Il futuro degli ultimi vent'anni
Beppe Brivio
Quando ho conseguito il diploma credevo di aver chiuso con il
mondo della scuola e invece ne ho iniziata un'altra, magari più faticosa,
ma ugualmente in grado di regalarti forti emozioni.
E' quanto mi viene in mente immaginando i miei venti anni nella
Valle del Seveso, trascorsi a trasmettere un'unica passione che fortunatamente
"arde" ancora senza che la si veda e... perchè no, a
compiere salite importanti con gli amici "di sempre".
E' una vita parallela a quella di tutti i giorni, ma altrettanto gratificante:
tra serate in sede, lezioni teoriche, aggiornamenti sulle diverse manovre e week-end di salite,
venti anni diventano come il lunedì mattina: subito a pensare a cosa farai nei prossimi
venti!
La noia in un simile ambiente non ha tempo di inserirsi perchè ci sono gli impegni
comuni della sede di appartenenza, le commissioni, la frequentazione dei corsi e un decennio
impegnato nella loro direzione: queste esperienze mi hanno
fatto vivere a 360 gradi la montagna e il suo mondo, conoscendone
gli aspetti senz'altro più esaltanti.
E se qualcuno tanti anni fa non mi avesse spronato e messo a conoscenza
di tutto ciò, credo proprio che mi sarei perso una grande
occasione. E siccome con il senno di poi è più facile... beh, lo dico a
gran voce.
Dopo la partecipazione ai corsi della Valle e ancor più a quello di
I.A. e di I.N.A. ho scoperto quanto potevo dare, ma soprattutto ricevere
da chi si inseriva per la prima volta. Chi può dimenticare le serate
in rifugio, le partenze all'alba - sì proprio quelle che nessuno ti
obbliga a fare! - con la preoccupazione a tracolla nello zaino, le persone
che in tanti anni si sono legate alla mia corda, le pacche sulle
spalle e soprattutto il movimento degli occhi all'uscita delle vie. O
ancora l'amicizia dei ragazzi che, con la grande chance di partecipare
ai corsi in qualità di "giovani istruttori", crescono fino a "rubarti
il posto".
E' un mondo che rifiorisce nella tua testa ogni sabato e domenica,
ma lo spazio reale utilizzato è ben maggiore.
Voglio approfittare di questa occasione del venticinquesimo anniversario
della Scuola per ringraziare tutto l'organico istruttori (più di
cento persone passate durante tutto questo periodo!) della Valle
che, con la sua organizzazione, ha permesso a molti di vivere giornate
indimenticabili e a tanti ha trasmesso questa gran passione. Lo
vedi quando li incontri, perchè te lo ricordano e proprio per questo
sembrano esserti ancora più grati.
Il mio monito ora non può essere che di
continuare su un binario direi già ben collaudato:
il futuro saremo sicuramente qui a raccontarlo fra altri venticinque anni in modi
ed episodi diversi, ma senza dubbio con lo stesso identico entusiasmo.
Vorrei solo ricordare in poche righe alcuni
attimi irripetibili, affinchè la mia storia
possa diventare lo stimolo per tutti quelli
che sono a un passo dal voler cominciare.
E come disse a me e ad altri ragazzi la rifugista del Rifugio Gonella alle 2,00 del 5 agosto di tanti anni fa: "Ragazzi... ora tocca a voi!".
