1978 - 2003 - 25° Anniversario - Il gioco dello scialpinismo (Liberamente ispirato da Milan Kundera)

Il gioco dello scialpinismo (Liberamente ispirato da Milan Kundera)


Giuseppe Cesana

L'istruttore aperta la portiera sfidando il gelido vento di una rigida mattina, scende dalla macchina e chiudendo rapidamente la chiusura lampo del suo splendido giubbetto in wind stopper, lancia un'occhiata alla bella ragazza sonnecchiante ancora seduta al posto accanto. Lei guarda alcune nuvole che si stanno dissolvendo e chiede velocemente - Non vorrai aspettare che arrivi qualche persona del luogo?- Come sempre, quando l'escursione si svolge sul versante nord delle Alpi, lei è costretta a chiedere dettagliate informazioni in lingua tedesca agli alpinisti locali che incontrano, per soddisfare la curiosità insaziabile dell'amico sui possibili itinerari, evoluzioni del tempo, storiografia alpinistica del luogo ma soprattutto sui materiali tecnici. Lui si nasconde sempre dietro la scusa di non conoscere alcuna lingua straniera, lei invece è continuamente a disagio nello scansare le feroci battute sessiste, che qualunque uomo si sente in dover di fare quando incontra una bella ragazza in montagna. Fortunatamente non si vedono altre auto arrivare e quindi calzati gli scarponi e infilati gli sci incominciano la salita in un turbinio di soffice neve soffiata dal vento. Prima di uscire sugli splendidi pendii sopra il fondo valle, ancora al limitare del bosco che si va sempre più rarefacendo, lei si allontana dalla traccia e l'amico istruttore subito le domanda -Dove stai andando?-
Lui lo chiede non per uno scrupolo di sicurezza dettato dalla sua figura istituzionale, ma solo per vederla arrossire per quel minimo pudore che le ragazze mostrano nel dire che devono fare pipi. Quando lei ritorna allo scoperto, raggiunge l'amico che nel frattempo si è fermato si è fermato a bere un sorso di the ed a togliersi il giubbetto per i primi raggi del sole che incominciano a scaldare i muscoli infreddoliti, e con la sua più sensuale voce e con aria sbarazzina domanda:
- Scusi, sale anche lei al Pizzo?-
Lui di rimando, un po' sorpreso ma comprendendo al volo di dover reggere il gioco
- Certamente! Vuole che saliamo insieme?-
Quindi con cenno di assenso ripartono lasciando una perfetta traccia nella vergine e profonda neve.
Alla prima pertichetta lui la guarda negli occhi e dice - Oggi è la mia giornata fortunata. Non capita così spesso di incontrare una così bella e sola ragazza, durante una escursione-
Lei per gratitudine al complimento - Voi siete un adorabile mentitore!-
- Ho forse l'aria del mentitore?-
- Voi avete l'aria di chi sa raccontare bugie a noi donne- con quel tono malinconico di chi è persuasa che l'amico sappia ben raccontare frottole alle donne.
Lui in risposta, nascondendo un po' l'irritazione per la gelosia che trasuda dalle parole dell'amica -Vi scoccia questo?- - Se fossi la vostra ragazza mi scoccerebbe, ma dato che non lo sono, no!-
Al che per rispondere alla sottintesa lezione di morale da lei ricevuta, lui sottilmente
- Una ragazza perdona sempre più facilmente ad uno sconosciuto che al proprio ragazzo, quindi noi possiamo comprenderci meglio in quanto siamo due perfetti sconosciuti-
Passo dopo passo, continuando questo gioco di nuove parti, erano oramai pressochè arrivati all'ultimo altipiano prima della cima quando un favoloso panorama di montagne li circonda, e dall'altro versante vedono arrivare due atletici e vigorosi ski-runner.
Lei sgrana gli occhi al vedere due benfatti scultorei corpi maschili, e per ingelosire l'amico comincia, ricambiata, a ridere e scherzare in lingua tedesca con i due nuovi arrivati.
Arrivati in pochi passi alla forcella poco distante dalla cima un vento ghiacciato li sorprende e quindi sono costretti a fermarsi per coprirsi: lui estrae la sua giacca in wind stopper della scuola di scialpinismo e lei subito - Ah, ma voi siete un istruttore! Ho sempre cercato qualcuno che potesse insegnarmi la buona tecnica -
E lui ancora più stupito, ma abbandonandosi al gioco come ad una droga
- A vostra disposizione bella signorina: cosa volete imparare?-
- Più che imparare, migliorare la mia tecnica e penso che meglio di voi, istruttore CAI, non ci sia nessuno!-
Al che lui si mette a mostrarle come se fosse alle prese con un allievo alle prime armi, tutte le tecniche e gli eventuali trucchi del mestiere per poter effettuare una buona salita.
Il bello è che per lui, vista in quest'ottica di allieva, l'amica pareva ancora più adorabile ed attraente, e quindi con naturalezza riusciva ad esprimere la sua migliore lezione che avesse mai fatto. Rapidamente rifocillati sulla cima e tolte le pelli di foca incominciano a ritornare a valle.
Anche durante la discesa, lui si mette a pennellare una curva dietro l'altra, non smettendo mai di mostrare all'amica la giusta posizione d'anca, di ginocchio, dove affondare il bastoncino, e lei di continuo ad imbeversi di siffatta tecnica scialpinistica.
Arrivati in fondo, lui la guarda come se fosse la prima volta ed intravedendo uno sguardo nuovo, come un taglio orientaleggiante negli occhi dell'amica, abbassa lo sguardo. Lei non riuscendo più a trattenersi alla fine si abbandona al più smagliante dei sorrisi e sbotta - Ah se potessi sempre avere come me il mio istruttore personale!-
E gli schiocca il più appassionato bacio che fino ad allora non si erano ancora scambiati.

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