Valle del Seveso: 25 anni di vita
Achille Quarello
Il primo corso organizzato dalla Scuola intersezionale "Valle del Seveso"
si tenne nella primavera del 1978: da allora si contano le candeline
che segnano l'età di questa straordinaria esperienza organizzativa
e didattica. Quest'anno la scuola compie
dunque venticinque anni: un bel traguardo
davvero! Vale allora la pena di ripercorrerne
la storia, soffermandosi con particolare attenzione
sui suoi primi passi, quelli in cui si
sono "gettati i semi" dai quali è germogliata
una pianta tanto viva e robusta.
L'idea di dar vita a un consorzio tra sezioni
del Cai della Brianza (o di una parte di essa)
ha un precedente storico che merita di essere
ricordato. Lo hanno "scoperto" gli amici
della sezione di Seveso, che ne diedero notizia
nel 1995, sul fascicolo pubblicato in occasione
del cinquantesimo della loro fondazione.
Siamo così venuti a sapere che nell'ormai
lontano 1947 si ebbe il primo esempio
di un Consorzio tra sezioni brianzole del
Cai, alcune delle quali, trent'anni dopo, si ritroveranno
nuovamente unite nell'esperienza
della Scuola intersezionale "Valle del Seveso".
Il Consorzio del 1947 nacque dalla
volontà di superare l'isolamento organizzativo
e informativo delle diverse piccole sezioni,
unendo le forze in vista di più impegnative
realizzazioni. Il Consorzio si dotò anche di
un bollettino, di cui riproduciamo in queste
pagine la copertina del primo numero (il documento è tratto dal fascicolo
per il cinquantesimo di fondazione del Cai di Seveso). Purtroppo
l'esperienza di allora si esaurì nel giro di qualche anno; tuttavia il
problema cui cercava di rispondere non poteva non tornare a farsi sentire:
sarà proprio la volontà di uscire dai limiti della propria iniziativa sezionale
che porterà alla nascita della "Valle del Seveso" alla fine degli
anni Settanta.
Per ricostruire il clima e gli avvenimenti di quei giorni non c'è niente
di meglio che rifarsi alle parole di Gabriele Bianchi, oggi presidente generale
del Cai, allora presidente della sezione di Bovisio e fervente promotore
dell'iniziativa. Nel 1988, in occasione del decimo anniversario
della scuola, egli ricordava così l'esperienza di quegli anni fondamentali:
Qualsiasi iniziativa che gli uomini intendono intraprendere necessita
di un clima ideale in cui essere proposta, di un terreno fertile dove affondare
saldamente le radici e delle cure più attente per crescere con
armoniosa continuità.
... Il clima: 17 aprile 1977 - Convegno delle sezioni lombarde del
Cai a Mandello del Lario. E' tutto veramente ideale: una tersa giornata
di primavera dove l'aria è ancora frizzante, le acque quasi immobili
sul lago, sovrastate dall'imponente mole delle Grigne imbiancate di
neve e, all'interno del centro velico che ci ospita, un'atmosfera carica
di entusiasmo anche per la presenza del presidente generale del Cai,
senatore Giovanni Spagnolli, e di Riccardo Cassin, uomo dall'indiscusso
carisma.
"Il tempo in cui potevano considerarci una libera associazione di
amanti della montagna è ben lontano: la massa degli iscritti, il crescente
interessamento dei giovani, la sicura opera educativa che possiamo
svolgere, le precise incombenze che lo Stato ci ha affidato danno
al Club Alpino Italiano una nuova fisionomia e una nuova dimensione.
In questa nuova dimensione non c'è posto per chi intende le cariche
sociali come un onore o come una gloria gratuita. Avanti ai volonterosi
e ai capaci, usciamo dal nostro splendido isolamento per cooperare,
facciamo conoscere anche all'esterno il Club Alpino Italiano
nella sua realtà di lavoro, mettiamo al servizio della comunità la nostra
esperienza e capacità organizzativa".
Gli stimolanti inviti del presidente generale vengono ripresi, durante
i lavori, da Gianni Lenti, presidente della Commissione nazionale
scuole di sci-alpinismo, che sprona i delegati lombardi a una maggior
collaborazione tra loro per superare gli inevitabili ostacoli che s'incontrano
quando, nell'organizzare scuole e corsi, ci si limita alle sole forze
di piccole sezioni per difendere la bandiera ormai anacronistica di
un campanilismo che non ha più senso. L'idea è lanciata, è attraente
e merita di cimentarsi nel tentativo di concretizzare una struttura intersezionale
che possa seriamente operare, come i tempi ormai impongono.
... Il terreno: 11 novembre 1977 - La sezione di Bovisio Masciago
propone l'iniziativa a un gruppo di sezioni situate al nord di Milano.
Durante la riunione emerge all'unisono il problema di fondo: non è
più sufficiente svolgere un'opera di proselitismo, fine a se stessa, per
aggregare nuovi soci, ma soprattutto per contrastare il crescente numero
di incidenti in montagna, s'impone la necessità di favorire un avvicinamento
guidato da un organismo che possa garantire una reale
e concreta opera di prevenzione e di seria conoscenza del particolare
ambiente alpino.
Il terreno è certamente fertile anche se le difficoltà non sono da sottovalutare:
per una scuola che non debba restare tale solo nel nome
serve un organico di istruttori ben preparato, una disponibilità continua
nel tempo, adeguati mezzi tecnici e conseguenti risorse finanziarie.
Problemi che ogni singola sezione non può ritenere di risolvere
sempre e comunque per un lungo arco di tempo. L'obiettivo è certamente
rilevante e nonostante qualche scetticismo prevale la decisione
consigliata dalla saggezza degli anziani e dall'entusiasmo dei giovani:
tentar non nuoce.
Si comincia a dissodare il terreno, l'inverno del '78 vede un ciclo di
serate promozionali realizzate in diverse sezioni con il risultato di poter
organizzare il primo corso intersezionale di sci-alpinismo, durante
la stessa primavera.
All'esperienza aderiscono cinque sezioni e una sottosezione del Cai:
sull'onda della positiva esperienza si ritiene non solo di continuare l'attività
nell'anno successivo ma anche di costituire un regolare organo
tecnico intersezionale cui affidare il funzionamento delle attività e la
gestione tecnica e amministrativa delle stesse. Il 1979 vede così realizzati
il secondo corso di sci-alpinismo, il primo corso di alpinismo e la
costituzione ufficiale della "Commissione intersezionale scuole alpinismo e sci-alpinismo
Valle del Seveso".
Due componenti per ogni sezione garantiranno i collegamenti necessari, svolgendo
contemporaneamente la funzione di "organo di governo" di tutte le attività.
E' un anno veramente febbrile durante il quale si provvede non solo all'attuazione di
programmi pratici ma, durante le dieci riunioni di commissione, si perviene all'approvazione
di un regolamento redatto al solo scopo di garantire il miglior funzionamento
delle scuole e dei rapporti tra le sezioni che vi aderiscono.
Una data: 3 maggio 1979. I presidenti delle sezioni e il reggente di
una sottosezione firmano congiuntamente l'atto costitutivo: Umberto
Legnani per Barlassina, Gabriele Bianchi per Bovisio Masciago, Ernesto
Busnelli per Cabiate, Antonio Colleoni per Desio, Renzo Ferrario
per Paderno Dugnano, Guido Sala (in rappresentanza del presidente
Giuseppe Meroni) per Seveso, Walter Erbini per Bresso. L'iniziativa
è accolta con entusiasmo anche dalle commissioni nazionali che
controllano l'attività delle scuole e il Consiglio centrale del Club Alpino
Italiano ratifica il "regolamento" durante la propria riunione del 6
ottobre 1979. Il terreno è veramente fertile e l'humus indispensabile
è fornito da quella caratteristica forza, più forte di qualsiasi capacità
tecnica e disponibilità finanziaria, la vera e più determinante forza dalla
quale ancora oggi scaturiscono le continue iniziative: la capacità di
aggregarsi attorno ai nostri ideali superando qualsiasi personalismo in
un clima di sincera amicizia. Se qualcuno ritiene che si sia fatta "retorica",
ben venga altra retorica che possa garantire i successivi risultati.
Nel 1981 aderiscono le sezioni di Lissone e Montevecchia (presidenti
Dario Schiantarelli e Luigi Brivio), nel 1984 la sezione di Sesto San Giovanni
(presidente Ercole Gervasoni) e nel 1987 la sezione di Rho (presidente
Achille Borella).
Nel 1995 la sezione di Rho si ritira dalla Scuola, ma verrà sostituita
da quella di Cesano Maderno, presieduta da Orianno Bini. Negli anni
successivi però anche Lissone si ritira (1998) e la stessa decisione verrà
presa dalla sezione di Cesano Maderno (2000), nonostante fosse
da poco entrata nel consorzio. Anche Bresso, una delle sezioni fondatrici,
aveva nel frattempo gettato la spugna. Attualmente la Scuola
intersezionale è dunque composta da otto sezioni: Barlassina, Bovisio
Masciago, Cabiate, Desio, Montevecchia, Paderno Dugnano, Sesto
San Giovanni, Seveso. Sei fanno parte dell'associazione sin dalle origini,
due (Montevecchia e Sesto) vi erano entrate agli inizi degli anni Ottanta:
il gruppo è quindi saldamente collaudato da almeno vent'anni
di lavoro collettivo e questo, tenendo conto di come spesso sia difficile
impegnarsi in un progetto che superi i limiti delle attività della propria
sezione, è la testimonianza più efficace del valore di questa iniziativa.
Tornando alle parole di Gabriele Bianchi, dobbiamo ancora parlare
delle "cure" che hanno permesso la crescita della "Valle del Seveso".
Troppo numerosi gli amici che si sono dedicati al progetto iniziale, per
poterli ricordare tutti. Dai consiglieri sezionali ai componenti di commissione,
dai direttori di scuole e corsi agli istruttori, da quanti anche
sporadicamente hanno contribuito al costante evolversi delle nostre
iniziative, da tutti sono certamente scaturite le "cure" indispensabili al
conseguimento del traguardo dei nostri primi venticinque anni. Un discorso
particolare deve però essere fatto per gli istruttori, che in una
scuola sono necessariamente le figure centrali. Si tratta dei quadri operativi
che, con differenti qualifiche, contribuiscono al regolare svolgimento
delle attività programmate. La loro funzione è quella di assicurare
l'uniformità di insegnamento in ogni sede, secondo i criteri impartiti
dalla Commissione nazionale scuole alpinismo e sci-alpinismo,
riportando contemporaneamente alla stessa le idee ed esperienze raccolte.
La loro attività a favore delle scuole viene svolta gratuitamente,
salvo il parziale rimborso delle spese vive sostenute. Operano attualmente
con distinte qualifiche di cui due (istruttori nazionali e istruttori)
sono conferite dal presidente generale del Cai dopo appositi corsi,
e una (aiuto-istruttori) viene assegnata dalla Commissione "Valle del
Seveso". Sono, ovviamente, i "pilastri portanti" di tutte le attività organizzate
e i risultati positivi ottenuti dalla Commissione intersezionale
dipendono soprattutto dal loro spirito di volontariato, disponibilità
e impegno sempre crescente, anche nella fase di preparazione del personale,
con il solo scopo di garantire una professionalità adeguata ai
tempi e la maggior sicurezza possibile per tutti gli allievi loro affidati.
Da questo punto di vista vale senz'altro la pena di ricordare l'evoluzione
dell'organico della Scuola; nel 1978 c'erano un solo istruttore
nazionale di sci-alpinismo e quindici aiuto-istruttori delle due aree; oggi
la Scuola può contare su tre istruttori nazionali di alpinismo, due
istruttori nazionali di sci-alpinismo, sei istruttori di alpinismo, quattro
istruttori di sci-alpinismo, ventuno aiuto-istruttori delle due aree. Si
tratta di un "corpo docente" numeroso e qualificato, costantemente
aggiornato attraverso appositi incontri tecnici, sia teorici che pratici, finalizzati
ad adeguare l'insegnamento della scuola all'evoluzione delle
tecniche e delle conoscenze, così come vengono rielaborate dalla
Commissione nazionale del Cai. Molti di questi istruttori e aiuto-istruttori
provengono dalle file degli allievi dei corsi che la scuola organizza
e anche questo è un segno della vitalità della vitalità dell'associazione
(in totale, gli istruttori che hanno operato nell'ambito della scuola sono
stati 105).
L'offerta formativa della scuola ha ovviamente conosciuto, nel corso del tempo, un'evoluzione.
All'inizio la Scuola di scialpinismo proponeva annualmente un solo tipo di
corso, dal 1984 si è passati a una proposta articolata in due momenti:
un anno il corso di introduzione, l'anno dopo quello avanzato per permettere
agli allievi che lo volessero, di raggiungere
una più elevata preparazione sciistica e alpinistica. La Scuola di
alpinismo ha proposto, fino al 1998, un corso residenziale di roccia in
Dolomiti che si alternava annualmente a un corso residenziale di perfezionamento
e ghiaccio nel gruppo del Monte Bianco; contemporaneamente,
dal 1985, era proposto un corso di introduzione all'alpinismo
che si svolgeva nei fine settimana tra la primavera e l'inizio dell'estate.
Oggi, in conformità con le indicazioni della Commissione nazionale,
la proposta si articola in due corsi di alpinismo, base e avanzato,
che si alternano annualmente e si tengono tra la primavera e l'estate.
Fino ad oggi questi corsi hanno coinvolto ben 1.043allievi (354
nei corsi di sci-alpinismo e 689 in quelli di alpinismo), tutti soci del Cai
provenienti dalle diverse sezioni che si raccolgono sotto lo stemma della
Scuola (o da altre sezioni della zona).
Oggi la "Valle del Seveso" è dunque una realtà solida e ben organizzata,
capace di sviluppare una proposta didattica ed educativa forte e valida, ma
anche di proporre, in spirito di amicizia, un'esperienza
culturale di contatto entusiasta e insieme consapevole con lo straordinario
ambiente delle montagne, secondo quello che, sin dalle sue origini,
è l'intento fondamentale del Club Alpino Italiano.
L'aver ripercorso in queste pagine la "storia" di questi anni non deve
risolversi in una semplice "rievocazione" e, come ha scritto ancora
Gabriele Bianchi nel 1996, può avere un senso compiuto solo se accomunato
alle riflessioni che riguardano il nostro futuro, per poter trarre
nuovi stimoli, per poter riconfermare una rinnovata disponibilità, per
poter accrescere le nostre capacità da mettere a disposizione degli altri
ma soprattutto per mantenere intatto l'inestimabile patrimonio che
ci ha consentito di tagliare il traguardo dei nostri primi venticinque anni.
