Marco

Marco Il 16 Maggio 2009 il nostro Amico ed Istruttore Marco Lottaroli ci ha lasciati.

Un sasso caduto dall'alto l'ha colpito mortalmente e l'ha strappato precocemente alla vita ed ai suoi amici.

Questa sua prematura scomparsa lasciera' per sempre in noi e in tutti i suoi cari un vuoto incolmabile.

Con questa pagina pero' vorremmo rendere omaggio ad un "Amico" sempre disponibile ed entusiasta che in questi anni ha condiviso con noi gli stessi ideali che da anni ci animano.

Questo semplice gesto inoltre ci aiutera' a mantenere vivo in tutti noi il suo ricordo.

Ciao, Marco !

Mai mi sarei aspettato di dover scrivere qualcosa di completamente serio! Sono stato in forse per ore, per giorni. Esprimere opinioni è spesso complicato, quando sono personali ancora di più; in queste circostanze diventa quasi una prova, però qualcosa tu te lo meriti. Io scrivo ma so che anche qualcun altro lo ha fatto, molto meglio di me. Qualche volta abbiamo colto che avevi paura di restare solo, ma non è mai stato così. C’è gente che stravede per te ancora adesso!!!!!! Non mi sono mai posto il problema di scrivere “serio”, perché mi è sempre venuto naturale un certo modo “un po’ così” e adesso sto andando a nastro senza sapere nulla di quello che ne uscirà. So solo che te lo meriti…..mi piacerebbe sapere anche la tua opinione, ma è solo un modo per allungare il pezzo di qualche centimetro, purtroppo, e per sperare che tu sia qui ancora.

Forse anche qualcun altro si sentirà autorizzato dalla sua coscienza a mettere giù due righe per tenere vivo il tuo ricordo; anzi, mentre sto scrivendo ho visto che ci si sta già organizzando per un tuo diario fotografico.

L’altro giorno ci siamo riuniti tutti noi della Scuola e dopo varie discussioni ci siamo chiesti chi e cosa potevamo leggere per te in occasione dell’ultimo saluto; sicuramente avrai apprezzato ciò che ti è stato dedicato, però è stata dura!

Era un momento difficilissimo, ma anche un modo per cercare di essere sereni di fronte a te e dirti alcune cose che, in quanto “banali”, non vengono dette espressamente in altre circostanze.

Ci si abbraccia un casino nei momenti bastardi e molto meno negli altri!

In questo momento sono inkazzato nero, svuotato e ogni tanto la testa mi riporta a quel maledetto momento; tutti diciamo “il destino”, “il suo momento”…..ed un sacco di altre cose: qui non puoi comprare un manuale, non ci sono le soluzioni da qualche parte, nessuno possiede questo sapere e quindi trovare una forma di consolazione diventa forse solo sufficiente.

Avevo cercato anch’io di buttare giù qualcosa, ma non riuscivo a pensare ad altro che a quel giorno; i momenti trascorsi insieme sono stati tanti, sia nell’alpinismo che nello scialpinismo (soprattutto ultimamente), quindi di cose da raccontare ce ne sarebbero a josa. Però quel sabato è stato ricco di significati ed immagini e io non faccio altro che ricordare quelli belli e solari.

Eri nel parcheggio e ridevi perché c’erano tanti allievi, ridevi con quella tua espressione particolare (forse un po’ a “punto di domanda”!) quando hai saputo che eravamo in gruppo insieme mi hai detto “ancora” sbuffando; avevi in procinto di esprimerti sul sito della Valle per l’inchiesta sullo “zaino ideale”. Insomma in pochi minuti c’erano argomenti per parlare tutta la giornata.

Sei partito grintoso, come sempre, ma soprattutto disponibile; ti sei chiesto più volte se era il caso di venire, ma sapevi (anche se ti eri posto il dubbio) che “il Direttore aveva bisogno!”.

Volevi semplicemente mettere la tua bontà a disposizione degli altri; i Corsi hanno l’effetto di risvegliare qualcosa quando iniziano ed anche questa volta eri pronto; lo si è visto fino all’ora di pranzo: eravamo in ritardo, ma tu dovevi andare fino in fondo, dovevi fare in modo che l’informazione sulle “tue” montagne passasse completa nella testa e nei gesti degli allievi.

Con le ragazze del Corso passate di lì ti sei anche dilungato un po’ di più e noi abbiamo sorriso come al solito di questo!

Continuavi a dire “porca miseria!”, con quel tuo modo classico ed in quella frase c’era di tutto, ma soprattutto il modo di manifestarti, un modo per dire che c’eri anche tu e che forse avevi voglia di fermarti; “quando decidete di mangiare un panino, fatemelo sapere!”…..se avessimo aspettato tre giorni prima di fare la pausa pranzo, tu saresti rimasto lì tutto il tempo! E a maniche corte, come sottolineato dalle ragazze del Corso 2009.

Così ti ricordo: il alto su di una sosta e davanti a noi sulla traccia nella neve. Questo vuol proprio dire qualcosa.

Sto scrivendo veloce, senza impastarmi troppo sulla tastiera e senza attendere che i pensieri mi vengano fuori; talmente tanta la rabbia e talmente semplice scrivere di te, che tutto risulta tranquillo….ormai.

E’ dall’inizio dell’anno che ti abbiamo visto carico; sulla neve hai quasi sempre tracciato tu, davanti ed instancabile come ha scritto qualcuno, con quel tuo fisico forte, che assorbiva di tutto! Qualcuno si chiedeva come facevi ad ammortizzare gli sforzi, ma tu eri sempre presente.

Quella traccia che hai sempre disegnato davanti a noi……non è stata fatta a caso o per niente.

In tutte le gite ci hai espresso a modo tuo l’entusiasmo per la neve e per le discese; le descrizioni delle condizioni nevose e quella tua mania di “toccare la cartina” almeno ad intervalli costanti di 55 minuti, ti hanno ben identificato nella testa degli sci-alpinisti.

Solo qualche settimana fa eravamo un mezzo alla nebbia, con un pendio di mmerda davanti e la “tua cartina nella retina dello zaino” ci ha spianato per magia, o semplicemente per autoconvinzione, la strada da percorrere in quel canalone ripido.

“Si doveva fare il punto!”….questo era un po’ il tuo credo.

Il tuo desiderio di fare il regionale nel 2010 era più che apprezzato e il tuo stile lo giustificavano abbondantemente: eri l’uomo nuovo al posto giusto!!!

Qualcuno di noi ieri ha detto: “prendete l’Angelone e proiettatelo in 3D, giratelo in modo da averlo sotto di voi, rimpicciolitelo ed immaginate ora di vedere una persona piccolissima alla sua base! Neanche con cento prove riuscireste a centrarla con un sassolino”

Aveva ragione e quindi dire che la sfiga c’è stata, fa ancora di più venire il nervoso. Mi sono caduti anche i punti basici di questa passione; se qualcuno, chiunque sia mi chiedesse come bisogna fare per essere sicuri in montagna, oggi non gli saprei rispondere…..anche prima, ma adesso è insopportabile. Mi hanno fregato anche le istruzioni fondamentali.

Andare in montagna è una delle cose più “sensazionali” al mondo….quando però passi sul vagone dell’alpinismo più o meno vero o comunque d’impegno, le cose diventano un po’ più complicate per non usare una terminologia volgare, perché oltre alle sensazioni devi fare i conti con tante altre cose.

Quando poi ci si mette la sfiga o altro, la prova a cui sei sottoposto diventa grossa, molto grossa.

Nella Scuola c’è gente in gamba e per fortuna stiamo cercando di portarci fuori da questa “botta allucinante”.

Sarà un prova dura da sopportare ed ognuno ha già reagito a modo suo; chi è stato un tuo pari-corso, chi usciva con te, chi ti conosceva meno, ma non poteva non risentirne, chi è entrato nuovo e avrebbe apprezzato la tua compagnia……

Tutto questo non ha senso e chissà per quanto non ne avrà, anche se bisogna uscirne; però il prezzo è bello alto.

Adesso andar per monti, appare banale, ma non sarà più come prima nonostante si cercherà di reagire; ci rimarranno la tua risata, la tua falcata a braccia larghe con le racchette che lasciano il segno più esterno rispetto alle altre, la tua cura sulle piccole cose, la tua voglia di portare la torta per i tuoi 40 anni in cima al Bianco per quella via difficile ed insidiosa.

Un gran casino, mi viene da dire solo così! Molti di noi, tra un abbraccio e l’altro li ho sentiti dire che ti vedono già lassù, a fare da guardiano alle cime, ad alcune, magari a quelle che avresti voluto salire; una visione fin troppo banale, un misto fra il dire una cosa retorica ed il voler lanciare qualcosa contro una vetrata per spaccare tutto e per svegliarsi da questo incubo!!!!!!!!!!!!!

Spesso facevi anche fatica a lasciarti andare, ma poi tutto si tranquillizzava; eri schivo al principio, ma quando ti si conosceva bene, eri proprio di compagnia; qualche giorno fa in occasione della chiusura Corso SA2, ti abbiamo preso in giro perché mangiavi sempre e di continuo, tanto sapevi che avresti bruciato tutto!

Abbiamo vissuto proprio dei bei momenti anche se adesso mancherà quello che al venerdì sera diceva: “Cià, allora, dove si va?”

Dovevamo preparare anche la lezione su Neve & Valanghe insieme per il Corso Avanzato 2009……adesso bisognerà trovare un’altra soluzione. Una delle cose più belle che abbiamo ci ha portato via un amico, un compagno, in un modo inaccettabile.

Sei alla sosta più alta che esista e, come ha detto e scritto Luciano, “assistici sempre da lassù!”

Ciao Lottar! Un abbraccio da tutti noi.

Via aperta sulla IV Torre del Miller nel gruppo dell'Adamello.

La via sulla parete sud-ovest ha caratteristiche alpinistiche, uno sviluppo di 400 m. e una valutazione d'insieme di TD.

A questo link potete trovare la relazione del sito ATHT.

Qui potete scaricare il pdf che mi è stato girato da Sibilla.

Di seguito la foto del tracciato della via ed alcune immagini.

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