1978 - 2003 - 25° Anniversario - 25 Anni di Vita

Valle del Seveso: 25 anni di vita


Achille Quarello

Il primo corso organizzato dalla Scuola intersezionale "Valle del Seveso" si tenne nella primavera del 1978: da allora si contano le candeline che segnano l'età di questa straordinaria esperienza organizzativa e didattica. Quest'anno la scuola compie dunque venticinque anni: un bel traguardo davvero! Vale allora la pena di ripercorrerne la storia, soffermandosi con particolare attenzione sui suoi primi passi, quelli in cui si sono "gettati i semi" dai quali è germogliata una pianta tanto viva e robusta.
L'idea di dar vita a un consorzio tra sezioni del Cai della Brianza (o di una parte di essa) ha un precedente storico che merita di essere ricordato. Lo hanno "scoperto" gli amici della sezione di Seveso, che ne diedero notizia nel 1995, sul fascicolo pubblicato in occasione del cinquantesimo della loro fondazione.
Siamo così venuti a sapere che nell'ormai lontano 1947 si ebbe il primo esempio di un Consorzio tra sezioni brianzole del Cai, alcune delle quali, trent'anni dopo, si ritroveranno nuovamente unite nell'esperienza della Scuola intersezionale "Valle del Seveso".
Il Consorzio del 1947 nacque dalla volontà di superare l'isolamento organizzativo e informativo delle diverse piccole sezioni, unendo le forze in vista di più impegnative realizzazioni. Il Consorzio si dotò anche di un bollettino, di cui riproduciamo in queste pagine la copertina del primo numero (il documento è tratto dal fascicolo per il cinquantesimo di fondazione del Cai di Seveso). Purtroppo l'esperienza di allora si esaurì nel giro di qualche anno; tuttavia il problema cui cercava di rispondere non poteva non tornare a farsi sentire: sarà proprio la volontà di uscire dai limiti della propria iniziativa sezionale che porterà alla nascita della "Valle del Seveso" alla fine degli anni Settanta.
Per ricostruire il clima e gli avvenimenti di quei giorni non c'è niente di meglio che rifarsi alle parole di Gabriele Bianchi, oggi presidente generale del Cai, allora presidente della sezione di Bovisio e fervente promotore dell'iniziativa. Nel 1988, in occasione del decimo anniversario della scuola, egli ricordava così l'esperienza di quegli anni fondamentali: Qualsiasi iniziativa che gli uomini intendono intraprendere necessita di un clima ideale in cui essere proposta, di un terreno fertile dove affondare saldamente le radici e delle cure più attente per crescere con armoniosa continuità.
... Il clima: 17 aprile 1977 - Convegno delle sezioni lombarde del Cai a Mandello del Lario. E' tutto veramente ideale: una tersa giornata di primavera dove l'aria è ancora frizzante, le acque quasi immobili sul lago, sovrastate dall'imponente mole delle Grigne imbiancate di neve e, all'interno del centro velico che ci ospita, un'atmosfera carica di entusiasmo anche per la presenza del presidente generale del Cai, senatore Giovanni Spagnolli, e di Riccardo Cassin, uomo dall'indiscusso carisma.
"Il tempo in cui potevano considerarci una libera associazione di amanti della montagna è ben lontano: la massa degli iscritti, il crescente interessamento dei giovani, la sicura opera educativa che possiamo svolgere, le precise incombenze che lo Stato ci ha affidato danno al Club Alpino Italiano una nuova fisionomia e una nuova dimensione.
In questa nuova dimensione non c'è posto per chi intende le cariche sociali come un onore o come una gloria gratuita. Avanti ai volonterosi e ai capaci, usciamo dal nostro splendido isolamento per cooperare, facciamo conoscere anche all'esterno il Club Alpino Italiano nella sua realtà di lavoro, mettiamo al servizio della comunità la nostra esperienza e capacità organizzativa".
Gli stimolanti inviti del presidente generale vengono ripresi, durante i lavori, da Gianni Lenti, presidente della Commissione nazionale scuole di sci-alpinismo, che sprona i delegati lombardi a una maggior collaborazione tra loro per superare gli inevitabili ostacoli che s'incontrano quando, nell'organizzare scuole e corsi, ci si limita alle sole forze di piccole sezioni per difendere la bandiera ormai anacronistica di un campanilismo che non ha più senso. L'idea è lanciata, è attraente e merita di cimentarsi nel tentativo di concretizzare una struttura intersezionale che possa seriamente operare, come i tempi ormai impongono.
... Il terreno: 11 novembre 1977 - La sezione di Bovisio Masciago propone l'iniziativa a un gruppo di sezioni situate al nord di Milano. Durante la riunione emerge all'unisono il problema di fondo: non è più sufficiente svolgere un'opera di proselitismo, fine a se stessa, per aggregare nuovi soci, ma soprattutto per contrastare il crescente numero di incidenti in montagna, s'impone la necessità di favorire un avvicinamento guidato da un organismo che possa garantire una reale e concreta opera di prevenzione e di seria conoscenza del particolare ambiente alpino.
Il terreno è certamente fertile anche se le difficoltà non sono da sottovalutare: per una scuola che non debba restare tale solo nel nome serve un organico di istruttori ben preparato, una disponibilità continua nel tempo, adeguati mezzi tecnici e conseguenti risorse finanziarie. Problemi che ogni singola sezione non può ritenere di risolvere sempre e comunque per un lungo arco di tempo. L'obiettivo è certamente rilevante e nonostante qualche scetticismo prevale la decisione consigliata dalla saggezza degli anziani e dall'entusiasmo dei giovani: tentar non nuoce.
Si comincia a dissodare il terreno, l'inverno del '78 vede un ciclo di serate promozionali realizzate in diverse sezioni con il risultato di poter organizzare il primo corso intersezionale di sci-alpinismo, durante la stessa primavera.
All'esperienza aderiscono cinque sezioni e una sottosezione del Cai: sull'onda della positiva esperienza si ritiene non solo di continuare l'attività nell'anno successivo ma anche di costituire un regolare organo tecnico intersezionale cui affidare il funzionamento delle attività e la gestione tecnica e amministrativa delle stesse. Il 1979 vede così realizzati il secondo corso di sci-alpinismo, il primo corso di alpinismo e la foto costituzione ufficiale della "Commissione intersezionale scuole alpinismo e sci-alpinismo Valle del Seveso".
Due componenti per ogni sezione garantiranno i collegamenti necessari, svolgendo contemporaneamente la funzione di "organo di governo" di tutte le attività. E' un anno veramente febbrile durante il quale si provvede non solo all'attuazione di programmi pratici ma, durante le dieci riunioni di commissione, si perviene all'approvazione di un regolamento redatto al solo scopo di garantire il miglior funzionamento delle scuole e dei rapporti tra le sezioni che vi aderiscono.
Una data: 3 maggio 1979. I presidenti delle sezioni e il reggente di una sottosezione firmano congiuntamente l'atto costitutivo: Umberto Legnani per Barlassina, Gabriele Bianchi per Bovisio Masciago, Ernesto Busnelli per Cabiate, Antonio Colleoni per Desio, Renzo Ferrario per Paderno Dugnano, Guido Sala (in rappresentanza del presidente Giuseppe Meroni) per Seveso, Walter Erbini per Bresso. L'iniziativa è accolta con entusiasmo anche dalle commissioni nazionali che controllano l'attività delle scuole e il Consiglio centrale del Club Alpino Italiano ratifica il "regolamento" durante la propria riunione del 6 ottobre 1979. Il terreno è veramente fertile e l'humus indispensabile è fornito da quella caratteristica forza, più forte di qualsiasi capacità tecnica e disponibilità finanziaria, la vera e più determinante forza dalla quale ancora oggi scaturiscono le continue iniziative: la capacità di aggregarsi attorno ai nostri ideali superando qualsiasi personalismo in un clima di sincera amicizia. Se qualcuno ritiene che si sia fatta "retorica", ben venga altra retorica che possa garantire i successivi risultati. Nel 1981 aderiscono le sezioni di Lissone e Montevecchia (presidenti Dario Schiantarelli e Luigi Brivio), nel 1984 la sezione di Sesto San Giovanni (presidente Ercole Gervasoni) e nel 1987 la sezione di Rho (presidente Achille Borella).
Nel 1995 la sezione di Rho si ritira dalla Scuola, ma verrà sostituita da quella di Cesano Maderno, presieduta da Orianno Bini. Negli anni successivi però anche Lissone si ritira (1998) e la stessa decisione verrà presa dalla sezione di Cesano Maderno (2000), nonostante fosse da poco entrata nel consorzio. Anche Bresso, una delle sezioni fondatrici, aveva nel frattempo gettato la spugna. Attualmente la Scuola intersezionale è dunque composta da otto sezioni: Barlassina, Bovisio Masciago, Cabiate, Desio, Montevecchia, Paderno Dugnano, Sesto San Giovanni, Seveso. Sei fanno parte dell'associazione sin dalle origini, due (Montevecchia e Sesto) vi erano entrate agli inizi degli anni Ottanta: il gruppo è quindi saldamente collaudato da almeno vent'anni di lavoro collettivo e questo, tenendo conto di come spesso sia difficile impegnarsi in un progetto che superi i limiti delle attività della propria sezione, è la testimonianza più efficace del valore di questa iniziativa. Tornando alle parole di Gabriele Bianchi, dobbiamo ancora parlare delle "cure" che hanno permesso la crescita della "Valle del Seveso". Troppo numerosi gli amici che si sono dedicati al progetto iniziale, per poterli ricordare tutti. Dai consiglieri sezionali ai componenti di commissione, dai direttori di scuole e corsi agli istruttori, da quanti anche sporadicamente hanno contribuito al costante evolversi delle nostre iniziative, da tutti sono certamente scaturite le "cure" indispensabili al conseguimento del traguardo dei nostri primi venticinque anni. Un discorso particolare deve però essere fatto per gli istruttori, che in una scuola sono necessariamente le figure centrali. Si tratta dei quadri operativi che, con differenti qualifiche, contribuiscono al regolare svolgimento delle attività programmate. La loro funzione è quella di assicurare l'uniformità di insegnamento in ogni sede, secondo i criteri impartiti dalla Commissione nazionale scuole alpinismo e sci-alpinismo, riportando contemporaneamente alla stessa le idee ed esperienze raccolte.
La loro attività a favore delle scuole viene svolta gratuitamente, salvo il parziale rimborso delle spese vive sostenute. Operano attualmente con distinte qualifiche di cui due (istruttori nazionali e istruttori) sono conferite dal presidente generale del Cai dopo appositi corsi, e una (aiuto-istruttori) viene assegnata dalla Commissione "Valle del Seveso". Sono, ovviamente, i "pilastri portanti" di tutte le attività organizzate e i risultati positivi ottenuti dalla Commissione intersezionale dipendono soprattutto dal loro spirito di volontariato, disponibilità e impegno sempre crescente, anche nella fase di preparazione del personale, con il solo scopo di garantire una professionalità adeguata ai tempi e la maggior sicurezza possibile per tutti gli allievi loro affidati.
Da questo punto di vista vale senz'altro la pena di ricordare l'evoluzione dell'organico della Scuola; nel 1978 c'erano un solo istruttore nazionale di sci-alpinismo e quindici aiuto-istruttori delle due aree; oggi la Scuola può contare su tre istruttori nazionali di alpinismo, due istruttori nazionali di sci-alpinismo, sei istruttori di alpinismo, quattro istruttori di sci-alpinismo, ventuno aiuto-istruttori delle due aree. Si tratta di un "corpo docente" numeroso e qualificato, costantemente aggiornato attraverso appositi incontri tecnici, sia teorici che pratici, finalizzati ad adeguare l'insegnamento della scuola all'evoluzione delle tecniche e delle conoscenze, così come vengono rielaborate dalla Commissione nazionale del Cai. Molti di questi istruttori e aiuto-istruttori provengono dalle file degli allievi dei corsi che la scuola organizza e anche questo è un segno della vitalità della vitalità dell'associazione (in totale, gli istruttori che hanno operato nell'ambito della scuola sono stati 105). foto
L'offerta formativa della scuola ha ovviamente conosciuto, nel corso del tempo, un'evoluzione. All'inizio la Scuola di scialpinismo proponeva annualmente un solo tipo di corso, dal 1984 si è passati a una proposta articolata in due momenti: un anno il corso di introduzione, l'anno dopo quello avanzato per permettere agli allievi che lo volessero, di raggiungere una più elevata preparazione sciistica e alpinistica. La Scuola di alpinismo ha proposto, fino al 1998, un corso residenziale di roccia in Dolomiti che si alternava annualmente a un corso residenziale di perfezionamento e ghiaccio nel gruppo del Monte Bianco; contemporaneamente, dal 1985, era proposto un corso di introduzione all'alpinismo che si svolgeva nei fine settimana tra la primavera e l'inizio dell'estate. Oggi, in conformità con le indicazioni della Commissione nazionale, la proposta si articola in due corsi di alpinismo, base e avanzato, che si alternano annualmente e si tengono tra la primavera e l'estate. Fino ad oggi questi corsi hanno coinvolto ben 1.043allievi (354 nei corsi di sci-alpinismo e 689 in quelli di alpinismo), tutti soci del Cai provenienti dalle diverse sezioni che si raccolgono sotto lo stemma della Scuola (o da altre sezioni della zona).
Oggi la "Valle del Seveso" è dunque una realtà solida e ben organizzata, capace di sviluppare una proposta didattica ed educativa forte e valida, ma anche di proporre, in spirito di amicizia, un'esperienza culturale di contatto entusiasta e insieme consapevole con lo straordinario ambiente delle montagne, secondo quello che, sin dalle sue origini, è l'intento fondamentale del Club Alpino Italiano. L'aver ripercorso in queste pagine la "storia" di questi anni non deve risolversi in una semplice "rievocazione" e, come ha scritto ancora Gabriele Bianchi nel 1996, può avere un senso compiuto solo se accomunato alle riflessioni che riguardano il nostro futuro, per poter trarre nuovi stimoli, per poter riconfermare una rinnovata disponibilità, per poter accrescere le nostre capacità da mettere a disposizione degli altri ma soprattutto per mantenere intatto l'inestimabile patrimonio che ci ha consentito di tagliare il traguardo dei nostri primi venticinque anni.

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