo. Scopriremo in serata che un incendio presso Tirano ha causato non pochi problemi così come nubi lenticolari dal colore giallastro come se i merli ci avessero fatto i loro bisogni sopra in volo.

IMG_6684

Il vento da debolissimo diventa moderato e scoccia parecchio in cresta, non permettendoci di togliere piumino e giacca-a-vento. Ce ne facciamo una ragione e finalizziamo il raggiungimento della seconda cima, il Monte della Neve.

IMG_6673

cf6332dc-d884-4e15-8205-53131f3a144d

fbfc8e76-ee28-4ede-bf93-e1711764d3f7

IMG_6683

IMG_6678

IMG_6674

IMG_6686

Qui rifocilliamo l’animo e cerchiamo una soluzione ideale: meglio scendere a Livigno direttamente per andare al Mond Vei oppure scendere nuovamente a Trepalle, recuperare l’auto e finire nuovamente a Livigno? Meglio questa seconda opzione, visto che la merenda impegnerà le ore del pomeriggio e risalire verso il Mottolino alle 16.30 con il mangiare nello stomaco, la stanchezza pomeridiana ed il venticello sui mmaroni non è il massimo. Scelta azzeccata, visto anche il prolungarsi del conclave e della merenda tenutesi al Mond Vei, posto incredibilmente accogliente in Livigno.

Ci sono tutti i partecipanti (circa cento!) che arrivano a conclusione di tutti gli itinerari percorsi: dalle dighe di Cancano alla Vallaccia Corta, passando da Foppe e doppie pellate; c’è una lauta merenda con parecchia roba, tutto offerto da Ski-Trab, ma c’è anche il tempo di versare una quota simbolica per l’Ucraina.

IMG_6700

IMG_6702

IMG_6703

Dopo i ringraziamenti si trascorre un po’ di tempo ad informarsi sulla Traversata, sul giusto peso da darle e sugli sviluppi futuri, non senza la consegna di un gadget Ski-Trab a tutti i partecipanti.

Due passi a Livigno tra mille turisti ci fanno venir voglia di risalire in auto: vento e freddo sono meglio affrontabili nell’abitacolo caldo dell’auto. In questo modo anche il ritorno si svolge molto bene e senza traffico. Siamo a casa in tempi molto ragionevoli e quasi standard.

Giornata molto intensa ma molto bella, vissuta tra la passione di salire e scendere pendii intonsi e l’allegria di ritrovarsi dopo parecchio tempo. Comunque fankulo come al solito Covid e Guerra!

I Valtellinesi di questa domenica: Ale Nicchio, Pier, Alfredo e Patajean

by Patajean®

   Invia l'articolo in formato PDF   

FUORI DALLE PALE!

febbraio 28th, 2022

8b1bbba8-a5ec-44a4-a802-4a526605bc04

  • VETTA DI OGGI: Cima dell’Uomo mt. 2.662
  • DOVE: Svizzera, dal Lukmanier Pass
  • DIFFICOLTA’ & SVILUPPO: MS+ con circa 7 km di sviluppo totali;
  • DISLIVELLO: circa 710 mt
  • NOTE: una neve da favola in discesa: PG: Puro Godimento.

1a0061d1-e1c8-42b3-bccc-bf1a8517302c

Nuova uscita del Corso SA1 2022 alla ricerca della neve; oggi giornata dai connotati strani: si parte con le ultime notizie tristi e sconfortanti sulla situazione della guerra (un gioco del Medioevo che purtroppo permane anche nell’era del digitale: siamo “indietro come le palle del cane” a giocare ancora ai confini territoriali, senza contare che stiamo uscendo da un biennio che ci ha accorciato la vita dello stesso ammontare!) e ci si convince che la destinazione svizzera possa incontrare le nostre esigenze, con almeno una quantità di neve che ci consenta quattro curve in salita ed otto in discesa. Non stiamo a chiedere neve bella o brutta, basta che le assi possano scivolare nei due sensi.

Grazie a Dio qui non dobbiamo venire coi carri-armati e i metri che conquistiamo sono tutti grazie allo sforzo, alla determinazione e a qualcosa di bacato che frulla tra Testa & Cuore. Il motore della Passione si muove senza grandi investimenti, se non quello mentale.

Partenza mirata da Varedo alle ore 6.00 con destinazione diretta Passo del Lucomagno: ormai non ci si ferma neppure per la colazione, tanta è la voglia di pellare decentemente. Arriviamo al Passo con il solito scenario ventoso. Il Bollettino dava un po’ di vento ed una temperatura percepita inferiore allo zero: siamo come al solito entusiasti…..soprattutto quando apriamo la portiera.

Ormai quando guardi una dorsale qualsiasi la stessa si presenta come un libro che ti spiega e ti illustra l’azione del vento. La Cima dell’Uomo si presenta più o meno come un Ferro da Stiro e per raggiungerla devi saltare su, in groppa alla dorsale che ti porta verso la ‘maniglia finale’.

IMG_6394

IMG_6391

IMG_6389

28b1641f-6a34-4877-b700-33f835a139f4

Le possibilità in realtà sono due: quella descritta ed un’altra più lunga che percorre la Val da Tiarms che al mattino è in ombra: meglio la dorsale.

Ogni gita ha la sua e qui sembra che il punto fondamentale sia tracciare questa trappola di vallette apparentemente mai finite; riusciamo ad infilarci fra dedali di sassi, conchette e salti più o meno riuscendo sempre a sgusciare verso l’alto. La trappola sembra non finire mai, ma alla fine raggiungiamo la Schiena d’Asino che mostra in fondo la nostra cima. Nessuno in giro ad eccezione di un ciaspolatore svizzero, quindi tutto il terreno è nostro……e senza sparare alcun colpo o senza che nessuno debba arrendersi.

5b54bd1c-0c1e-4046-8531-389caaf7811b

3c527d22-bd6b-402b-8691-fec74e35346e06018880-7cbd-40fa-9571-ac1da481dd3e

IMG_6395

Improvvisamente si torna a respirare quella voglia incredibile di essere in questi posti: la neve in certi luoghi ci preannuncia qualcosa di bello ma ancora non totalmente decifrabile, la vista spazia a non finire su Adula, Todi, Clarinden e Val Bedretto. Lasciamo tutto al Deposito Sci e decidiamo che per oggi è meglio così. Ci sono pochi metri che separano una ventina di scialpinisti dalla cima, ma il pendio finale non è il massimo tra sassi e neve schifosa e valutata tale; l’assenza dei ramponi in un corso SA1 fa il resto e valutiamo che anche la discesa non sarebbe il massimo. Ci rifocilliamo e passiamo alla fase dei lavori: ricerca in valanga con Artva sepolto almeno a 70 cm di profondità. Rimaniamo piuttosto nascosti perché se l’Anas o la FIS ci vedessero sicuramente verremmo assoldati per battitura piste o lavori di pulizia neve e ghiaccio.

06018880-7cbd-40fa-9571-ac1da481dd3e

Quindi passiamo un’oretta circa per la Manovra di ricerca Artva e un po’ di relax, prima del godimento inguinale che ci aspetta sui pendii!

4e10253c-919b-4173-99ad-694a9878a265

IMG_6411

6d6749b3-5a69-4db2-ab7a-e04c58f0c490

1503a184-e765-4dec-9395-c8a47ff483fb

La manovra è stata fatta con grande perizia da parte di tutti; si è “andati di bestia con la pala” scavando a manetta per cercare il sepolto in profondità e con pochi minuti persi, tutti bravi.

Poi finalmente verso le ore 12.30 ecco lo switch sul godimento inaspettato.

3306a8af-f1dc-43dd-80ec-7a04569a395f

Tra fare lo slalom della salita fra rocce e salti e l’idea di percorrere la Val da Tiarms prevale la seconda: i pendii sembrano buoni oltreché intonsi, così come le pendenze gestibili. Ecco il dado che viene tratto, ecco la ciliegina sulla torta….ecco una delle c.d. forme benigne dell’Orgasmo Bianco. Non te lo aspetti, sei deluso dalla guerra e dall’assenza di neve, ma improvvisamente scatta qualcosa e la discesa diventa la miglior cosa di quel momento. Pendii stupendi e una neve da favola: sembra veramente di entrare in un migliaio di sacchetti di farina 00  e godersela tutta.

Sembra impossibile che con queste condizioni ci possa essere un angolo sciabile con cotali vibrazioni interne sul morale: si intuisce anche da parte degli allievi cosa voglia dire fare scialpinismo. Scendiamo sin dove possibile e poi dobbiamo penare un po’ nella parte bassa, piuttosto piatta. Ma chi se ne fotte!

521d09dd-cadc-4135-be01-d91821da5618

Il resto è “toujour le memes Italiens” svaccati sul parcheggio, le solite foto che, per scattarle, devi bloccare il traffico al Passo e il caffè che non ti aspetti…….meglio, sappiamo com’è, un po’ meno che il costo dell’energia sia tutto nella macchinetta del “Coldrerio”; neanche a Sotebys battono un espresso svizzero 3,3 Franchi CH, ma…… prima o poi il caffè verranno a chiederlo a casa nostra e allora….

IMG_6410

IMG_6412

Partecipanti: Anna, Giuseppe, Mirko, Massimo, Ale, Fra, Paolo, Luca, Bob, Simone, Emanuele, Stefano, Andrea, Stefano, Francesco, Gianni e Patajean.

Alla prox!

By Patajean

 

 

 

 

 

 

 

 

   Invia l'articolo in formato PDF   

SIMPLON PASS MEGLIO DEL GREEN PASS!

febbraio 16th, 2022

IMG_6203

Uscita del Corso SA1 2022:

  • Domenica 13 febbraio ’22 dal Passo del Sempione;
  • Cima: SpitzHorli mt. 2.736 MS
  • Dislivello: 760 mt, con uno sviluppo di ca 6 km
  • Note: neve super-lavorata dal vento e quasi totalmente assente in cima.

Finalmente Ciack si gira, buona la prima!

Era ora, sarà stata la voglia, ma non potevamo più rimandare e deludere le aspettative nostre e degli allievi dopo così tanto tempo senza la frequentazione dei Corsi. Tra mille dubbi e titubanze lecite oramai avevamo pigiato sul bottone “start”, senza tornare indietro. Dopo un biennio con una ‘roteatio pallis’ disumana ed una lontananza dai Corsi esageratamente lunga, dovevamo per forza riprendere, con l’entusiasmo e con i fatti.

Abbiamo accettato di buon grado il rischio che tutto potesse rompersi nuovamente, ma poi abbiamo gestito il flipper del covid e tutto il companatico: insert coin e niente tilt…..almeno sinora.

Anno strano quello che sta entrando: dopo quello trascorso con neve a go-go e niente possibilità di uscire, quest’anno tutti fuori, ma niente neve. Ormai è come se la stessa dicesse state in casa altrimenti non vi faccio visita.

Comunque a noi non ce ne frega nulla: abbiamo messo in cantiere un po’ di spese e, fra queste, anche quella di un cannone da neve per la Valle de Seveso  (con acqua de-salinizzata!).

CE817FBE-6698-401F-B738-BB1F49B9441B

f574fdd9-122a-46e5-9363-dbef9c68b94d

IMG_6199

IMG_6202

Oggi domenica 13 febbraio tutti in quota per il Corno dello Spritz, dove il brindisi è avvenuto senza la neve. Webcam del Sempione che ci ha aperto gli occhi sulla Cina di casa nostra per le Olimpiadi, sembrava di essere là: montagne verde-marrone e striscia di neve da percorrere per la medaglia. Qui la medaglia non te la regala nessuno e la faticaccia non cambia da un anno all’altro. In aggiunta un bel vento che ha sferzato per tutto il giorno sulle nostre facce.

Parecchia gente in giro sul tracciato, praticamente incontrati dalla mattina presto: pulmann all’autogrill, pulmann al Passo del Sempione e pulmann in cima. Praticamente migliaia di ciaspolatori inferociti per la cima…..meno male che la neve era poca. In altre circostanze, con una folla del genere, noi non saremmo mai arrivati in cima con il terreno devastato dalle ciaspole. Cinque anni fa avremmo dovuto cambiare vetta.

18624d39-3989-4087-bc68-8fad81eec7fb

IMG_6217

IMG_6196

4dcca468-1f54-4abf-9698-1af85b681ff6

129e23e1-c539-4c72-a818-0361fc91455c

9bdecf64-7d43-435e-8430-0ea7b76caa38

IMG_6206

Comunque in cima c’è sempre spazio e noi ci siamo crogiolati ai -7° (percepiti -12°) e ci siamo goduti il panorama semplicemente fantastico che si gode da questo punto pulpito. Una corona di cime permettono di vedere montagne assolutamente imponenti e maestose stagliarsi nel cielo e finire nelle foto del telefono.

Pochi minuti e si rientra, il freddo è parecchio fastidioso e ci aspetta il campo Artva.

In realtà un paio di Gruppi lo saltano a piè pari, nonostante i manovali della Manovra di autosoccorso si sbraccino per fermarli. Niente, si scende praticamente sin quasi alle baite, senza vedere alcunché.

FranSor ci avvisa ben presto che abbiamo saltato tutto e quindi decidiamo di prendere in mano la situazione con un campo supplementare; il tempo di far vedere la manovra di ricerca del sepolto e poi via tutti verso l’auto.

In realtà la discesa è un bel divertimento, almeno sino a quando due di noi non finiscono in un dedalo di gobboni che nascondono un piccolo sentiero che conduce al Passo, non senza passare da una ‘condotta’ diretta su cascata (piccola, ma pur sempre fastidiosa in assenza di attrezzatura adeguata); le alternative sono poche: un salto di una decina di metri a 60° (fattibile probabilmente in derapage, oppure una mezza cengia con una cascata incombente sotto le chiappe). Si decide per quest’ultima e, dopo un breve ravanage, ci si rimette le pelli per portare la pellaccia nuovamente al Passo. Il resto è tutto chiacchiere & distintivo con una birretta in compagnia.

Tutto bene quel che finisce bene; buono l’approccio e la sensibilità dei piedi degli allievi. Let’s go….

IMG_6214

IMG_6204

Partecipanti: Simone, Emanuele, Gianni, Andrea, Stefano 1 e Stefano 2, Francesco, Anna, Mirko, Giuseppe, Luca, FrancescoS, Paolo e Patajean.

by Patajean®

   Invia l'articolo in formato PDF   

ARRAMPICARE CUNT’ UL PAIL…A LUGLIO!

luglio 26th, 2021

IMG_1506La Valle del Seveso al tempo del Covid: passato, presente, futuro? Chi può dirlo? Quello che conta è cercare di uscire dall’apatìa nella quale tutto il mondo si crogiola. Quasi tutti (?) doppiamente “vaginati” eccoci pronti per un’uscita finalmente di gruppo, proposta che nasce qualche mese fa e prende piede sulle gradinate della sezione di Bovisio dove ci ritroviamo insieme in un paio di occasioni per cercare di ridare fiato alle trombe della Scuola.

Si decide per un aggiornamento alla Conca dello Zuccone Campelli che offre buone opportunità per tutti i gusti ma, soprattutto, una ghiacciaia conosciuta ed in grado di mantenere ben stagionati i “salami” appesi anche in questo periodo.

Manco a dirlo già al ritrovo nel piazzale della Funivia di Barzio siamo con pile e contro-pile per ripararci dal vento freddo: siamo al 17 di luglio.

Partiamo carichi di tutto il materiale ma il freddo non ci fa nemmeno sudare; non ci teniamo a rimanere uniti e quindi ognuno si sceglie la via che vuole e la raggiunge. In sostanza ci divideremo su Diedro Bramani, Via Casari-Zecca e Cresta Ongania. Gh’è in giirrr un’aria de fésura bestiale, praticamente sulla cresta staremo con il pile per tutta la salita.

IMG_1485

IMG_1512 Durante i tiri non mancano le solite kazzate, poi salire i tiri di corda con i fratelli Brambilla è un po’ come saltare le fila di poltroncine a teatro (una ad una) fino a finire in pole position per sentire le kazzate che volano. “In noef chì cort lì?”….”No, in dü”.

Qualche minuto prima però abbiamo anche temuto, con gli occhi che si sono rilassati dopo un momento di terrore puro. Mario sente girare la testa mentre è seduto….in realtà non era la tua crapa a girare, bensì il masso sul quale erano adagiate le sue chiappe, per allacciarsi le scarpette. Il nominato sasso, grande come una lavatrice del passato, si è mosso e peccato che era posizionato sull’orlo di un mezzo baratro! Lasciamo subito l’episodio dietro di noi ed avanziamo lungo la cresta alla ricerca del sole che ci dà tepore.

Siamo in undici oggi, proprio come a Coverciano, ma in palio non ci sono gli Europei e non vediamo neanche un inglese in giro. E’ anche un momento di ripasso manovre perché le cose vanno fatte bene sempre……oggi ancor di più, visto che si arrampica con un nuovo papà in arrivo!!!

IMG_1500

1f613ce7-d6be-4d0c-a530-020ee00d7298

4a5d09aa-79eb-4f54-bddb-7623da2084f2

33a044e3-6521-47f6-9424-ae75bdbe54ce

2a0ae2a6-e671-468d-a95a-2589c765cafb

0a5592be-daeb-4a14-ad81-5da61e3179a8

IMG_1510E’ bello abbracciarsi in questa uscita virtuale tutti insieme, anche se con parecchi assenti. Sarà per la prossima con gli altri. In cima rifocilliamo noi stessi e togliamo quasi tutto: ormai il freddo ha lasciato spazio alla caldazza. Gli altri sono già scesi dalle loro vie e quindi meniamo anche noi i tolloni scendendo d’impeto il Canale della Madonna, giù per ghiaioni per andare anche noi alla Lecco dove si preannuncia una scofanata micidiale: polenta, stinchi di ogni genere di dinosauro, cosce di toro, spalla di bue muschiato svizzero, formaggi e dolci; vinello e birra. Forse era più giusto dire: aggiornamento al tavolo.

Il pomeriggio volge al termine ed ognuno rientra nel suo nido.

Partecipanti: Pollo, Tiziano, Paolinux, Alessandra, Cristian, Mago, Mario, AleNicchio, AntonioM, LucaT e Patajean.

Sperando in un nuovo inizio.

by Patajean

   Invia l'articolo in formato PDF   

UNA CUMBRE CON EOS.

febbraio 25th, 2020

1bd0c682-c5d2-419f-9529-d0168a412bf6

  • CIMA: Mont Flassin 2.772 mt
  • GRUPPO/ZONA: Valle d’Aosta – Saint Oyen (Valle Gran San Bernardo);
  • SVILUPPO & DISLIVELLO: 15 km tra andata e ritorno, con 1.380 mt D+
  • NOTE: 1) assenza di vento nonostante fosse annunciato in maniera consistente e 2) la presenza di EOS, un simpaticone a quattro zampe che ci ha allietato salita e discesa. La sua presenza oggi fondamentale.

mappa_1118

6cc3321d-0716-4146-81ac-3733d1aa73d3

Nuova gita sezionale del Cai Desio, questa volta in Valle d’Aosta; una bella giornata rovinata, si fa per dire, dalle notizie che girano a manetta su questa cosa ormai conclamata ovunque del virus. Cerchiamo di non pensarci e ci dirigiamo verso la meta; il non pensarci probabilmente ci è facilitato dalla distrazione autostradale: con un costo ‘modico’ di 25,50 € si arriva all’uscita di Aosta e si pensa già al ritorno, con un obolo altrettanto corposo. Cosa arriva a pensare uno che paga 51 € per andare in questa zona (sono circa 72 € per Courmayeur)? Che anche per quest’anno in quei posti salutoni…. Non si lamentino poi se non c’è turismo; ah…dimenticavo, è la selezione. C’è solo da vergognarsi.

Comunque riprendiamo subito il giusto morale con una bellissima giornata e la nostra valle che si apre e gira-gira-gira fino alla cima; poca gente nei paraggi e parecchio sviluppo. Arriviamo sugli ampi pendii che sovrastano il Baitume di Flassin e studiamo la traccia migliore per portarci al colle.

IMG_1532

cdfbd39d-b847-4fbe-91bf-5ae95cccfdee

8600c0fa-1ef3-4dae-9adc-7b9a34e6dd94

7242ebab-80fc-43ec-b591-5d6b523d5d09

d03a2a14-a3dc-4d9c-9511-dba3ed35704f

IMG_1535

Sulla sinistra ammiriamo, invece, itinerari tracciati con un certo brivido, incunearsi in pseudo canali da urlo: complimenti a chi si è ingaggiato in quei posti. La prima parte sale lentamente e in ombra, per cui sei bello rilassato; la seconda passa, invece, al sole e qui si sente la kaldazza annunciata. I dossi ci semplificano la traccia e ci depositano sul colle che anticipa la cima. Non ci vogliono i ramponi, si sale comodamente senza e si arriva finalmente sulla spaziosa cima che, “in pagament”, ci offre una super-vista spaziale. Praticamente un bel 35% dell’arco alpino si stende davanti ai nostri entusiasti occhi. Arriviamo in cima con tre svizzere vallesane (le cui capacità tecniche misureremo poco dopo, complimenti!) e con EOS, un simpatico cagnone che pensiamo essere con loro. Invece no, è solo e forse scappato in una fuitina scialpinistica domenicale, in attesa di scendere a casa dai padroni. Sta con noi e partecipa alla gioia della cima nonché alle foto scattate tra tutti i partecipanti: è lui l’idolo del momento.

IMG_1543

c08582ea-389f-4113-a3c4-110c6b64b777

7bce7998-3a09-485f-9a8c-1e0d6dd195e0

6d0387b3-bbc5-4d9b-a695-a2dd199fe1f6

c4dfd40c-05e3-44a2-9fa4-01f772d5e2a6

E’ l’ora di scendere e pensiamo al gran canale posto sotto la cima: ci ispira e tutti sono intenzionati a percorrerlo, a cominciare dalle tre svizzere. Entrano con un bel traverso esposto e poi giù con classe: gran merito a loro per una sciata divina. Idem anche noi decidiamo di fare uguale. EOS comincia a manifestare insofferenza perché tutti lo abbandonano, capisce le nostre intenzioni (o semplicemente capisce l’italiano) e quindi? Quindi si apparecchia per lo sci-estremo e ci segue. Che spettacolo! Sono circa 250 metri da favola, con una neve incredibile. Il canale è parzialmente in ombra e ‘si sente sotto i piedi’. Appena arrivati alla base, la situazione cambia drasticamente con un cartonato percepito sotto le assi. Tutti riuniti riprendiamo la discesa, che è stata tutt’altro che brutta. EOS uno di noi! Ha sceso in assetto canino tutto il couloir senza battere ciglio. Unico segnale un gran fiatone manifestato per una decina di minuti.

IMG_1566

7b21d86c-4da0-4e18-8da0-6a3e3b008300

IMG_1570

Poco più sotto però incontriamo i suoi padroni, ai quali facciamo i complimenti! Finalmente anche lui ritrova i suoi padroni e noi tiriamo un sospiro di sollievo. Ci salutiamo e via verso il fondo valle. Qualche Half-Pipe nel bosco e la consapevolezza dello sviluppo percorso in andata. Siamo contenti.

Non resta che raccogliere tutto come al solito e riprendere la strada di casa, tra birretta, panino e chinotto. Un grazie ancora a Bob & Ale con una gita perfetta.

IMG_1554

IMG_1579

Partecipanti, ossia una Sporca Dozzina compreso il cane: Roberta, Francesca, Emanuela, Ale, Bob, Giuseppe, Bruno, Alfredo, Max T, GigiM e Patajean……..e, naturalmente, EOS.

by Patajean

 

   Invia l'articolo in formato PDF   

2000Eventi: Stavolta un weekend Duty Free!

febbraio 4th, 2020

IMG_1315

Un anno importante il 2020 e come già anticipato vorremmo che fosse pieno non solo di venti, ma anche di eventi. Certo uscire insieme durante un weekend qualsiasi non può essere considerato un evento; tuttavia farlo in certe condizioni può portare beneficio ed una certa dose di serenità che non guasta….in un momento, come questo di inizio anno, in cui non si riesce a trovare una bella notizia. Insomma la diamo noi: nel fine settimana appena trascorso abbiamo sdoganato una formula che mixa impegno a kazzeggio. Niente di nuovo, forse, ma sicuramente l’idea non è da buttare.

IMG_1298

6aa135a6-0e78-4b25-8ef9-429d7b31d610

L’idea era di organizzare una due giorni in cui il sabato fosse dedicato allo sci in pista tutti insieme, che aiuta a migliorare tecnica e a macinare km, mentre la domenica dedicata al kazzeggio diversamente impegnativo: ognuno libero di scegliere il campo di gioco ideale. Dalle terme alla vasca, dallo sci in pista a quello di fatica con le assi; dallo shopping alla sdraio. Abbiamo sfruttato l’Alta Valtellina come campo-di-gioco ed il Camping Cima Piazzi che spesso ci vede clienti come Campo Base per le nostre uscite sci-alpinistiche. Soluzione ideale e grande fortuna in termini di meteo, favorevole e più che accettabile su entrambe le giornate; sabato non ha brillato il sole, ma non sono mancate parentesi di cielo aperto.

Sabato ci siamo dedicati ad arare le poste di Santa Caterina, con poca gente in giro. Pista Compagnoni non stop più Sunny Valley a manetta: meno male che da cima a fondo è pur sempre un eufemismo, altrimenti chi li ferma questi dromedari? Dura la vita per i garoni, a gridar vendetta di fronte a padroni così insensibili da non considerarli…..

IMG_1311

320e11da-aa00-4e3f-8acf-387adc5519ce

d60ce422-bb8d-41d1-8e23-cabdbc40113e

IMG_1299

da49855f-8f86-4c47-847d-80f172e506ce

L’impianto vintage, si sa, rende affascinante un posto (per lo meno a chi non è più giovanissimo); aiuta ad assaporare il tempo e porta ricordi indelebili sul progresso compiuto dallo sci e non solo. In questi posti aiuta anche ad andare un po’ più piano e quindi ad assaporare quel qualcosa che non sia per forza la velocità, la prestazione a tutti i costi, il “tutto e subito” e chi più ne ha più ne metta! Tra tutine, cronometri ed attrezzatura minimale, ormai sciare o fare randonné è un po’ come “essere indietro come le palle del cane”.

Forse se compri un cane e lo porti teco ti salvi ancora, ma il cambio cui si sta assistendo è più veloce della luce.

Rientro serale al Campeggio di Cepina e via con i convenevoli che ci portano a tavola per godere di una cena notevole: dai pizzoccheri per niente pesanti sino ad arrivare al dolcetto al Braulio che ha sfracellato di bontà quasi tutti i palati.

IMG_1320

Andiamo a dormire nei nostri bungalow di legno e ci alziamo la domenica mattina pronti per il kazzeggio: leggasi Bormio per vasca, Bormio per skipass mattutino, Valdidentro/Oga per risalita con le pelli.

Risaliamo dal Forte di Oga in direzione della Malga San Colombano prima e poi direttamente alla Cresta che porta al Pizzo Borron: un balcone incredibile sulle montagne che circondano Cima Piazzi e da cui sono visibili altre cime che dovrebbero essere da noi visitate più spesso.

IMG_1323

IMG_1324

IMG_1329

Alla Malga San Colombano, se ci andate, non perdetevi il cappuccino fatto in maniera un po’ speciale: da provare!

IMG_1336

IMG_1344

IMG_1345

be0335c8-8f4b-458a-905d-55aab351618a

f3b31780-4fef-48f2-901b-4d034426ec01

IMG_1355

IMG_1348

IMG_1356

IMG_1359

In questo modo ognuno segue la sua onda ed ognuno trova quel che cerca. Ne esce un modo sempre gradevole di stare insieme e la voglia di ripetere l’esperienza, dando fiato anche a cose diverse. Devo dire che in gite come queste alla fine uno apprezza giusto lo stare insieme, come del resto è accaduto tante altre volte; basta veramente un niente e a fine weekend ti rendi conto che l’importante è sempre l’esperienza umana condivisa con gli altri; se poi con gli altri stai bene, il gioco è fatto.

Quindi, cosa c’è di bello in queste gite? Niente J

IMG_1322

Un fatto però lo dobbiamo citare, qualcosa che ci è rimasto oserei dire “indelebile” davanti agli occhi; ovvero la presenza dell’Uomo Bruco: praticamente una specie-rara che spicca nella vegetazione invernale coi suoi colori vivaci. Indimenticabile tra le piste bianche e le coloriture varie della specie umana.

IMG_1360

Persin le sedie verdi gli hanno preparato….

I Valtellinesi di oggi: Stefy, Chiara, Elena, Angeletta, Silvia, Sara, ChiaraC, Marco, Tommy, Luca, GigiM, Bob, AleN, LucaT, Marta, Alice, Marco, Paolinux, Luciana, Pier e Patajean.

by Patajean100 cai desio (2)

 

   Invia l'articolo in formato PDF   

2020: VENTI-VENTI !!!

gennaio 30th, 2020

IMG_1013

L’anno 2020 è un anno pieno di VENTI…..e allora cominciamo subito! Anzi, abbiamo già cominciato e non certo oggi; ventaccio fastidioso e gran lavoro di cornici nevose.

Si inizia con le gite del Cai Desio: in data odierna 18 gennaio la Punta Elgio ha visto una piccola parte del popolo Desiano alle sue pendici. Val Formazza ben addobbata di neve, nonostante le ultime precipitazioni siano piuttosto datate, quelle interessanti intendo.

5c510182-59a2-4902-9834-189b5b978b8b

Si vede che i fiocchi sono un po’ arrugginiti e che si sono dati appuntamento qui durante le nevicate di novembre: ci sono metri e metri di neve.

Altro particolare di questa zona è dato dalle case in stile walser; ci sono angoli di una bellezza rara, sembra di entrare in un presepe naturale. Le devi vedere subito e velocemente perché sei in auto e la performance attende; peccato, perché ogni tanto bisognerebbe fermarsi e godere meglio degli attimi a disposizione.

Gita splendida ed in totale armonia di gente e di posto. Un po’ di freddo (porco),

IMG_1025

ma meno di quanto annunciato dal meteo. Percorso tranquillo, tranne che nel tratto in traverso in direzione Passo San Giacomo prima di svoltare verso N-O per entrare nella Val Toggia; neve ghiacciata e pendio ripido hanno messo a dura prova le lamine, impaurite da una trentina di metri che davano direttamente nel lago….jazzato!

IMG_1016

IMG_1014

42132cf3-0b51-47cd-8e57-f61addcd257f

791994e2-f0ea-4b94-851c-752721dcefcb

4557da71-f9e1-4536-b49e-939309b61327

IMG_1026

Qualcuno ha addirittura lanciato la giacca-vento pensando ad un bagno al rientro, andato ovviamente buco.

Non c’è granché da dire in aggiunta, se non un arrivederci alla prossima.

Naturalmente un grazie va ai referenti gita, ben sul pezzo: Ale & Bob.

IMG_1059

Oggi, nonostante il venti e i venti dappertutto, eravamo in 13: Stefy, Anna, Francesca, Eric, Giulio, Bob, AleNuzzo, Augusto, Luca, Giuseppe, Mirko, Jacopo e Patajean.

 

   Invia l'articolo in formato PDF   

CIAO GABRIELE.

gennaio 29th, 2020

Ciao Gabriele,

le ultime riunioni sono state movimentate, animate da alcuni pareri anche forti, da confronti vivaci, da incazzature evidenti che altro non erano se non il modo per mascherare l’attaccamento alla nostra Scuola; hanno fatto venir fuori idee nuove, tentativi di soluzioni, fantasticherie su come gestire la nostra creatura ormai senza nessun capitano…..abbiamo anche iniziato, verso la fine, un dibattito più che costruttivo nel momento in cui tutto sembrava perduto, smarcando punto per punto la nostra Schindler List delle problematiche, ma poi, sul più bello, ci siamo accasciati su noi stessi come se avessimo scoperto l’esistenza di uno strapiombo insuperabile negli ultimi tiri.

Il pachiderma andava avanti un metro alla volta, ma non so ancora oggi con quale convinzione reale.

Personalmente sono un po’ devastato dalla tua notizia, perché non ce l’abbiamo fatta, non siamo riusciti a domare “il nostro Drago” nei tempi stabiliti e non ti abbiamo dato la Soddisfazione.

Una soddisfazione che avremmo dato anche a tutti noi, ma così non è stato. E non siamo riusciti a darle proprio a te, per come hai impostato tutto pur di non perderlo.

La tua straordinaria capacità di condurre una riunione, molto spesso con contenuti tutt’altro che ludici ed il modo con il quale stavi in mezzo alle sale, erano parte del tuo Brand.

Anche nelle ultime riunioni a Bovisio si è vista la tenacia del tuo non voler mollare: una specie di Caronte alla guida della barca in difficoltà…..altro che attaccamento alla maglia. Qui siamo un paio di gradini più in alto, un paio di pagine avanti.

Ora siamo di fronte ad una specie di paradosso: la tua creatura, il camino, la sede, il coro…..tutte queste ed altre cose ti facevano parlare in continuazione (oppure non finivi “definitivamente” di raccontarle)(ndr: ricordo benissimo a Desio quella volta in cui abbiamo volutamente allungato per 3-4 volte l’applauso di una tua nomina, forse la più importante – dico volutamente perché poi eravamo di fronte al tuo ghigno! – per non farti parlare e dicendolo anche spudoratamente)….adesso tutto questo mancherà un casino, al massimo ne sentiremo l’eco quando saremo in Sede e quindi dovremo essere noi ora a stancarti con le nostre parole o semplicemente dicendoti qualcosa di bello sul futuro della Scuola.

Probabilmente te lo dobbiamo come semplice segno di riconoscenza.

Sicuramente avrai già abbracciato Egidio e gli Altri!

Un saluto da tutti. PJ

 

   Invia l'articolo in formato PDF   

  • Twitter
  • Facebook
  • Picasa
  • Flickr
  • YouTube